venerdì 21 novembre 2014

Inganno

Cosa succede se lui ti chiede come ti sei fatta quel livido sulla coscia?

Gli dirò la verità. Dico sempre la verità. Così non possono mai beccarti a dire una bugia.

Cosa gli dirai?

"Mi sono fatta questo livido durante un torrido amplesso con uno scrittore disoccupato in un appartamento di una casa senza ascensore a Notting Hill". Suona come uno scherzo stupido ed io conservo l'illusione di essere una donna onesta

Questo breve brano è tratta appunto da Inganno, di Philp Roth. Scrittore americano di enorme successo. Una scrittura non agevole da gustare, in questa opera ancor più esasperata dalla voluta frammentazione della narrazione che obbliga il lettore a ricostruire, ad immaginare, i pezzi mancanti del puzzle. 

Il libro, come si può evincere anche dal brano qui sopra, è soprattutto una raccolta delle conversazioni  tra due amanti adulteri, uno scrittore americano ed una donna inglese, che si svolgo prima o dopo aver fatto l'amore in un alloggio di fortuna (e la foto che appare in copertina è quantomai significativa . Piccoli frammenti a volte apparentemente quasi insignificanti, ma che nell'intero contesto assumono una loro valenza. 

Una lettura impegnativa.






7 commenti:

  1. Interessante, ci penserò chissà... in fondo ogni relazione, alla fine, è costituita da quelle piccole conversazioni che sembrano insignificanti all'inizio, ma che poi alla fine costruiscono il capo d'accusa da dare all'avvocato divorzista.

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    1. in queste conversazioni secondo me c'è la base di una relazione

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  2. - Stai tremando. Stai male?
    - Sono eccitata.

    - Non hai quasi aperto bocca. Fai quasi sempre così,sai,quando sono qui.
    - Sto ascoltando. Ascolto. Sono un ecouteur, un audiofilo. Sono un feticista delle parole altrui.
    -umm è davvero erotico averti qui ad ascoltare.
    - Non è poi così strano.
    - No,vero?

    Io adoro Roth.. :-) L'ho scoperto da qualche tempo e cerco di gustarmi tutti i suoi libri,centellinandone la lettura. Altrimenti so già che in un anno,li avrei letti tutti(o quasi).Questo di cui scrivi, mi è piaciuto molto. Particolare,la struttura a dialoghi a volte due sole battute ma significative o pungenti. In essi in molti ci si possono ritrovare...per un motivo o per un altro...
    Ogni relazione ha i suoi dialoghi.. forse.
    Ed è strano come a volte, nelle parole scritte da altri,ritroviamo quelle pronunciate da noi..o quelle che abbiamo anche solo pensato.
    Grossman è un altro,per esempio,che a me ha tolto pensieri dal cuore e dalla mente. Ma ha uno stile completamente diverso da Roth.

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    1. io non adoro Roth, ma lo "sopporto", mentre trovo Grossman particolarmente illeggibile, ricordo di aver provato a leggere un suo libro (non ne ricordo il titolo) e di non esserci riuscito. Uno dei pochi libri che non ho finito di leggere in vita mia!

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    2. Roth ha un modo di scrivere che eccita tantissimo la mia mente e la appaga allo stesso tempo. Grossman è kafkiano per questo può risultare un pò ostico o "noioso" o prolisso..molto introspettivo,ma in lui ho ritrovato molti dei miei pensieri e sentimenti e stati interiori. Che tu sia per me il coltello,è kafkiano in tutto e per tutto, ma molto bello..

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    3. il kafkiano no, ti prego, non servono gli emuli, è bastato già lui :-)!!!

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  3. Che tu sia per me il coltello kafkiano ?? E perché???

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