lunedì 18 agosto 2014

Pubblicità

La mia contrarietà all'uso gratuito (e spesso volgare) del corpo femminile nella pubblicità è noto, così coem è nota la mia posizione sul rispetto delle libertà individuali . Non può che farmi piacere, quindi, leggere che in un articolo del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari appena approvato dal comune di Roma viene riportato che:

"È vietata l'esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti, violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femminile. È altresì vietata l'esposizione pubblicitaria il cui contenuto sia lesivo del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche". 

La domanda che mi pongo è se questo servirà veramente a limitare la diffusione di messaggi sgradevoli, e soprattutto come si comporterà chi dovrà decidere, una volta che una campagna pubblicitaria è stata lanciata, se questa è contraria al suddetto articolo. Mi sembra comunque un buon segnale, che spero non rimanga solo tale.

10 commenti:

  1. fatta la legge trova l'inganno
    il problema non è la norma ma come applicarla o forse chi deve applicarla

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    1. l'unica speranza è che i pubblicitari per paura di essere censurati si autoregolamentino ...

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  2. La mia coinquilina tempo fa aveva il compito di selezionare delle promoter per una azienda. Si trattava di vendere un prodotto,prevalentemente usato da donne in casa,nei centri commerciali e non. Requisiti,giovane e di bella presenza. Bella presenza equivaleva,secondo le intenzioni dei capi,a fattezze simili a pornostar (cit della coinquilina). Saper parlare solo quel tanto che serve per dire "lo vuole provare?". La coinq. era contraria ad assumere promoter che violentavano l'immagine della dignità femminile. Tanto più che il prodotto era usato da donne (quindi al limite metterci un "bel manzo"-cit tua). Ma i capi han detto "le tette alzano le vendite". E,sottolineo, la metà dei capi è donna. Ecco, questo per dire che tutti gli intenti sono lodevoli,sulla carta,ma poi...

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    1. "le tette alzano le vendite" ... equivale a dire che non sono solo gli uomini a ragionare spesso con il proprio organo sessuale :-(

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    2. No. I capi - donne - han semplicemente applicato un ragionamento maschile. perché,ahinoi, voi uomini siete attratti solo da certe cose. E davanti a un paio di tette riuscirebbero a farvi vendere anche vostra madre,tanto rimanete imbambolati...

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    3. sei pregata di non generalizzare. e comunque ci sono tette e tette :-D

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    4. A generalizzare si sbaglia. Quasi mai..

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  3. Io sono per la parità dei diritti sul lavoro!!!! :-)

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