martedì 30 aprile 2013

Viviani Varietà

Raffaele Viviani  è stato tra i più noti commediografi, attori e poeti degli anni tra le due guerre mondiali, fino all'avvento del fascismo che non vedeva di buon occhio il suo teatro dialettale (napoletano).

Massimo Ranieri ha portato a Roma le sue musiche, le sue parole, le sue idee in uno spettacolo che prende spunto da un episodio realmente accaduto, ovvero da una tournè che nel 1929 l'artista, con la sua compagnia, fece in sud america, raccontando le prove effettuate  sul piroscafo Duilio nel tragitto da Napoli a Buenos Aires.

Coadiuvato da artisti molto valdi e cn il supporto di una orchestrina dal vivo, Ranieri si è confermato uomo di teatro, in grado di cantare, balalre, recitare, tenere la scena, pur senza oscurare gli altri attori, alcuni forse un pò sopra le righe ma in gamba.

Uno spettacolo gradevole, tra i migliori visti quest'anno al Teatro Argentina

P.S. Utilissima la traduzione on-line dei testi delle canzoni, altrimenti difficilmente comprensibili anche per chi, come me, il napoletano un pò lo conosce.

lunedì 29 aprile 2013

Non ho parole

E per fortuna che questi giorni non ho neanche letto il giornale, avendo senz'altro di meglio da fare che occuparmi del nascendo governo di "larghe intese".Che a prima vista mi sembra una bella operazione di facciata molto democristiana, e secondo me riuscirà a fare ben poco (e quel poco lo farà pure male).

Spicca, tra i tanti, il nuovo ministro della salute,  Beatrice Lorenzin, deputata romana di stretta osservanza berlusconiana. Dovrà occuparsi di argomenti come fecondazione assistita, fine vita, aborto ... considerato che il suo (rispettabilissimo, a livello personale)  pensiero è in linea con quello della CEI, come ha nel tempo più volte ribadito pubblicamente, e che ha fatto parte della consulta femminile della conferenza dei vescovi, siamo in una botte di ferro ... con gli spuntoni di acciaio al suo interno.

martedì 23 aprile 2013

Avviso ai naviganti

Mi prendo qualche giorno di pausa, ma non temete, una volta arrivati a fine mese riprenderò a imperversare qui e là. Nell'attesa vediamo che governo tirerà fuori Napolitano, anche se non mi aspetto niente di buono.

lunedì 22 aprile 2013

Governo

Alla fine di questa storia, con ormai la certezza che a breve avremo un governo di larga coalizione, mi chiedo: c'era bisogno di fare tutto questo casino solo per tornare alla stessa situazione di 6 mesi fa? E c'era bisogno di rieleggere di nuovo Napolitano (che, con tutto il rispetto, ha una età) solo per riportare il calendario indietro di 6 mesi?

Pensavo che i nostri politici (specie quelli del PD) fossero incapaci, ma non credevo fino a questo punto.

venerdì 19 aprile 2013

Ancora piedi

No, tranquilli, non è la seconda puntata sui piedi nudi e relativi gesti affettuosi nei loro confronti. Voglio parlare di chi recita con i piedi. Cioè, non di attori che recitano male, ma di attori che usano i piedi per fare spettacolo. Mi riferisco in particolare a Laura Kibel che, dopo un   percorso professionale eclettico (polistrumentista, costumista e scenografa) si è letteralmente inventata il "Teatro dei Piedi".


(foto presa dal sito di Laura Kibel)

Io ho avuto occasione di vederla nell'ambito de "Il varietà delle meraviglie night show" in scena al Teatro Vittoria fino al 28 aprile (chi può non se lo  lasci sfuggire, 7 artisti molto diversi tra loro ma molto interessanti) ed è stata una scoperta vedere come usando i piedi (e le mani) è riuscita a mettere in scena dei minispettacoli estremamente divertenti.Vedere un piede nudo (solo il piede, sia chiaro) trasformarsi con pochi tocchi in un un volto e dare vita ad un pupazzo espressivo, diventando protagonista di una favola musicale in compagnia di ulteriori personaggi animati dalle altre estremità dell'artista, è qualcosa di indescrivibile, vale più la foto che ho preso dal sito di Laura dove potete trovarne diverse altre

mercoledì 17 aprile 2013

Amato e D'Alema

Se uno dei due diventa Presidente della Repubblica Italiana con l'appoggio del Partito Democratico, per i prossimi 7 anni non voterò PD neanche se mi sparano!

martedì 16 aprile 2013

Il Cacciatore di Teste

Jo Nesbø è uno scrittore norvegese, noto per essere l'autore di una fortunata serie di thriller che hanno come protagonista il poliziotto Larry Hole. Proprio sull'onda di questi successi, si stanno pubblicando anche altre opere dello stesso autore.

Tra queste c'è Il Cacciatore di Teste, libro che ha un inizio molto promettente


ma si perde strada facendo. Ora, Jo Nesbø nui aveva già abituato a storia al limite del credibile, con Larry Hole che a volte pare superman per come, trovandosi nel pasticci più neri, riesce a cavarsela; c'è però differenza tra ciò che è improbabile e ciò che è impossibile, e ciò che è impossibile lo lascerei alle favole o ai libri di fantascienza. In questo caso, la trama del libro presenta due falle enormi, che vanno a ridurre notevolmente la godibilità del romanzo. Innanzitutto, un elemento centrale per giustificare lo svolgimento degli eventi è una trovata tecnologica che non solo oggi è al di là da venire, ma che è fisicamente impossibile ...  il finale poi, prevede che la polizia norvegese non abbia mai visto neanche uno delle decine di telefilm americani sulle tecniche di investigazione scientifica e lavori in modo così approssimativo che forse  neanche nei paesi meno industrializzati. Insomma, una grossa delusione.  

lunedì 15 aprile 2013

E' scoppiata la primavera

E' finalmente scoppiata la primavera e ieri tutte le ville di Roma c'era il pienone. Anche a villa Pamphili, in genere tranquilla perfino nei giorni di festa


(foto scaricata dal WEB)

e che invece ieri sembrava più simile alla spiaggia di Ostia. Comunque, essendo la villa molto ampia, non mi è stato difficile trovare un angolo isolato dove stendere il plaid di ordinanza e rilassarmi in una interessante lettura ( per chi se lo chiedesse "Lettere a Milena" di Franz Kafka).

Ogni tanto, per fermare alcuni concetti e distrarmi un po', smettevo di leggere e mi guardavo intorno, ad osservare la gente intorno a me, qui la famiglia arrivata con tanto di carrello per trasportare agevolmente tavolini sedie e vettovaglie, là il gruppo di cani con padroni al seguito (tutti forniti di paletta e buste di ordinanza per raccogliere gli eventuali bisogni dei loro animali), un pò più distanti dei bambini vocianti che giocavano a calcio.

Ad un certo punto (e qualcuno  si chiederà, già lo immagino, come mai capitano tutte a me) la mia attenzione è stata attirata da un movimento alla mia sinistra, in un angolo ancor più riparato del prato e con l'erba abbastanza alta. Lì un signore (o un ragazzo? non l'ho capito) era in ginocchio affianco ad una donna sdraiata che appena si intuiva nascosta dalla vegetazione, in un atteggiamento che mi ha subito ricordato John Bryan con la duchessa Sarah Fergusson (per chi non ricordasse le sue performance ho ritrovato una delle sue foto più famose)


(foto scaricata dal WEB)

Ora, lasciando perdere ogni discorso sulla igienicità della cosa, specie considerato che per arrivare fin laggiù, con il caldo di ieri, anche i piedi  dovevano essere sudati e non proprio lindi, mi chiedo se un gesto simile può avere un senso erotico, può dare piacere sia a chi lo fa che a chi lo riceve, o se non nasconda qualcosa di strano.Si, lo so, i gusti sono gusti, ma insomma ...


venerdì 12 aprile 2013

Dove si va a mangiare?

Con i tempi che corrono, andare a mangiare fuori è sempre più un lusso. Ciononostante è l'unico vero vizio che continuo, in qualche modo, a coltivare. Questo è possibile perchè Roma ha una offerta molto vasta e varia, e perchè la crisi c'è anche per i ristoratori, che  si danno spesso da fare per ampliare il giro della clientela.

Per esempio, quasi giornalmente è possibile trovare "coupon" che offrono pranzi e e cene a prezzi scontatissimi. Molti in effetti corrispondono a posti di dubbia qualità,  ma scegliendo con cautela si possono cogliere comunque belle opportunità.

Oppure ci sono ristoranti che organizzano (spesso ottime) cene tematiche, il menù fisso consente di abbassare i costi senza abbassare la qualità, attrae clienti e permette di distribuire i costi fissi su più coperti.

Insomma, la tavola è uno dei pochissimi piaceri che ci si può permettere (poi mi guardo la pancia e mi vengono dubbi sul fatto che io possa permettermelo questo piacere, ma cerco di rimuovere velocemente il pensiero), quindi ogni tanto è pure giusto concederselo. O no? Io comunque preferisco andarci menodi frequente, ma quella volta che ci vado mangiare qualcosa che non mangerei a casa, qualcosa che non si limiti a nutrire il corpo, ma anche lo spirito. Se poi ci si va con la compagnia giusta, è il massimo. 
  

giovedì 11 aprile 2013

L'ufficio delle cose perdute

E' una canzone di Gino Paoli, forse non tra le più note, che da ieri mi ronza nel cervello. Parla di un ufficio di tutte le cose che abbiamo perso nel tempo, e che lì possono essere trovate e riprese. Ma ... c'è sempre un "ma", un prezzo da pagare. Voi lo paghereste? Io, in fondo, no!

Nella grande tartaruga
con i tetti a scaglie grige
si rincorrono gli odori
i colori
e le puttane
nel gran ventre del paese
ci son posti che
sono strani
certe volte anche per me
Sulla strada che val al porto
dopo un'arco c'e' una piazza
sempre piena di bambini
qualche gatto
e un vu cumpra'
tra un negozio di bottoni e un
tizio che si fa'
c'e' un ufficio senza targa e senza eta'
ed e' un ufficio del vento
cose perdute quelle
che son sparite in fondo
a qualche momento chiuso
Ed e' un ufficio pieno
di vecchie cianfrusaglie
di giorni poco usati e di candeline
di un'altra eta'
Sono andato li a cercare
i capelli che ho perduto
il sorriso di mio padre
ed il canto di un amico
voglio indietro i miei vent'anni
e le speranze in piu'
voglio l'albero dei come
e dei perche'
Ma dentro quel momento
non c'e' nel mio giardino
l'albero che ho piantato
qualche anno fa'
per sempre
Ma nell'ufficio delle
cose perdute devo
in cambio dei vent'anni
ridare tutto
tutto quello che ho
E ritorno piano a casa
con le rughe ed i pensieri
lascio li' i miei vent'anni
i capelli, i sogni in piu'
mi va bene rimanere
con quello che ho
torno a casa
apro la porta
e ci sei tu
e ci sei tu

mercoledì 10 aprile 2013

Villa Farnesina

A via della Lungara, subito fuori porta Settimiana, si trova la cosiddetta Villa Farnesina, sede della prestigiosa Accademia dei Lincei ma soprattutto una testimonianza della ricchezza del Rinascimento italiano a Roma. La villa è soprattutto  famosa per ospitare affreschi di Raffaello e della sua scuola, ma forse proprio questa caratteristica rischia di offuscare altre sue bellezze e peculiarità.

A cominciare dalle capacità artistiche dell''architetto che la progettò e la realizzo, Baldassarre Peruzzi, cui si devono anche alcuni affreschi (in particolare quelli della cosiddetta Camera delle Prospettive che ci consegna squarci del panorama romano di quei tempi)



passando poi al committente, Agostino Chigi che era un ricco banchiere che godeva dei favori di Papa Giulio II e che, grazie a ciò, potè permettersi lui, non nobile, di usufruire dei servizi di Raffaello, Sabastiano del Piombo, Giulio Romano e di  Giovanni Bazzi (meglio noto come Il Sodoma ... ma non è un riferimento ai suoi comportamenti sessuali, che anzi pare fossero molto morigerati).

Notevole la cosiddetta Loggia di  Psiche, dove fu celebrato il matrimonio tra Agostino Chigi e la sua cortigiana Francesca Ordeaschi (lui veramente voleva sposare Margherita Gonzaga, ma non essendo nobile la sua mano gli fu negata dalla di lei famiglia),  progettata ma non dipinta (pare) da Raffaello


Mentre del grande artista è la Galatea che dà il nome all'altra loggia famosa della villa. Si dice che Raffaello in quel periodo fosse nel pieno della sua storia d'amore con la famosa fornarina,che abitava a pochi passi dalla villa,  per cui trascurasse i suoi doveri lavorativi per godere delle sue grazie


La villa è solo parzialmente visitabile, e gran parte delle stanze è tutt'ora chiusa ed in restauro, ma le due logge ed alcune altre stanze giustificano la visita.Tra l'altro, in occasione delle aperture straordinari domenicali, si può anche assistere a brevi ma interessanti concerti di musica rinascimentale.

In chiusura due curiosità, la prima sul nome, Villa Farnesina e non Villa Chigi, perchè alla morte di Agostino gli eredi dilapidarono il patrimonio e la villa fu poi comprata da Alessandro Farnese prendendo il nome della casata(pare addirittura che i Farnese avessero in progetto di construire un ponte sul Tevere per unire questa villa al loro Palazzo Farnese). La seconda, abbastanza incredibile, è che i giardini della villa nascondevano un millenario segreto, rivelato solo grazie a scavi effettuati alla fine del '800 per la costruzione degli argini del tevere, una ricca Domus romana, pare costruita in occasione delle nozze di Giulia maggiore (figlia di Augusto) e Marco Vipsanio Agrippa, con stupendi affreschi ottimamente conservati che si possono ora ammirare al Museo Nazionale di Palazzo Massimo. Peccato che sia stato possibile riportare alla luce solo la porzione di villa su cui, nei secoli, non si era edificato. Il resto è sotto Villa Farnesina ed i palazzi limitrofi, è lì rimarrà, inesplorato.

martedì 9 aprile 2013

Gatti o cani

Prendo spunto da un commento di Leggerevolare (che ringrazio) in un post nel suo stesso blog, che dice più o meno così:

"la mia gatta, che adoro e che vive con me da 8 anni e a cui non ho mai fatto del male, mi ha insegnato una massina di vita: LEI non si fida mai di me, è sempre sull'attenti e solo quando è sicurissima si rilassa
questo dovremmo farlo anche noi. Io mi fido troppo di tutti e poi vengo ferita o mi fanno del male perchè non ho le barriere alzate"

e da un altro, di un suo commentatore, che aggiunge:

"Il cane non diffida mai, è più ingenuo"

per chiedermi se sia meglio essere gatti o cani, o se si possa scegliere di essere gatti o cani a seconda dei casi. Perchè è vero, fidarsi vuol dire abbassare delle barriere, esporsi, ma le barriere non sono selettive, se si alzano non si possono ricevere (o inviare) neanche le cose positive. Sarà forse per questo che preferisco i cani mentre i gatti li rispetto ma li tengo sempre a dovuta distanza, senza dar loro confidenza? In questo modo ricambio fiducia con fiducia e diffidenza con diffidenza ... che forse è il modo migliore di comportarsi, sperando sempre di non sbagliare troppo finendo per essere ferito (ma anche, ahimè, ferire) per eccesso di fiducia.

Basta!

La mamma degli stolti è sempre incinta, dice un vecchio proverbio ... in particolare degli stolti che si spacciano per tifosi di calcio. Confesso di non amare il calcio, quello professionistico, che non è più, da molto tempo, uno sport, ma spettacolo, e spesso neanche di gran livello, non vado allo stadio, non guardo le partite in televisione, ho quasi litigato con la gentilissima opertarice del call center Sky quando mi ha telefonato per la decima volta per offrirmi il pacchetto calcio dopo che avevo fatto presente per 9 volte che non mi interessava e che lo scrivesse a caratteri cubitali  nei commenti affianco al mio nome (ha funzionato, è più di un anno che mi lasciano in pace).

E non capisco perchè bisogna permettere ad una partita di calcio di bloccare una citta e di mettere a rischio l'incolumità degli abitanti di un intero quartiere. C'è chi dice che non si può far molto, specie fuori dallo stadio, per evitare che succedano tafferugli come quelli di ieri sera (e meno male che questa volta ci sono stati diversi feriti ma nessun morto), io dico che si può fare. Innanzitutto evitando che simili partite vengano disputate di sera. Chi se ne frega dei diritti televisivi e della pubblicità, le partite a rischio si giochino di giorno, che già in questo modo i bulletti vigliacchi si sentiranno meno protetti dall'oscurità e se la faranno sotto. E se poi questo non basta, non si facciano più disputare i derby a Roma. Per motivi di ordine pubblico la Questura può vietare lo svolgersi di una manifestazione, quindi si vieti lo svolgimento del derby a Roma, sarà un problema della FIGC trovare una alternativa, lo si faccia disputare a Pechino o a New York, o si dia partita pari a tavolino, ma si evitino ulteriori ferite alla citta inferte da qualche centinaio di deficienti.

lunedì 8 aprile 2013

Il santo che non c'è

A Trastevere c'è una piazza molto ampia, di certo tra le più ampie del quartiere, si chiama Piazza San Cosimato e  prende il nome dalla chiesetta omonima che vi si affaccia con il suo protiro costruito con materiale di riporto più antico e la facciata del XII secolo dietro alla quale si intravede anche un piccolo campanile romanico.

(immagine presa dal WEB)

La chiesa era originariamente parte di un convento, di cui esiste ancora un bellissimo chiostro, ora  inglobato nel complesso ospedaliero del Nuovo Regina Margherita, chiostro in cui ci si può tranquillamente intrufolare indisturbati nell'orario di apertura degli ambulatori.

(immagine presa dal WEB)

Quello che molti non sanno, è che non esiste un santo con il nome di Cosimato e che la chiesa in questione in realtà è denominata SS. Cosma e Damiano in Mica Aurea (a causa della sabbia giallastra che il Tevere  aveva accumulato in quella zona), ma evidentemente nel tempo il nome si è corrotto fino a diventare l'attuale toponimo.

La grande piazza è stata oggetto pochi anni fa di un lungo, tormento e (giustamente, credo) criticato restyling, che non è servito a dare maggiore dignità alla chiesa, anche a causa del dislivello che la pone abbastanza sotto il livello stradale. Per fortuna grazie al piccolo mercato giornaliero ed al parco giochi la piazza assolve tutt'ora alla sua funzione di luogo di incontro tra le varie anime sociali del quartiere

(immagine presa dal WEB)

anche se già ora comincia a mostrare segni di degrado della pavimentazione e di altri elementi dell'arredo urbano. 

venerdì 5 aprile 2013

Primarie

Domenica ci saranno le primarie del PD per scegliere ilcandidato che dovrà sfidare Alemanno per le prossime elezioni comunali di Roma. Purtroppo l'unico candidato spendibile il PD se lo è giocato per le elezioni regionali (Zingaretti), e dopo di lui c'è il vuoto e le solite divisioni tra correnti e correntine. A me piaceva molto Nieri, di Sel, persona che conosce molto bene Roma e che, come si dice, sarebbe stato espressione del territorio, ma Nieri si è messo ubbidientemente da parte quando Sel ha deciso di appoggiare Marino (che gode del supporto di Bettini, il che dal mio punto di vista non è una buona referenza) che con Roma c'entra poco, e la Gemma Azuni (che invece non si è ritirata) prenderà di certo pochi voti. Gentiloni è un centrista prestato al PD, ed è tutto fuorchè un nuovo che avanza, Di Tommaso e Prestipino sono due ousider  di buona volontà. David Sassoli (che ha tappezzato la città di manifesti) credo sia il  favorito cui solo Marino può, forse, contendere la vittoria.

A me questo scenario sembra poco entusiasmante, e francamente vedo il pericolo che il PD riesca a perdere anche queste elezioni comunali. Di certo io al primo turno voterò per qualcun'altro, al ballottaggio si vedrà.

giovedì 4 aprile 2013

Credo che capiti a tutti

Credo che nel campo dei sentimenti capiti a tutti di sentirsi, prima o poi, come un apostrofo rosa fra le parole "Un'amore"

Ovvero sbagliato e fuori luogo! (questa l'ho letta in giro, ma mi sembra una verità tanto assoluta quanto sconcertante)

mercoledì 3 aprile 2013

Helmut Newton

Potevo farmo scappare la mostra antologica sul grande fotografo, attualmente al Palazzo delle Esposizoni di Roma? Ovviamente no, così complici i giorni di festa sono andato ad ammirare questa serie di circa 200 scatti che rappresentano il meglio dei suoi primi tre volumi pubblicati tra la metà degli anni '70 ed i primissimi anni '80.

Scatti ovviamente affascinanti, particolari, sensuali e a volte provocatori ma mai scomtati o volgari. La mostra si intitola appunto come i tre volumi suddetti "White Women, Sleepless Nights, Big Nudes", con prevalenza del bianco/nero sul colore.

Tra le tante foto, mi ha colpito molto questa, in cui compare anche lo stesso fotografo a la moglie June Browne (splendida fotografa anche lei)

(immagine presa del WEB)

Nonchè una serie di doppie fotografie con le stesse modelle nella stessa posa, in un caso vestite

(immagine presa del WEB)
e nell'altro caso svestite.

(immagine presa del WEB)

Mi ha anche colpito un'altro dettaglio, segno delle mode che passano, e che permette di identificare inequivocabilmente  il periodo in cui le foto sono state scattate.

martedì 2 aprile 2013

Gli amanti passeggeri

Almodovar ha diretto molti film, alcuni geniali (mi vengono in mente Tutto su mia madre e Donne sull'orlo di una crisi di nervi) altri meno, anche se in ognuno ero riuscito a trovare elementi di interesse, perfino negli ultimi come Volver, Gli abbracci spezzati o La pelle che abito avevo trovato note positive. Ma in questo film proprio non ce ne sono.   


Voleva forse essere un ritorno al passato, alla commedia pura ed alle esasperazioni, ai personaggi sopra le righe dei suoi primi film, ma indietro non si torna ed il paragone con il passato è impietoso. L'idea del microcosmo eterogeneo che si crea in seguito ad un evento imprevisto poteva anche essere carina, ma lo svolgimento del tema è deludente, non riesce a sorprendere, e neanche a far sorridere (non dicamo poi far ridere), e per tutta la durata del film ci si chiede, senza trovare una risposta plausibile, cosa aveva in mente il regista nel fare un film che  nasconde anche una sottile vena di omofobia.

Un film, in definitiva, che secondo me si può tranquillamente ignorare.