mercoledì 19 marzo 2014

Volere è potere (?)


(tutti  i personaggi di questa storia sono inventati, ed ogni eventuale riferimento a fatti reali è puramente casuale. Devo ringraziare Ele per l’involontario  spunto che mi ha fornito un suo post)
Giovanna ha 40 anni, è manager di una grande multinazionale di servizi, la classica donna in carriera, concentrata completamente sul lavoro. La sua vita è cambiata qualche mese fa quando ha incontrato Monica, 22 anni, studentessa universitaria, in un mercato bio della città, perché da allora le sue certezze stanno traballando.  Difficile dare una definizione a quello che c’è tra di loro: non è semplice amicizia, è attrazione che però va oltre la mera fisicità. Tra di loro, nonostante la differenza d’età, c’è una intesa innanzitutto mentale, il piacere di andare in giro per mostre, musei e chiese, ma anche di passeggiare mano nella mano o di restare abbracciate a guardare un tramonto.
Certo, conciliare i suoi impegni lavorativi e sociali con i desideri di Monica non è facile. La ragazza ha molta libertà di movimento ed il tempo che trascorrono insieme sembra non bastarle mai e spesso di fronte ai frequenti “non posso” di Giovanna mette il broncio , e le ribatte:  
“Non è che non puoi! Dì pure che non vuoi. Se tu volessi il tempo lo troveresti, e invece io vengo sempre per ultima, dopo che hai fatto tutte le tue cose e sempre se avanza tempo”
Questo del volere è potere sta diventando un tormentone che rischia di incrinare il loro rapporto e Giovanna ce la mette tutta per star dietro alle richieste di Monica, ma ci sono i viaggi di lavoro, i meeting anche fino a sera tardi, e poi i nipotini che Giovanna visita con regolarità e che sono parte della sua vita. Anche oggi, per esempio, la ragazza le aveva chiesto di andare al cinema insieme, ma …
“Proprio non posso, oggi abbiamo una riunione  che durerà l’intera giornata, con il Responsabile di tutta l’Europa, con cena finale in cui devo prendere accordi con  alcuni colleghi stranieri per la prossima campagna primaverile. Ma ti prometto che in settimana …”
Ne aveva ottenuto l'ennesimo  broncio ed il solito “Non vuoi, non è che non puoi”
Sono le 23 quando finalmente Giovanna sale in macchina e lascia il lussuoso albergo che ha ospitato la riunione e la successiva cena. Finalmente può rilassarsi e, mentre guida verso casa, pensare un po’ a Monica. Cavoli quanto le è mancata, e deve essere più arrabbiata del solito, visto che ai suoi sms ha risposto sempre in maniera molto sintetica. All’improvviso un pensiero le balena nella mente:  ha voglia di sorprenderla ma anche di metterla alla prova. Così cambia itinerario e si dirige  verso casa di Monica. Una volta arrivata, parcheggia l’auto in un angolo appartato poi tira fuori il cellulare e la chiama:
“Ciao Monica, come stai?”
“Ciao … bene grazie, un po’ triste perché sono giorni che non ci vediamo”
“Lo so, scusami, ma sai che avevo questa riunione oggi ed ho dovuto lavorare fino a tardi nei giorni scorsi per prepararla, e proprio non potevo liberarmi”
“Già, non potevi “ sussurra Monica con un tono tra il lamentoso e l’aggressivo “abbi il coraggio di dire che non volevi, che io sono l’ultima delle tue priorità, come sempre”
Un sorriso compiaciuto si dipinge sul viso di Giovanna mentre  la conversazione sta evolvendo esattamente come aveva immaginato.
“Hai ragione" le risponde "hai ragione, ma basta, non ho voglia di litigare, ti prego. Ti sono mancata?”
“E me lo chiedi pure ?” ribatte la ragazza  “Avrei una voglia matta di essere abbracciata da te, non so cosa farei per sentire  le tue braccia intorno al mio corpo”
“Bè, se è solo per questo, basta che scendi giù al portone ed io un abbraccio non ho certo difficoltà a dartelo”
Silenzio … poi: “Cosa vorresti dire?”
“Esattamente quello che ho detto. Sono qui in macchina, se scendi ti abbraccio, esattamente come desideri tu”
“Ma … ma .. come faccio? Sono già in pigiama”
“Ti rivesti, semplice”
“Ma che dico a mia madre? Che alle 11 di sera mi è venuta voglia di prendere una boccata d’aria in pieno inverno? Come minimo si affaccia per vedere cosa faccio e mi dà della matta. E non posso mica dirle che scendo ad abbracciare la donna che amo. Già continua a chiedermi quando è che le porto un bravo ragazzo a casa”
“Non puoi? Dì pure che non vuoi”
“Non scherzare, io farei di tutto, ho una voglia incredibile di essere abbracciata ma … non posso, purtroppo”
Giovanna resta qualche secondo in silenzio, poi lentamente le dice:
“Monica, pensa per un attimo a quello che hai appena detto. Quante volte hai affermato che volere è potere? Ora hai appena avuto la dimostrazione pratica che non è così, che la nostra volontà spesso si scontra con delle barriere, dei doveri, degli impegni che di fatto ci impediscono di trasformare il nostro volere in azioni. Io sono certa che tu vuoi un abbraccio così come io desidero dartelo, ma capisco che la tua attuale situazione non te lo consente. Capita, e questo non rende ai miei occhi la tua voglia meno sincera.  Prova a pensarci, la prossima volta che io non potrò. Ora vado a casa, ciao”
“Ci proverò” risponde Monica “Ti amo!”
“Lo so!” conclude Giovanna chiudendo la conversazione. Poi mette in moto e si allontana, un po’ triste per il mancato incontro, nonostante abbia dimostrato a  Monica che non sempre volere è potere.

16 commenti:

  1. PERDONAMI ma non sono d'accordo...
    il tempo si trova sempre per la persona che si ama
    tranne rare e sporadiche eccezioni
    non sempre non mai

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    1. bè dipende, nel racconto ovviamente le due donne hanno situazione molto diverse ed impegni molto diversi, e Giovanna deve (nella mia idea) barcamenarsi tra tutta una serie di impegni pregressi (il lavoro, ma anche i nipotini che sono la sua famiglia) ai quali non si sente di rinunciare.

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  2. Dipende come uno imposta la vita e come l'altro si adatta...

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    1. qui la differenza sta tra l'impostare insieme la vita (immagino due coetanee che inziano insieme un percorso) ed entrare nella vita di una persona molto più grande e la cui vita è già impostata in base a scelte ormai consolidate che è difficile mettere in discussione. Immagino flessibilità diverse

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    2. Immagini..Beh..Questa è una lattura. Cioè una prospettiva. Nel racconto le persone sono due. Le vite,sono due. Benchè la ragazza sia una studentessa universitaria,ha comunque una vita. Monica entra nella vita di Giovanna. Ma anche Giovanna enra in quella di Monica. Il tuo commento presuppone che tu immagini la storia come l'entrare a senso unico della più giovane nella vita della più grande che proprio perchè più grande ha una vita impostata e con scelte giá fatte. Ma anche la giovane universitaria ha la sua vita,fatta di scelte e rinunce che possono essere più o meno consolidate. Letta così sembra che l'una -senza vita nè scelte consolidate - sia entrata,quasi a forza,nella vita dell'altra. Nessuno entra nella vita di un altro se non lo si lascia entrare. E se lo si legge in prospettiva bidirezionale,Giovanna è entrata nella vita di Monica forse con uguale e sconvolgente imprevedibilitá di un fulmine a ciel sereno...

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    3. no, la mia storia non immagina che ci sia stato un entrare senso unico ... solo che a 20 anni si sono accumulati meno vincoli che a 40. Si sono fatte (in genere,quantomeno per motivi temporali) meno scelte che portano ad impegni che può essere difficile disattendere. O almeno, questa è la mia esperienza. Poi certo, a 20, 40 o 60 anni si può buttare tutto all'aria e cambiare vita, conosco gente che l'ha fatto, credo che sia sempre una questione di priorità! :-)

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    4. Conosco ragazze che a 18 anni erano madri e mogli..un lavoro..una vita..e quarantenni che non hanno nè l'uno nè l'altro. Non è questione di etá. Le scelte consolidate si possono fare anche prima. D'altronde la quarantenne Giovanna le scelte le ha fatte a venti o trent'anni e le ha portate avanti. Cosa differenzia lei che temporalmente le ha fatte prima dalla ragazza ventenne che le ha fatte dopo e le sta consolidando? Entrambe hanno una vita. Entrambe. L'una entra nella vita dell'altra ed entrambe impattano con un passato. Dai per scontato che a vent'anni si sia fatto una scelta meno radicale e fissa.

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    5. per scontato no, ma ammetterai che è mediamente più probabile :-)

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    6. Quindi la quarantenne che si è sposata a vent'anni e a quranta vive le sue scelte consolidate?

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  3. è spesso difficile conciliare desideri e limiti imposti dalla realtà.. e l'arte del compromesso per cercare comunque di andare d'accordo non si impara sui libri.. :)
    ciao

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    1. no, l'arte del compromesso non si impara sui libri, e non è facile da mettere in pratica. Anche perchè non è mai facile mettersi nei panni altrui.

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  4. Nel mio post...il mio non posso era in realtá un non voglio. Nella vita vera,sono pochi i veri "non posso" e tanti i "non voglio". Volere è potere. Ne sono convinta.

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    1. ho preso spunto dal tuo post per immaginare una situazione che giustificasse il non vedere una persona anche se questa era ad un passo di distanza. Ed ho cercato di costruirci intorno una storia. Alla fine sono d'accordo, se uno vuole una cosa a qualsiasi costo, ed è nella condizione di farla, allora volere è potere. Ma in genere non è così. Io per esempio in questo momento vorrei avrei un disperato bisogno di 10.000 euro :-), ma poichè per averli dovrei rubare o rapinare una banca, non lo faccio. Evidentemente non li voglio abbastanza, i 10.000 euro :-)

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    2. La storia è una storia come tante altre. Io ho il brutto vizio di legger tutto sempre rapportandolo al mio vissuto e da lì le considerazioni. Volere è potere in genere. Poi,certo,come dice Epitteto,ci son cose che non dipendono da me. E volerle si può ma è un volere giá privo di posibilitá. Io mi riferivo ai tanti non posso che in realtá sono dei non voglio. Nel caso della storia.che hai inventato e che, a tua insaputa,molto tocca il mio post, il non posso di Monica in realtá è un non voglio. Non voglio dover mettere in discussione,così,dall'oggi al.domani,una realtá,la mia,che è finora stata fissa e chiara. Perchè farlo significherebbe far venire meno qualcosa di me e del mio essere. Che in questo.momento non mi sento di voler far venire meno. Non è un non posso vero,ma un non ho la capacitá di affrontare anche questo. Un non voglio,quindi. Scusami..quella del.volere e potere è una mia fissazione. :-) e comunque..cavoli...ma ti ispiro.post sempre.molto particolari eh?mah..

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    3. e tu scrivi commenti sempre troppo elaborati :-)

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    4. È per renderti difficoltoso il controcommentare..mio caro Old lupo... :-)

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