martedì 31 dicembre 2013

Gli uomini non cambiano

Dove, quando scrivo "uomini", intendo il genere umano senza distinzione di sesso. Leggo un po' ovunque di propositi di cambiamento (di se stessi) e di speranze di cambiamento (degli altri). Se è giusto, ed umano, credere in un domani migliore, penso sia invece diabolico sperare nei miracoli, nella bacchetta magica che cambi, dall'oggi al domani, la nostra vita. Anche perchè noi siamo oggi il frutto di un percorso di 20, 30, 40 o più anni che non si può cancellare all'improvviso. 

Ricordo che anni fa una persona mi disse: "a volte per costruire è necessario distruggere, perchè un muro storto non si può raddrizzare", ma la nostra vita non è un muro che si può distruggere impunemente, neanche se il fine fosse ricostruirla in meglio. Semplicemente non si può. E allora faccio mie le parole di una famosa scrittrice (vado a memoria) : il nostro più grande errore è cercare di destare in ciascuno (noi stessi o gli altri) quelle qualità che non possiede, invece di coltivare quelle che ha.

lunedì 30 dicembre 2013

Errare è umano, perseverare ...

Non ho festeggiato il natale, e non festeggerò il capodanno (bè ... quasi, perchè domani sera prevedo di andare a vedere uno spettacolo, ma alle 24 sarò sicuramente a letto, niente brindisi, niente lenticchie, niente biancheria intima ... rossa), però anche quest'anno sono andato all'auditorium per il più folle dei concerti natalizi: Cartoon Heroes.


Insomma, immaginatevi una sala da concerto (la sala Petrassi nello specifico) praticamente riempita in ogni ordine di posti, per lo più da 30-40 enni (in effetti io ero fuori target, ma pazienza) con figli al seguito, che cantano in coro le sigle dei cartoni giapponesi anni '80 (i 30-40 enni, perchè i bambini non le conoscono e dopo un po' si annoiano) insieme ad artisti dei Raggi Fotonici o dei Rocking Horses, mentre alle loro spalle sfilano i personaggi della saga di Guerre Stellari   della 501 Italican Garrison (esiste, e se non ci credete guardate qui  http://www.501italica.com/ ).

Due ore che volano in compagnia de Il mago Pancione, Mimì (pallavolo) e Pat (baseball) e ovviamente di Mazinga, Goldarake ed Ufo Robot.

venerdì 27 dicembre 2013

Babbo Natale

Babbo Natale, si sa, non esiste (e vi prego, se non lo sapevate, non guardatemi ora con gli occhi sgranati ... era ora che qualcuno ve lo dicesse).

Però, finchè si può, finchè si è bambini, è bello pensare invece che Babbo Natale esiste. Ed allora, pur senza ricorrere a travestimenti improbabili, io ho deciso che finchè sarà possibile non disilluderò nessun bambino, perchè è importante anche poter sognare, e prima o poi (spesso più prima che poi) ci pensa la vita a portarci via molte delle nostre fantasie, dei nostri sogni, delle nostre illusioni

mercoledì 25 dicembre 2013

Silent Night

Non festeggio il Natale e non amo i pranzi con parenti che poi non ti fili (e non ti filano) per il resto dell'anno, o la frasi del tipo "a natale siamo tutti più buoni", mentre bisognerebbe essere più buoni sempre. Quindi niente auguri neanche sul blog. Però una canzone in tema, che spero lasci almeno un retrogusto amaro ed inviti a pensare, ve la regalo ugualmente.



martedì 24 dicembre 2013

Regali

Chi mi conosce sa che non amo il Natale, non amo l'obbligo di fare festa e di fare i regali, per cui non ne faccio (fanno eccezione i bambini, ma per loro è giusto celebrare ogni festa possibile, avranno tempo per le preoccupazioni). I miei amici lo sanno, e non si aspettano regali ne', giustamente, me ne fanno. Con qualche eccezione più o meno giustificata.

Quest'anno, tra i (fortunatamente) pochi, pochissimi regali ricevuti, c'è un libro che ho molto apprezzato e che consiglio vivamente, anche se può sembrare l'ennesimo manuale pratico che poi tanto pratico non è.  Resta la domanda di fondo: ci sarà un messaggio subliminale dietro al fatto che, tra i tanti libri, mi abbiano regalato proprio questo?

Comunque, con il rischio di essere citato per plagio, vi riporto qui l'introduzione (oddio, forse era meglio se scrivevo "la prefazione") del libro in questione: 

"Perché dedicare un manuale a uno degli argomenti più trattati, conosciuti e indagati della storia dell’umanità? La risposta è semplice: perché nonostante ciò, LEI continua a restare per molti, e molte, una sorta di alieno, un oggetto non identificato di cui si parla tanto e di cui, in realtà, non si sa mai abbastanza. 

LEI è l’origine del mondo, la madre di tutte le madri, la causa di ogni cosa, insomma, dopo aver capito LEI tutto il resto diventa un’ovvietà. Purtroppo, ancora oggi, nonostante la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e l’inarrestabile invasione di LEI che spuntano da ogni dove, sull'argomento circolano molte imprecisioni e drammatici luoghi comuni. 

Prima o poi una LEI vi guarderà sconcertata e penserà: ‘Ma questo il libretto delle istruzioni lo avrà mai letto?’ E voi starete lì, ignari, ingenui, pensando di averla stupita con chissà quali effetti speciali, mentre lei non sa da che parte cominciare per spiegarvi che un clitoride non è un insetto della foresta amazzonica e nemmeno una farfalla subtropicale, ma è la principale fonte del suo piacere, a condizione che venga trattato in maniera consona e opportuna. Ed è a questo punto che il nostro manuale si rivelerà l’aiuto più prezioso che possiate avere perché, passo dopo passo, vi guideremo alla scoperta di LEI, vi insegneremo il suo funzionamento e, non ultima, la sua manutenzione, perché a differenza degli elettrodomestici, delle automobili e di tutto quello di cui siete normalmente abituati a servirvi, LEI con l’uso non si deteriora, ma migliora."


lunedì 23 dicembre 2013

Un'emozione

Correva l'anno 1973, ed io scoprivo il teatro di Giorgio Gaber. Testi e canzoni impegnate, che invitavano a riflettere sulla realtà  che ci circonda, sulle nostre contraddizioni, sulle debolezze umane. Fra le tante me ne viene spesso in mente una, che allora devo dire non capivo più di tanto (ero giovane ... perchè anche io sono stato giovane) tanto mi sembrava assurda.

Di quella canzone mi colpiva soprattutto il ritornello, ripreso nella parte finale, che qui riporto:



Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te

e che ovviamente non condivido, anche se ne riconosco la fondatezza. Le emozioni sono pericolose, e possono far soffrire, ma una emozione (e qui si parla di emozioni positive) non andrebbe mai buttata via, perchè le emozioni non tornano. Se ne possono vivere altre, nuove, forse anche migliori, ma quelle perse sono perse. E perderle è un grande peccato, anche se il pericolo di doverle pagare, ed a caro prezzo, è sempre dietro l'angolo. 

Io credo che quando non avrò più voglia di vivere una emozione, quando diventerò troppo prudente, vorrà dire che sarò morto.

venerdì 20 dicembre 2013

Pensate se in Italia

... il rappresentante (o la rappresentante) del Presidente della Repubblica (ma anche del Presidente del Consiglio) alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Sichi (Russia) fosse un ex-atleta dichiaratamente gay, che messaggio forte contro l'omofobia e le leggi omofobiche approvate da Putin si darebbe. 

Come fanno gli Stati Uniti, che saranno rappresentati dalla campionessa di tennis (e lesbica dichiarata) Billie Jean King (ed alla cerimonia di chiusura a rappresentare gli Stati Uniti sarà Caitlin Cahow, giocatrice di hockey su ghiaccio e olimpionica, anche lei lesbica). Ma, ora che ci penso, in Italia non esistono atleti, o ex atleti, gay (o almeno ... dichiaratamente gay).

Diamine, abbiamo perso una occasione!

giovedì 19 dicembre 2013

La Banda Sacco

A me Andrea Camilleri piace, piace il modo con cui racconta le storie, e non tanto con i libri del Commissario Montalbano (che come spesso accade alla lunga hanno risentito della serialità e degli stereotipi dei vari protagonisti) ma in quelli un po' fantastici, tra sogno e realtà, ambientati nella Sicilia del passato, in cui  lo scrittore evidentemente riesce ad esprimersi senza dover tener conto dei vincoli che lui stesso a creato. Uno per tutti La rivoluzione della luna pubblicato lo scorso anno.

Quindi mi aspettavo molto, forse troppo, dal suo ultimo libro dedicato ad una storia di brigantaggio e mafia di un secolo fa, e ne sono rimasto un po' deluso. Perchè, come già era capitato in Una strage dimenticata, il libro questo è un "istant book" uscito con qualche decina di anni di ritardo. Interessante, per carità, perchè racconta la storia (vera) di una famiglia che, da onesta, è costretta a diventare fuorilegge per difendersi dalla mafia e dalla incapacità del potere costituito di far rispettare le leggi. Una storia antica ma attuale, perchè basta guardarsi intorno per rendersi conto che, mutatis mutandis, non è qualcosa che caratterizza la sola Sicilia, nè i soli tempi antichi, purtroppo. Ed è   forse proprio la necessità di aderire alla realtà che rende a mio avviso il romanzo meno godibile per il lettore comune; la esistenza di una trama già scritta che per quanto romanzata e caratterizzata dalle capacità affabulatorie dell'autore, gli impedisce di raggiungere la qualità cui ci ha troppo spesso abituati. In definitiva, un Camilleri in tono minore, ma che vale comunque la pena di leggere

mercoledì 18 dicembre 2013

Prapatapumpapumpapà

Moni Ovadia è un artista poliedrico, raffinato e vigoroso, protagonista di iniziative sempre interessanti. Ed interessante è stato questo spettacolo in cui si racconta la storia (e la parabola) di Matteo Salvatore, compositore e cantante pugliese che ebbe un certo successo a cavallo tra gli anni '50 e '60 per poi cadere nel dimenticatoio con l'esplosione del beat e del pop.

Usando appunto le canzoni di Salvatore come filo conduttore, Ovadia racconta un dopoguerra di fame e di stenti (una sorella di Salvatore morì giovanissima per denutrizione), di violenza e soprusi, ma anche di giochi semplici e autentici.

Ad affiancarlo sul palcoscenico, anzi quasi a fargli ombra con la sua presenza scenica, una violinista e cantante eccezionale, Her (al secolo Erma Pia Castriota) con una voce, una grinta ed una sensibilità che da sola vale il biglietto.

Proprio un bello spettacolo.


Passare

... da stronzo a scemo secondo voi può essere considerato un passo avanti?

martedì 17 dicembre 2013

Sazietà

Quando si ha fame si mangia, e  dopo un po' (o dopo tanto) si comincia sentire un senso di sazietà. A quel punto posso anche continuare a mangiare per golosità, se davanti ho una qualche pietanza di cui sono particolarmente goloso, ma prima o poi, anche davanti alla migliore leccornia del mondo, il mio stomaco dice basta, e per un po' questo bisogno primario risulterà soddisfatto. Per molti di questi bisogni, in effetti, esiste un livello di saturazione oltre il quale è difficile riuscire ad andare. Per molti, ma non per tutti.

Stavo pensando, l'altro giorno, che ci sono bisogni che seppur  soddisfatti non si attutiscono, ma restano inalterati, come se fosse impossibile appagarli del tutto. Ora per esempio, nonostante l'abbia fatto da poco, avrei una voglia matta di ...

lunedì 16 dicembre 2013

Il Bagno Turco

Angela scende al capolinea del tram e si guarda intorno, un sorriso compare sulle sue labbra quando scorge Marco che la fissa ad una decina di metri di distanza. Venirsi incontro e stringersi in un forte abbraccio, in questo freddo pomeriggio autunnale, risulta automatico.

“Allora, dove andiamo ?” gli chiede lei 
“Aspetta e vedrai!” Risponde lui con un sorriso sornione. 

Poi la prende per mano e la guida per i vicoli del centro storico, fino ad arrivare di fronte ad un vecchio palazzo sulla cui facciata si apre una porta a vetri. Una volta entrati, Marco sbriga tutte le pratiche, poi consegna ad Angela una busta e le dice, sempre sorridendo davanti allo sguardo perplesso di lei: “Dunque, qui dentro c’è il costume da bagno (quello che avevi lasciato a casa mia questa estate) e le ciabattine, nello spogliatoio trovi l’asciugamano, ti cambi e mi aspetti all’uscita dall’altra parte. Io farò la stessa cosa nello spogliatoio dei maschi. Ci vediamo tra pochi minuti.” 

Marco si avvia velocemente verso la porta con su l’immagine di un uomo, ha fretta di cambiarsi per riuscire ad accogliere Angela quando lei sarà pronta. Nello spogliatoio si toglie i vestiti che ripone ordinatamente in un armadietto, indossa il suo costume e le ciabatte da piscina, avvolge il corpo seminudo in un ampio asciugamano e si avvia nel locale comune. Passano pochi secondi e compare Angela, ancora un po’ frastornata ma intrigata. 

“Insomma alla fine sei riuscito, con un po’ di inganno, a portarmici, in un hammam” dice lei

“Beh, te lo avevo promesso, no?” ribatte lui, poi la prende per mano e la guida giù per la scalinata che porta al bagno turco. 

Il locale è deserto, c’è un solo cliente che sta andando via, così Marco ed Angela si dirigono verso il tepidarum, dispongono gli asciugamani su un ripiano di marmo e, dopo essersi bagnati il corpo, prendono la pasta-sapone all’olio d’oliva da spalmarsi per rendere la pelle più morbida e luminosa. La regola vorrebbe che ognuno badasse al proprio corpo, ma non c’è nessuno, così quel momento è una ottima occasione per accarezzarsi reciprocamente, con dei lunghi, dolci massaggi. Le mani corrono sulle spalle, sui fianci, sulle cosce, fino ad arrivare ai piedi, con dei movimenti che sono per entrambi piacevoli, emozionanti, sensuali. E poi si stendono, uno affianco all’altro, tenendosi per mano in silenzio, mentre il calore dell’ambiente comincia a dilatare i pori ed attiva la sudorazione. Il rito dell’hammam si svolge secondo le regole, brevi soggiorni ai 45° del calidarium alternati da periodi di riposo nel tepidarum, i cui 36° sono un sollievo ogni volta che si esce, poi uno scrub, al termine del quale, dopo una doccia che lava via tutte le impurità emerse, la coppia si ritrova nel frigidarium, una vasca di acqua a 28° che però a quel punto sembra gelida. 

Si immergono entrambi, fino ai fianchi, e finalmente possono abbracciarsi di nuovo per darsi conforto e calore. I corpi ormai tonificati reagiscono immediatamente, e l’abbraccio diventa sempre più intenso, arricchito da baci e carezze sulla pelle morbida 

“Sei bellissima” le dice lui “ma in effetti lo sei sempre” 

Lei sorride cercando di schernirsi, poi si stringe ancor di più a lui, abbracciandolo forte. Restando immerso dell’acqua, Marco si siede su uno degli scalini, e fa accomodare Angela sulle sue ginocchia, continuando ad accarezzarle ed a baciarle il corpo. Non sono arrivati altri clienti, il personale si è ritirato nella sua stanzetta e la piscina è defilata rispetto al resto dell’hammam. La situazione è troppo invitante per non approfittarne, e così le carezze di Marco si fanno sempre più insistenti, la sua mano scende fino a raggiungere il pube di Angela. 

“No ti prego” gli dice la ragazza in tono poco convinto. 

Marco la guarda, sorride, ma non smette con le sue carezze, mentre osserva il viso di Angela rilassato, anzi fa scivolare l’indice sotto il bordo del costume, e comincia a stuzzicarle il clitoride. Angela chiude gli occhi e reclina la testa all’indietro, lasciando che il braccio destro di Marco le tenga il corpo semisdraiato mentre assapora il piacere che quel dito malandrino sta generando con i suoi movimenti. Sotto il pelo dell’acqua la mano del ragazzo si muove lentamente, ed il dito penetra poco alla volta nel corpo di Angela, dalla cui bocca semiaperta cominciano ad uscire gemiti di piacere. Nella mente della ragazza non esiste più niente, neanche il remoto pensiero che qualcuno potrebbe arrivare, vuole solo che Marco non si fermi, che quel dito continui a darle piacere. Il suo respiro si fa più affannoso … Marco osserva quel viso, apprezza il piacere che ne traspare, lo vive come proprio, e continua a muovere la sua mano cercando di cogliere ogni reazione alle sue carezze. 

“Sto per godere” gli sussurra ad un certo punto Angela “ti prego non ti fermare” 

"Non ne ho la minima intenzione" vorrebbe rispondere il ragazzo, ma resta in silenzio e continua il suo massaggio, senza modificare il ritmo della sua azione, poi un gemito sommesso e dei piccoli spasmi del corpo della ragazza gli confermano che ha raggiunto l’orgasmo. Allora delicatamente ritrae la mano, poi stringe nuovamente  Angela in un lungo, interminabile, tenero abbraccio.

giovedì 12 dicembre 2013

Sei uno stronzo!

E' quello che mi hanno detto poco fa. Ora devo solo capire se era un complimento ...

mercoledì 11 dicembre 2013

Per favore stai zitta!


Bella sei bella, o almeno così a me pari, ed hai lo sguardo giusto, l'abbigliamento giusto, il fisico giusto. E cerchi esattamente ciò che, specularmente, cerco io. Tutto perfetto, quindi, tutto combacia, però ... per favore stai zitta, che quando parli, con la tua terribile inflessione dialettale, con i verbi sempre declinati nei  tempi sbagliati (ma te l'hanno insegnata la differenza tra congiuntivo e condizionale?) mi passa qualunque voglia.

E ti prego, se proprio devi scrivere, ricordati che non hai più 15 anni, e che solo a quella età è ancora permesso di violentare la lingua italiana abusando di "k" e di sigle non previste dal vocabolario italiano Zanichelli! 

venerdì 6 dicembre 2013

Fine settimana

Siamo a venerdì e questa settimana ho latitato più del solito sul web, sia in questo blog che in quelli che amo leggere, ma il tempo è stato particolarmente tiranno. Prima di ritirarmi per il fine settimana, in cui non mi riposerò anche se ne avrei bisogno (perchè alla mia età  non si può andare sempre a dormire tardissimo se poi la sveglia suona inesorabilmente alle 06:30 del mattino). vorrei fare una riflessione sulla legge sulla prostituzione che sta compiendo il proprio iter in francia. Legge che da una parte depenalizza la prostituzione (che invece è attualmente reato, in Francia)  e dall'altra mira a combatterla prevedendo multe anche salate per i clienti.

Da quello che so, detta legge si ispira ad un modello scandinavo (Svezia, Norvegia e Islanda hanno leggi che prevedono anche la prigione, per chi frequenta una prostituta), la cui validità è tutt'ora oggetto di aspre dispute. 

Io credo che il proibizionismo alla fine non sia mai pagante, che non è con una legge che si può combattere la prostituzione, e che inoltre la libertà individuale andrebbe garantita  a tutti, anche a chi decide di vendere liberamente il proprio corpo. Ma so altrettanto bene che molte delle giovani (e giovanissime) straniere  che si vedono ai bordi di alcune strade romane non hanno fatto una scelta libera. Insomma, il rimedio è migliore o peggiore del male?  

lunedì 2 dicembre 2013

AIDS

Ieri era la giornata mondiale per la lotta all'AIDS. Molto si è fatto in questi anni per combattere la malattia, e per fortuna ora esistono farmaci che bloccano la malattia rendendola cronica e permettendo ai malati di condurre una vita pressochè normale.

Questo però non vuol dire che la guerra è vinta, che bisogna abbassare la guardia. Troppa gente continua a contrarre il virus, troppa gente contrae il virus con comportamenti a rischio e non se ne accorge, mentre un rapido inizio delle cure è essenziale per evitare i danni. 

Purtroppo ultimamente di AIDS si parla troppo poco, anche se è sempre lì, pronta a colpire.