lunedì 25 febbraio 2013

Qui e ora

Mattia Torre è un artista poliedrico, attore, sceneggiatore (ricordate la serie televisa Boris?)  e scrittore teatrale, ed è l'autore di questa commedia portata alle scena da un duo d'eccezione, Valerio Mastrandrea e Valerio Aprea. E' un attimo unico, in scena all'Ambra Jovinelli fino a domenica 3 marzo (se potete non perdetevelo), che racconta dello scontro (letterale) tra due scooter e delle successive interazioni tra i due guidatori usciti vivi, ma malconci, dall'incidente.


Due mondi molto diversi, quello di un disoccupato che cerca di barcamenarsi in qualche modo per non affondare nel mare della vita e quello di un fascinoso conduttore radiofonico di discreto successo che si autodefinisce "chef motivazionale".

In un confronto che parte sornione ma poi cresce mostrando i peggiori aspetti dell'animo umano, i due si confrontano senza esclusione di colpi fino ad una rivelazione, ed un successivo epilogo (che ovviamente mi guardo bene dal rivelare) permeato di macrabra ironia.

Nel mezzo, una serie di battute di "humor noir" impressionanti, oltre ad una critica per niente velata della attuale tendenza modaiola in campo enogastronomico, come quando parlando di un vino lo si descrive come

"giallo paglierino, timido ma saccente, con una vena minerale tipo Santiago, sentore di more e nota finale di crosta di pane"

o quando ad una ascoltatrice (Clarissa)  che chiede se, nelle orecchiette con i broccoli, gli stessi vadano cotti insieme o se aggiunti già lessati, si risponde:

"Non ti rispondo neanche, voglio che tu lasci quella cucina ora. Prendi il fiato, Apri le finestre, cerca il sole, Clarissa, cercati. Piaciti. Piaciti. Senti. Tutto è più importante di quello che stavi facendo. Clarissa, senti il tuo corpo, la sua corruttibilità. Iniziamo a sentirlo, ok clarissa? Senti I nervi, il sangue le vene, il tuo corpo è una festa immensa, Clarissa. Sperimentalo, ok? i suoi segreti febbrili, l’indecenza di cui è capace, usa la pancia, Clarissa, non la testa. Amati, cercati, sentiti, piaciti, trovati, Clarissa, sbrigati".

Per non parlare di uno stupendo monologo sulla rucola, che termina con il seguente epitaffio:

Rucola.
Sono vent’anni che dura l’equivoco
Basta.
Rucola,
qui e ora,
Tu,
Muori"

6 commenti:

  1. leggo solo l'incipit del tuo post, perchè spero di riuscire ad andarci. a me valerio mastandrea me fà morì!! ora cerco di organizzarmi ! l'avevo notato già questo spettacolo, tra i papabili...grazie della segnalazione.

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    1. Tanto di fatto nel post, a parte le citazioni che però sono fuori contesto, non svelo niente di particolare.

      Se riesci vacci!

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  2. ma che fico...deve essere "da non perdere"... grazie

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    1. difficilmente mi sbilancio, ma lo spettacolo è veramente divertente ma in maniera "intelligente"

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    2. grazie per il consiglio... sono andata a vederlo ieri sera con ele... riso amaro

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    3. contento vi sia piaciuto ... certo, si ride ma si è anceh costretti a pensare. Però non è detto che sia un male, no?

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