venerdì 20 giugno 2014

Su per il Gianicolo

Se da Trastevere si sale verso il Gianicolo, ad un certo punto si imbocca un viale alberato lungo il quale si può ammirare una luna teoria di busti  raffiguranti patrioti italiani e stranieri che durante il Risorgimento hanno combattuto per l'unità di Italia. E così, oltre a nomi noti come quelli di Nino Bixio, Luciano Manara e Goffredo Mameli, si possono vedere i visi (chissà quanto somiglianti) di illustri italiani sconosciuti quali Nino Costa, Giuseppe Rosi, Anton Giulio Barrili, ma anche di stranieri, come il finlandese e garibaldino Herman Liikanen.


Tra i tanti nomi maschili, c'è un solo nome femminile, quello di Colomba Antonietti. Chi era costei e perchè trova posto sul Gianicolo? Colomba era la figlia di un fornaio che si innamorò giovanissima, ricambiata, del cadetto delle truppe pontificie Luigi Porzi. Il loro amore, seppur contrastato da entrambe le famiglie per le evidenti differenze sociali, si concretizzo in matrimonio quando lei aveva appena 20 anni.  Quando il marito nel 1848  aderì alla Repubblica Romana la ragazza, per combatter al suo fianco, si tagliò i capelli e vestì l'uniforme da bersagliere. Combattè contro le truppe borboniche nelle battaglie di Velletri e di Palestrina con coraggio ed intelligenza, ed il suo valore fu notato ed elogiato da Giuseppe Garibaldi. Partecipò  poi a Roma alla difesa della Porta San Pancrazio durante l'assedio dei francesi, e lì morì colpita in pieno da una palla di cannone. 

A questa eroina l'eroe dei due mondi, nelle sue Memorie, ha dedicato il seguente passaggio:

"La palla di cannone era andata a battere contro il muro e ricacciata indietro aveva spezzato le reni di un giovane soldato. Il giovane soldato posto nella barella aveva incrociato le mani, alzato gli occhi al cielo e reso l’ultimo respiro. Stavano per recarlo all’ambulanza quando un ufficiale si era gettato sul cadavere e l’aveva coperto di baci. Quell’ufficiale era Porzi. Il giovane soldato era Colomba Antonietti, sua moglie, che lo aveva seguito a Velletri e combattuto al suo fianco"

6 commenti:

  1. Non ne sapevo niente... una delle tante storie sommerse e bellissime dell'Italia.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. credo che ce ne siano tantissime belle e terribili. un'altra è quella coeva di Angelo Brunetti (detto Ciceruacchio) e dei suoi figli

      Elimina
  2. Devo farci più attenzione... passo troppo di fretta di là, spesso in auto per evitare ingorghi trasteverini.. e invece c'è da dedicarci due passi calmi e lievi... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ahimè abbiamo tutti sempre troppa fretta :-(

      Elimina