giovedì 23 maggio 2013

Questioni di cuore

Avevo già parlato tempo fa della rubrica di Natalia Aspesi su Il Venerdì di Repubblica. Ci torno prendendo spunto da una lettera pubblicata in uno degli ultimi numeri che provo a sintetizzare, per chi non l'avesse già letta.

"Sono una donna separata, ed ho incontrato una persona che mi ha stravolto in senso positivo non solo la vita ma il mio stesso modo di essere e di guardare il futuro. E' un collega, naturalmente sposato, e fin dall'inizio è stato chiaro che tutto quello che poteva esistere tra noi non sarebbe mai andato a scapito della sua vita "vera". Uso questo termine  perchè per me questa relazione è stata come vivere un sogno. Sono diventata più attenta a me stessa, cercando di piacere non solo a lui ma anche a me stessa ed agli altri: con lui riesco ad essere dolce ed affettuosa, due aggettivi per me sconosciuti. Tutto questo mi ha ridato fiducia nella vita e penso che lui abbia capito che da parte mia non c'è stata solo passione ma anche autentico amore. Lui è gentile, carino, attento e non mi ha mai raccontato storie.

Ora ho deciso di porre fine a tutto questo perchè devo pensare a proteggermi. Mi rendo conto di amarlo molto, ma so che andando avanti potrò solo farmi del male. Con questa storia ho conosciuto il vero amore, ho provato sensazioni bellissime e nuove e sto molto meglio con me stessa. Non tutte le storie di tradimenti sono da buttar via, e pur sentendomi "colpevole" rifarei tutto da capo. Mi perdonino tutte le mogli, sono stata incauta a innamorarmi di un uomo che non sarà mai libero, ma sono felice di averlo incontrato anche se da questa storia esco sconfitta"

La risposta della Aspesi, caustica come suo solito, mette in dubbio che la donna esca veramente felice da questa storia e accusa di cinismo gli uomini che mettono le mani avanti, mentre lei trova più accettabili i mariti che si innamorano di un'altra donna, con cui sinceramente sognano un futuro, e poi rinunciano perchè non ce la fanno a lasciare la famiglia. Perchè se è vero che, sostiene la Aspesi,  procurano più dolore, non avviliscono un rapporto in un recinto troppo stretto.

Ma è davvero meglio, per una persona, sopravvalutare la forza del proprio sentimento, illudersi (e soprattutto illudere)  di cambiare vita per poi tornare mestamente sui propri passi, invece di essere fin dall'inizio consapevole dei propri limiti, e palesarli? Si, lo so, in un mondo ideale una storia del genere non dovrebbe neanche inziare. Ma il nostro non è un mondo ideale.  

28 commenti:

  1. credo che ognuno di noi ha propri limiti,ma non sa quanto siano forti o i loro confini..contorni,finchè non li mette alla prova,non tenta di superarli. Io avevo convinzioni fortissime e limiti anche,tutti gettati alle ortiche.Tornare mestamente sui propri passi..conosco storie così e gli uomini per comoditá spesso non rischiano e preferiscono tenersi la botte piena e la moglie ubriaca..Ma ne conosco anche di quelli che non son tornati sui propri passi. Credo che non si possa generalizzare,ogni storia è a sè.In un mondo ideale l'amore è rosa,dura in eterno,non ha spine,i partner sono sinceri e non cambiano con gli anni,egoisticamente..ma la vita vera è un'altra..Ps:io credo che non si debba sopravvalutare nulla..nè sottovalutare..

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    1. si, puoi aver ragione, ma è difficile essere sempre oggettivi e valutare correttamente quando si è invece coinvolti direttamente.

      Certo, ci si può chiedere se sia possibile scegliere di non innamorarsi, o porre a priroi limiti ad un sentimenti che in teoria limiti non dovrebbe prevedere.

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    2. Parlo con cognizione. So che non si può esser oggettivi e valutare,se si è coinvolti. Uh se lo so. Per questo,ho detto che non posso generalizzare. Ma parlare,al massimo,in prima persona. Scegliere di innamorarsi o meno?Conosci qualcuno che c'è riuscito?Se si potesse scegliere a priori,credimi,mi sarei risparmiata molte sofferenze...Io vivo. E questo implica gioie -finora attimi - e dolori - tanti. Posso provare a chiudermi. E precludermi la felicità,poca residua che mi merito. Ma anche risparmiarmi altro dolore. Scegliere..non è facile. E ognuno è quello che è..purtroppo..

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    3. Si, in fondo non si sceglie di innamorarsi, l'amore (come dice Jorge Amdo) capita. Si può forse scegliere se, come e quanto viverlo ...forse ...

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    4. dipende se sei una persona di "pancia" o di "testa"
      cuore o ragione

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    5. non si è mai, in genere, solo di pancia o solo di testa

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  2. ..ma infatti come si fa a conoscere i propri limiti...se non si va là, fino in fondo, fino alla fine, a toccarli, a constatarli???

    i limiti non si vedono da lontano.
    vivere bisogna, per capire di stare vivendo, per capire quanto coraggio si ha davvero, di vivere !!!

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    1. forse si conoscono i propri limiti teorici, o li si immaginano. E' vero, l'unico modo per verificare un proprio limite è andarci a sbattere contro. Ma non si rischia di farsi troppo male?

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    2. e allora? troppo male è rimanere indifferenti. troppo male è immaginarli, di immaginarne troppi, di limiti. sto parlando di chi è troppo prudente, ovviamente.

      e poi prima del male...ci si fa tanto beeeneee !! ah ah !

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    3. Concordo con nellabrezza!:-)

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    4. io concordo solo in parte. Se il male che si può prevedere è tale da mettere in discussione qualunque bene si possa provare, allora secondo me si stannosfiroando (o superando) limiti che è meglio non superare.

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    5. Male e bene sono in antitesi. Se il male è tale da mettere in discussione il bene,allora il bene non è poi così un gran bene..Anzi. E' il "bene" stesso ad essere un male in sè,per quel che fa presagire...Allora,ha un senso? Per me non essendo un bene ma addirittura un qualcosa da evitare..non ha senso neppure parlare di limiti. Perchè non è un bene e a meno di non essere masochisti votati al martirio,perchè inseguire un qualcosa che non è un bene? Una cosa "bella" che porta del male,non rimane bella a lungo. Se mai bella lo è stata...

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    6. in teoria condivido le tue parole, nella pratica a volte non è possibile predire il futuro, e così ciò che oggi è bene può domani essere foriero del male, e viceversa

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    7. Quindi..ogni scelta può rivelarsi sbagliata. Anche il rinunciare a un qualcosa di bello. Perchè può rivelarsi un male,l'avervi rinunciato. Se è vero,come hai detto,che non è possibile predir nulla con esattezza,allora oggi si potrebbe scegliere di rinunciare a un "bene" che può non rivelarsi un male,perchè non si ha la certezza. Non è detto,infatti,che un bene debba rivelarsi per forza un male e viceversa.Quindi io potrei scegliere di non rinunciare. A priori dovrei rinunciare pensando che possa rivelarsi un male..e se poi,invece,mi sbagliassi?Se non lo vivo non lo saprò mai,non trovi?Quel che s'è lasciato rimane così come lo si è lasciato:un'idea che poteva essere e non è stata.

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    8. E' esattamente quello che intendo dire quando affermo che, nel dubbio, meglio avere un rimorso che un rimpianto!

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  3. Le relazioni con persone già impegnate sono destinate a grande sofferenza. Punto.

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    1. e questa è una grande verità, temo!

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  4. non credo nelle relazioni con persone già impegnate, tuttavia ci sono pur sempre eccezioni alla regola.. e talvolta ho visto coppie bellissime nate proprio dal tradimento!
    Non ci sono regole in amore..
    pensieriviaggioo.blogspot.it

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    1. molto dipende dal tipo di relazione che si instaura. Però è indubbio, anche in accordo con quanto scrive kylie, che come minimo sono complicatissime

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  5. Non ci sono regole ma forse qualche volta è meglio vivere una storia che avere dei rimpianti. Senza aspettarsi niente di più di quello che può dare, sempre che ci si riesca.

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    1. Anche io ho sempre pensato che sia meglio avere dei rimorsi che dei rimpianti. Però mi illudo di essermi comportato, quando mi è capitato, in modo da avere pochi rimorsi, e di dare tutto ciò (poco o tanto) che avevo da dare.

      Il problema si pone soprattutto quando, come mi pare nel caso della lettera, i sentimenti dalle due parti sembrano essere abbastanza squilibrati!

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  6. No, meglio i rimpianti che i rimorsi, sono all'antica!

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    1. Mah ... sai ... in un rapporto c'è sempre il rischio che finsica con dei rimorsi, quidni per essere sicuri bisognerebbe negarsi ogni rapporto. Secondo me si tratta di valutare se scegliere un rimpianto sicuro o rischiare un qualche rimorso. Non sempre la scelta è facile, ma alla fine dipende dalle singole situazioni

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  7. il tuo quesito-domanda è una specie di bomba-boomerang...
    diciamo che gli uomini-donne sposati dovrebbero stare fuori da qualsiasi gioco per ovvi motivi.
    Se poi si innamorano veramente procurano dolore alla famiglia di origine, se decidono di lasciarla o procurano dolore a se stessi se decidono di rimanere nella famiglia, tralasciando i sentimenti.

    Poi ci sono quelli che si divertono e fanno solo sesso, ma non essendoci coinvolgimenti sentimentali, non fanno testo.

    che dire? ... evitare di provare sentimenti che ti fanno sentire acceso dentro, con un fuoco che non sapevi di avere.
    Assolutamente si.

    La vita è una sola ed è meglio viverla fino in fondo.
    Tanto poi nella vita non ti viene risparmiato nulla comunque e quindi tanto vale decidere del proprio destino, nel bene e nel male.

    Il tradimento è un male sempre e comunque perchè fa sempre soffrire qualcuno, ma per bruciarsi bisogna sempre avvicinarsi al fuoco, altrimenti da lontano non si ha la sensazione vera del dolore.

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    1. Si, in un mondo ideale questo non dovrebbe accadere, perchè se provi qualcosa di profondo per qualcun'altro che non è (più) il tuo partner, dovresti seguire il cuore e lasciare il vecchio per il nuovo. Ma la vita ver aè un'altra cosa.

      Però, non vivere qualcosa di bello, rinunciarci facendo leva sulla ragione, può essere ugualmente difficile!

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    2. infatti questo tuo dilemma domanda di per sè è una tragedia esistenziale...come la metti la metti

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    3. si. Quello che si può cercare di fare, quello che io (quando ancora avevo certe velleità) ho cercato di fare, è stato di ridurre i danni collaterali, consapevole che si possono ridurre, ma non annullare.

      E certamente non ci sono sempre riuscito.

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