venerdì 29 novembre 2013

Santa Passera!

No, non ho cambiato le regole del mio blog che non prevedono parolacce o esclamazioni di dubbio gusto, è che voglio parlarvi della chiesa di Santa Passera. Finalmente la Chiesa ha capito che la sessualità non è un peccato ma anzi va glorificata, starete pensando  ... purtroppo no, mi spiace disilludervi ma non esiste una santa di nome "Passera" nell'elenco ufficiale dei santi, anche se ci sono molti seguaci ed adoratori della stessa (anche io, d'altronde ...) 

In realtà, come per San Cosimato (altro santo che non esiste ma a cui è dedicata una chiesa in trastevere), secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe da Abbas Cirus (Padre Ciro) in quanto nella chiesa sarebbero stati seppelliti i resti di due martiri cristiani, Ciro appunto (un medico) e Giovanni (soldato e discepolo di Ciro), crocifissi e decapitati in Egitto durante la persecuzione di Diocleziano. Nel tempo il nome avrebbe subito alcune varianti: Abbaciro, Appaciro, Appacero, Pacero, Pacera ed infine Passera. Originariamente posizionata in piena campagna, ora è invece parte del tessuto cittadino, e conserva il suo fascino nonostante l'aspetto dimesso ed un po' abbandonato.


La chiesa, molto semplice nella sua struttura ad aula singola, doveva essere in passato riccamente decorata, ma di queste pitture restano ormai poche tracce riconducibili al medioevo ma anche ad epoche precedenti, anche se non è noto il preciso periodo in cui è stata costruita. Le testimonianze scritte più antiche risalgono al VIII secolo anche se la leggenda dice che le reliquie dei due martiri furono portate a Roma nel V secolo e seppellite sotto il pavimento di una chiesetta di campagna di proprietà di una ricca vedova di nome Teodora (reliquie che in teoria sono ancora  lì, non essendo noto il luogo esatto in cui sarebbero state sotterrate). 

Sotto la chiesa, che è sopraelevata e a cui si accede attraverso un coppia simmetrica di scalinate, c'è una cripta, anche essa in condizioni disastrose, e sotto ancora un ambiente ipogeo, chiaramente un sepolcro di epoca romana, datato intorno al III secolo, costruito a circa 3 miglia dalle porte della città, nel rispetto delle leggi funerarie del tempo.

Un dei tanti posti interessanti di Roma che meritano una visita.

martedì 26 novembre 2013

WineRack Bra Flask

Come trasformare una seconda scarsa in una quarta abbondante e anche più,  da far invidia a Pamela Anderson, e risparmiare in quelle situazioni (cinema, concerti, spettacoli, discoteca) in cui le bevande costano un occhio?

Semplice, comprate ed indossate un WineRack Bra Flask il cui suo, a  dispetto del nome, non è necessariamente   limitato al vino ma a qualunque bevanda (possibilmente gradevole  a temperatura ambiente, o corporea)

Certo, corteggiare una donna prosperosa e poi scoprire che indossa un WineRack Bra Flask non è il massimo, ma tanto nell'epoca dei vari push-up le sorprese sono sempre dietro l'angolo (o meglio, sotto i vestiti)




venerdì 22 novembre 2013

mercoledì 20 novembre 2013

Rumori fuori scena

Più di 30 anni fa un giovane attore e regista di teatro italiano, Attilio Corsini, si chiese se fosse il caso di provare a mettere in scena una commedia dell'inglese Michael Frayn: "Noises Off." Il testo era interessante, ma lo humor troppo, appunto, inglese. e poi richiedeva degli impegnativi cambi di scena, insomma c'erano molti dubbi che potesse funzionare.

Da 30 anni la compagnia Attori e Tecnici, spesso promettendo che sarà l'ultima volta, mette in scena questa divertentissima commedia. La trama per una volta la posso svelare, perchè è solo un pretesto per mettere in piedi una macchina comica unica, ed è la storia di una poco credibile compagnia teatrale che mette in scena una commedia degli equivoci, e degli intrecci di relazioni che evolvono tra la prova generale  e via via durante la tournè andando ad interferire sullo spettacolo in un crescendo irresistibile.


Io l'avevo già vista qualche anno fa, ma l'ho rivista volentieri ridendo di cuore ad ogni battuta, grazie alla bravura di tutti gli interpreti (alcuni dei quali appartenenti al cast originale, e talmente perfetti da far dimenticare la loro incongruenza anagrafica).

Se ve la siete persa, non vi preoccupate, sono certo che anche l'anno prossimo, magari per pochi giorni, la ritroveremo nel cartellone del teatro Vittoria

lunedì 18 novembre 2013

Il pelo maschile

E’ da un po’ che i miei posto sono molto, troppo casti, e non so perchè. Forse volevo evitare di spaventare le due gentili blogger che dovevo incontrare, e che ho effettivamente incontrato, in modo che non fuggissero a gambe levate ancor prima di vedermi apparire all’orizzonte? 

Ora che, appunto, tutto è finito e non rischio più di vanificare i miei sforzi, voglio affrontare il problema del pelo maschile. L’uomo, si sa, è peloso, ben più della donna, e mediamente è meno ossessionato dal (suo) pelo. Di conseguenza le ossessioni pilifere più tipicamente femminili (gambe, ascelle) non toccano in genere gli uomini. La depilazione, per l’uomo, riguarda principalmente il petto e, per alcuni meno fortunati, anche la schiena. Da un po’ è invalsa anche la moda della rasatura del cranio quando i capelli ci abbandonano con sempre maggior frequenza, realizzando un taglio radicale al posto di un lento ma inesorabile streap-tease.

Infine, pare che anche per l’uomo, come per la donna, ci sia una tendenza alla rasatura dei peli pubici, che francamente reputo una pratica un po’ estremista, ma che mi fa venire in mente la domanda base: alla donna il pelo maschile piace, o non piace?

venerdì 15 novembre 2013

Cose italiane

Lavoro in periferia, e vicino al mio ufficio c'è una piazzetta, accanto ad una strada consolare, utilizzata come parcheggio da chi lavora nelle vicinanze (zona di uffici) e non ha la fortuna, come me, di avere un parcheggio aziendale. 

Poichè lo spazio è sempre poco, oltre che negli appositi spazi lungo il perimetro della piazzetta la gente ha finito per parcheggiare anche al centro della stessa, lasciando le opportune vie di fuga e di manovra. Soluzione che è stata istituzionalizzata in molte piazze della città, ma non in questa, di una periferia (l'ho già detto, lo so) abbastanza abbandonata a se stessa. Tutto sommato una soluzione che non crea problemi e che, autogestita in maniera ordinata, ha raddoppiato i posti macchina disponibili senza creare intralcio alla circolazione. 

Una delle scorse mattine, arrivando in ufficio, ho con mia grande sorpresa visti 2, dico 2 vigili che stavano multando tutte le automobili parcheggiate al centro della piazza. La sorpresa non essendo costituita dal fatto che stessero multando (secondo regola le auto erano effettivamente in divieto di sosta), ma dalla presenza di 2 vigili in un luogo in cui a mia memoria non ne avevo visto neanche uno. Così ho fatto una piccola indagine personale ed ho scoperto che (ovviamente sono certo che sia stata una mera combinazione) proprio quel giorno in una ditta il cui ingresso affaccia sulla piazzetta era venuta in visita una autorità (non so bene se un sottosegretario o addirittura un ministro della Repubblica). 

La domanda che vi pongo è la seguente: secondo voi, quando rivedrò un'altra volta 2 vigili 2 in quella piazzetta?

giovedì 14 novembre 2013

Un caldo incontro


Finalmente la vedo: tondeggiante nelle forme ma con un suo stile, ammaliante nel suo candore, con un leggero profumo che arriva alle mie narici. Seduto davanti a lei, aspetto pazientemente che tutto sia a posto, mentre cerco conforto nel suo tepore.

Ecco, è ora ... con soddisfazione finalmente verso dalla teiera il mio Whittington  Earl Grey aromatizzato al limone e con piccoli sorsi lo assaporo, apprezzandone il gusto semplice e delicato. Il liquido caldo mi conforta, mi riscalda, oserei dire che mi coccola in un freddo pomeriggio autunnale. Altro che gelato!

Lo so che pensavate chissà a che cosa (maligni che non siete altro) , ma quando parlavo di caldo incontro, di forme tondeggianti, ecc  mi riferivo alla teiera della foto 


Come dite? che le teiere sono due? Già ... è vero ... che sbadato ...in effetti non ero da solo. La blogger che ha avuto questa volta il coraggio (e la sventura) di incontrami aveva atteso alcuni minuti al freddo fuori la gelateria di Piazza San Cosimato (nonostante i miei sforzi per non arrivare in ritardo) e così abbiamo preferito ripiegare su qualcosa di caldo, mentre riuscivamo finalmente  a fare due chiacchiere dal vivo.

Poche impressioni: intanto la suddetta blogger non è scappata gambe levate (forse anche a causa del suo ginocchio malandato) e questa è una grande dimostrazione di stoicità. Purtroppo il tempo è stato come sempre tiranno, ed ad un certo punto abbiamo dovuto interrompere la conversazione a causa dei reciproci impegni. Conversazione piacevole, ma non avevo dubbi, con solo quel minimo di imbarazzo nel trovarsi di fronte una persona sconosciuta (fisicamente) ma al tempo stesso ben nota, ed apprezzata, per i suoi pensieri. Una conferma, una bella conferma.

martedì 12 novembre 2013

Il fascino dell'attesa


A volte l'attesa è quasi più emozionante dell'atteso. Perchè l'ignoto alimenta la fantasia, amplifica le aspettative rendendole quasi reali. So che tra poco entrerò in contato con lei, e sarà un incontro indimenticabile, pieno di significato, e soprattutto molto "caldo". 

No, non sto esagerando, è la pura realtà. Certo, è stato complicato riuscire ad organizzare il tutto, ogni volta che provavo a creare una opportunità questa, per un motivo o per l'altro, sfumava. E quando succedono certe cose il desiderio aumenta, diventa incontrollabile. Ora finalmente tutto sta prendendo una forma definita, e con essa anche tutti i dubbi del caso. La tensione aumenta, grosse gocce di sudore mi rigano la fronte nonostante nonostante il freddo, il respiro si fa affannoso ... cosa succederà tra poco? sarà un incontro particolare, travolgente, ma soprattutto caldo e gustoso? Lo spero. Lo sento.

Ecco, quasi ci siamo ... il traffico mi rallenta, maledizione ... e quella tipa mi ha appena fregato il parcheggio. Ma ce la posso fare, so di potercela fare. Finalmente riesco a lasciare la macchina ed a dirigermi con il mio passo lento ed  incerto, aiutato dal bastone,  verso il luogo designato. Ecco, ci sono ...  

(continua)

lunedì 11 novembre 2013

Dralion

Alzi la mano chi in vita sua, almeno una volta, da bambino, con i genitori, con la scuola, o da adulto con gli amici o con i figli (o i nipoti) non è mai andato al circo. Il circo ha un suo indubbio fascino, anche se ormai offuscato da considerazioni legate all'uso di animali in vari numeri. Esistono in realtà diversi circhi che hanno tentato (con alterno successo) la via degli spettacoli senza animali, o almeno con solo animali domestici, ma continuano ad essere impostati come circhi "tradizionali".

Dralion invece è uno dei molti spettacoli messi in piedi dal Cirque du Soleil che negli ultimi 20 anni  ha definito un nuovo standard per gli spettacoli circensi: musica raffinata, coreografie curatissime, costumi sfarzosi che "arrichiscono" uno spettacolo che continua ad avere come cuore pulsante l'arte circense ma non è più solo quello.

Dralion è uno spettacolo creato nel 1999 che solo ora arriva in Italia, dopo Saltimbanco ed Alegria (e se considerate che la macchina "Cirque du Soleil" rappresenta attualmente una ventina di titoli diversi, con decine di cast, capite che stiamo parlando di spettacoli storici e consolidati), e che come i precedenti non può non affascinare grandi e piccini. Uno spettacolo rodato alla perfezione, in cui anche i "presunti" intoppi in realtà sono studiati  e si incastrano in un meccanismo perfetto. Le due ore di spettacolo passano in un soffio, ma per la durata di quel soffio si viene trasportati in un mondo magico, spettacolare ed emozionante. E si esce soddisfatti, ricordando le incredibili performance con i tappeti elastici (al di là di ogni legge della fisica)  o la commovente esibizione della coppia di acrobati che giocavano sospesi in aria  con due fasce di tessuto azzurro (e so di fare un torto agli altri artisti).

(immagine scaricata da WEB)

Peccato solo che, per praticità, anche questa volta, come per Saltimbanco, abbiano rinunciato a montare il classico tendone e si esibiscano al Palazzo dello Sport, che non ha lo stesso fascino dello chapiteau. 

giovedì 7 novembre 2013

Nel traffico (ma capitano tutte a me?)

Il traffico di Roma è abbastanza caotico, ma sapendo scegliere le strade giuste in base agli orari in genere uno riesce a cavarsela. Il problema è che basta il minimo intoppo per creare ingorghi mostruosi. L'altra sera stavo tornando come al solito a casa dal lavoro, ed all'improvviso mi sono trovato davanti ad un muro di lamiera senza la possibilità di svicolare, ed ho dovuto aspettare un buon quarto d'ora che la situazione si normalizzasse. Così, fermo, dentro l'auto, al riparo dagli scrosci di pioggia,  quando ho capito che non era cosa ho spento il motore e mi sono armato di pazienza, guardando fuori il finestrino il "nulla" della periferia romana per distrarmi un po' .

E guardandomi intorno, a poca distanza sulla mia destra, ho avvertito un movimento e lo sguardo è corso verso una macchina parcheggiata nella penombra della sera. Ora, non è che uno vuole guardare, ma se si sta fermi e non si ha niente da fare ... bè si osserva. Ed io ho osservato :-)

L'abitacolo anteriore era vuoto, quello posteriore invece no, c'era una coppia che si scambiava effusioni incuranti dei motorini che sfrecciavano a pochi centimetri da loro, sentendosi protetti dall'oscurità e dalla pioggia battente. Ad un certo punto si sono fermati (o almeno io così credevo), e la ragazza si è quasi sdraiata tra le braccia del ragazzo, buttando la testa all'indietro tanto che il suo viso era a tratti  visibile da dietro il finestrino quando una moto o un motorino vi passavano accanto, e la sua espressione è lentamente cambiata, mostrando una crescente estasi giustificate (ho immaginato) dalle azioni non visibili del ragazzo. 

Una scena a suo modo affascinante, un po' rubata (lo ammetto, mi sono sentito un po' voyeur) non totalmente in modo involontario, anche con un pizzico di invidia. Poi la macchina davanti a me è ripartita, ed anche io sono andato via.

martedì 5 novembre 2013

Figli

Da sempre ritengo che una delle più grosse responsabilità (probabilmente la più grossa) che una persona normale può decidere (più o meno ... volontariamente) di assumersi è quella di mettere al mondo un figlio. Perchè in nessuna scuola si insegna ad essere dei bravi genitori, e forse nessuno può insegnare ad esserlo. Spesso si naviga a vista, sperando ogni volta di agire nel modo migliore, e sentendosi impotenti   di fronte a reazioni, o comportamenti, che non riusciamo nè a comprendere nè ad accettare.

Si fa tutto il possibile (o quello che crediamo possibile E giusto fare) ma a volte i risultati sono disastrosi. Sono quindi abbastanza comprensivo verso quella madre che ci ha messo un po' a capire che la figlia minorenne aveva troppi soldi in tasca ed a a decidere di andare dalla polizia.

Non ho invece comprensione, non riesco a giudicare "mia simile", l'altra madre, quella che di fronte alla inspiegabile (si a per dire) disponibilità economica della figlia ha chiuso entrambi gli occhi dicendole che effettivamente dei soldi in più a casa facevano comodo (e pare abbia provato a  giustificarsi dicendo che credeva che la figlia si limitasse a "spacciare" ...). Nè francamente ritengo facciano parte della mia stessa specie coloro che sulle due ragazzine hanno costruito un "business" fregandosene della loro giovane età, nè coloro che hanno abusato del loro corpo ed ora provano a dire che no, non sapevano che erano minorenni. A tutti questi "uomini" vorrei chiedere se gradirebbero che la stessa cosa accadesse alle loro figlie, ma avrei un po' paura della loro risposta.

lunedì 4 novembre 2013

A volte

si scende in una spirale senza fine ...


... e fermarsi può essere difficile!