mercoledì 22 gennaio 2014

Still Life

In inglese Still Life vuol dire Natura Morta, ma questo film è un film vivo, vivissimo, un film, anzi un Film (con la "F" maiuscola) che riesce a toccare l'anima. Pur cercando di non rivelarne la trama, consiglio a chi intende andarlo a vedere di non leggere oltre, ma di affrettarsi perchè, come tutti i bei film, è distribuito in poche copie e solo il passaparola ha impedito che venisse già smontato (anzi, credo che almeno a Roma il numero di sale che lo proiettano sia leggermente aumentato).



Di cosa parla Still Life? parla della morte. Lo fa prendendoci per mano e facendoci entrare lentamente ma inesorabilmente nella grigia esistenza di un grigio impiegato comunale, unico addetto di un grigio ufficio che ha il compito di occuparsi di chi muore in solitudine. John May, questo è il suo nome, cerca di rintracciare qualche lontano parente o amico, qualcuno che, in vita, possa essere interessato alla morte di questo o quel diseredato, e che voglia accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Ma sono persone sole quelle di cui si deve occupare, persone che hanno tagliato o a cui sono state tagliati i ponti con il passato, e molto, troppo spesso John si trova ad essere il loro l'unico compagno di viaggio. D'altronde, chi meglio di qualcuno che vive una vita di  solitudine, può far compagnia a chi muore da solo? 



E quando ormai il film ci ha reso partecipi della sua "non" vita, ecco che accade qualcosa, anzi accadono diverse cose, e John si trova per l'ennesima volta a riportare per un attimo  in vita una persona,  a scavare nel  passato di uno sconosciuto, a cercare qualcuno che presenzi quel funerale. Inutilmente ... finchè quando ormai ha esaurito tutte le sue risorse, le prospettive cambiano totalmente. La vita è strana, e soprattutto è stronza. Qualche volta dà, molto più spesso toglie. E così un evento che  sembrava brutto si trasforma in bello, come una giornata uggiosa in un pomeriggio assolato, per poi ridiventare tormenta, ovvero tragedia. E noi siamo lì, a seguire attoniti gli eventi, a commuoverci per questo o quel destino, a chiederci se sia giusto o sbagliato, senza più ricordarci che la vita non è nè giusta nè sbagliata, semplicemente ... è!  La vittoria e la sconfitta si intrecciano inesorabilmente, ma alla fine è la morte che comanda, e mentre c'è chi, nonostante tutto, ricorda il buono che, sia pur ben nascosto, è parte di una vita conclusa, il buono di un'altra vita rischia di essere ancora una volta misconosciuto. Ma conta veramente tutto ciò? oppure, come canta De Andrè ne "Il Testamento", quando si muore si muore soli? 



Di fronte al grande, immenso mistero della morte siamo tutti soli, ma dopo di noi restano i nostri gesti, il bene e il male che abbiamo fatto, di noi resta solo il ricordo, che ci accompagnerà nel nostro ultimo, interminabile viaggio.

17 commenti:

  1. visto un mese fa. molto molto bello, toccante. ho pianto all'uscita. lo so che mi accade sempre più spesso, di piangere, ma solo per le cose molto belle. non dirò una sola parola di commento...perchè le parole sono inutili. bisogna vederlo, il film.

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    1. vero, le parole che ho usato non riescono a rendere, però spero incuriosiscano

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  2. Nemmeno sapevo che esistesse, grazie per averne parlato!! :)

    Moz-

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    1. è uno di quei film noti solo grazie al passaparola, uno di quelli che ti entra dentro. Se dovessi consigliarne uno, tra tutti quelli attualmente in programmazione, consiglierei questo,

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  3. allora spero di poterlo vedere...

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    1. cerca di vederlo ... ma preparati ad imitare nellabrezza

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  4. Molto bello ma per me è stato un pugno nello stomaco, anzi "una tramvata" e non l'ho digerito!

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    1. si, è un pugno nello stomaco. Ma a volte i pugni ci vogliono, ed alla fine fanno anche bene. E comunque è proprio un bel film

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  5. Poetico. Lo definirei così. Emozionante,anche. Delicato. Un film toccante come pochi. John May è una di quelle figure che speri esistano veramente,così umane,così attente,così delicate. E forse esistono,ma rimangono lontane dai comuni sguardi frettolosi della routine. Dove a suscitare attenzione è qualcosa di appariscente e straordinario (esteticamente). Mentre la straordinaria umanità e calore umano,ai più rimane nascosto.
    Un film che parla della vita,vero,così com'è: cruda,dura. Ma anche piacevolmente ricca di piccoli imprevisti capaci di illuminare visi altrimenti grigi. E accarezzare l'anima. Sul finale ho quasi pianto. Ho trattenuto a stento le lacrime. Ma son uscita con un sorriso comunque. E con il dono,inaspettato,bellissimo e anch'esso toccante,fattomi dalla persona con cui l'ho visto.

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    1. bè, di certo è un film che è bene non vedere da soli, uscendo dal cinema c'è il rischio di interrogarsi troppo pesantemente sulla solitudine

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    2. ..è quel che ho fatto io..pesantemente..

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    3. interrogarti? nonostante fossi in compagnia? :-( poveretta la persona in questione!

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    4. No. Non vederlo da sola :-) pesantemente..non da sola :-) La persona mi ha fatto compagnia:-) Alla solitudine,la mia, ci penso spesso. E il film porta a queste riflessioni, ma ha anche un che di positivo,sul finale. Nonostante tutto. Non credi?

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