venerdì 31 gennaio 2014

L'ultima volta

Pensavo alla differenza tra la prima volta e l'ultima volta. La prima volta che ho preso un aereo sapevo con certezza che era, appunto, la prima volta. La prima volta che ho mangiato in un ristorante di lusso, idem (ed evito di citare altre "prime volte").

L'ultima volta invece ... raramente, quando facciamo una cosa, possiamo sapere che è l'ultima volta: l'ultima volta che prendo l'aereo perchè dopo il medico me lo proibirà, l'ultima volta che guido il mio maggiolino perchè domani me lo ruberanno. Raramente sappiamo che una certa azione sarà l'ultima, perchè non possiamo prevedere il futuro (l'ultima volta che ho fatto l'amore con quella che era la mia ragazza nel 19 e rotti perchè poi mi ha mollato per il mio migliore amico, tanto per dire).

Mi chiedo: non sarebbe bello saperlo? avrebbe di certo un sapore diverso, ma sarebbe migliore o peggiore?

giovedì 30 gennaio 2014

Il sogno del vecchietto - Parte prima

(Avviso, contenuto del testo  non adatto ai minori)

Ero in macchina che tornavo con calma dal lavoro. Una pioggerellina leggera ma continua disturbava la mia visuale lungo la strada fiocamente illuminata in quella buia serata invernale. All'improvviso dal marciapiede alla mia destra una mano agitata attira la mia attenzione: è una donna, con un buffo soprabito rosso ed un ombrellino che a stento la ripara, che mi chiede di fermarmi.

Mi accosto ed abbasso il finestrino:

"Scusi, sono qui da 20 minuti che aspetto inutilmente  l'autobus, mi darebbe un passaggio fino a ...."

La guardo, sembra giovane ed indifesa, ed io devo proprio passare di là. Sblocco la serratura e la faccio salire. Lei chiude con cura l'ombrello e lo scuote per evitare di bagnare troppo il tappetino, poi si accomoda sul sedile al mio fianco, mi guarda, mi sorride, e mormora un sincero

"Grazie"

Conversiamo del più e del meno, mentre continuo il mio percorso. Quando arrivo nella zona che mi aveva indicato, le chiedo:

"Dove  posso lasciarla?"

Lei prontamente mi indica un angolo  buio ai bordi di una piazza isolata, ma quando fermo la macchina per farla scendere, invece di aprire lo sportello mi guarda e mi dice:

"Voglio ringraziarti"

Poi, senza aggiungere altro, si sporge verso di me e mi da un bacio. Ma non un bacetto di cortesia, un bacio vero, con le sue labbra morbide e carnose che cercano le mie. Sorpreso, ma compiaciuto, accetto il bacio e lo ricambio, mentre assaporo il suo odore estremamente piacevole. Sono sorpreso: non usa profumo, è evidente che è stata in giro, forse torna da una giornata di lavoro o di studio, eppure ha un sapore gradevole.  Mi spingo a cercare un abbraccio che sorprendentemente risulta non solo gradito, ma quasi richiesto. Mentre le nostre mani accarezzano reciprocamente i corpi, e le nostre lingue si intrecciano, una parte di me mi osserva come fossi un'altra persona: non posso credere che, come non accadeva da decenni, io sia in macchina a fare cose da giovani con una ragazza che avrà grosso modo la metà dei miei anni. Ho il dubbio che mi stia prendendo in giro, o che sia una candid camera, ho il dubbio di essere molto ridicolo in una situazione che è assolutamente fuori dal mio contesto, ma ricaccio indietro il dubbio e cerco di vivere in pieno le emozioni che ne ricavo.

Ad un certo punto lei si stacca da me

"Sto scomoda, e c'è una cosa che devo assolutamente fare" mi dice. Io le lancio uno sguardo interrogativo, ma lei, per tutta risposta, con una sorprendente agilità si gira e siede a cavalcioni sopra di me , incuneandosi tra il mio corpo ed il volante. Sorride di nuovo, uno di quei sorrisi che dovrebbero essere vietati per legge, tanto posso essere disarmanti, ed aggiunge:

"Così puoi abbracciarmi meglio, e posso abbracciarti anche io"    

(continua)  

mercoledì 29 gennaio 2014

Assicurazioni

Ha fatto clamore la notizia di pochi giorni fa che a causa della lesione ai legamento del ginocchio di Danilo Gallinari (cestista italiano in NBA) la sua squadra, i Denver Nuggets, riceveranno un indennizzo di 4,5 milioni (di dollari ... pi+ù o meno 3,5 milioni di euro).
E così si è scoperto che c'è chi ha assicurato i suoi pollici, essenziali per guidare (Fernando Alonso, per 10 milioni di euro), chi le gambe (Cristiano Ronaldo, per 103 milioni), chi tibia  e perone (Messi, 51 milioni). Ma anche il volto (Beckam, 40 milioni), chi la voce (Bruce Spingsteen e Bob Dylan). Corre voce che ci abbia provato, ad assicurare una parte del suo corpo, anche Rocco Siffredi, ma senza successo.

Io francamente non hpo niente di particolare del mio corpo da assicurare. E voi?

martedì 28 gennaio 2014

Il blu è un colore caldo

E' il titolo della "graphic novel" da cui è tratto il film "La vita di Adele" che ha suscitato abbastanza clamore soprattutto per le scene di sesso saffico molto esplicite.

(la copertina del libro)

A me il film era piaciuto abbastanza, per cui quando ho potuto leggere il relativo libro non ho esitato a farlo. La prima considerazione che ho fatto, una volta raggiunta la parola fine, è stata che è veramente un bel libro, di quelli che ti prende e da cui non alzi la testa finchè non l'hai finito (poi, è vero, si legge velocemente essendo una graphic novel), la seconda è che (per fortuna?) le scene di sesso sono molto più limitate e molto meno esplicite.

(Emma e Clementine, Emma è quella con i capelli blu)

Ma la cosa più sorprendente, dal mio punto di vista, è che le due storie (quella del libro e quella del film) sono diverse, pur avendo le stesse protagoniste, pur avendo molte connotazioni e molti passaggi comuni. Evidentemente lo sceneggiatore ha preso, si, i personaggi e la storia, ma ha poi immaginato una evoluzione diversa, una sorta di "sliding doors" tra romanzo  e film, pur non eccedendo nel classico "lieto fine" che il filma vrebbe avuto se fosse stato realizzato negli Stati Uniti.

Insomma, a me è piaciuto molto, sotto un certo punto di vista anche più del film,e ne raccomando la lettura. Casomai non di inverno e non in un momento di solitudine, perchè può scatenare emozioni profonde che sarebbe bene poter condividere con qualcuno e non lasciare libere di vagare incontrastate dentro di sè. 


lunedì 27 gennaio 2014

Il giorno della memoria

69 anni fa, il 27 febbraio 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa entravano nel campo di concentramento di Auschwitz.

Dopo tutti questi anni, è bene non dimenticare quello che successe in quello ed altri campi di concentramento, e ricordare le vittime del nazismo e dell' Olocausto da questi pianificato e messo in atto.

Non solo Ebrei (che furono comunque il popolo che più subì deportazioni e morti), ma anche omosessuali, lesbiche, rom, sinti, testimoni di Geova e diversamente abili. Tutti accomunati in unico tragico destino, tutti vittime di discriminazione in quanto "diversi". Tutti vanno ricordati perchè una simile tragedia non si ripeta


venerdì 24 gennaio 2014

2 x 96 = 192

Quindi in un anno un po' più di 3 ore, essendo il "2" riferito alla durata media di un rapporto per l'uomo del Lazio e 96 la media dei rapporti annuali, secondo  un rapporto dell'Associazione Andrologi Italiani . Ora, io non so come vengano fatte queste statistiche, so però che sia direttamente che per sentito dire queste cifre non mi tornano.

Non mi tornano i 96 rapporti annui, che farebbero una media di 2 a settimana, laddove quel 2 rappresenta un picco che raramente mi è capitato di raggiungere (per non parlare di superare). In realtà non mi tornano neanche i 2 minuti di durata, che francamente mi sembrano veramente pochi (e ci credo poi che, sempre nello stesso rapporto, si dice che il 75% degli intervistati è insoddisfatto della propria vita sessuale). Ma forse è colpa della età e dei ricordi sempre più labili di quando ancora ero interessato a certe cose.

E comunque i genovesi pare stiano molto  peggio dei romani, il loro tasso di insoddisfazione è del 84%!

giovedì 23 gennaio 2014

La vita

La vita è strana. Capita a volte che esci di casa con la mente piena di preoccupazioni, e poi un evento ti cambia completamente la prospettiva della giornata, capita (purtroppo di frequente) che una giornata apparentemente normale si trasformi in un incubo, o in un dramma.

Ci pensavo leggendo ieri della mamma di 3 gemelli di 7 anni morta perchè un furgone le è letteralmente precipitato addosso mentre prendeva la bicicletta dal garage: tu esci come tutti i giorni, fai dei tranquilli ed innocui gesti quotidiani, apri la porta del garage e ...puff ... non ci sei più. Oppure sei li seduto in una banca in attesa di riscuotere la pensione, e stai già facendo i conti con le bollette da pagare, con le normali preoccupazioni economiche di (quasi) tutti noi, ed un SUV sfonda la vetrina e tu non esisti più (è successo, ricordate, poche settimane fa a Velletri). Oppure saluti una amica alla fermata del tram dicendole "ci vediamo domani", attraversi felice la strada e una macchina ti prende in pieno ( e qui potrei fare almeno un paio di citazioni cinematografiche, oltre che ricordare l'epiteto - che qui non ripeto - che la suddetta amica mi ha  indirizzato quando, tornando improvvisamente indietro dopo averla salutata, le ho appunto prospettato questa possibilità)

La vita è stronza, e raramente è leale. Anche per questo cerco di assaporare ogni piccolo o grande piacere che mi può offrire, avendo come retropensiero che potrebbe essere l'ultimo, anche se non lo so.    

mercoledì 22 gennaio 2014

Still Life

In inglese Still Life vuol dire Natura Morta, ma questo film è un film vivo, vivissimo, un film, anzi un Film (con la "F" maiuscola) che riesce a toccare l'anima. Pur cercando di non rivelarne la trama, consiglio a chi intende andarlo a vedere di non leggere oltre, ma di affrettarsi perchè, come tutti i bei film, è distribuito in poche copie e solo il passaparola ha impedito che venisse già smontato (anzi, credo che almeno a Roma il numero di sale che lo proiettano sia leggermente aumentato).



Di cosa parla Still Life? parla della morte. Lo fa prendendoci per mano e facendoci entrare lentamente ma inesorabilmente nella grigia esistenza di un grigio impiegato comunale, unico addetto di un grigio ufficio che ha il compito di occuparsi di chi muore in solitudine. John May, questo è il suo nome, cerca di rintracciare qualche lontano parente o amico, qualcuno che, in vita, possa essere interessato alla morte di questo o quel diseredato, e che voglia accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Ma sono persone sole quelle di cui si deve occupare, persone che hanno tagliato o a cui sono state tagliati i ponti con il passato, e molto, troppo spesso John si trova ad essere il loro l'unico compagno di viaggio. D'altronde, chi meglio di qualcuno che vive una vita di  solitudine, può far compagnia a chi muore da solo? 



E quando ormai il film ci ha reso partecipi della sua "non" vita, ecco che accade qualcosa, anzi accadono diverse cose, e John si trova per l'ennesima volta a riportare per un attimo  in vita una persona,  a scavare nel  passato di uno sconosciuto, a cercare qualcuno che presenzi quel funerale. Inutilmente ... finchè quando ormai ha esaurito tutte le sue risorse, le prospettive cambiano totalmente. La vita è strana, e soprattutto è stronza. Qualche volta dà, molto più spesso toglie. E così un evento che  sembrava brutto si trasforma in bello, come una giornata uggiosa in un pomeriggio assolato, per poi ridiventare tormenta, ovvero tragedia. E noi siamo lì, a seguire attoniti gli eventi, a commuoverci per questo o quel destino, a chiederci se sia giusto o sbagliato, senza più ricordarci che la vita non è nè giusta nè sbagliata, semplicemente ... è!  La vittoria e la sconfitta si intrecciano inesorabilmente, ma alla fine è la morte che comanda, e mentre c'è chi, nonostante tutto, ricorda il buono che, sia pur ben nascosto, è parte di una vita conclusa, il buono di un'altra vita rischia di essere ancora una volta misconosciuto. Ma conta veramente tutto ciò? oppure, come canta De Andrè ne "Il Testamento", quando si muore si muore soli? 



Di fronte al grande, immenso mistero della morte siamo tutti soli, ma dopo di noi restano i nostri gesti, il bene e il male che abbiamo fatto, di noi resta solo il ricordo, che ci accompagnerà nel nostro ultimo, interminabile viaggio.

martedì 21 gennaio 2014

Ricordi

Quando il tempo passa, all'improvviso ricordi che sembravano nascosti riemergono, e viene voglia di non farli andar più via, per cui li fermo sul blog.

Sembra ieri, Roma splendeva nella sua classica ottobrata, e quasi per gioco decidemmo di  rivederci. Che bello stringerti la mano e passeggiare come due ragazzini per le vie del centro, mescolandoci alle frotte di turisti e bombardati da quella cacofonia di lingue diverse. Ricordo la nostra delusione nel trovare il portone di San Luigi dei Francesi chiuso, niente Martirio di San Matteo; per fortuna Sant'Agostino invece era ancora aperta, e La Madonna di Loreto era lì ad aspettarci in tutto il suo splendore. E poi piazza Navona con la fontana dei 4 fiumi del Bernini e la facciata di Sant'Agnese del Borromini (ridemmo ricordando la leggenda della statua del Rio della Plata con il braccio alzato a proteggersi dalla caduta della chiesa, ho più tardi scoperto che la chiesa è successiva alla facciata e quindi la leggenda è solo una ... leggenda, appunto) , e poi via dei banchi nuovi e dei banchi vecchi, con le sue vetrine, con le sue botteghe artigiane. Le nostre chiacchiere, i nostri abbracci, le nostre risate. Chissà se le ricordi tutte anche tu. Ricordo il tuo viso, i tuoi occhi, il tuo sguardo, ricordo come era bello passeggiare abbracciati e curiosare qui e là. Poi Piazza Farnese e Campo dei Fiori, sempre affscinanti.

Ricordo anche la favolosa carbonara di Roscioli. Quella, almeno quella, ne sono certo, la ricordi anche tu! 

lunedì 20 gennaio 2014

La mafia uccide solo d'estate

Non sono un cinefilo, non mi intendo di fotografia, recitazione, inquadrature ecc, non so giudicare un film se non da quello che mi trasmette o non mi trasmette. 

Ed in base a quello che mi ha trasmesso, La mafia uccide solo d'estate è senza dubbio un bel film.

Un film apparentemente leggero che tratta con la dignità che merita il tema della mafia, ma lo fa usando il sorriso per farci pensare, per farci meditare, per farci ripercorrere decenni di omicidi mafiosi, di estenuante infinita lotta contro la criminalità organizzata.

Pif, ovvero Pierfrancesco Diliberto, riesce a prenderci per mano e farci incontrare personaggi del calibro del commissario Giuliano, del generale Dalla Chiesa, dei giudici Falcone e Borsellino ma anche ambigui, come Andreotti e Lima, o  mafiosi come  Riina, Provenzano e Bagarella senza mai scadere nella retorica ma regalandoci momenti anche commoventi.


Tra le tante cose belle del film, oltre al finale, ricordo una frase stupenda "I genitori hanno due compiti fondamentali, difendere i propri figli dalla malvagità, ed aiutarli a riconoscerla"

Bello! 

venerdì 17 gennaio 2014

Incontro

Tempo fa ho incontrato una persona, una ragazza per essere precisi. Non so bene perchè si fosse decisa a vedermi di persona, immagino che fosse incuriosita da quello che ci eravamo scritti nei mesi precedenti (lo ero anche io, in effetti), nonostante io fossi un perfetto sconosciuto (e potessi perfino essere un maniaco sessuale ... vi prego di notare che ho usato il congiuntivo, non il presente!). Per tranquillizzarla, comunque, le ho dato appuntamento in una piazza del centro di Roma, in un'ora di punta, così che nel caso potesse scappare via velocemente ed anche chiedere aiuto. 

Sono arrivato in leggero anticipo, e mi sono guardato intorno senza successo  per provare ad individuarla . Stupidamente non ci eravamo accordati su nessun segno di riconoscimento e non sapevamo come eravamo fatti, però ci eravamo scambiati il numero di cellulare. Era appena scoccata l'ora dell'appuntamento che mi è arrivato un sms: non era, come temevo, una "buca" dell'ultima ora, ma un semplice avviso "ho avuto un problema all'auto, ora ho appena preso l'autobus n. X e sto arrivando".

A quel punto non solo ero tranquillizzato, ma avevo una informazione in più, sapevo da quale autobus sarebbe scesa, tra i tanti che passavano per il nostro punto di incontro, così mi sono messo comodo su una panchina e, ogni volta che un autobus di quella linea si fermava nella piazza, osservavo attentamente le persone che scendevano. Al terzo autobus l'ho individuata, era senz'altro lei; velocemente le ho scritto un sms di risposta "sei in ritardo", poi ho fatto finta di immergermi nella lettura di un libro che avevo portato con me, mentre con la coda dell'occhio osservavo i suoi movimenti. L'ho vista attraversare la strada e dirigersi verso il punto preciso dell'appuntamento, dove oltre a me c'erano però una ventina di persone, leggere il mio sms e guardarsi intorno. E' rimasta così per una paio di minuti, poi mi ha inviato un sms che io ho sentito arrivare ma mi sono guardato bene dal tirar fuori dalla tasca il cellulare, mentre non riuscivo a trattenere un leggero sorriso di fronte alla sua incertezza. Sorriso durato poco, perchè ad un certo punto lei si è diretta con decisione verso di me (che ero sempre con il capo chino a far finta di  leggere) finchè non ho avuto sotto gli occhi i suoi stivali di pelle nera  ed ha esclamato: "Tu sei Old, vero?"

Tana!

giovedì 16 gennaio 2014

Speranze ed aspettative

Nella vita io cerco sempre di avere più speranze che aspettative (e anche di speranze ne ho in genere poche), così è veramente raro che le mie (poche) aspettative vengano deluse, e a volte capita perfino che le mie speranze si concretizzino! 

martedì 14 gennaio 2014

Presagi

Pensavo, ultimamente, che a volte i segnali si hanno sotto gli occhi, eppure non li vediamo, e dal passato è emerso questo ricordo :

Lei era una ragazza carina, forse non appariscente ma con tutte le cose giuste al posto giusto (inclusa una mente acuta ed un cuore grosso così). Già il fatto che si interessasse a me avrebbe dovuto farmi  porre delle domande (e dare le relative risposte) sul suo essere un po' "strana", e sulla stranezza del nostro rapporto, ma io sono un ottimista e non ho dato alla cosa il giusto peso.

Qualche sospetto mi sarebbe dovuto venire pensando alla prima volta che l'ho presa per mano: stavamo scendendo nelle viscere della terra. E se non allora, qualcosa avrei dovuto presagire quando ci siamo dati il primo bacio (niente di memorabile, tra l'altro, anche se ad onor del vero poi siamo migliorati entrambi)  davanti l'ingresso di un laboratorio artigiano specializzato in lapidi e monumenti funebri.

Ma quello che ancora oggi non capisco, è come io possa aver ignorato l'ultimo segnale: la prima volta che, in macchina (ebbene si, anche io ai miei tempi ho usato l'automobile come alcova personale), abbiamo fatto "petting" spinto (sono un signore, quindi eviterò di scendere in dettagli, ma fu mooolto spinto), eravamo fermi proprio sotto il muro di cinta dii un cimitero.

Poteva finire bene?

lunedì 13 gennaio 2014

Ladro!

C'è un pensiero ricorrente nella mia mente, in questi giorni: sono un ladro! E il fatto di essere un ladro "a mia insaputa" (e purtroppo non è una battuta) non può cancellare il fatto che io abbia rubato.

A mia discolpa posso dire di aver rubato senza esserne consapevole, mi è arrivato un regalo ed io ho dato per scontato che fosse mio, e me ne sono appropriato. Il problema è che non solo me ne sono appropriato, ma l'ho anche gustato, per cui non posso semplicemente restituirlo dicendo: "Scusate, mi è arrivato questo pacco, l'ho aperto e mi sono accorto che non era per me". Purtroppo non si può, e quindi rimango un ladro, uno che si è appropriato di qualcosa che non avrebbe dovuto avere.

Quale sarà la pena per un simile reato?

venerdì 10 gennaio 2014

Premonizioni

Ho scritto il post precedente alle 13 e 04 (il mio blog ha l'orario americano e non l'ho mai cambiato) del 7 gennaio Avevo strane sensazioni, inspiegabili in quel momento, come se mi fossi aspettato qualcosa tra capo e collo.

E infatti!

Solo che mi aspettavo che piovesse, non che diluviasse.

martedì 7 gennaio 2014

Oggi

Non ho voglia di pensare  a cose brutte. E neanche a cose buone. In realtà oggi non mi va di pensare (e nessuno dica che è la mia condizione normale se non vuole essere bandito per sempre da questo luogo :-) !!!) 

venerdì 3 gennaio 2014

Aveva 12 anni

... ne avrebbe compiuti 13 il mese prossimo, è stata violentata due volte, ha denunciato i suoi stupratori ed è stata aggredita e arsa viva per impedirle di testimoniare al processo. 

E' incredibile che certe cose succedano ancora alla fine del 2013. E' incredibile, ma ahimè vero, che ci siano vaste aree del mondo in cui la dignità e la vita di una ragazzina vale meno di niente. E' successo in  India, la dodicesima potenza economica del mondo, la seconda per tasso di crescita, ma con un tasso di alfabetizzazione del 65% ed una popolazione che al 70% abita nelle campagne, in realtà rurali dove è la donna a sopportare la maggior parte delle fatiche quotidiane.


Non è il primo episodio, non sarà purtroppo l'ultimo, secondo le statistiche   in India si verifica uno stupro ogni 20 minuti  (cioè 72 al giorno), delle quali meno della metà vengono denunciate e pochissime denunce sfociano in un processo. E non meraviglia la notizia secondo la quale ad una donna, stuprata  due volte da un gruppo di uomini, la polizia avrebbe offerto 5mila rupie (poco più di 60 - sessanta! - euro) per non presentare denuncia e dimenticare l'accaduto.


Io sono contro la pena di morte, ma a  volte lo ammetto certe convinzioni dentro di me vacillano (ma, per fortuna, non crollano).


giovedì 2 gennaio 2014

Frozen

Cosa si fa tradizionalmente il pomeriggio del 1° gennaio, dopo che ci si è alzati a mezzogiorno (io molto prima, ma non faccio testo) e si è ancora un po' intontiti? Ovvio, si va al cinema.

Per una serie di motivi che sarebbe lungo spiegare (e poi a chi interessano?) la scelta del film è caduta sull'ultimo prodotto di animazione della Disney, Frozen appunto, liberamente tratto da una novella di Hans Christian Andersen "La regina delle nevi".


Film di ottima fattura, effetti grafici straordinari. Si ... ma la trama, le risate, i personaggi, le canzoni? Be', su tutte queste cose sarebbe bene calare un velo pietoso. Credo che sia in assoluto tra i peggiori film di animazione che io abbia mai visto (e vi assicuro ne ho visti più di 100), trama inesistente e sconclusionata, personaggi elementari e prevedibili, risate affidate ad un personaggio atipico (non faccio spoiler) messo lì in maniera forzata anche se fuori contesto, canzoni ... in linea con Violetta (e chi non sa chi è Violetta vuol dire che non frequenta bambini o ragazzini tra i 7 ed i 14 anni).

Insomma, ne sconsiglio vivamente la visione se non obbligati da figli, nipoti o altri bambini cui proprio non si può dir di no!