lunedì 30 giugno 2014

Le donne nella pittura (e nell'arte)

Uscendo dalla splendida mostra di Frida Kahlo, mi interrogavo sul perchè le donne nella pittura, così come in altre arti, siano così poche. Certo, si potrebbe dare la colpa alla cultura maschilista che ha sempre dominato il mondo e dato poco spazio alle donne, per cui Artemisia Gentileschi è l'unico nome che mi viene in mente fino alla fine del '800. Ma non è che le cose vadano meglio negli anni più recenti. In tutto il fervore rivoluzionario dell'impressionismo non ricordo il nome di una donna famosa, se non forse Suzanne Valadon, che però è più nota per essere stata la madre di Utrillo che per i suoi paesaggi, o ancora più tardi, per le avanguardie,  Tamara de Lempicka tra la prima e la seconda guerra mondiale, e poi? Idem per quanto riguarda la musica, i compositori che  mi vengono in mente sono tutti uomini, anche se poi il primo nome a cui si associano, nella storia della musica,  delle composizioni è Idelgarda di Bingen (XII secolo).




Un po' meglio, ma non troppo, va nella letteratura: la Austin, le sorelle Bronte, Emily Dickinson, e più recentemente Geroge Sand e Marguerite Yourcenar  (e mettiamoci anche il nostro premio nobel Grazia Deledda).


Un po' poco, è come se da sempre si fosse impedito a metà della popolazione della terra di esprimere le proprie capacità artistiche. 



lunedì 23 giugno 2014

Parole

E' vero che non bisogna giudicare una organizzazione dal comportamento dei suoi singoli membri (in fondo siamo tutti esseri umani), ma due episodi del fine settimana mi hanno colpito (ahimè negativamente, ma è la norma). Perchè non si può dire, come ha detto il prefetto di Perugia, che "Se una madre non si accorge che il figlio si droga ha fallito, si deve solo suicidare", o come ha scritto il parroco di Cameri (Novara) che la convivenza o il matrimonio civile non sono un " peccato occasionale (per esempio un omicidio), di una infedeltà per leggerezza o per abitudine" emendabile con un "pentimento sincero" 

Con la differenza che (almeno a parole) Alfano ha detto che il prefetto verrà allontanato, mentre il vescovo pare se ne sia lavato le mani (lo fece 2000 anni fa anche un certo Ponzio Pilato, mi pare)

venerdì 20 giugno 2014

Su per il Gianicolo

Se da Trastevere si sale verso il Gianicolo, ad un certo punto si imbocca un viale alberato lungo il quale si può ammirare una luna teoria di busti  raffiguranti patrioti italiani e stranieri che durante il Risorgimento hanno combattuto per l'unità di Italia. E così, oltre a nomi noti come quelli di Nino Bixio, Luciano Manara e Goffredo Mameli, si possono vedere i visi (chissà quanto somiglianti) di illustri italiani sconosciuti quali Nino Costa, Giuseppe Rosi, Anton Giulio Barrili, ma anche di stranieri, come il finlandese e garibaldino Herman Liikanen.


Tra i tanti nomi maschili, c'è un solo nome femminile, quello di Colomba Antonietti. Chi era costei e perchè trova posto sul Gianicolo? Colomba era la figlia di un fornaio che si innamorò giovanissima, ricambiata, del cadetto delle truppe pontificie Luigi Porzi. Il loro amore, seppur contrastato da entrambe le famiglie per le evidenti differenze sociali, si concretizzo in matrimonio quando lei aveva appena 20 anni.  Quando il marito nel 1848  aderì alla Repubblica Romana la ragazza, per combatter al suo fianco, si tagliò i capelli e vestì l'uniforme da bersagliere. Combattè contro le truppe borboniche nelle battaglie di Velletri e di Palestrina con coraggio ed intelligenza, ed il suo valore fu notato ed elogiato da Giuseppe Garibaldi. Partecipò  poi a Roma alla difesa della Porta San Pancrazio durante l'assedio dei francesi, e lì morì colpita in pieno da una palla di cannone. 

A questa eroina l'eroe dei due mondi, nelle sue Memorie, ha dedicato il seguente passaggio:

"La palla di cannone era andata a battere contro il muro e ricacciata indietro aveva spezzato le reni di un giovane soldato. Il giovane soldato posto nella barella aveva incrociato le mani, alzato gli occhi al cielo e reso l’ultimo respiro. Stavano per recarlo all’ambulanza quando un ufficiale si era gettato sul cadavere e l’aveva coperto di baci. Quell’ufficiale era Porzi. Il giovane soldato era Colomba Antonietti, sua moglie, che lo aveva seguito a Velletri e combattuto al suo fianco"

giovedì 19 giugno 2014

Donne

Io non capisco le donne anche se, giuro, ci metto tutta la buona volontà a provarci. Ma ho da tempo capito che le donne hanno un modo di ragionare che a me appare contorto, che un loro no non è detto che voglia dire no, così come un loro si spesso somiglia stranamente ad un no.

Fortunatamente da tempo le mie interazioni con l'altro sesso sono limitate essenzialmente a schermaglie verbali e, soprattutto,  epistolari, il che tiene le mie incomprensioni ad un livello di pericolosità molto basso.

lunedì 16 giugno 2014

Song 'e napule

Si può ancora andare al cinema ed uscirne appagati senza dover per forza affrontare temi seri in modo serioso? La risposta è si, come già aveva dimostrato Pif con il suo La mafia uccide solo d'estate, lo conferma questo Song 'e napule dei Manetti Brothers (ovvero dei fratelli Marco e Antonio Manetti).   Un film divertente ma non per questo troppo leggero, che trae ispirazione da diversi filoni degli anni '70, dagli spaghetti western ai poliziottesco (come il mitico La polizia ringrazia di Steno, anno 1972 con Enrico Maria Salerno e Mariangela Melato)


Arricchito dalla partecipazione di Peppe Servillo e dagli arrangiamenti musicali degli Avion Travel,  il film è ambientato  nel mondo dei neomelodici napoletani che descrive senza pregiudizio , anzi, con simpatia, tanto che, ne sono certo, tutte le spettatrici alla fine diventano fan di Lollo Love, il cantante intorno al quale è costruita tutta la vicenda narrata dal film. Ho scritto fan ma sarebbe più corretto dire ... cuoricine!


Assolutamente da vedere.


mercoledì 11 giugno 2014

Ditelo con i fiori

I fiori, si sa, possono nascondere un significato specifico, e quindi bisogna fare attenzione a cosa si regala a chi, per evitare incomprensioni o che vengano inviati messaggi errati. 

Per esempio regalare fiori d'arancio equivale ad una richiesta di matrimonio, mentre i narcisi sono un messaggio di vanità che potrebbe anche non essere gradito. L'asfodelio è un sincero "mi dispiace", il glicine amicizia disinteressata, la rosa rossa amore e passione, e così via.

Io ho cercato in rete, ma non ho trovato niente: qualcuno di voi sa dirmi che messaggio voleva trasmettermi chi mi ha recentemente regalato una pianta di peperoncino?  

martedì 10 giugno 2014

La prima volta

lei: certo mi dispiace non poter condividere il tuo punto di vista
lui: si, lo so, ma non è colpa mia, è la situazione che non lo consente
lei: però in effetti un modo ci sarebbe
lui: e come ?
lei: (porgendogli qualcosa) così!
lui: ma ... sei sicura? io non so se sono capace
lei: ma si che lo sei, guarda, è facile, basta fare così e poi ...
lui: va bene, ci provo
...
lui: non so se va, però ... ci sto provando
lei: ...
lui: aspetta, ora proviamo così
lei: ...
lui: ecco penso che sia sufficiente
lei: ...
...
lei: allora, che ne dici?
lui: però, tutto sommato pensavo peggio, però è veramente complicato 
lei: diamine, non avrei mai creduto che ...
lui: figurati io, una cosa così non mi era mai capitata. Ma ti rendi conto?
lei: (sorridendo) mi rendo conto si, posso segnare un punto in più
lui: anche io!  

lunedì 9 giugno 2014

La gente ragiona

Tra le tante storie di queste elezioni, ce ne è una che secondo me è rappresentativa del potere della gente, ed è quella di Nichelino, un paesone di circa 50.000 abitanti in provincia di Torino. A Nichelino il sindaco uscente (che era già al secondo mandato, quindi non più candidabile) aveva vinto le precedenti elezioni con il 70% dei voti al primo turno, quindi possiamo dire che è un paese di sinistra. 

Nella migliore tradizione del PD, dovendo scegliere il nuovo candidato sindaco (che vista la forza del partito sarebbe poi diventato quasi certamente il sindaco)  vengono fatte le primarie, primarie in cui il candidato del sindaco uscente, contrariamente alle attese, è arrivato secondo (per soli 36 voti). A questo punto cosa ha fatto la direzione del PD di Nichelino, secondo voi? Ha preso atto del risultato delle primarie? No di certo, ha prima chiesto al vincitore Angelino Riggio di fare un passo indietro poi, visto il suo rifiuto, gli ha negato il simbolo del PD ed ha designato un proprio candidato. Riggio non è stato con le mani in mano, ha prima protestato poi, quando i giochi erano fatti, si è comunque candidato, supportato da diverse liste tra cui "rispettiamo le primarie".

Al primo turno il candidato del PD ha preso il 31% e Riggio il 22%, superando di pochissimo il candidato M5S e accedendo al ballottaggio, che ha poi vinto per soli 300 voti anche attraverso un apparentamento (di contro FI aveva invitato i suoi elettori a votare per il candidato PD).

Conclusione, quando le persone sono conosciute, gli elettori possono ragionare ed entrare nel merito, e bocciare scelte sbagliate calate dall'alto. Cosa che però nella nuova legge elettorale non è prevista, purtroppo.

giovedì 5 giugno 2014

Dico a te

Si, dico proprio a te, tu sai che parlo di te anche se, per ovvi motivi, non faccio il tuo nome. Cosa dovrei pensare di te, dopo tutto quello che hai fatto? dopo le illusioni che scaturivano dalle tue parole, dopo le vaghe promesse fatte e mai rispettate, dopo quei domani che non sono mai diventati oggi?

Ora finalmente hai il coraggio di dire la verità, che mai e poi mai farai quel passo, mai e poi mai colmerai la distanza che c'è tra noi due. Perchè volere è potere, e se non fai evidentemente non vuoi, o non vuoi abbastanza. Ora lo so, l'ho capito, e me ne farò una ragione!

Ma ricorda, se un giorno vorrai venire, io non sarò di certo qui ad aspettare te ...

(immagine scaricata da WEB)

... ma a mangiare un bel piatto di arrosticini insieme ad una donna, anzi, ad una "femmina"!

mercoledì 4 giugno 2014

Ci vediamo fuori

“Ci vediamo Fuori” è lo slogan del Gay Pride che il 7 giugno sfilerà a Roma. "Fuori", come il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, l'associazione che negli anni Settanta si batteva per i diritti civili. Fuori, come quando ci si mette la faccia facendo coming out.

Io come ogni anno il 7 giugno sarò in piazza (ma non vi fidate dell'orario scritto qui sotto, il corteo partirà non prima delle 16.30-17 ... e meno male, che con il caldo che farà alla mia età rischio un coccolone) affianco ad amici, genitori e bambini, in quella che sarà soprattutto una festa


E dopo tanti anni, pare che ci sarà perfino il sindaco di Roma.

martedì 3 giugno 2014

Cacio e pepe

La pasta cacio e pepe (spaghetti nella versione povera, tonnarelli nella versione gourmet) è un tipico piatto romano, anche se esportato un po' ovunque (recentemente ne ho visto, ma non assaggiato, una versione toscana fatta con i pici).

E' un piatto semplice, semplicissimo, perchè oltre alla pasta (rigorosamente lunga, come si evince dai formati succitati) ha bisogno di soli altri due ingredienti: il cacio ed il pepe, appunto. Cacio inteso come pecorino romano, perchè altri formaggi stagionati, come il parmigiano o il grana non vanno assolutamente bene, pepe ignorante (niente sofisticherie straniere per favore).

La vera, unica difficoltà nel preparala sta nel riuscire a creare la cremina che fa da condimento senza l'ausilio di altri grassi (ad esplicita richiesta un paio di noti ristoratori romani, specializzati in cucina locale, mi hanno confessato di aggiungere un po' di burro o di olio per evitare figuracce). Ma se ci si riesce ... bè, allora c'è solo da leccarsi i baffi.



P.S. C'è chi aggiunge altro cacio ed altro pepe spolverato sulla pasta, ma in questo caso non ce ne era bisogno.

Dedicato a te