lunedì 25 novembre 2013

Non c'è bisogno di dire altro


12 commenti:

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    1. però bisogna ricordarsene ogni giorno, non solo oggi

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  2. prima di arrivare alla morte la violenza è nelle parole e nei gesti...
    sono quelli che vanno fermati

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    1. la campagna infatti è contro la violenza verso le donne, di cui ovviamente il cosiddetto femminicidio è la punta più estrema

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  3. Però c'è discriminazione anche in questo: femminicidio. Come le quote rosa.. se ad un essere umano viene tolta la vita si tratta dello stesso errore.. ma è a monte il problema da risolvere, magari iniziando a non comprare la pistoletta al pupetto e gli orecchini alla pupetta...

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    1. peccato che nelle coppie, o presunte tali, nel 99% dei casi questo errore lo commetta l'uomo. Non puoi negare che esista una violenza di genere, dell'uomo sulla donna, molto più accentuata di quella (che pure talvolta esiste) della donna sull'uomo

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  4. Finchè permane la discriminazione nelle condanne,mi pare "giusto" definire questi omicidi come "diversi",se aiuta a dar loro la giusta importanza in termini di pena. Altrimenti,son d'accordo con te. Per il resto,non è dall'educazione alla differenza di genere che nasce la violenza,ma dall'educare i figli a non saper rispettare e accettare i no,a non crescerli come se tutto è loro dovuto. Senza dimenticare che educano anche e soprattutto le donne,le madri. Quelle che dicono alle figlie come vestire altrimenti "se la vanno a cercare",quelle che per prime perpetuano l'accettazione di forme di violenza subdole come la derisione, l'inferiorità presunta, la differenza al femminile come un minus rispetto al maschio, il rinunciare in nome dell'amore e dedizione alla famiglia all'amore per se stesse. Senza dimenticare,che educano anche i padri, come le madri,soprattutto con l'esempio. Se non si educano le "probabili"future vittime e i "probabili"futuri carnefici,non c'è giornata mondiale o nazionale che serva.

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    1. sempre sintetica :-) ... però condivido!

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    2. non sono d'accordo scusa
      anche i padri educano
      non è tutto sulle spalle delle donne - soprattutto oggi che si lavora in due -
      non solo le madri
      ma anche la scuola e la comitiva di quartiere

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    3. Leggere: infatti ho citato anche i padri. Ma il ruolo delle madri, penso tu lo sappia meglio di me, è assai più incisivo di quello paterno. Non voglio addossare colpe o scaricare tutta la responsabilità alle madri. Ma hanno una maggiore responsabilità nell'educare i figli, di entrambi i sessi. Si educa soprattutto e in primis con l'esempio. Quindi le madri,insegnano a entrambi i sessi che una donna è remissiva,se lo è anche lei, che deve soffrire, se lei soffre e non batte ciglio, che tutto quel che un uomo fa è normale e accettabile,se lei lo accetta. E questo,mi spiace dirlo, anche se si ha il padre migliore del mondo. Poi,ovviamente, la comitiva di quartiere e la scuola hanno la loro influenza. Ma non credo che la scuola possa sopperire alle lacune di una educazione familiare latitante, scarsa o assente. Peggio ancora, oggi, la famiglia non sembra molto ben propensa a collaborare con la scuola,perchè spesso qualsiasi consiglio,suggerimento o tentativo di educare i figli,sembra una ingerenza indebita e bersaglio di aspre critiche quando non di denunce (credimi,ne sento di certe da far accapponare la pelle). I padri son importantissimi. Ma le madri incidono significativamente,come nessun padre riuscirà a fare. Ahimè, le madri di figli maschi spesso peccano dello stesso peccato comune a molte madri, di proteggere i propri figli da "donne di malaffare"così etichettate solo perchè fanno soffrire,ingiustamente sempre, i propri figli. Per non dire altro. Io,potrei essere una madre di questo tipo..L'educazione è compito e responsabilità di tutta la società, ma la famiglia è la base e non può esser sostituita,se non parzialmente. Al di là dell'educazione di genere,ribadisco, il concetto fondamentale che oggi si tende a veicolare sempre meno,è quello del rispetto degli altri,siano essi donne o uomini; il rispetto della libertà altrui,il rispetto dei no,l'accettare che non si è depositari di tutti i diritti. Io combatto con genitori che intimoriti da una psicologia spicciola,han il terrore di causare danni psichici ai figli,se negano loro qualcosa, se non danno loro tutto,anche quel che non meritano. Quando sento di bambini che si arrabbiano perchè qualcuno o qualcosa non è alla loro disposizione, vorrei pensare che sia solo egocentrismo tipico dell'età,ma i fatti mi danno prova che è solo l'anticamera. I giochi violenti, la comunicazione violenta, la frustrazione dei genitori scaricata sotto varie forme sui figli,fanno il resto. Son tutte cose che non giustificano e non spiegano in toto la violenza sulle donne, ma in qualche modo incidono.

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  5. speriamo che serva almeno a sensibilizzare l'animale uomo, ma ci credo poco

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