sabato 30 marzo 2013

Feste

Per me sarà solo un fine settimana lungo, grazie al lunedì festivo, per molti sarà un fine settimana particolare, sia per considerazioni religiose che enogastronomiche.

Però prima di staccare un augurio a tutti, a chi la Pasqua l'ha già festeggiata,ed a chi la festeggerà, anche solo ritrovandosi con la propria famiglia a tavola per una giornata di festa.

Al governo, ai poliziotti che non capiscono, alle figuracce un campo internazionale ... penseremo la settimana prossima.

venerdì 29 marzo 2013

La rivoluzione della luna

Amo leggere i libri di Andrea Camilleri, anche se gli ultimi della serie con il commissario Montalbano mostrano chiari segni di stanchezza. L'ultimo uscito, La rivoluzione della luna, è invece un romanzo a sfondo storico, che parte da un evento realmente accaduto nella Palermo del 1600 per costruirci una storia intrigante ed appassionante.



Ovviamente non rivelerò la trama, se non quello che si può leggere anche sul risvolto di copertina, e cioè che tutto ruota intorno alla figura di donna Eleonora di Mora la quale, a causa della improvvisa morte del marito, si ritrova a farne le veci agendo, per un breve lasso di tempo, come Vicerè della Sicilia.

In fondo un libro femminista, che ci fa ragionare sul fatto che non importa se chi ci governa sia uomo o donna, l'importante è che sia una Persona (cosa che ahimè non si può dire di molti che ci hanno governato, di molti che ci stanno governando e, ancor peggio, di molti che ci potrebbero governare in un prossimo futuro) 

mercoledì 27 marzo 2013

Abbracci

C'è qualcuno che mi accusa di fare post sempre inerenti a questioni affettive, forse è vero, sarà che con l'età non potendo dare più cattivo esempio mi fa comodo provare a dare buoni consigli, o forse è la primavera che perfino su me risveglia antiche memorie, ma voglio fare l'elogio dell'abbraccio.  

(Immagine presa dal WEB)

Non quello formale che ci si scambia quando si incontrano conoscenti più o meno di vecchia data, ma quello che (a volte) capita di vivere quando si incontra una persona cui si vuole bene. Quegli abbracci in cui ci si stringe forte per cercare di dire, con il corpo, che si è presenti, e che si prova piacere ad esserci. Quegli abbracci che dicono: "ferma un attimo il tempo e senti come i nostri corpi cercano di fondersi in una unica entità". Quegli abbracci che vorresti che non finissero mai, senza parole, senza nient'altro della gioia dell'atto in sé.

(immagine presa dal WEB)

E poi, un altro tipo di abbraccio, l'altro che io preferisco (cioè, preferirei, se lo praticassi), quello tra due persone che stanno sdraiate, non importa se su un letto, su un divano o su un prato verde,  e parlano, e si stringono a sè, e parlano, e le parole ed i gesti si fondono in un "unicum" che rende quel momento senza tempo e senza luogo, perchè in quel momento non esiste nient'altro che quello, due persone unite in un solo, illusorio, attimo di felicità.

lunedì 25 marzo 2013

GNAM

La Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, per gli amici lo GNAM, è uno di quei musei che non mi stancherei mai di visitare. 

Quindi perchè perdere l'occasione  della mostra "Arte in Giappone dal 1868 al 1945" per prendere i classici due piccioni in una volta sola? La mostra è molto interessante, è dedicata all'arte giapponese del Novecento, un periodo ancora poco esplorato di intense trasformazioni che va dalla restaurazione dell'Imperatore Meiji nel 1868 alla fine della seconda guerra mondiale, e nel quale è evidente il conflitto tra  tradizione ed innovazione, con opere che hanno forti contaminazioni occidentali ed altre che invece conservano lo spirito di celebrazione della natura in tutte le sue forme (piante e ed animali, ma anche ruscelli, laghi, mari)

Poi, una volta ammirate le opere giapponesi, come non fare un veloce giro tra le sale ed  ammirare, ancora una volta, i De Nittis, i De Chirico, i Morandi, ma anche le opere di tutti i grandi del '800 e '900 da Van Gogh a Mirò, da Cezanne a Klimt, da Mondrian a Modigliani, da Canova a Degas? O chiedersi quanto le tele tagliate o bucate di Fontana, o altre opere ancor meno comprensibili, siano da considerarsi arte?

Bella la mostra e bello il museo, sempre troppo poco visitato dai romani, purtroppo.

venerdì 22 marzo 2013

Figuracce

Ho sempre qualche timore a parlare di politica, ma certo il Governo Italiano sulla questione dei fucilieri accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati ha fatto una figura veramente barbina, da qualunque parte la si osservi!

giovedì 21 marzo 2013

Filematologia

La filematologia è la scienza che studia le funzioni e tutti gli aspetti del bacio. Fa un po' effetto pensare al bacio dal punto di vista scientifico, ma pare che esso abbia, oltre ad una evidente piacevolezza, anche una sua utilità pratica, per esempio abbassa il livello di cortisolo nella saliva, riducendo lo stress (in effetti l'ho sempre pensato che il bacio è un ottimo antistress) ed influenza anche il livello di ossitocina.

Esistono molti tipi di baci, tra questi:

  • il bacio eschimese, effettuato strofinando i nasi tra di loro (ma che bacio è?)
  • il baciamano (nel quale, ricordo, le labbra NON devono toccare la mano ma solo avvicinarvisi)
  • Il bacio succhialabbra, nel quale uno dei due partner succhia il labbro inferiore dell'altro
  • Il bacio a stampo (labbra chiuse ... da ragazzini)
  • Il bacio fremente, che  consiste in un bacio in cui la donna tocca le labbra dell’uomo con le proprie, muovendo poi il labbro inferiore in maniera da accarezzare il labbro inferiore del partner
  • Il bacio di Venere, già descritto in antichi testi orientali, che prevede un romantico e avvolgente contatto tra le labbra, l’apertura della bocca e il tocco, più o meno deciso, delle lingue
Ma ovviamente il bacio sensuale per antonomasia è il cosiddetto bacio francese, versione "moderna" del bacio di Venere, un bacio che coinvolge labbra, lingua e bocca, ed essendo queste parti molto sensibili al tocco, è un tipo di bacio molto piacevole e alquanto intimo. Può spesso durare a lungo, mischiandosi a carezze e abbracci, tanto che esistono gare di baci alla francese che durano appunto ore.

Se ci si pensa un attimo, il bacio, soprattutto quello di venere,  è un gesto molto intimo che coinvolge diversi sensi e che può dare sensazioni inebrianti, un bacio può trasmettere sentimento, passione, desiderio e tanto altro ancora. E parafrasando la pubblcità di una nota crema alle nocciole: che mondo sarebbe senza i baci?

Diamine ... dopo tutto questo parlare, anzi scrivere, di baci,  devo assolutamente trovare qualcuno da baciare! Casomai così!

mercoledì 20 marzo 2013

Amante

Amante, nella lingua italiana, è "colui che ama". Per un qualche motivo a me sconosciuto, però, ormai per amante (invariante sia nella forma femminile che in quella maschile) si intende normalmente il partner (o la partner) al di fuori di una relazione di coppia stabile. Quindi la lei di una coppia può avere un amante ed il lui di una coppia può avere un'amante. Ciononostante il significato originale rimane valido

Questa premessa serve ad introdurre una immagine che mi è stata suggerita da una mia amica molto esigente (e single, per essere precisi) durante un recente scambio di battute:

"se penso ad un amante, a me viene in mente un bel fisico, un buon odore ... belle mani ... voce sexy ... profonda ... uno che sappia ridere e sappia fare altro ... un alieno in pratica"

 E' così che anche voi immaginate un potenziale amante?

P.S. ho fatto anche una autovalutazione, in proposito. Dunque:

bel fisico : n.c. (non classificabile ... abbiate pietà)
buon odore : ce l'ho (mi lavo con regolarità)
belle mani : tutto sommato ce l'ho
voce sexy: mi manca
profonda: mi manca
saper ridere: ce l'ho
sappia fare altro : ... dipende da cosa altro!

martedì 19 marzo 2013

Family Concert

L'Auditorium Parco della Musica è a mio avviso tra le migliori cose realizzate a Roma negli ultimi 20 anni. Al di là della bellezza del complesso e della perfetta acustica delle sue grandi sale, quello che sbalordisce di più è la ricchezza e la eterogeneità dell'offerta, che spazia dalla classica al jazz, dal blues alla musica moderna, con eventi dedicati anche a fasce di età diverse.

Tra i tanti eventi segnalo questi "Family Concert" che si svolgono la domenica mattina alle 11 (per cui non obbligano neanche ad alzatacce)   destinati principalmente ad un pubblico giovane ed a famiglie che vogliono avvicinare i figli (e anche se stesse) all'ascolto musicale in maniera, come dire, "leggera".

Si tratta di concerti brevi,  in genere della durata di un'ora, preceduti da una introduzione al programma del concerto durante la quale vengono spiegati i brani che si andranno ad ascoltare e vengono fornite delle chiavi di lettura che per l'esperto possono essere banali ma che per il neofita sono spesso delle vere e proprie rivelazioni.

Io ho recentemente assistito ad un concerto di musiche di Prokofiev, che comprendeva la Sinfonia n. 1 "Classica" , una mini-sinfonia di soli 14 minuti ma composta dai canonici 4 movimenti (da cui il nome) e una raccolta di brani tratti dalla sua "Cenerentola", con l'Orchestra di Santa Cecilia al completo (quasi un centinaio di orchestrali) e con un maestro d'orchestra di eccezione, Vassily Sinaisky, direttore principale e direttore musciale del Teatro Bolshoi di Mosca. Molto bello e con molti bambini e ragazzi tra il pubblico.

lunedì 18 marzo 2013

Sederi in aria

Mi permetto di giocare un attimo con le parole, per parlare di una manifestazione che si conclude oggi a Roma, dal titolo: Culinaria, questa volta organizzata all'interno del mercato coperto della Garbatella, un mercato storico chiuso molti anni fa per un veloce restauro e da allora rimasto inutilizzato.

La manifestazione, come stand di prodotti e produttori, non è eccezionale (tra l'altro io ho assaggiato una mozzarella del consorzio della bufala campana DOP che ... era meglio che non offrivano, francamente. Per fortuna non tutta la bufala campana è così), mentre i relatori dei vari eventi  erano di tutto rispetto.

Mi hanno particolarmente colpito, tra quelli che ho incrociato (sabato), la verve  di Pasquale Torrente che ha parlato della colatura d'alici di Cetara (tradizionale e non), per chi non la conoscesse una versione moderna del "garum" utilizzato dai romani per insaporire le pietanze, la inventiva di Viviana Varese di Alice Ristorante di Milano, che tra l'altro ha cucinato in diretta la divertenete "princiseppia sul pisello"  ovvero variazioni di piselli con seppia scottata e salsa di dragoncello, e la professionalità di Loretta Fanella, già chef pasticciere da El Bulli ed all'Enoteca Pinchiorri, che ha rafforzato la mia convinzione che i dolci ... e meglio comprarli in pasticceria che provare a farli in casa (parlo dei dolci di alto livello)

Discorso a parte merita Gabriele Bonci, una vera forza della natura, sentendolo parlare si capisce come lui e la panificazione siano  ormai sinonimi. E ottima la sua colomba, oltre che il suo pane.

Tutto sommato una edizione molto migliore di quella dell'anno scorso.

P.S. Assaggiata una birra rossa artigianale della Birreria San Gabriel, aromatizzata con il radicchio di Treviso, un gusto molto originale

venerdì 15 marzo 2013

Grazie

Queste cose volevo scriverle venerdì scorso, ma mi sembrava inopportuno farlo prorpio l'8 marzo.

Voglio dire grazie alle donne, innanzitutto alle donne che mi hanno dato dei figli, ma più in generale ad ognuna delle (poche) donne che mi ha donato un sorriso, un abbracio, un bacio. Ognuna delle donne che, incrociando la mia strada, anche solo per un attimo hanno camminato al mio fianco condividendo una parte del mio cammino di vita.

Voglio dire grazie alle donne che mi hanno detto addio, non so se sempre consapevoli delle emozioni che ancora ricordo nitidamente, alle donne che mi hanno fatto capire qualcosa in più della vita,  a volte con le buone, altre con le cattive. Da ognuna di loro ho imparato qualcosa, e spero che a loro sia successo altrettanto, e qualcosa da me abbiano imparato. Voglio dire grazie anche a chi ho detto addio perchè era giunto il momento di dirlo.

Voglio dire grazie all'ultima donna che ieri, il mese scorso, un anno fa (con l'età ormai non ricordo più quando) ha condiviso con me una emozione profonda,  ed a quella che prima o poi (la speranza è sempre l'ultima a morire) una nuova emozione condividerà con me.

E a tutte le altre donne ? auguro di provare , condividere e far provare ad altri (ma anche ad altre, perchè no?) emozioni  intense. Perchè quando non si provano più emozioni, si muore anche se si continua a respirare.

mercoledì 13 marzo 2013

Perchè Roma ...

Ieri sera, uscito dal Teatro Argentina (dopo aver visto uno spettacolo non proprio entusiasmante), mi sono avviato a piedi verso Trastevere. I vicoli dietro a Via dei Giubbonari erano quasi deserti, ed è stato piacevole raggiungere ponte Sisto, che a mio avviso è uno dei ponti più belli di Roma, per attraversarlo.


E mentre lo attraversavo per arrivare a  piazza Trilussa, guardavo il Tevere che aveva allagato gli argini e che, se non fosse stato imbrigliato dai muraglioni, avrebbe inondato le sue sponde (come avveniva fino alla fine del 1800), guardavo la cupola di San Pietro, che si stagliava  contro il cielo plumbeo, ed i sampietrini lucidi per la pioggia caduta precedentemente che riflettevano le luci dei lampioni, mentre le note del sax di un solitario artista di strada facevano compagnia ai pochi passanti.

E mi sono ricordato perchè Roma è Roma.

martedì 12 marzo 2013

L'orchestra di Piazza Vittorio

Piazza Vittorio, a Roma, più esattamente Piazza Vittorio Emanuele II (ma credo che pochi ne conoscano il nome completo), forse a causa della vicinanza con la stazione, forse perchè quartiere che nel dopoguerra ha subito una lenta ma inesorabile decadenza, è diventato già alla fine del secolo scorso un luogo abitato e frequentato da emigranti provenienti da molti paesi africani, asiatici e delle americhe.

Nel 2002 uno dei membri degli Avion Travel cercò di mettere insieme le musicalità che si coglievano in vari angoli della zona con un progetto, descritto anche in un pluripremiato documentario, per la creazione di una orchestra multietnica, appunto L'orchestra di Piazza Vittorio.

Orchestra che da allora si esibisce con successo in Italia ed all'estero, e che in questi giorni è in scena al Teatro Olimpico con "Il giro del mondo in 80 minuti", uno spettacolo gradevolissimo anche perchè le varie esibizioni musicali si susseguono secondo un preciso, seppur esile,filo logico, ed arricchite da una scenografia semplic ema accattivante, che ben sfrutta gli attuali mezzi della grafica computerizzata.

Circa due ore di musica (incluso l'immancabile bis) che volano incantando spettatori di ogni età, attingendo a sonorità diverse e ricche di contaminazioni, con  belle sensazioni che accompagnano anche dopo che lo spettacolo è, ahimè, terminato.

lunedì 11 marzo 2013

La posta di Old

Buonasera Old Man,
sono capitata per caso sul tuo blog e ho trovato i riferimenti alla brillantissima rubrica del venerdì, di Repubblica.  Allora ho pensato che non ho certo il coraggio di scrivere alla posta del cuore della Aspesi però che potevo, viste le tue continue provocazioni sulla questione dell'amore o degli amori, scriverti, in forma completamente anonima. Fare un tentativo insomma. Ed eccomi.

Allora, espongo in breve: ho un problema col mio compagno. Noi ci capiamo intellettualmente, lui mi conosce come nessuno al mondo e mi adora e io adoro lui. Solo che sessualmente i nostri orizzonti sono agli opposti. Lui è per i baci, le carezze e le parole belle. E il sesso, sì, ma tradizionale e molto, molto tenero. A me piace invece una sfera più di sperimentale. Mi piace provare a giocare con i miei e i suoi limiti, mi piace essere totalmente accettata da lui, mi piace provare a vedere cosa c'è nel dolore oltre quello che è visibile a tutti. Siamo insieme da molti anni, conviviamo e la nostra è una relazione, apparentemente, stabile. Perfetta per il mondo, perfetta per lui.
Lui che io abbia simili inclinazioni e quanto siano importanti per me lo sa perfettamente e anche se, devo ammettere, ha provato a rendere il sesso più "rischioso", più giocoso, io sento che lo fa semplicemente per farmi felice, mai come una cosa veramente importante, ma piuttosto come si legge un romanzo senza capirci niente, come mero sforzo degli occhi. Ho avuto, lo confesso, altre relazioni, di sesso, in cui mi son sentita viva, all'interno del rapporto sessuale, in cui mi son sentita soddisfatta, appagata e non tanto fisicamente quanto mentalmente. Ho pensato spesso di lasciarlo per "il solo sesso" con altri (che poi non è solo sesso, è tanto altro ma è difficile da spiegare), ma tu lo sai, forse, quando una donna raggiunge una certa età (ho quasi 33 anni) deve iniziare a pensare di costruire qualcosa o almeno a fingere di farlo. Lui può darmi una famiglia, una stabilità, una di quelle relazioni per sempre. Sì, ma a che prezzo?
Mi chiedo, ma l'appagamento sessuale può contare come, se non di più, dell'amore? O forse quello che vivo col mio compagno non è amore ma solo stima e affetto sedimentato?  Cosa dovrei fare? Preferire l'appagamento sessuale e mentale alla relazione stabile? Se lo facessi non sarei da considerare una superficiale?
Mi piacerebbe far convivere le due cose, senza nasconderle, ma non credo lui comprenderebbe.

Ti ringrazio per l'eventuale lettura
tua
Agli sgoccioli
Cara Agli sgoccioli,

ho sempre pensato che l'armonia sessuale in una coppia sia come la farcia che rende gradevole il pan di spagna di una torta, che altrimenti resterebbe sullo stomaco. Già è difficile mangiare ogni giorno la stessa torta senza annoiarsi, ma mandarla giù asciutta è praticamente impossibile, per cui è fin troppo facile prevedere che questa situazione non potrà che peggiorare, specie se tra un pò arriveranno anche dei bambini, quindi è bene provare a cambiarla. Ed a 33 anni si ha tutto il tempo e la forza, se c'è il coraggio, di dare un nuovo impulso alla propria vita.

Prima di fare delle scelte affrettate, però, io valuterei anche la alternativa di un rapporto doppio, a volte funzionano. Certo, in genere queste sono cose che si fanno ma non si dicono, però se lui la ama veramente (e qui sarebbe da aprire una parentesi sul significato dell'amore) forse può accettare di rinunciare al proprio "onore" in cambio della sua felicità e del fatto di poter continuare ad esserle vicino per un tratto abbastanza lungo del suo percorso di vita, dandole ciò che è nelle proprie corde senza negarle di avere anche ciò che lui non può darle! 

venerdì 8 marzo 2013

Alla vita


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro il muro, ad esempio, le mani legate
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli altri uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più povero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

(Nazim Hikmet)

giovedì 7 marzo 2013

Solo gli stolti ...

... non cambiano mai opinione!

Questa frase, declinata spesso in varie versioni (sostituendo alla parola stolti "gli idioti" o "gli imbecilli") ed attribuita a più persone, tra cui Honoré Gabriel Riqueti conte di Mirabeau , personaggio di spicco della rivoluzione francese, e James Russell Lowell, letterato americano dell'800, mi è venuta in mente ieri, mentre fermo sotto la pioggia ad un semaforo, non potevo far e meno di notare una coppia, nella macchina accanto alla mia, che approfittavano del prolungarsi della luce rossa per scambiarsi effusioni molto intense.

Perchè vedete, io che mi sono più volte lamentato su questo blog delle coppie che "disturbavano" la visione del film scambiandosi effusioni al cinema, all'improvviso ho pensato, forse anche con una punta di invidia, che deve essere bello desiderarsi così tanto, e reciprocamente, da approfittare di ogni momento di intimità per scambiarsi una carezza, un bacio, un abbraccio in più. E che se c'è questo desiderio profondo, è quasi normale che tutto il resto scompaia ai propri occhi, e perda di significato, quasi al di là della nostra stessa volontà.

Poi, mentre ripartivo, ho dato uno sguardo alla mia macchina, al sedile vuoto alla mia destra, al blocco centrale con cambio,   freno a mano e portaoggetti, così integrato, così utile, ma che è quasi un muro tra me ed il potenziale passeggero. Ed ho realizzato che nell'improbabile caso in cui dovessi essere io uno dei due che si scambiano effusioni in macchina, dovrei prima cambiare modello, perchè con questa proprio non si potrebbe. 

mercoledì 6 marzo 2013

Non hanno capito niente

Nella direzione odierna del PD, Franceschini (grande stratega e politico di provenienza, guarda caso, Margherita) afferma: "Se fossimo stati insieme a Monti avremmo preso il 40% e avremmo vinto le elezioni"!

Il PD conferma di continuare a non voler capire la gente!

Filosofia spicciola

E' da quando ho visto "La scuola delle mogli" che avevo in mente questa deliziosa poesia del grande Antonio De Curtis (in arte Totò) sulle corna. 

Ognuno ‘e nuie nasce cu nu destino:
a malasciorta, ‘e vvote, va…. po’ torna;
chi nasce c’ ‘o scartiello arreto ‘e rine,
chi nasce c’ ‘o destino ‘e purtà ‘e ccorne.

Io, per esempio, nun me metto scuorno:
che nce aggio a fà si tarde ll’aggio appreso?
Penzavo: si, aggio avuto quacche cuorno,
ma no a tal punto de sentirme offeso.

È stato aiere ‘o juomo, ‘a chiromante,
liggenneme cu ‘a lente mmiezo ‘a mano,
mm’ha ditto: “Siete stato un triste amante,
vedete questa linea comme è strana?

Questa se chiamma ‘a linea del cuore,
arriva mmiezo ‘o palmo e po’ ritorna.
Che v’aggia di, carissimo signore;
cu chesta linea vuie tenite ‘e ccorne.

Guardate st’atu segno fatto a uncino,
stu segno ormai da tutti è risaputo
ca ‘o porta mmiezo ‘a mano San Martino,
o Santo prutettore d’ ‘e comute”.

Sentenno sti pparole int’ ‘o cerviello
accumminciaie a ffà,mille penziere.
Mo vaco a casa e faccio nu maciello,
pe Ddio, aggia fà correre ‘e pumpiere.

“Ma no… Chi t’ ‘o ffa fà?” (na voce interna
mme suggerette). “Lieve ll’occasione.
‘E ccorne ormai songhe na cosa eterna,
nun c’è che ffà, è ‘a solita canzone.

’0 stesso Adamo steva ‘mparaviso,
eppure donna Eva ll’ha traduto.
‘ncoppa a sti ccorne fatte nu surriso,
ca pure Napulione era cornuto!”.

martedì 5 marzo 2013

Il massaggio rilassante

Il massaggio rilassante calma la mente, stimola e riattiva le funzioni vitali dell’organismo, rinforza il sistema nervoso ed immunitario, migliora la circolazione e la respirazione, favorisce il sonno e diminuisce lo stress. Imparare a fare un massaggio rilassante vuol dire apprendere una serie di tecniche base, e poi migliorare la tecnica acquisita con la pratica, che però richiede la presenza di cavie disposte a "sacrificarsi" in nome della scienza e del progresso.

Ho sempre desiderato avere un minimo di conoscenza sui massaggi, e quello rilassante credo sia il più semplice perchè il meno invasivo, ma poi ... come potrei fare pratica? Non potrei certo auto-massaggiarmi. Ho pensato che potrei usare il blog per mettere un annuncio del tipo:

A.A.A. offresi massaggi rilassanti gratuiti, inclusivi di olii essenziali alla frutta o ai fiori. Gradite persone esperte in grado di valutare la qualità del massaggio eseguito e di suggerire migliorie da apportare. Solo studio altrui.

Dite che potrebbe funzionare? O qualcuno la potrebbe scambiare per una banale tecnica di rimorchio?

lunedì 4 marzo 2013

A Villa Pamphili con Marco

Approfittando della bella giornata di sole, ieri sono uscita con Marco  per  andare finalmente a  respirare un po’ di aria pura a  Villa Pamphili. Dopo una bella corsetta tra i prati ci siamo distesi, un po’ affannati, all’ombra di una quercia secolare, per goderci il tepore  della primavera. Come al solito Marco, pur provato dallo sforzo fisico, ad un certo punto ha cominciato ad accarezzarmi e la cosa, lo confesso, mi era tutt’altro che indifferente, quando all’improvviso nel nostro campo visivo è entrata lei.
Non appena l’ho vista, mille campanelli d’allarme si sono attivati nella mia testa, così mentre Marco fingeva indifferenza, io ho preso ad osservarla con attenzione. Diamine, non era una  che poteva passare inosservata: alta sul metro e settanta,   capelli biondi lunghi molto curati, occhi tra il verde e l’azzurro, un bel seno (maledizione), magra ma non troppo, indossava una polo rosa sopra i pantaloni della tuta neri ed un paio di scarpe da jogging in tinta, trucco leggero ad esaltare il contorno degli occhi. L’ho fissata ma lei ha sostenuto senza problemi il mio sguardo, uno sguardo che voleva palesemente dire “stai lontana da lui!”, nella speranza che anche lui stesse lontano da lei. Ovviamente il mio messaggio non è stato recepito, anzi direi che è stato volutamente ignorato. Lei si è avvicinata a Marco e con una scusa (non sapeva dove fosse una fontanella per abbeverarsi, poverina)  ha attaccato bottone, incurante della mia presenza, anzi  ignorandomi volutamente. E quello stronzo di Marco le ha subito dato spago!

Ad una femmina, lo dovrebbero sapere tutti, potete toccare tutto ma non il suo uomo, così man mano che la conversazione tra loro due proseguiva la mia irritazione saliva di pari passo finchè, quando sono arrivati a scambiarsi i numeri di telefono, non ce l’ho fatta più. Mi sono alzata su tutte e quattro zampe ed ho affondato i miei canini nel suo polpaccio … che soddisfazione vederla  scappare urlante e dolorante, mentre Marco cercava inutilmente di scusarsi, ed io lo guardavo con aria fintamente pentita accucciata ai suoi piedi!

venerdì 1 marzo 2013

La scuola delle mogli

La scuola delle mogli è una commedia di Moliere del 1662 ... scritta quindi 350 anni fa, e se oggi appare quasi una farsa, probabilmente a suo tempo fu vista come una critica crudele della società perbenista.  La storia ruota intorno alla figura di Arnolfo (uno splendido Eros Pagni che giganteggia sul palcoscenico) che è ossessionato dalle corna, e che per questo motivo ha adottato una bimba di 4 anni, e l'ha educata opportunamente nell'ignoranza e nella innocenza per poterla poi sposare senza correre rischi.

"Se una donna è sciocca e poco attraente" - dice lui - "non sarà portata a tradirmi", in questa affermazione criticato da un amico che gli fa presente che se una ragazza è stupida e ignorante, c'è il rischio che tradisca il marito senza neanche rendersene conto, e quindi sarebbero da preferire delle corna consapevoli. E che poi le corna ce le hanno più o meno tutti, e sono molto  più dignitose di tante altre caratteristiche personali.

Per farle sentire meno il peso degli anni, l'ambientazione dell'opera non è quella originale ma la storia è traslata nellaFrancia di inizio '900,  con un interessante apparato scenico che permette, senza soluzione di continuità, di passare dalla casa di Arnolfo alla piazzetta e da lì alla casa di fronte, dove abita appunto la ragazza, Agnese, in attesa del matrimonio.

Le cose, come si può immaginare, con una serie di intrecci che ricordano la commedia degli equivoci, non evolvono come Arnolfo aveva pianificato, Agnese si rivela non così sciocca come lui aveva immaginato, o sperato, e si esce dal teatro, a fine spettacolo, soddisfatti e con la consapevolezza di aver assistito ad una bella prova di attore.

Mentre tornavo a casa, però, un pensiero mi girava per la testa: il fatto che già nel 1662 si criticasse un (potenziale) rapporto tra un uomo maturo ed una ragazza di 30 anni più giovane, vuol dire che devo smetterla di infastidire giovani pulzelle?