giovedì 3 ottobre 2013

Sono un egoista

Recentemente mi è stata fatta una domanda molto marzulliana (neologismo da "Marzullo", poco noto conduttore di Mezzanotte e dintorni ed altri programmi simili): 

"Le persone si frequentano per quel che sono ... o per quel che fanno?"

Io ho risposto d'istinto che, per quanto mi riguarda, le persone non le frequento ne' per quello che sono ne' per quello che fanno, ma per quello che (mi) danno. A freddo ho pensato, poi, che come risposta non era molto diplomatica, perché sottintende un obiettivo utilitaristico in ogni frequentazione. Però, per quel che mi riguarda, è la verità. In fondo, sono un egoista!

15 commenti:

  1. ...e forse lo siamo tutti! :)

    Moz-

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    1. per quella che è la mia visione e comprensione della vita, puoi togliere il forse. lo siamo tutti, ma è scomodo ammetterlo :-)

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    2. è assolutamente vero. per molti è difficile rendersene conto.

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    1. o forse solo istintivo ... e un pò stupido (a dirlo)?

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  3. io credo che non saprei rispondere, penso per tutte e 3 le cose insieme o forse più per la prima... he he
    magari imparassi ad essere più egoista
    questo cazzo di karma che deve sempre dare - mi stà rompendo un po'

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    1. evidentemente per te dare é ricevere!

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  4. Egoista? Come tutti. Nel senso buono del termine. Quel che hai detto è giusto. Almeno per me. Cioè,frequento le persone per quel che mi danno. Dove per dare non intendo un fine utilitaristico,quanto prettamente edonistico/piacevole. Una persona che è allegra,la frequento perchè è allegra e il suo esserlo mi dá/trasmette allegria e benessere. Siam tutti egoisti,sotto questo punto di vista. Tant'è che rifuggiamo dalle persone che ci danno dolore o sofferenza. Non lego l'essere al dare,però. Perchè posso avere un male anche da una persona buona. O un bene diverso da quel che vorrei,pur se la persona in sè è tutto quel che vorrei fosse. Quindi,frequento una persona per quel che mi dá/trasmette. E non propriamente per quel che è. Anche perchè quel che è,spesso risente di quel che è la mia proiezione/percezione. A rigor di logica dovrei,al limite,dire "quel che è per me".

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    1. "quel che è per me" a me sembra molto simile a "quel che (mi) dà"

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    2. Simile,nel senso che l'una afferisce l'altra. Ma non son identiche. Entrambe son soggettive,perchè frutto di quel che è una mia proiezione/lettura. Tant'è che la stessa persona puó essere e quindi trasmettere/dare,emozioni,sentori ecc diversi a persone diverse. Un foglio bianco è bianco per tutti. Ma quel che trasmette (es il piacere che sia bianco) puó esser diverso in base a chi vi si rapporta. Che sia un foglio (essere) nessuno puó dubitarne. Quel che trasmette è soggettivo. Per le persone la sola cosa su cui -entro certi limiti- non si puó dubitare è se sia uomo o donna, tutto il resto,compreso cio che è,è soggettivo.

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  5. L'importante è non essere ipocriti!
    E poi cosa intendi per dare?

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    1. dare ovviamente non è inteso in senso materiale. Es.: io posso frequentare una persona perchè trovo piacevole la sua compagnia ... ovvero, mi dà piacere. Oppure perchè trovo stimolante la conversazione con lei ... oppure perchè, condividendo una qualche passione, coltivarla insieme la reputo più gratificante che farlo da solo. Comunque alla fine c'è una convenienza personale che deriva da quello che ricevo, e che seppur correlata a quel che è ed a quel che fa la persona, non ne è una automatica derivazione (scusa la poca chiarezza, ma due ore dal dentista mi hanno affaticato)

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  6. Ciò che dici mi sembra più legato a quel che e' la persona... Se e' allegra,solare,divertente ti trasmette allegria..etc. Il trasmettere mi sembra più appropriato,da' l'idea della condivisione,anche se non voluta..dell'essere ...se dici che frequenti le persone per quel che danno....e' egoistico si! :) io le frequento per quel che sono..ed essendo..trasmettono...a volte anche tristezza, ....ma accetti anche quella se tieni a ciò che e' la persona. Altrimenti sembra un "USA e getta " un po' squallido,scusa

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    1. Non è così semplice, pensavo di averlo detto nella mia risposta a redcats. Se il frequentare una persona mi dà piacere, io la frequento. E non la frequento perchè è felice ma perchè il suo modo di essere ed il suo modo di fare mi danno (complessivamente) qualcosa di positivo. Può anche darsi che sia una persona tristissima, eppure che mi trasmetta emozioni profonde anche con la sua tristezza. Quello che è una persona è una cosa oggettiva, quello che mi trasmette (anzi quello che ricevo) è soggettivo ... e se una persona mi trasmette emozioni negative, che non apprezzo, perchè dovrei frequentarla?
      Egoistico? certo. ma non siamo tutti egoisti?

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  7. Mi sa' che stiamo dicendo la stessa cosa. Ovvio che, se una persona che mi causa 'disagio' ...passamo il termine che non mi viene altro...se mi fa' star male dopo...eh..mica son una che si autoinfligge il male..ho smesso di frequentar persone ,ma per quello che erano.

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