giovedì 24 gennaio 2013

Felicità e tristezza

Tempo fa, pensando ad una determinata situazione personale, ho sentito dentro di me due sentimenti del tutto contrastanti legati alla stessa situazione: felicità e tristezza, appunto. E mi sono chiesto come fosse possibile che due opposti potessero coesistere nella stessa situazione.

In realtà, se ci si ragiona, non è poi così strano nè inusuale, è come la storia del bicchiere mezzo pieno  o mezzo vuoto. Il bicchiere è lì, riempito a metà, e l'ottimista lo giudica mezzo pieno, apprezzando ciò che c'è, mentre il pessimista lo giudica mezzo vuoto, rimpiangendo ciò che manca. Il realista considera ciò che c'è (e questo comporta la felicità per qualcosa che si ha, o che si vive) ma anche ciò che manca (e questo porta alla tristezza per quello che non si è riusciti ad avere, o a vivere), soprattutto se il riempimento del bicchiere dipende dalle proprie azioni, e se  si vorrebbe tanto che il bicchiere fosse completamente pieno, ma si è consapevoli che l'essere in grado di riempirlo si scontra con il non poterlo fare (e qui apprezzo l'inglese che mette a disposizione due verbo, may e can, che esprimono due diversi significati dell'italiano "potere")

Poi la tristezza riesco anche a metterla da parte, per assaporare il più possibile la felicità ... a metterla da parte, non a cacciarla via, però!

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