lunedì 20 maggio 2013

Io non capisco le donne

E questo, dirà qualcuno, non è una novità. Io non ho mai capito le donne e temo mai le capirò, nel bene e nel male. Ciononostante, non mi riferisco, per una volta, alle mie ormai remote  (dis)avventure personali, ma ad uno dei tanti, troppi fatti di cronaca riportati sui giornali. La storia della ventenne Rosaria Aprea di Macerata Campania, ancora ricoverata in prognosi riservata per le botte ricevute dal suo convivente di 27 anni, Antonio.

Sottoposta a due interventi chirurgici ed all'asportazione della milza dopo i calci ed i pugni ricevuti da colui che è anche il padre del suo bambino di 1 anno, Rosaria ha dichiarato (almeno così risulta dai vari giornali  nazionali) di voler ritirare la denuncia penale nei confronti del compagno, che gli manca tanto, lo ama da morire (e non è detto che prima o poi non ci riesca), che sta male al pensiero di lui rinchiuso un una cella (lui che già in passato l'aveva picchiata, lui con precedenti  e denunce per lesioni personali, ingiuria, violenza privata e violazione di domicilio) e che non vede l'ora di stare insieme a lui ed al loro figlio, perchè è certa che si è pentito, che la ama e che non voleva farle male.

Ecco, in questo caso, scusate la brutalità, io propendo per un bel TSO ed un affidamento definitivo del figlio ai servizi sociali.

Considerazione aggiunta il 21 maggio: nella notte mi è venuto un gran dubbio, che rimarrà irrimediabilmente irrisolto ma che mi fa stare ancora peggio. E se invece di amore si trattasse di paura?

24 commenti:

  1. sono totalmente d'accordo, per il figlio.

    non conosco donne così. non so che dire. si vede che le piace essere maltrattata. del resto ci sono donne che si fanno torturare, sia fisicamente che moralmente. donne che si fanno sfruttare, che si mettono a fare le prostitute per un uomo, che accettano di farsi fare cose che non vogliono... è un mondo difficile da capire.

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  2. difficile? direi impossibile :-(

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  3. poi tu cosa vuoi capire se "non ami" come mi hai spiegato pocanzi ?

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  4. cosa c'entra, il non amare non implica in non capire dell'amore, anzi ... forse vuol dire capirne troppo!

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  5. Questo non è amore, è un rapporto malato. Una sorta di sindrome di Stoccolma, forse. E la cosa che più mi dispiace è la sorte di quel povero bambino...

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  6. Sì, anche per me un TSO. Non puoi fare discorsi del genere. Ma quale amore?

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  7. Questa è dipendenza.. è malattia! Ma ci rendiamo conto?
    Ahimè.. devo ammettere che molte donne sono succubi dell'uomo cui si sono legate. Non riescono a riprendere possesso della loro vita, non riescono a camminare sulle proprie gambe.
    Bel post!
    pensierinviaggioo.blogspot.it

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    1. e se fosse, come invece mi è venuto in mente questa notte, che sono state fatte minacce a lei ed alla sua famiglia? c'è da pensarci, perchè il tutto rasenta l'assurdo.

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  8. Boh! Non mi sento di "giudicare" i sentimenti. Ho capito che non esiste una classificazione standard, che ognuno ama in maniera diversa, come può, come e' stato abituato a vedere l'amore, come gli hanno insegnato ad amare.....Puoi dire , caro Old, che la tua maniera di amare una donna e' la maniera giusta....? Ci sono amori distruttivi, amori ossessionati...amori romantici , amori immaginati, amori mai consumati....devo continuare? :) ..tanto lo so che mo' questo post verrà pubblicamente smontato dalla tua logica :P

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    1. si, va bene, ma amori autoditruttivi no ... mi picchia perchè mi ama è qualcosa che no ha senso, c'è poco da fare. Va bene fare sacrifici, ma esistono dei limiti. Vero che ognuno ama come sa e deve essere libero di amare come meglio crede, ma la sua libertà finisce dove inzia la libertà altrui

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  9. Eh..però. , ciò. Non toglie che non ammetto che si torni dal carnefice! Lo si può. Continuate ad amare a distanza senza rischiare la vita! :)

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  10. Ma che non lo hai letto ? Il Boh! E' contro il femminicidio. !

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    1. si lo so !!!so leggere ... più o meno :-)

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  11. paura che quando esce -tra poco, pochissimo, ci scommetti?- la riempia di botte?
    e cosa cambierebbe, visto che già le prende?

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    1. sai, può non essere solo paura per se stessa, ma per il figlio, per i genitori, per gli affetti più stretti. E' solo una ipotesi ovviamente, ma ... :-(

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  12. è una forma di amore e noi non siamo nessuno per non accettarla... la violenza è il meccanismo è quel qualcosa che lo rende diverso e amato ai suoi occhi... Ovvio che prima o poi morirà e pagherà con la vita questo amore malato, da entrambi i lati.
    Ma intanto si vivono così
    Il mondo è vario... come l'amore, il sesso e l'amicizia.

    Anche se sono inorridita letteralmente da questa storia è impossibile non credere a quelle parole.
    A lei và bene così. Amen

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    1. no, esistono dei limiti, per me è molto difficile invece credere che quelle parole siano spontanee

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  13. ahimè il tso è solo una misura di contenimento. Mi spiace per il bambino che spero vivamente non venga mai picchiato. Proprio per il suo bene la madre dovrebbe pensare diversamente..ma non è questione di pensare..è amore patologico,dipendenza,bisogno così forte che perfino le botte vengono concepite,nell'assurda quanto incomprensibile mente una attenzione. Se non gli importasse non si arrabbierebbe se faccio questo o quello..ecc. Di storie così purtroppo ce ne sono tante. Alle volte la violenza è psicologica..ma il risultato è lo stesso..annichilire l'altra persona. Non toglierei la madre al bambino..ma limiterei la sua potestá..ammesso che possa servire a lei..
    ps:old..tu non capirai mai le donne?Fá appello alla tua femminilitá..suvvia..:-)

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    1. la mia femminilità? quella non capisce neanche se stessa :-(

      Anche il mio primo pensiero è stato per il bambino. Anche se non fosse oggetto di violenza fisica, credo che il solo vivere in quell'ambiente ed assistere a certi comportamenti sia, verso di lui, una violenza inaccettabile!

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    2. uhhh ma allora stai messo proprio bene Old caro...beh dai..ti rimane sempre la parte maschile con cui consolarti,no?:-)
      I bambini,purtroppo,interiorizzano quello che vivono.Ogni bambino reagisce a modo suo. Ho conosciuto bambini che a 11 anni sapevano impugnare un fucile e far la guerra,uccidere perfino,e bambini anoressici per gli abusi psicologici dall'aver assistito a violenze domestiche.Di certo,la violenza,psicologica o fisica che sia,non fa mai bene.E se fossi sua madre penserei a lui. Certo è che in Italia la legge non tutela molto le donne che denunciano i propri carnefici..ne abbiamo di notizie ahimè.Ma magari rivolgersi a un centro antiviolenza potrebbe essere un primo passo.Non una soluzione,ma un passo..

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    3. infatti ... il punto è che non sarebbe una soluzione temo ...

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