lunedì 31 marzo 2014

Brundibàr

Brundibar è un'opera musicale  per ragazzi, interpretata da ragazzi. E' la storia di due fratelli che hanno bisogno di soldi per comprare  il latte per la loro mamma malata, e che grazie all'aiuto di tre animali, un passerotto, un gatto ed un cane, e di altri ragazzi, riescono a mettere insieme la cifra necessaria cantando nonostante l'ostruzionismo di Brundibar, un suonatore ambulante di organetto.


La particolarità di questa opera, proposta la settimana scorsa al Teatro Nazionale di Roma ed interpretata dall'Orchestra Giovanile e dal Coro delle Voci Bianche del Teatro dell'Opera di Roma, è che la sua prima rappresentazione avvenne nell'inverno del 1942 nell'orfanotrofio ebraico di Praga. Quando i bambini ed il personale dell'orfanotrofio furono deportati nel campo di concentramento nazista  di Terezin (o Theresienstadt), nell'ambito del programma educativo che con tutte le immaginabili difficoltà gli ebrei cercavano di portare avanti all'interno del campo, l'opera fu rappresentata il 23 settembre del 1943 ed ebbe ben 55 repliche, inclusa una rappresentazione speciale in onore di una delegazione della Croce Rossa. Delegazione a cui fu mostrata una Terezin molto diversa dalla realtà, con le baracche rimesse a nuovo ed il sovraffollamento eliminato semplicemente trasferendo  molti dei suoi occupanti a Auschwitz.

La maggior parte degli interpreti del Brundibàr di Terezin, così come il compositore dell'opera, Hans Kràsa, trovarono la morte proprio a d Auschwitz.

Non mi dilungherò in dettagli su Brundibàr e su Terezin, che ne avesse voglia potrà approfondire l'argomento grazie  a Google, voglio spendere due parole sulla rappresentazione, molto emozionante grazie alla scenografia che ricostruiva l'interno di una baracca, con i ragazzi che entrano come se fossero appena scesi da uno dei famigerati treni blindati, e che si trasforma poi  in un mondo colorato che, per il breve momento dello spettacolo, assume una dimensione giocosa.

E non posso fare  a meno di citare  questa frase, tratta dal volume "La musica a Terezin  (1941-1945" di Joza Karas, presente anche nel depliant illustrativo del teatro:

"Le ceneri di tutti gli artisti di Terezin sono disperse attorno ad Auschwitz w a Kauffering, o trasportate dalle correnti dell'Eger e dell'Elba, forse fino all'Atlantico. Tuttavia, ci parlano ancora. Ci additano le terribili conseguenze della decadenza morale; ci parlano di dignità umana e di sacralità della vita persino nella miseria più impensabile; ci parlano del coraggio dell'implacabile e indistruttibile spirito umano. E, soprattutto, attraverso le loro note di dolore e di angoscia, i compositori di Terezin ci parlano dell'eterna speranza per un domani migliore. Ma noi, riusciamo ancora ad ascoltarli?"


domenica 30 marzo 2014

Ellinor Grimmark

Chi è Ellinor Grimmark? Una ostetrica svedese di 37 che, secondo quello che riporta qui il sito tempi.it  (sito di chiara ispirazione cattolica, direi integralista) , riporto testualmente:

"... è stata licenziata l'anno scorso dall'ospedale dove lavorava per aver fatto obiezione di coscienza ed essersi rifiutata di praticare aborti"

 Poichè sono un tipo curioso, ho voluto capirci di più, e quindi sono andato a cercarmi notizie alla fonte, su siti in inglese che, anche quelli di parte, le notizie le danno nella loro completezza. La storia, alla fine, risulta essere un po' diversa e mostra una "lieve" differenza nei servizi pubblici tra la Svezia e, tanto per fare un esempio a  caso, l'Italia .

Ellinor, da studentessa in ostetricia, ha fatto il praticantato in un ospedale pubblico di Eksjo, e sostiene che le era stato promesso un lavoro estivo nella stessa struttura, promessa che sarebbe poi stata ritirata quando ha dichiarato che la sua fede non le permetteva di partecipare agli interventi di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG).

Le sue rimostranze, in quanto discriminata per il suo credo religioso, non hanno però trovato il supporto dei sindacati in quanto, come dichiarato dalla vice-presidente della Associazione Svedese del Personale Paramedico (Swedish Association of Health Professionals) Pia Arndorff : "Un paziente in Svezia deve sapere cosa è suo diritto avere secondo la legge svedese e questo non deve dipendere dal personale in turno in un determinato momento". Tanto semplice che lo capirebbe anche un bambino ... svedese!

venerdì 28 marzo 2014

Exit

Vista al Teatro Vittoria, mezzo vuoto, dove sarà in scena fino a  domenica (e considerato che i biglietti si trovano ormai a metà prezzo, si fa ancora in tempo), la commedia parla della crisi di coppia. Una coppia normale, equilibrata, innamorata, ma il cui rapporto lentamente si sgretola per tanti piccoli motivi (la politica, la gelosia, l'Iraq, i figli, il non averne,  il sesso ... il sesso c'entra sempre, perfino un paio di calzini) senza un vero motivo.

Ed allora si cerca una strategia di uscita, prima all'interno della coppia, e poi fuori, con risultati ... bè, che non vi dirò, ma che fanno sorridere, e anche pensare.


Alla base della commedia i dialoghi ironici, una struttura che alterna la recitazione vera  e propria con una (finta) interazione con il pubblico per spiegare il non detto, l'uso di stereotipi e di clichè in cui alla fine tutti un po' ci riconosciamo, e quattro attori assolutamente padroni della scena. Insieme a "Fausto e gli Sciacalli" le due più belle sorprese della stagione 2013-2014 del Teatro Vittoria (Rumori Fuori Scena non è stata una sorpresa, ma una conferma)

Le nostre pareti

Ognuno di noi ha le proprie inibizioni, inibizioni che derivano da educazione, cultura, ambiente, insomma da tanti condizionamenti più o meno espliciti che abbiamo subito (e continuiamo a subire). Tra le tante inibizioni c'è quella dei "gesti affettuosi" in pubblico. 

Sia chiaro, non sto facendo riferimento ai gesti "molto" affettuosi citati in svariati dei miei ultimi post, ma di cose semplici come un abbraccio, una mano nella mano o un casto bacio scambiato mentre si aspetta un autobus o si è in fila per entrare al cinema. Se mi guardo intorno, la maggior parte delle coppie che incrocio, coppie adulte (escludo da questa statistica i ragazzi, anzi i ... ggiovani), si relazionano a distanza "di sicurezza", con distacco, come se l'affettuosità fosse qualcosa da estrinsecare solo in privato. 

Ma se si prova affetto verso una persona, se si prova piacere ad abbracciarla, baciarla, stringerle la mano, per quale motivo si dovrebbe rinunciare a questo piacere in determinati contesti? Perchè non si può passeggiare mano nella mano senza problemi? O accarezzare una mano poggiata sul tavolo di un ristorante ?(e sia chiaro, non sto parlando di gesti che offendano la morale comune, a meno che un bacio sia tale ...)

(Foto scaricata dal WEB )

Poi dipende anche da dove ci si trova, secoli fa a Istambul un ragazzo ci apostrofò con un  "you are doing sex with her" ...   solo perchè ci eravamo scambiati un casto bacio da 13enni!

giovedì 27 marzo 2014

Ma quanto è bello il Colosseo ...

... senza bancarelle, furgoni e venditori ambulanti. Ci voleva la visita di Obama per vederlo così.

(immagine scaricata da WEB)

Peccato che da domani tutto tornerà come  prima!

Non capisco

A volte , veramente, non capisco i politici. Alcuni anni fa (credo fosse il 2007)  tra le varie leggi sul lavoro ce ne era una che prevedeva l'obbligo di utilizzare dei moduli predatati per le dimissioni di un lavoratore. Questo per evitare l'annoso fenomeno delle dimissioni in bianco fatte firmare all'atto dell'assunzioni da alcuni datori di lavoro ed utilizzate a scopi vessatori o per terminare senza contraccolpi un rapporti di lavoro divenuto oneroso (per esempio una malattia o una gravidanza). La norma non faceva piacere a troppa gente ed alla fine venne rapidamente abrogata.

Ora una legge simile è stata ripresentata ed è stata approvata alla Camera (ora deve passare al Senato). Me la sono letta, consiste di un solo articolo ed è molto semplice. I moduli saranno messi a disposizione gratuitamente da associazioni sindacali e associazioni di categoria ma potranno essere anche scaricati via Internet attraverso connessioni protette che garantiscono che la data non possa essere alterata, e fanno perdere di validità, in un sol colpo e senza nessun onere per lo stato, a tutte le dimissioni in bianco firmate che si trovano nei cassetti di diversi imprenditori, che pensavano di avere a disposizione una pistola pronta  a sparare  e si accorgono all'improvviso che la stessa è caricata a salve.

Nella votazione alla Camera la Lega si è astenuta (evidentemente i suoi deputati non avevano fatto  in tempo a capirla e farsi una opinione, eppure è una legge di poche righe, ma si sa che possono avere difficoltà con l'italiano).

NCD ha votato contro perchè "è un provvedimento figlio di una cultura formalistica che, legiferando sulle patologie, indebolisce e debilita il nostro tessuto imprenditoriale con norme, vincoli, procedure burocratiche" ... burocrazia utilizzare un modulo da stampare via internet invece di un foglio bianco? mah

SC ha anche votato contro perchè "si colpiscono in cento per educarne uno, facendo danni a imprenditori che mai si avvarrebbero di questo escamotage" ... francamente non capisco di quali danni agli imprenditori (seri)  si stia parlando.

Insieme ad NCD ed SC spicca il voto contrario del M5S perchè "è solo una manovra elettorale" ... ce ne fossero tante di manovre elettorali di questo tipo.


mercoledì 26 marzo 2014

Il bordo vertiginoso delle cose

Avevo apprezzato un paio dei libri di Carofiglio con protagonista l'avvocato Guerrieri, una scrittura semplice e scorrevole ma non banale, per cui quando mi è stato regalato il suo ultimo lavoro, Il bordo vertiginoso delle cose, ne sono stato ben felice e mi sono immerso nella lettura.

Devo dire che il libro non ha tradito le attese, stesso stile piacevole, forse qualche piccola divagazione di troppo e, diciamolo, un giocare eccessivamente sulle coincidenze per terminare in un inevitabile (?) lieto fine. Però la trama è ben congegnata, con il passato che ritorna inaspettatamente a galla e risucchia il protagonista in un vortice di eventi in cui i trascorsi personali e politici si intrecciano con i tormenti interni di un presente che non riesce ad evolvere e che tiene sospeso il protagonista in un limbo da cui non riesce ad uscire.


La morale finale è che le risposte sono in realtà dentro di noi, solo che spesso non riusciamo a leggerle con chiarezza, o forse non vogliamo nel timore che siano sbagliate. Quindi inutile cercare risposte anche in questo libro,  ci si troverà forse qualche nuova domanda da porre a se stessi, ma non è certo poco.

martedì 25 marzo 2014

La sveltina

Io sono concettualmente "slow", non amo fare le cose di fretta, anche se a volte mi capita di non poterlo evitare. Questo mio approccio "lento" si riflette in ogni aspetto della mia vita, incluso ciò che riguarda il cibo. Se devo cucinare, cerco di prendermi i tempi giusti, di non dover fare le cose di fretta e poter gustare il piacere di stare in cucina. Ed  a maggior ragione, a tavola, voglio poter avere i miei tempi, motivo per cui (per esempio) rifuggo i locali dove ci sono i "turni" per cenare, e non amo i fast food. 

Eppure a volte capita anche a me di subire un "mangia e fuggi", l'ultima volta pochi giorni fa, con una cara amica. Era un po' che per motivi vari non riuscivamo a vederci, e pareva che le congiunzioni astrali continuassero ad essere negative, quando all'improvviso si è aperta una finestra di opportunità per una cena. Già pregustavo una serata gustosa, piena di chiacchiere interessanti, quando il tempo a nostra disposizione, per il prolungamento di un mio impegno di lavoro ed un anticipo di un suo impegno, si è ridotto a poco più di un'ora. Che fare? rimandare ancora in attesa di tempi migliori? ci siamo consultati, ed abbiamo deciso che era meglio l'uovo (certo) oggi che una (potenziale) gallina domani. Così ci siamo incontrati, e lei (che mi conosce bene) sorridendo mi ha detto: dai , abbiamo poco tempo, però ho fame, facciamoci una sveltina. E così abbiamo appagato i nostri stomaci con degli ottimi trapizzini (e chi non sa cosa sono ... si informi! Quello alla cacciatora, nonostante l'aglio, delizioso, e quello alla picchiapò pure) ed una discreta birra artigianale della Montegioco. Un pasto veloce ma non per questo meno gustoso, reso ancor più gradevole dalla conversazione. A volte anche le sveltine posso essere appaganti!   

lunedì 24 marzo 2014

I posti dell'amore

Io so già anticipo i commenti che mi arriveranno: non è possibile, capitano tutte a te, te la stai inventando, ecc., tanto che sono stato diversi giorni in dubbio se pubblicare questo post, ma la verità non  può essere nascosta.

Io lavoro in un ufficio che si trova in una zona periferica di Roma, dove si alternano case della tipica borgata romana e palazzi più moderni, non c'è stata una progettazione urbanistica seria e le strade si sviluppano in modo caotico. Qualche settimana fa, era un giorno di pioggia (particolare importante) e non trovando posto nel parcheggio aziendale sono stato costretto a girovagare a lungo prima di lasciare l'auto in una stradina isolata che corre dietro ad un palazzo moderno affacciato su un pezzo di campagna. Nel pomeriggio, non era ancora buio, mi sono avviato per riprenderla ma ad una centinaio di metri c'è stato un tipico scroscio di pioggia che mi ha costretto a cercare riparo sotto una piccola tettoia. E mentre aspettavo che spiovesse, mi sono messo a guardare in giro. Strada isolata, alcune macchine parcheggiate, ed ho notato che una di queste, quasi di fronte a me (una media cilindrata, forse una audi, ma io non sono esperto di automobili) faceva strani movimenti. 

Chi ha detto che la curiosità è femmina? Ho aguzzato gli occhi, ma vedevo solo vaghe ombre  dietro i finestrini appannati. Poi, ad un tratto, il palmo di una mano è stato schiacciato contro un finestrino posteriore, e lentamente è sceso giù, aprendo uno squarcio involontario nell'improvvisata alcova che mi ha rivelato, abbastanza chiaramente, due persone che si agitavano in maniera assolutamente non ambigua.

Ora, la domanda è questa: ammesso e non concesso che due adulti abbiano voglia di scambiarsi gesti "affettuosi", che non abbiano altra soluzione che non una automobile alcova e che contino sui vetri appannati, il temporale e strada deserta per non essere scoperti, perchè non usare i sedili reclinabili (invece di usare il solo sedile posteriore) e soprattutto, perchè denudarsi completamente?

venerdì 21 marzo 2014

A me sembra una presa in giro

La questione delle quote rosa e delle preferenze di genere è all'ordine del giorno. Nella nuova legge elettorale frutto dell'accordo PD-FI gli emendamenti relativi alle quote rosa sono stati bocciati ma, si era detto, per le elezioni Europee ci saranno. Ora pare che si sia trovato un accordo perle europee, ma da come l'ho capito è un accordo farsa. Nella attuale tornata elettorale sono previste 3 preferenze, ed avevo capito che l'idea era di far sì che almeno una fosse destinata alle donne, mentre semplicemente se delle 3 preferenze nessuna sarà destinata ad una donna, allora la terza preferenza sarà semplicemente annullata. Nel 2019 poi, se no  ci sarà nessuna preferenza ad una donna saranno la seconda e la terza (se saranno tre) ad essere annullate. Questo vuol dire che se nessuno (o pochi) voteranno una donna, comunque verranno eletti solo uomini, alla faccia della parità di genere.

L'unico modo per garantire una presenza equilibrata tra uomini e donne sarebbe di imporre che un sesso non possa avere più del 60% di eletti per lista. Troppo facile, vero?


giovedì 20 marzo 2014

La mala erba non muore mai

... diceva sempre mia nonna, ed a me è venuto in mente leggendo l'ennesimo fatto di cronaca, che ha come (cattiva) protagonista una persona di 35 anni. 

La suddetta persona, alcuni mesi fa aveva provocato un incidente ed era scappata senza prestare soccorso. Individuata le era stata correttamente sospesa la patente per un anno. Capita ... capita di causare un incidente, e capita di farsi prendere da un momento di panico e fuggire (non dovrebbe, ma ...). 

La stessa persona però, pochi giorni fa, cosa fa: sale a bordo della sua BMW (non una Panda, ovviamente) con un tasso alcolico quadruplo rispetto al massimo consentito e dopo aver assunto hashish e cocaina e a luci spente imbocca a velocità sostenuta (ovviamente sopra i limiti consentiti) e contromano una tangenziale, fino a scontarsi con un veicolo che procedeva nella corretta direzione di marcia uccidendo l'autista e ferendo gravemente il passeggero che era al suo fianco. Però lei se la cava con lievi ferite! Io la manderei per 30 anni a zappare la terra su un'isola deserta, e voi?

mercoledì 19 marzo 2014

Volere è potere (?)


(tutti  i personaggi di questa storia sono inventati, ed ogni eventuale riferimento a fatti reali è puramente casuale. Devo ringraziare Ele per l’involontario  spunto che mi ha fornito un suo post)
Giovanna ha 40 anni, è manager di una grande multinazionale di servizi, la classica donna in carriera, concentrata completamente sul lavoro. La sua vita è cambiata qualche mese fa quando ha incontrato Monica, 22 anni, studentessa universitaria, in un mercato bio della città, perché da allora le sue certezze stanno traballando.  Difficile dare una definizione a quello che c’è tra di loro: non è semplice amicizia, è attrazione che però va oltre la mera fisicità. Tra di loro, nonostante la differenza d’età, c’è una intesa innanzitutto mentale, il piacere di andare in giro per mostre, musei e chiese, ma anche di passeggiare mano nella mano o di restare abbracciate a guardare un tramonto.
Certo, conciliare i suoi impegni lavorativi e sociali con i desideri di Monica non è facile. La ragazza ha molta libertà di movimento ed il tempo che trascorrono insieme sembra non bastarle mai e spesso di fronte ai frequenti “non posso” di Giovanna mette il broncio , e le ribatte:  
“Non è che non puoi! Dì pure che non vuoi. Se tu volessi il tempo lo troveresti, e invece io vengo sempre per ultima, dopo che hai fatto tutte le tue cose e sempre se avanza tempo”
Questo del volere è potere sta diventando un tormentone che rischia di incrinare il loro rapporto e Giovanna ce la mette tutta per star dietro alle richieste di Monica, ma ci sono i viaggi di lavoro, i meeting anche fino a sera tardi, e poi i nipotini che Giovanna visita con regolarità e che sono parte della sua vita. Anche oggi, per esempio, la ragazza le aveva chiesto di andare al cinema insieme, ma …
“Proprio non posso, oggi abbiamo una riunione  che durerà l’intera giornata, con il Responsabile di tutta l’Europa, con cena finale in cui devo prendere accordi con  alcuni colleghi stranieri per la prossima campagna primaverile. Ma ti prometto che in settimana …”
Ne aveva ottenuto l'ennesimo  broncio ed il solito “Non vuoi, non è che non puoi”
Sono le 23 quando finalmente Giovanna sale in macchina e lascia il lussuoso albergo che ha ospitato la riunione e la successiva cena. Finalmente può rilassarsi e, mentre guida verso casa, pensare un po’ a Monica. Cavoli quanto le è mancata, e deve essere più arrabbiata del solito, visto che ai suoi sms ha risposto sempre in maniera molto sintetica. All’improvviso un pensiero le balena nella mente:  ha voglia di sorprenderla ma anche di metterla alla prova. Così cambia itinerario e si dirige  verso casa di Monica. Una volta arrivata, parcheggia l’auto in un angolo appartato poi tira fuori il cellulare e la chiama:
“Ciao Monica, come stai?”
“Ciao … bene grazie, un po’ triste perché sono giorni che non ci vediamo”
“Lo so, scusami, ma sai che avevo questa riunione oggi ed ho dovuto lavorare fino a tardi nei giorni scorsi per prepararla, e proprio non potevo liberarmi”
“Già, non potevi “ sussurra Monica con un tono tra il lamentoso e l’aggressivo “abbi il coraggio di dire che non volevi, che io sono l’ultima delle tue priorità, come sempre”
Un sorriso compiaciuto si dipinge sul viso di Giovanna mentre  la conversazione sta evolvendo esattamente come aveva immaginato.
“Hai ragione" le risponde "hai ragione, ma basta, non ho voglia di litigare, ti prego. Ti sono mancata?”
“E me lo chiedi pure ?” ribatte la ragazza  “Avrei una voglia matta di essere abbracciata da te, non so cosa farei per sentire  le tue braccia intorno al mio corpo”
“Bè, se è solo per questo, basta che scendi giù al portone ed io un abbraccio non ho certo difficoltà a dartelo”
Silenzio … poi: “Cosa vorresti dire?”
“Esattamente quello che ho detto. Sono qui in macchina, se scendi ti abbraccio, esattamente come desideri tu”
“Ma … ma .. come faccio? Sono già in pigiama”
“Ti rivesti, semplice”
“Ma che dico a mia madre? Che alle 11 di sera mi è venuta voglia di prendere una boccata d’aria in pieno inverno? Come minimo si affaccia per vedere cosa faccio e mi dà della matta. E non posso mica dirle che scendo ad abbracciare la donna che amo. Già continua a chiedermi quando è che le porto un bravo ragazzo a casa”
“Non puoi? Dì pure che non vuoi”
“Non scherzare, io farei di tutto, ho una voglia incredibile di essere abbracciata ma … non posso, purtroppo”
Giovanna resta qualche secondo in silenzio, poi lentamente le dice:
“Monica, pensa per un attimo a quello che hai appena detto. Quante volte hai affermato che volere è potere? Ora hai appena avuto la dimostrazione pratica che non è così, che la nostra volontà spesso si scontra con delle barriere, dei doveri, degli impegni che di fatto ci impediscono di trasformare il nostro volere in azioni. Io sono certa che tu vuoi un abbraccio così come io desidero dartelo, ma capisco che la tua attuale situazione non te lo consente. Capita, e questo non rende ai miei occhi la tua voglia meno sincera.  Prova a pensarci, la prossima volta che io non potrò. Ora vado a casa, ciao”
“Ci proverò” risponde Monica “Ti amo!”
“Lo so!” conclude Giovanna chiudendo la conversazione. Poi mette in moto e si allontana, un po’ triste per il mancato incontro, nonostante abbia dimostrato a  Monica che non sempre volere è potere.

lunedì 17 marzo 2014

Siamo nel 2014 (?)

A volte, navigando qui e là, non si direbbe. Date uno sguardo, se proprio non avete niente da fare, a questo SITO, mie fedeli lettrici (ma, perchè no, anche lettori, hai visto mai) e scoprirete come rifarvi una verginità con soli 29.95$ ... praticamente poco più di 20 euro.

In quel sito infatti si vende un "imene artificiale" anche detto "kit della verginità artificiale" che promette una via molto più veloce ed economica per riottenere la verginità rispetto alla chirurgia plastica.

Vi risparmio i dettagli (disponibili sul sito in ben 16 lingue diverse) ma mi chiedo ... vendono? e se vendono, a chi?

giovedì 13 marzo 2014

Acqua

Io amo l'acqua, amo andare al mare, amo nuotare ed andare in canoa sopra il mare o immergermi nel blu profondo. Amo anche l'acqua allo stato solido :-), mi diverte pattinare sul ghiaccio (nonostante i capitomboli)  e scendere con gli sci (sciare no, sciare è un'altra cosa).

Insomma, cerco di vivere, ed ho vissuto, momenti molto belli legati all'acqua, uno dei più belli ieri, mentre ero in una piscina, ma di acqua di mare, all'aria aperta ma con i 34° dell'acqua, e mi guardavo in giro. Il sole ancora abbastanza alto illuminava e scaldava la piscina, così che perfino la testa bagnata, l'unica parte scoperta del corpo , non dava fastidio, ed alla mia destra si intravedevano le guglie di una antica cattedrale, mentre alla mia sinistra c'era una catena di montagne innevate che spiccavano davanti ad un cielo azzurro così pulitio da sembrare dipinto, e poco più su la luna, ormai quasi piena, faceva da contraltare al sole.

Se esiste il paradiso, deve essere qualcosa di simile. 


mercoledì 12 marzo 2014

Sono vivo

... ma ho troppe cose da fare e non ho il tempo di scrivere i post che ho nella mente!

domenica 9 marzo 2014

Volevo condividere

... con voi un video che gira su youtube da san valentino ... a volte un filmato vale molto più di 100.000 parole. Certo, a volte l'unica scelta giusta per noi è il silenzio! Oppure ...

giovedì 6 marzo 2014

Credibilità

Mi è francamente difficile capire come mai una persona che poche settimane fa è stata considerata dal suo partito inadatta a candidarsi alla presidenza di una regione italiana, sia poi stata considerata adeguata a ricoprire il ruolo di sottosegretario del Governo Italiano.

Mi chiedo che credibilità possa avere un simile governo ed il partito  che, ancora una volta, ha comportamenti schizofrenici.

Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato ma in genere ci si azzecca, ed allora è facile pensare che per convincere una certa persona a farsi da parte nelle elezioni regionali senza clamore le sia stata promessa una ricompensa, ed ogni promessa per quel partito è un debito (tranne ovviamente quelle verso gli elettori). 

Insomma, a me più che il nuovo che avanza sembra di continuare  a vedere il vecchio che resta!

lunedì 3 marzo 2014

60 volte in meno di un quarto d'ora

Questa mattina mi sono messo di impegno e le ho contate, le volte che ho fatto click con il mouse, sono state 60 in meno di un quarto d'ora. Secondo una studio di una università americana, pubblicato sulla rivista Focus, consumiamo circa 1,5 calorie per ogni click, ovvero circa 21 calorie per 15 click di mouse, praticamente la stessa quantità di calorie che si consumano in media durante un rapporto sessuale (3,5 calorie al minuto considerando una durata di 6 minuti per un rapporto).

Insomma, in quarto d'ora questa mattina è come se avessi fatto l'amore 4 volte di seguito. Forte!!!