giovedì 31 ottobre 2013

Una piccola storia

Francesco Guccini cantava "Una piccola storia ignobile, vi voglio raccontare ...", ed io mi adeguo, parlando di una cosa che, nel suo piccolo, mi ha dato molto fastidio e mi ha fatto pensare ancora una volta alla profondità de "La fattoria degli animali" scritta da Orwell  nel 1945 ma ancora attuale (d'altronde, Orwell è anche l'autore di 1984) con il suo: "gli animali sono tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri".

(Bandiera della Fattoria degli animali, scaricata da WEB)

Capita, se si commettono dei reati (vero Silvio?) che prima o poi si possa essere scoperti, indagati e perfino sottoposti a misure di carcerazione preventiva. Capita che, per chi è abituato ad essere libero, la prigione si riveli un inferno. Capita che in prigione si stia male e si rischi di cadere in depressione o peggio (ed a me viene in mente per esempio il caso Cucchi).

Non capita, o meglio non capita spesso, che con estrema solerzia ed in maniera spontanea lo psicologo del carcere invii una comunicazione formale al Pubblico Ministero per segnalare lo stato di depressione di un detenuto e certificare che le sue condizioni di salute sono incompatibili con il carcere (cosa che, viste anche le condizioni di vita in un carcere, temo si applichi ad una alta percentuale della popolazione carceraria). Comunicazione formale che obbliga il PM a nominare un medico legale che, accertato l'effettivo disagio del detenuto, fa in modo che in pochi giorni gli vengano concessi gli arresti domiciliari. Evidentemente, anche  i detenuti in attesa di giudizio sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

(immagine scaricata da WEB)

mercoledì 30 ottobre 2013

Il Cous -cous


Per fare il cous-cous si inizia con il portare ad ebollizione dell'acqua in una casseruola. poi aggiungere il sale e farlo sciogliere, infine versare nell'acqua bollente il cous-cous precotto, spegnere il fuoco  e lasciar riposare per circa 5 minuti.

Per fare il vero cous-cous però, si parte dalla semola di grano, e ci vogliono ben più di 5 minuti (diciamo che tra preparazione, cottura e successivo "riposo" per fargli assorbire tutti gli odori, ci vogliono 5 ore) però ... è un'altra cosa.

L'altra sera ho seguito (no, non ho pedinato, l'ho solo osservata) una signora siciliana, anzi trapanese, che spiegava e realizzava il cous-cous di pesce come lo aveva imparato dalla madre e dalla nonna. Uno spettacolo, anche se non so se avrò mai il tempo e la voglia di mettere in pratica i suoi insegnamenti.

Questo il risultato finale, prima che la "cavallette" (ovvero noi) facessero tabula rasa    


martedì 29 ottobre 2013

Viva l'Italia

Cantava anni fa Giorgio Gaber: "io non mi sento italiano .... ma per fortuna o purtroppo lo sono" ... ebbene io non mi sento italiano quando leggo che quattro ragazzi 13enni hanno preso di mira un ragazzo disabile di 18 anni e due di loro lo hanno aggredito facendolo cadere a terra spaventato mentre gli altri due riprendevano la scena con I-pad e smartphone.

Mi sento un pò più italiano quando leggo che il preside della scuola frequentata dai ragazzi, e nel cui cortile si è verificato l'episodio, ha segnalato l'evento alla stazione dei carabinieri, e tutto questo ha portato a definire un percorso riabilitativo dei colpevoli che include la "condanna"  a produrre un video sul bullismo.

Mi sento meno italiano  a leggere che il padre di uno dei ragazzi ha presentato una controquerela  verso il preside perchè "premesso che quel disabile non doveva essere toccato con un dito e ritenendo grave quanto successo, soprattutto il filmato delle scene" ... e ci mancherebbe pure, aggiungo io ... "mi sembra sproporzionata la decisione del preside di rivolgersi alle autorità ...scatenando seri danni psicologici ai ragazzi". Caro genitore, i danni psicologici ai ragazzi sono stati fatti evidentemente prima, perchè solo questo spiega (ma non giustifica) il loro comportamento. 

venerdì 25 ottobre 2013

Odio!


Bè, forse odio è una parola forte, dovrei dire che non sopporto, ma in questi giorni sono più insofferente del solito, sarà la spm (anche se sono un maschio):
  • chi guida la macchina davanti alla mia e gira a destra (e qualche volta anche a sinistra)  senza mettere la freccia
  • chi rompe per strada la bottiglia di birra spargendo frammenti di vetro ovunque
  • chi lascia i sacchi della spazzatura all'angolo della strada
  • chi butta per terra la carta della pizza
  • chi non si ferma davanti alle striscie pedonali per far passare la gente a piedi
  • chi non cede il posto in autobus alle persone più anziane
  • chi urla per strada alle 3 di notte
  • chi cerca di saltare la fila sentendosi furbo

giovedì 24 ottobre 2013

Ho adottato un bambino

No, non ho allargato ancor più la mia ampia famiglia, ho già dato abbastanza da quel punto di vista, ma ho aderito ad una iniziativa di adozione a distanza. Era un pò che ci pensavo, e poche settimane fa ho preso come suol dirsi la palla al balzo ed ho contattato quella che dovrebbe essere una delle organizzazioni più serie che operano in Italia: Action-Aid.

Con la mia quota mensile di 25 euro contribuirò ad uno dei loro progetti che mirano a dare non solo un aiuto diretto a dei bambini ma anche ad affrontare i problemi della comunità in cui vive. Una goccia nel mare, me ne rendo conto, ma il mare, in fondo, è fatto da tante gocce.

mercoledì 23 ottobre 2013

Antonia Masanello


Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Antonia Masanello! Eppure è una eroina del Risorgimento Italiano. Ma quando si parla di quel periodo storico, i nomi che vengono in mente sono tutti maschili. Al massimo si cita Anita, la compagna di Garibaldi, mentre in pochi conoscono invece la donna di cui voglio parlarvi.

Figlia di contadini, fin da giovanissima insieme al suo futuro marito aiutò chi scappava dal regno astro-ungarico  per trovare rifugio in Piemonte, e quando seppe che Garibaldi stava organizzando una spedizione in Sicilia si recarono entrambi a Genova per arruolarsi. Quando arrivò a Genova il  "Piemonte" ed il "Lombardo" erano già partire verso Marsala, ma loro si imbarcarono poche settimane dopo con una spedizione di rinforzo e raggiunsero  i Mille a Salemi subito dopo la Battaglia di Calatafini. Lì Antonia si arruolò con il nome di Antonio Marinello (il cognome del marito di cui si finge il fratello)  e venne inquadrata nel terzo reggimento della Brigata Sacchi, facendosi tutta la campagna di liberazione del sud Italia.
(Immagine scaricata da WEB)

Quando tutto fu finito i piemontesi smobilitarono le camice rosse. Antonia conseguì i gradi di caporale e il “congedo con onore”  sempre come Antonio Marinello.  Lei e il marito tornarono a casa e  vissero in povertà finchè, colpita da tisi, la ragazza  morì nella primavera del 1862. Sepolta nel cimitero fiorentino di San Miniato, questo è il commovente epitaffio dettato dal poeta risorgimentale Francesco Dall’Ongaro :

“L’abbiam deposta, la Garibaldina
all’ombra della Torre di San Miniato
con la faccia rivolta alla marina
perché pensi a Venezia, al lido amato.
Era bionda, era bella, era piccina ma avea
cor di leone e di soldato.
E se non fosse che era donna
le spalline avria avute e non la gonna
e poserebbe sul funereo letto
con la medaglia del valor sul petto.
Ma che fa la medaglia e tutto il resto?
Pugnò con Garibaldi, e basti questo!"

martedì 22 ottobre 2013

Corsi e ... ricorsi

Oggi si cucina sempre meno, e anche quando si cucina si tende  a fare cose velocissime, perchè  non c'è mai tempo. Io però amo cucinare, mi rilassa, mi fa stare bene, per cui spesso provo a fare cose nuove, anche improvvisando (e sbagliando), e mi piace scoprire ricette nuove, che abbiano un minimo di fantasia senza arrivare a piatti troppo elaborati per una cucina casalinga senza gadget particolari.

E così quando capita di poter vedere qualche cuoco all'opera, cerco di non farmi sfuggire l'occasione. Mi è capitato la scorsa domenica con pittole e panelle, mi è capitato di nuovo pochi giorni fa di assistere ad una lezione sui secondi di pesce in una delle tante scuole di cucina della capitale. Una decina di persone (in maggioranza donne) alle prese con branzini, baccalà e palamiti da cuocere con un minimo di estro seguendo le indicazioni di uno chef stellato (in gamba nonostante la giovane età).


In base alla mia esperienza, in queste situazioni gli uomini sono in genere più in gamba delle donne, perchè se un uomo si iscrive a questo tipo di lezione lo fa per passione, una donna invece lo fa spesso per disperazione, nella speranza di avere una illuminazione culinaria sulla via di Damasco. Ed in effetti anche in questo caso le donne, pur essendo la maggioranza, non mi sono sembrate molto esperte. Tutte eccetto una, che ho avuto la possibilità di osservare con calma perchè era nella postazione accanto alla mia. Anzi, lo ammetto, avendola individuata già nell'attesa che la sala corsi si aprisse, ho fatto in modo di trovarmi io nella postazione accanto alla sua, perchè oltre ad essere brava era anche carina. Ma ho fatto male, perchè durante l'intera lezione la sua presenza mi ha distratto, tanto che ricordo poco sia di quel che ho cucinato sia degli altri partecipanti. Però ne valeva la pena (della serie: se avessi avuto 30 anni e 30 chili in meno ....)

P.S. La foto l'ho scaricata da Web :-)

lunedì 21 ottobre 2013

Prigioniero

La stanza è piccola e spoglia, un quadrilatero dai muri scrostati sui quali a stento si intravedono tracce di colore miste a muffa. Appoggiato ad una parete un letto sfatto, poco più di un pagliericcio, accanto un tavolo di legno con uno sgabello, dalla parte opposta un lavandino con il rubinetto arruginito da cui scende con regolarità un goccia d'acqua che pare scandire il tempo come un orologio.

Dal soffitto una lampadina appesa al filo elettrico rischiara la stanza, altrimenti semibuia perchè dall'unica finestrella, chiusa da pesanti sbarre di ferro, la luce del giorno filtra con difficoltà. Dall'altra parte, una robusta porta blindata spicca al centro della parete, con un piccolo spioncino appena sufficiente a far passare i generi di prima necessità.

Seduto sul bordo del letto, un uomo sta quasi immobile, la testa tra le mani, meditabondo. Tutto, nel suo aspetto, rivela una grossa sofferenza: gli occhi cerchiati di rosso, la barba di alcuni giorni, una espressione disperata. 

"Prigioniero" - mormora a bassa voce, tra sè e sè - " da troppo tempo sono prigioniero. Eppure non devo desistere, devo cercare ancora. Ah, se riuscissi a procurarmi la chiave giusta, allora finalmente sarei libero. Se riuscissi a trovare la chiave, allora ... potrei finalmente chiudere questa maledetta porta, e sarei libero da tutte le ansie della vita che scorre qui fuori" 

venerdì 18 ottobre 2013

Ora si che possiamo spendere

E' un periodo di crisi, si sapeva. Bisogna far quadrare i conti, e si sapeva anche questo. Ma da un governo a guida PD mi aspetto almeno onestà intellettuale. Qualcuno potrebbe avere la compiacenza di spiegarmi che senso ha strombazzare ai quattro venti che finalmente si opera una riduzione del cuneo fiscale, se poi questa riduzione porta a pochi euro al mese nelle tasche dei lavoratori dipendenti? Per non parlare del prolungamento del blocco della contrattazione per i dipendenti pubblici (che vuol dire una diminuzione del potere d'acquisto reale, visto che andiamo avanti al 3% annuo) che comporta un aggravio ben maggiore, per cui lo stato con una mano dà (poco) e con l'altra riprende (molto)

Ed il nostro presidente del consiglio  si limita ad affermare che "Il fatto che le critiche vengano da Confindustria e dai sindacati dimostra che la manovra è equilibrata". No, perchè qui non si tratta di mediare tra Confindustria  e sindacati, ma di dare una spinta per far ripartire l'economia, ed un mini intervento a pioggia di questo tipo non serve a nulla. Tanto valeva quel miliardo e mezzo usarlo per altri scopi. Per non parlare della cosiddetta clausola di salvaguardia che, nel caso in cui i risparmi previsti non si realizzassero (e sulle previsioni di risparmio non c'è un governo che ci abbia colto, ahimè) porterà alla  riduzione delle attuali detrazioni fiscali (spese mediche e scolastiche in primis) un modo indiretto ma efficace per aumentare la tasse a chi (soprattutto i lavoratori dipendenti) le ha sempre pagate e continua a pagarle. 

giovedì 17 ottobre 2013

Giainismo

Tra le varie religioni "minori" ho recentemente scoperto il giainismo, fondato intorno al 500 a.c. (quindi ben prima del cristianesimo) da Mahavira che viene considerato il 24simo (ed ultimo) dei Profeti e che ha fatto suoi gli insegnamenti dei precedenti 23 profeti, vissuti ovviamente ancor prima di lui. I giainisti credono nella reincarnazione, sono rigidamente vegetariani e rispettano ogni forma di vita, tanto che i loro monaci si velano la bocca per evitare inavvertitamente di ingoiare qualche insetto e spazzano il terreno davanti a sè quando camminano per evitare di schiacciare qualche essere vivente. 

(Immagine di Mahavira scaricata dal WEB)

Tra i vari  insegnamenti di Mahavira (che visse poco prima di Buddha) sulla vita ce ne è uno che impone a tutti di possedere solo ciò che è sufficiente per il proprio fabbisogno. Possedere oltre le proprie necessità è sbagliato e bisogna guardarsi dalla ricchezza perchè porta alla malevolenza ed al male (detto questo, è abbastanza strano che molti dei giainisti siano ricchi commercianti, ma questo fa parte delle tante contraddizioni di tutte le religioni). Un socialista ante litteram? 

mercoledì 16 ottobre 2013

Calze e calzini

Nell'immaginario maschile la calza, che fascia una bella gamba femminile, è senz'altro un elemento associato al fascino delle donne (ed a me fa venire in mente la famosa scena de Il Laureato richiamata nella locandina del film)


Ma con il freddo in arrivo, e la moda ricorrente che "concede" alle donne di indossare anche scarpe basse, sneaker incluse, le calze tendono sempre più a cedere il posto ai calzini, alti o bassi, di cotone (preferibilmente) ma anche di lana, direi l'antitesi della sensualità, per una donna.

Eppure, lo ammetto, io riesco a trovare elegante anche il calzino, che proprio nella sua mancanza di sensualità ha un punto di forza. Specialmente quello multicolore, con i disegnini o le strisce colorate come questi qui ...


... o questi altri!!!


In fondo, se una donna riesce a colpire anche indossando simili capi di abbigliamento, allora niente le può essere precluso (e poi, un calzino bucato è senz'altro meglio di una calza bucata)

martedì 15 ottobre 2013

Street Food in Circolo

Domenica scorsa al Circolo degli Artisti si è svolta la seconda edizione di Street Food in Circolo", manifestazione gastronomica dedicata al cibo di strada. Potevo non andarci? ovviamente no (si, lo so, questo è uno dei motivi per cui le diete non hanno alcun effetto su di me ...). L'elenco degli espositori, tutti riferiti all'area romana, era ampio e variegato, e di livello anche se con qualche assenza di rilevo (colpa di qualche genio che ha pensato bene di organizzare una manifestazione simile in contemporanea in un altro locale romano).

Alcuni espositori li ho trascurati, ma non aveva senso prendere un trapizzino  di Callegari visto che essendo vicino casa lo visito con regolarità, o una tiella di Sapori di Gaeta (idem), mentre è stata l'occasione per assaggiare street food che per motivi essenzialmente logistici non conoscevo.

E allora  via con le tigelle di Mozao (e guai a chiamarle pizzette farcite), con i boccadillos di Toros y tapas (squisiti), le barchette ripiene di baccalà o di zucca in saor di Ombre e Cicheti (dove si respira un'aria  autenticamente veneziana), le zuppe di Aromaticus (che proprio cibo di strada non sono, ma meritavano ugualmente),  i cous-cous (migliore quello di carne che quello di pesce, "solamente" buono quest'ultimo) di Food on the Road, per finire con un decente gelato di V-Ice.

Nota dolente, uniche birre presenti quelle (industriali) di una nota marca nazionale (che in realtà è proprietà della South African Breweries, quindi non è più italiana da alcuni anni), in ossequio ad uno degli sponsor della manifestazione. Pazienza.

Ah ... tra un cibo e l'altro, c' è stata anche una lezione/dimostrazione tenuta da Mediterraneum, una delle tante scuole di cucina della capitale, su Panelle e Pittole


lunedì 14 ottobre 2013

Sacro GRA

Vincitore del Leone d'Oro alla mostra di Venezia, il film (in realtà un documentario) prende spunto dal Grande Racconrdo Anulare di Roma per raccontare un po' dei microcosmi che intorno ai quei 70 km di asfalto si sono, nel tempo, creati. 


La mano del regista Gianfranco Rosi è salda, e rende godibili le piccole storie che vengono  fuori da una lunga indagine durata quasi 3 anni, le storie di personaggi incredibili come quella del nobile torinese decaduto, o del pescatore di anguille, o dell'attore di fotoromanzi. Il film scorre via piacevole, ed è un pregio non da poco, anche se la sensazione che ho ricavato è che il Leone d'Oro sia stato un riconoscimento esagerato rispetto al valore del film, che secondo me perde abbastanza di significato se ci si allontana da Roma, restando un film troppo legato ad una specifica realtà territoriale. In definitiva,film consigliato soprattutto ai romani!

venerdì 11 ottobre 2013

Non mi meraviglio

Sono in genere abbastanza restio, sul blog, a parlare di politica. Ma gli ultimi eventi del M5S meritano, secondo me alcuni commenti. Non ho votato M5S (anche se ritenevo, e ritengo, che potessero essere utili per dare una scossa ad un contesto politico fin troppo ingessato) ma li guardo con interesse, perchè diverse delle cose che dicono sono condivisibili, almeno nei principi. Ma la reprimenda di Grillo e Casaleggio verso i due senatori che hanno presentato l'emendamento (approvato in commissione) per l'abolizione del reato di immigrazione clandestina ha ampliato a dismisura i miei dubbi. Anche perchè le obiezioni del novello duo  sono (prese testualmente dalla loro dichiarazione scritta):


  • Non faceva parte del programma (in effetti anche la legge sul femminicidio non faceva parte del programma. Ora che ci penso, anche la regolamentazione delle coppie di fatto non mi pare sia nel programma del M5S .... mmm .... quindi su ciò che non è previsto che fanno, si astengono in attesa di avere indicazioni dalla rete?)
  • Non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno del movimento (ma non mi pare ci siano i mezzi  per fare una simile verifica)
  • Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico (in effetti forse anche Silvio se non avesse giurato - mentendo - di non aumentare le tasse avrebbe avuto meno voti ... ergo, bisogna dare alla gente ciò che la gente chiede, non ciò che si ritiene giusto. Dimenticando che è molto facile, ahimè., influenzare la gente)
  • La eliminazione del reato di immigrazione clandestina è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia (e infatti a quelli che scappano dalle loro nazioni in guerra gliene frega molto se commettono un reato, tant'è vero che fin'ora non si sono fermati)  

In realtà l'errore di fondo, secondo me, è quel "uno vale uno" di cui il M5S si riempie la bocca, salvo poi nei fatti essere un movimento in cui l'unica voce che conta è quella del padrone, ovvero del suddetto duo. No, così non funziona.

giovedì 10 ottobre 2013

Bunraku

Il bunraku non è una parolaccia ma un tipo di teatro giapponese concettualmente simile al Kabuki (che poi sono le due forme teatrali giapponesi principali, oltre al Noh) con la differenza che nel bunraku i personaggi sono rappresentati con marionette di grandi dimensioni  manipolate  a vista ognuna da ben tre manovratori. E' considerato una delle maggiori forme artistiche del Giappone e riconosciuto come bene intangibile e patrimonio immateriale dell'umanità.

Pur conscio della difficoltà di apprezzare le arti giapponesi, a causa della differenza di mentalità tra noi e loro, non mi sono fatto sfuggire l'occasione di ammirare l'esibizione di bunraku che si è tenuta a Roma, al Teatro Argentina, dove è stato messo in scena il "Doppio suicidio d'amore a Sonezaki", che racconta la triste storia d'amore (realmente avvenuta all'inizio del 1700)  tra un commesso di negozio ed una cortigiana i quali, vista l'impossibilità di coronare il loro sogno, decisero di restare uniti almeno nella morte. Pare che per un certo periodo l'opera venne messa al bando perchè molte coppie emulavano i protagonisti della storia ponendo fine alla loro vita.

(immagine scaricata da WEB)

Come previsto lo spettacolo ha avuto luci ed ombre. I manovratori sono bravi (pare che ci vogliano molti anni di studio per diventare manovratori) e le movenze dei burattini incredibilmente fluide e naturali. La storia è abbastanza semplice e molto del pathos risiede nella voce narrante che, accompagnata dal suono dello shamisen (uno strumento a tre corde simile alla chitarra), dà voce ai protagonisti. Peccato che la voce narrante fosse ovviamente in giapponese e sia saltata la promessa e prevista  traduzione in simultanea in italiano, cosa che ha resolo spettacolo meno godibile ed ha amplificato la eccessiva lentezza dell'intero spettacolo (lentezza di per sè prevedibile). 

martedì 8 ottobre 2013

Farfalle

L'altro giorno, osservando il comportamento di alcune farfalle, mi sono chiesto se loro preferiscano stare da sole



o in compagnia


Poi ho visto un elefante


e mi è venuta in mente questa canzone, un po' datata ma sempre valida


lunedì 7 ottobre 2013

Salvataggio

A volte se ne avrebbe tanto bisogno, ed invece in giro non se ne trovano facilmente!


venerdì 4 ottobre 2013

La piccola storia di Nelly e Sofia

Nelly e Sofia hanno condiviso buona parte della loro vita, stabilendo tra loro un legame molto forte fin da quando si erano trasferite, giovanissime, a Roma. Purtroppo ad un cento punto Nelly si è ammalata ed è morta. Quando è crollata a terra esanime, Sofia è rimasta a lungo al suo fianco, intontita, quasi incapace di accettare la realtà. E quando finalmente ci si è potuti prendere cura del corpo della sua compagna, e lei si è resa conto di essere rimasta sola, ha cominciato a dare in escandescenze, tanto da dover essere sedata per diversi giorni.

Nelly e Sofia erano le due elefantesse indiane ospiti del bioparco  di Roma, e Nelly è scomparsa poco meno di un anno fa. La reazione di Sofia alla scomparsa della sua compagna è stata incredibile, superiore a quella di molti appartenenti al genere umano. Alcuni mesi fa, nel tentativo di sollevarle il morale, al bioparco è arrivata un'altra elefantessa (proveniente dallo zoosafari di Fasano, perchè per fortuna ormai è vietato catturare e commercializzare animali non nati in cattività) ma l'intervento è rivelato, per ora, inutile. Sofia era troppo affezionata a Nelly e non accetta la nuova compagnia, tanto da reagire violentemente ogni volta che gli addetti provano a farle incontrare.

Storie di animali che hanno da insegnare  a noi umani.

giovedì 3 ottobre 2013

Sono un egoista

Recentemente mi è stata fatta una domanda molto marzulliana (neologismo da "Marzullo", poco noto conduttore di Mezzanotte e dintorni ed altri programmi simili): 

"Le persone si frequentano per quel che sono ... o per quel che fanno?"

Io ho risposto d'istinto che, per quanto mi riguarda, le persone non le frequento ne' per quello che sono ne' per quello che fanno, ma per quello che (mi) danno. A freddo ho pensato, poi, che come risposta non era molto diplomatica, perché sottintende un obiettivo utilitaristico in ogni frequentazione. Però, per quel che mi riguarda, è la verità. In fondo, sono un egoista!

mercoledì 2 ottobre 2013

Taste of Rome

Lo scorso fine settimana si è tenuta a Roma la seconda edizione di Taste of Rome. Per chi  non la conoscesse, è una rassegna che ha lo scopo di far conoscere molti tra i migliori chef romani (con alcune aggiunte non romane). 

Ad ogni chef viene chiesto di presentare tre piatti che possono essere assaggiati pagando tra i 4 ed i 6 euro in versione degustazione (ovvero miniporzione). Una occasione più unica che rara per valutare la cucina di ristoranti in cui un pasto completo facilmente costa più di 100 euro (vini esclusi).

La scienza richiede dei sacrifici e così, mettendo da parte la mia (poco efficace) dieta, ho partecipato anche io a questa full immersion culinaria (che prevedeva anche varie degustazioni di prodotti enogastronomici). C'era praticamente tutto il gotha della ristorazione romana pur se con qualche assenza di rilievo (tra gli stellati mancavano per esempio Pipero al Rex, Il Pagliaccio, Colonna e qualcun'altro).  Alcuni piatti erano veramente miniassaggini, altri porzioni ridotte ma dignitose, e nel complesso la giornata è stata più che soddisfacente.

A mio avviso la palma d'oro assoluta (tra i piatti che ho assaggiato) va al Ricordo di uovo allo zabaione, granita di orzata e crumble al caffè di Francesco Apreda (Imago) ... semplicemente geniale (e tra l'altro porzione normale) 

(foto scaricata da WEB)

ma anche gli Spaghetti cacio e pepe con gamberi bianchi marinati al lime di Heinz Beck (mini miniporzione, ahimè), il Wrap con piccione, caviale di frutti rossi e gastrique piccante di Cristina Bowemann, Il Baccalà incontra Roma di Stefano Mazzetti e la Foglia di grano , tonno rosso e misticanza di erbe di Roy Caceres erano a mio avviso di altissimo livello (e mi dispiace di non aver potuto assaggiare anche il Risotto in "pacchetto", zafferano, caprino e chinotto sempre di Caceres che aveva un aspetto stupendo, ma sia lo stomaco che il portafogli non potevano permetterselo )

martedì 1 ottobre 2013

Una fragile armonia

E' il titolo italiano del film di Yaron Zilberman "The Late Quartet", titolo che per una volta, pur diverso, non stravolge il senso dell'originale.

La storia è quella di un quartetto di archi il cui equilibrio (anzi, la cui armonia, termine non a caso musicale) viene alterato dal un evento che, colpendo uno dei suoi componenti, finisce per colpire, in maniera variegata, tutti quanti.

(immagine scaricata da WEB)

Il film è ben confezionato e si avvale di ottimi attori, da Philip Seymour Hoffman  (tra l'altro premio oscar per la sua interpretazione di Truman Capote in A sangue freddo), a Christopher Walken (lunga carriera cinematografica, da  Io e Annie a Pulp Fiction, da Prova a prendermi - con nomination come miglior attore non protagonista - a Il cacciatore che gli è valso l'oscar nella stessa categoria) e Katherine Keener (Full Frontal, S1mone, Quarant'anni vergine, ecc.) . Ha una bella fotografia che sfrutta una stupenda New York innevata che ricorda i migliori film di Woody Allen, la sua colonna sonora è  arricchita da un capolavoro come il Quartetto per Archi n. 14 in do diesis minore, op. 131 di Ludwig van Beethoven, tratta temi profondi  ma ... non emoziona. Forse, nel voler raccontare troppe storie, il regista finisce per non approfondirne nessuna, per cui i personaggi (ed i loro comportamenti) risultano un po' tagliati con l'accetta perdendo di spessore.

Un peccato, perchè l'idea non è male e, nonostante tutto, nel panorama cinematografico attuale resta  un bel film che vale il biglietto, ma non il capolavoro che poteva essere.