venerdì 23 maggio 2014

Lei (Her)

Film di fantascienza? o solo film di fantasia? alla fin fine un bel film sull'amore, la solitudine e la incomunicabilità. Ambientato in un futuro prossimo, solo leggermente più tecnologico di quello attuale, narra di una persona normale , Theodore, che dopo il fallimento di una relazione si è chiuso al mondo affettivo, finchè non viene risvegliato da (appunto) lei. 

Solo che lei non è una persona reale. 


Lo spunto non è nuovo, ma sviluppato non cura aprendo la strada a molte riflessioni. Cosa è la realtà? In fondo  ognuno di noi vive una realtà filtrata dalla nostra mente, ed allora quanto di ciò che viviamo è solo una proiezione dei nostri desideri? Ma se ciò che viviamo è reale, è poi così importante che sia reale anche la fonte, lo stimolo per ciò che viviamo? 

Ormai tutti noi abbiamo contatti virtuali con nick, con soprannomi dietro i quali si può nascondere chiunque, E a volte capita di provare sentimenti forti, addirittura di  innamorarsi (o di crede di innamorarsi) di una persona con cui si dialoga solo attraverso una tastiera, e non ci si interroga se al di là c'è veramente qualcuno, oppure solo una macchina programmata per risponderci. Ma possiamo dire che quell'amore (o in genere quel sentimento) è meno importante solo perchè non fisico? E poi ... vogliamo, cerchiamo, la partner ideale, ma se la trovassimo (o se credessimo di averla trovata) ci preoccuperemmo veramente di verificare se il suo comportamento fosse spontaneo e non frutto di una suo adattamento alle nostre esigenze?

Ovviamente con queste considerazione il film non c'entra (quasi) niente, ma l'ultima volta sono stato rimproverato di aver rivelato troppo, e allora ... andatelo a vedere e poi casomai ne riparliamo!

10 commenti:

  1. Madonna quant e' bbelloooooo !! Vado vado...!!!

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  2. Già fatto. Cioè ho già sperimentato l amore virtuale. Ed erano persone "vere" oltre la tastiera. Ed erano...beh il discorso è lungo e non desidero farlo qui. Ho anche conosciuto molte amiche ed amici, prima virtualmente poi nella realtà...

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    1. quello è capitato anche a me, io però mi riferisco a rapporti unicamente virtuali, come quelli del film, con qualcuno che potrebbe essere veramente solo una macchina

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  3. mmhh .. interessante il film, ma di più le tue riflessioni
    certamente il monitor davanti a noi non ci rende esattamente per quello che siamo nella realtà, ma chissà, forse siamo più veri lì che non là o viceversa, chi può dirlo?
    bisognerebbe appunto incontrarsi, cosa non sempre possibile (vero Brezza? conosciamo splinderiani pigri! ;) ma già lo scambio di idee è comunque importante (almeno per me). un saluto x 2

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    1. io vedo la virtualità principalmente come mezzo per scambiare idee con persone con cui altrimenti mai verrei in contatto. Per altre emozioni il virtuale non mi attira, perchè diventerebbe sostitutivo e non complementare.

      Splinder? qualcuno ricorda ancora il defunto splinder? Diamine, torno indietro a più di dieci anni fa ... che ricordi :-)

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  4. Sono perfettamente d'accordo con te, per questo cerco sempre di rendere fisiche tutte quelle belle persone con cui ho a che fare

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    1. come ho detto sopra, non ho mai visto la virtualità come sostitutiva della realtà, ma "solo" un modo per ulteriori scambi di opinioni, un frequentare altri bar oltre quello in cui prendo il caffè la mattina

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  5. La polemica di Muccino sul doppiaggio, non mi ha convinta. Vero che la voce della Johanson è bella, ma a mio avviso la Ramazzotti non è da meno. Confermi? E poi, "scatenate l'inferno" senza la voce sexy di luca Ward. . Non sarebbe passato alla storia delle fantasie femminili.

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    1. Io mi sono perdutamente innamorato di Samantha, quindi ... :-)

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