mercoledì 13 febbraio 2013

La merda

Immaginatevi un palcoscenico vuoto, con al centro un trespolo, sul quale si trova appollaiata una donna, completamente nuda (ed il nudo è simbolico) ed in cinta (questo è meno simbolico, è capitato ma, come ci dice Silvia Gallerano mentre ci accomodiamo sulle poltrone del teatro, non è contagioso).

Inizia così il monologo scritto da Cristian Ceresoli per la sua compagna, pluripremiato in vari festival europei,  che parla della  nostra società e dei liquami che ci obbliga ad ingerire ogni giorno. La storia cruda di una ragazza che vuole emergere nella vita  e nel campo dello spettacolo, una ragazza forse un pò ingenua, addirittura sempliciotta, ma che riesce a denunciare l'assenza di valori generata dalla frenesia di apparire. Lo fa raccontando una serie di episodi vissuti in cui ha dovuto ingurgitare boccono amari, puzzolenti fino ad esplodere, uscendone finalmente libera e se stessa.

Mi rendo conto di non essere risucito a descrivere lo spettacolo in maniera corretta, ma credo che sia uno di quegli spettacoli che si può solo vedere, ma non raccontare, troppo legato alla prestazione dell'artista, al suo intepretare in pieno il personaggio anche con passaggi "politicamente scorretti" come quello relativo alla interazione con il compagno di scuola disabile mentale. Monologo un pò troppo duro, in certi passaggi, ma di grande impatto complessivo. Si esce pensando alla porzione di merda che ognuno di noi, chi più chi meno, è stato costretto a mangiare nel tempo, ed ai modi ed ai tempi in cui ce ne si è liberati. A meno che quella sia ancora dentro di noi.

10 commenti:

  1. è sempre stato così. chi vuole emergere, in politica come nello spettacolo, sa che deve mangiarne tanta.
    poi una volta insediato/a la farà mangiare agli altri che non sono ancora emersi.
    non è così che va il mondo ?
    tutti lì con la lingua di fuori a mangiare la m. dei potenti, dei ricchi.
    nella speranza di diventarlo a loro volta e vedere gli altri con la lingua di fuori mangiare la loro...per vendetta magari.

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    1. si così va il mondo :-(

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    2. vabbè ma ci sarà stato qualcosaltro che ti ha colpito in questo spettacolo, spero ?

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    3. La cosa particolare dello spettacolo è l'attrice, che ha una mimica incredibile ed anche una gamma di tonalità notevole che le consente di "interpretare" più ruoli contemporaneamente.

      Il limite se vuoi è che il monologo, pur essendo molto duro, in fondo è abbastanza classico

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  2. non è la scoperta dell'acqua calda... ma si sà. Così và il mondo del potere e dei soldi.
    In un certo senso ho pensato spesso che i cani sono più realisti di noi. Niente maschere o falsità. Quando si conoscono si odorano il culo così sanno da subito che tipo di merda sei...
    mi sembra giusto no?!!

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    1. si sa che gli animali sono più sinceri degli uomini :-(. Il monologo (non so se era chiaro) parla del percorso della protagonista fino ad avere consapevolezza del suo percorso e (non tanto ovviamente) rifiutarlo per ricominciare a vivere

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    2. cioè smettere di voler emergere ? e come ha ricominciato ?

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    3. devo correggermi ... la protagonista denuncia, si ribella, ma non mi è chiaro se alla fine, avendo ottenuta la parte che desiderava, la usa come modo per uscire dalla "merda" o semplicemente accetta il meccanismo in maniera più consapevole. Io ovviamente propenderei per un "lieto fine", ma il finale è ambiguo si questo

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  3. Nello spettacolo e nella vita capita in effetti un po' a tutti.

    Bacio e buon giovedì!

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    1. nello mondo dello spettacolo fors eun pò di più (ma solo un pò) che nel resto del mondo

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