domenica 30 marzo 2014

Ellinor Grimmark

Chi è Ellinor Grimmark? Una ostetrica svedese di 37 che, secondo quello che riporta qui il sito tempi.it  (sito di chiara ispirazione cattolica, direi integralista) , riporto testualmente:

"... è stata licenziata l'anno scorso dall'ospedale dove lavorava per aver fatto obiezione di coscienza ed essersi rifiutata di praticare aborti"

 Poichè sono un tipo curioso, ho voluto capirci di più, e quindi sono andato a cercarmi notizie alla fonte, su siti in inglese che, anche quelli di parte, le notizie le danno nella loro completezza. La storia, alla fine, risulta essere un po' diversa e mostra una "lieve" differenza nei servizi pubblici tra la Svezia e, tanto per fare un esempio a  caso, l'Italia .

Ellinor, da studentessa in ostetricia, ha fatto il praticantato in un ospedale pubblico di Eksjo, e sostiene che le era stato promesso un lavoro estivo nella stessa struttura, promessa che sarebbe poi stata ritirata quando ha dichiarato che la sua fede non le permetteva di partecipare agli interventi di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG).

Le sue rimostranze, in quanto discriminata per il suo credo religioso, non hanno però trovato il supporto dei sindacati in quanto, come dichiarato dalla vice-presidente della Associazione Svedese del Personale Paramedico (Swedish Association of Health Professionals) Pia Arndorff : "Un paziente in Svezia deve sapere cosa è suo diritto avere secondo la legge svedese e questo non deve dipendere dal personale in turno in un determinato momento". Tanto semplice che lo capirebbe anche un bambino ... svedese!

14 commenti:

  1. Ovvio il riferimento alla ragazza costretta ad abortire in bagno.. che dire, siamo indietro. Rispetto alla Svezia poi apparteniamo ad un altro pianeta. Lì ci sono politici che si dimettono perché beccati a noleggiare un porno in hotel. Qui non si dimettono neanche se beccati a "girarlo", quel porno...

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  2. Quello che mi piace sono le piccole differenze ;)
    Comunque, il problema è assolutamente della tizia e non della Svezia.

    Moz-

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    1. spero bene che anche tu la pensi così!!!

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  3. In Svezia non c'è il Vaticano....

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  4. Da noi succede il contrario, magari....

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  5. Non ho nulla contro gli obiettori di coscienza. Ma ci son ambiti,come la medicina, dove la fede non deve intralciare il diritto dei pazienti. E non mi riferisco solo all'aborto. Penso anche all'accanimento terapeutico,per esempio. In Italia ho il diritto di rifiutare le cure mediche,di rifiutare interventi anche salvavita e nessuno può togliermelo. Ma non posso,qualora fossi incapace di farlo da me, chiedere a un medico di interrompere la terapia in caso di malattia degenerativa o terminale.Chiedere una "dolce fine",Il suicidio medicalmente assistito,come da molti chiamato. Io non riesco ad accettare che la propria libertà limiti la libertà altrui.Sono fondamentalmente contro l'aborto, lo ammetto o lo comprendo solo in certi casi. Ma non posso far nulla per vietarlo alle donne che ne fanno richiesta. Personalmente non farei, in linea di principio, nulla che cozza contro la mia coscienza.

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    1. ma infatti nessuno ti dovrebbe mai chiedere di fare nulla che cozzi contro la tua coscienza. Il punto qui è diverso, e la tipa del sindacato lo ha detto chiaramente: esiste una legge (se è per questo esiste anche in italia ... :-() ed il cittadino svedese ha diritto che questa legge venga applicata indipendentemente da chi è in turno quel giorno. On Svezia. In Italia... no!!!

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  6. Il punto è che "indipendentemente da chi è in turno quel giorno" puó scontrarsi con obiettori di coscienza. La legge tutela il paziente,ma anche chi obietta a una pratica che non accetta. Se vale il principio di non imposizione,questo è a doppio senso. Ma come si risolve la questione? Vietando ad obiettori di accedere a ruoli nell'ambito sanitario? O dicendo ai pazienti di tornare un altro giorno? Mi viene in mente,per un parallelismo assurdo forse, alla analgesia epidurale e al parto cesareo. Ci sono ospedali,in Abruzzo ma non solo, che sono per il parto naturale con dolore annesso. I medici,quindi, non danno scelta alle partorienti: o così o cambi ospedale. Comprendo che per l'epidurale occorrono alcuni requisiti (anestesista 24h presente o reperibile,rianimazione neonatale ecc) ma alle volte si rasenta la costrizione. Il tutto perchè si sposa la convinzione che il parto deve essere naturale e doloroso. Anche in quei casi,che fare?

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    1. La legge italiana, che infatti su questo punto è sbagliata. SI vieta agli obiettori di accedere a ruoli nell'ambito sanitario "pubblico". Così come si vieta agli obiettori sull'uso delle armi da fuoco di accedere alla carriera militare.

      Così come è fatta la legge italiana è una legge "ipocrita"

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  7. In linea di principio,il giuramento di Ippocrate si fonda sul "non nuocere". Quindi anche non uccidere,specie chi non può difendersi. A rigore,perciò, anche un obiettore può accedere a professione medica. D'altronde una ivg non si pratica solo quando è terapeutico o per salvare la madre. Io,per esempio,applico dei distinguo in questi casi. Una donna che ricorre all'ivg perchè non vuole il suo bambino,a meno di non aver alle spalle una violenza o una patologia tale che una gravidanza risulta altamente rischiosa o altra motivazione valida,non dovrebbe avere,per me,gli stessi diritti di una che,vi ricorre per uno dei motivi gravi cui ho accennato. Mi riferisco all'astensione dal lavoro per riprendersi fisicamente e psicologicam. Ad ogni modo,un medico deve fare sempre ciò che non nuoce e ciò che legge consente. Io non sopporto l'ipocrisia di certi obiettori,che nel pubblico indossano il cilicio e si rifiutano di far certe pratiche e nel privato darebbero in pasto alle iene anche la propria madre.

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    1. Nell'ambito militare,di per sè un obiettore sarebbe alquanto incoerente. Quindi,più che per legge,sarebbe per logica,il non doverne trovare di obiettori. Perchè avrebbe a che fare con tutto quel che si obietta. Cosa che non è,invece,in medicina.

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