lunedì 30 settembre 2013

Gli etruschi a Tarquinia

La civiltà etrusca, che si sviluppò nell'Italia centrale contemporaneamente alla civiltà greca (e prima di quella romana, che poi la assimilò) è relativamente poco conosciuta a causa della oggettiva carenza di fonti storiche dirette. Si sa che fu una società evoluta ma nel tempo sottomessa e colonizzata dai romani (anche se gli ultimi re romani venivano da Tarquinia ed erano quindi etruschi), una società in cui la donna aveva un ruolo ben maggiore che non in quella greca (coeva) che in quella romana, partecipando alla vita sociale, ai giochi, ai banchetti con pari dignità degli uomini. Una società edonistica, in cui il piacere era (almeno per le classi elevate) uno dei principali obiettivi della vita. 

La maggiore testimonianza della civiltà etrusca che oggi abbiamo è rappresentata dalle tombe (oltre che dai resti dei templi) che il tempo ha preservato, come quelle della necropoli di Tarquinia, che vale la pena di visitare insieme al museo della città, tra l'altro ospitato in un bel palazzo del primo rinascimento.

Nella necropoli sono state individuate più di 6000 sepolture, di  queste circa 200 sono veri e propri sepolcri, ovvero stanze sotterranee dove insieme al corpo del defunto venivano collocati una serie di oggetti che lo accompagnassero nell'aldilà. Ammirando gli affreschi alle pareti, a volte straordinariamente ben conservati, sembra quasi di essere riportati indietro di 2500 anni, e di  partecipare a feste, danze e banchetti che celebravano e festeggiavano i morti come se fossero stati (e forse erano considerati) ancora vivi. 

(immagine scaricata dal WEB)

L'unico rimpianto è che, ancora una volta, la tomba cosiddetta "della fustigazione" era chiusa.

venerdì 27 settembre 2013

Finale

Ovviamente la saga del gelato così come raccontata da me (e dalla mia  "complice"  nel suo blog) è molto frutto della fantasia, anche se qualche dettaglio lo abbiamo preso dalla realtà, incluse le foto che testimoniano che l'incontro è veramente avvenuto. E devo ringraziarla per essere stata disponibile ad accettare di mettere in piedi  la descrizione parallela e scherzosa di questo sudatissimo gelato, idea nata fantasticando sulle differenze tra aspettative e cruda realtà che spesso la vita ci propone.

Mi preme precisare che l'ho individuata ben prima che lei individuasse me (anche se lei si ostina a sostenere il contrario) e che è risultata simpatica e "leggermente"  logorroica esattamente come mi aspettavo che fosse in base ai post sul suo blog  ed ai suoi commenti qui. In realtà io credo che leggendo ciò che una persona scrive  si riesca a capire abbastanza della personalità della stessa, ed è quindi difficile avere delle sorprese. Inoltre con il tempo quella persona sconosciuta tanto sconosciuta più non è, ed infatti quel pomeriggio oltre che mangiare quel benedetto gelato (a proposito, io volevo offrigliene uno enorme ma si sa, le donne sono sempre  a dieta, anche quando non ne avrebbero bisogno) è stato naturale parlare a lungo ed in maniera piacevole. Oddio, sarebbe stato naturale se avesse lasciato parlare anche me (anche se ho fatto di tutto per interrompere i suoi monologhi, a volte quasi riuscendovi).

La storia del gelato era diventata un tormentone, per vari motivi non si riusciva a realizzare e sembrava che ci fosse dietro una qualche potente maledizione, che abbiamo finalmente sconfitto, anche ridendoci un po' su.

Altri dettagli ? Purtroppo ho dovuto firmare un contratto capestro che garantisce la sua privacy, e non posso aggiungere altro sul suo conto, pena terribili rappresaglie. Però voi provate a parlarle di una nuova gelateria da provare  e forse ...

Ora vado, sono curioso di leggere l'altro finale, visto che (tanto per complicarci la vita) abbiamo deciso che i post sul gelato sarebbero stati pubblicati sempre in contemporanea

P.S.:  per la precisione, non ho  indossato la camicia della foto (che non è poi così brutta come sembra), e comunque non l'avrei mai indossata con quei pantaloni. Perfino io ho un minimo di buon gusto 

giovedì 26 settembre 2013

Piante

Io non ho il pollice verde, tutt'altro, però mi ostino a credere che nella vita si possa migliorare. Ed allora insisto. Questa estate l'unica piantina sopravvissuta del mio vaso da ufficio mi ha abbandonato. Eppure aveva luce, la innaffiavo con costanza, a volte le dicevo perfino parole dolci (tanto per non perdere l'allenamento).

Oggi ho invasato le nuove piantine, sembrano carine, chissà quanto resisteranno alle mie cure affettuose.

 

Cronaca di un incontro


Alle 14 e 45  arrivo puntuale davanti alla gelateria e mi guardo intorno per individuare lei, visto che non avevamo pensato a scambiarci  foto o a definire un qualche segno di riconoscimento. Ed all’improvviso la vedo: bella, solare, ancor più affascinante di quanto immaginassi, alta, i lunghi capelli sciolti al vento, un vestitino rosso con pois bianchi, delle splendide scarpe rosse con un bel tacco che le slanciavano  ancor di più il portamento. Si gira verso di me e subito, evidentemente,  mi individua. Un ampio sorriso le illumina il volto e, a braccia aperte, si precipita nella mia direzione.
Devo ringraziare la mia indole bradipesca, che mi ha portato a non reagire immediatamente a simile vista, perché proprio quando stavo pensando di allargare anche le mie braccia ed offrirmi al suo abbraccio, al mio fianco  è comparso un bel ragazzo moro,sul metro ed ottanta, fisico atletico, ed è lui che la ragazza (che evidentemente non era lei)  ha stretto con ardore riempiendolo, ricambiata, di baci.
Ho così ripreso la mia ricerca, ed ad un certo punto ho individuato un’altra ragazza, meno carina della precedente, meno alta, meno elegante con i suoi leggins neri e la sua semplice maglietta verde acqua marina, per non parlare dei piedi, abbastanza cicciosi, stretti in sandali alla francescana praticamente senza tacco. L’ho notata perché, con fare disinvolto, mi sembrava stesse lentamente allontanandosi … forse per timidezza. Così mi sono fatto coraggio le sono andato incontro e le ho detto: tu sei ….? E lei, con un’aria abbastanza infelice, come di chi si trova a dover confessare qualcosa che proprio non vorrebbe dire, ha risposto: si!
A questo punto un gelato (piccolo però) non ho potuto non offrirglielo, e lo abbiamo mangiato in un silenzio abbastanza imbarazzante. Per fortuna  subito dopo lei si è ricordata di avere un altro impegno ed è dovuta letteralmente scappare via. Almeno il gelato, quello che ho preso io, era buono! 

martedì 24 settembre 2013

Preparativi

Facciamo un passo indietro, grosso modo verso le 13 di una calda giornata settembrina della scorsa settimana. 
L'appuntamento è stato fissato da me per le 14 e 45 in Piazza Mancini, strategicamente a pochi metri dalla migliore (almeno secondo molti) gelateria di Roma, la (mia) classe non è acqua. Scegliere i vestiti giusti non è facile, non voglio sembrare troppo formale anzi, voglio dare una impressione giovanile (o almeno provarci), quindi niente completo e niente cravatta. Una polo con jeans e scarpe da ginnastica? mmm ... forse troppo, non esageriamo, un certo abbigliamento  lasciamolo ai ggiovani. Mettere o non mettere la panciera?  non vorrei rischiare un colpo di freddo ai reni, con questo caldo, e poi con la panciera posso evitare di stare tutto il tempo a tirar dentro la pancia ... ora ci penso su. Intanto faccio la doccia ed indosso l'accappatoio, del phon (ahimè) non ho bisogno, mi guardo nello specchio perplesso, poi distolgo lo sguardo davanti alla cruda realtà che vi vedo riflessa. Vado in camera, ho deciso, niente panciera ma una camicia ampia che camuffi lo stomaco sporgente, ne avevo giusto una molto giovanile simil militare, mi starà benone. Pantaloni di cotone color crema con righine più scure che ben si abbinano alla camicia e delle scarpe da passeggio in tinta, complessivamente direi elegantemente casual. 

Fa caldo e nonostante la doccia recente sento già qualche goccia di sudore scivolare giù, la tampono, poi spruzzata di deodorante ed una buona dose di Fahrenheit della Dior per coprire il tutto. Ecco, sono pronto, mi aspetto che almeno lei sia simpatica (sperare che sia anche carina sarebbe troppo, mi sa) 

venerdì 20 settembre 2013

Perchè?

Ci sono dei giorni in cui, più che in altri, ti viene da meditare sul presente, sul futuro ma anche sul passato. Vengono in mente scelte fatte in tempi lontani, scelte di cui ancora oggi si sentono, e si vivono, gli effetti. Scelte fatte in buona fede, giuste o sbagliate si siano poi rivelate (che poi chi può dire se erano giuste o sbagliate? forse giuste o sbagliate si sono rivelate le aspettative legate a quelle scelte, non le scelte in sè).

Poi pensi che ancora oggi, in ogni momento, stai facendo delle scelte, stai prendendo delle decisioni, a volte difficili perchè implicano delle rinunce, anche pesanti, e ti chiedi perchè. Perchè devi rinunciare  a qualcosa che ti piace, qualcosa che ti fa star bene. Poi ti dai la risposta, c'è sempre una risposta, ma a volte non basta a toglierti completamente l'amaro dalla bocca.

mercoledì 18 settembre 2013

E finalmente ...

Ebbene si,  possiamo testimoniare che esattamente alle ore 14 e 58 di un tiepido pomeriggio di settembre, il famoso gelato day ha avuto luogo presso Neve di Latte una delle migliori  gelaterie (secondo alcuni la migliore) di Roma. I nostri intrepidi fotoreporter sono riusciti ad immortalare i due blogger ormai gelato-dotati (purtroppo, o per fortuna, la loro attenzione era concentrata sui gelati e non sui blogger),
                               

e lo scontrino che testimonia il giorno e l’ora di questo memorabile evento (purtroppo la foto è venuta mossa)                              


Pare che i gusti scelti siano stati pistacchio & creme caramel e crema di latte  & vinagrette con more, lamponi e  frutti di bosco 

lunedì 16 settembre 2013

Annunciazione

Mi si perdonerà il titolo del post, che offre lo spunto per pubblicare questa pregevole opera di Leonardo da Vinci ospitata presso il museo degli Uffizi di Firenze, anche se l'accostamento tra l'oggetto del  dipinto e quello del post è assolutamente forzato (e forse anche vagamente blasfemo)

(immagine scaricata dal WEB)

Nella realtà, titolo e dipinto servono ad introdurre un annuncio molto più prosaico. Volevo informarvi che pare, sembra, voci ben informate dicono che nei prossimi giorni due blogger di chiara fama provinciale si incontreranno nella città più bella del mondo (altresì detta città eterna) ed uno dei due finalmente offrirà il gelato che da quasi un anno aveva sconsideratamente promesso all'altro (sempre che nel frattempo non si sia squagliato ... il gelato, non il blogger)

I nostri inviati sono già sul posto e sorvegliano le più quotate gelaterie della città, pronti a cogliere ed immortalare gli attimi più importanti di quello che si preannuncia come l'evento del secolo, anzi, dell'anno ... ma che dico ... del giorno!

Come dicono gli americani: "stay tuned!"


venerdì 13 settembre 2013

Quando Ghandi andò alla Garbatella

Ebbene si, forse non tutti sanno che il Mahatma Gandhi, nel corso della sua vita, è passato anche per Roma visitando la Garbatella. Fu alla fine del 1931, al termine dell'ennesimo incontro che ebbe a Londra per perorare la causa  della indipendenza indiana, quando  tornando verso la sua patria Gandhi si fermò in Italia, prima a Milano, poi a Roma. Sperava di incontrare il Papa non non ci riuscì, fu invece ricevuto da Mussolini  che non perdeva occasione per cercare di accreditare il regime fascista in ambito internazionale.

Gandhi era consapevole degli enormi problemi di sovrappopolazione che già allora tormentavano l'India ed era interessato a vedere il risultato di un esperimento attuato nella zona della Garbatella, i cosiddetti Alberghi Suburbani (che si possono tutt'ora ammirare percorrendo la Circonvallazione Ostiense). Per far temporaneamente fronte alla emergenza abitativa causata dallo sventramento del centro di Roma per la creazione di Via della Conciliazione, erano stati realizzati tre edifici (denominati Alberghi: il rosso, il bianco ed il giallo), in cui le aree private erano costituite dalle camere da letto mentre tutto il resto (cucina, bagno, soggiorno) era messo a fattor comune.

(foto scaricata da WEB)

E così esistono delle foto (ed anche un filmato dell'Istituto Luce) in cui si vede il grande uomo indiano nel suo vestito tradizionale bianco circondato da uomini in cappotto (era dicembre) in giro per le vie della Garbatella.

giovedì 12 settembre 2013

Non capisco, o forse capisco (che è peggio) ...

... la nomina di Amato a membro della Corte Costituzionale., preferito a ben più quotati costituzionalisti. Una evidente scelta politica fatta per scopi che all'uomo comune non dovrebbero interessare. Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato ma in genere ci si azzecca. In questo caso mi sembra difficile non azzeccarci.

mercoledì 11 settembre 2013

11 Settembre

Da quel giorno il mondo è cambiato, e non sarà più lo stesso, ricordo esattamente quella mattina in cui, giunta la notizia mentre si era al lavoro, ci siamo affollati davanti ad un piccolo televisore con antenna volante a vedere e rivedere quelle scene ed a chiederci cosa stava accadendo.

Dieci anni dopo, ricordo Paul Simon con la sua splendida e struggente interpretazione de "The Sound of Silence"

martedì 10 settembre 2013

Ricominciamo ...

E così anche le vacanze, come tutte le belle cose, sono finite. E' bello ritrovarsi a casa ed aprire, dopo due settimane, il giornale, per accorgersi che il tempo non è passato: Berlusconi che lotta per evitare gli effetti della condanna definitiva, il PD che fa l'ondivago, Grillo che sgrida i suoi parlamentari, Letta che democristianamente avanza lentamente tra le acque agitate, Renzi che strepita perchè ancora non è stata fissata la data del congresso. Si potrebbe leggere ogni giorno lo stesso giornale e risparmiare, non cambierebbe niente.