martedì 31 dicembre 2013

Gli uomini non cambiano

Dove, quando scrivo "uomini", intendo il genere umano senza distinzione di sesso. Leggo un po' ovunque di propositi di cambiamento (di se stessi) e di speranze di cambiamento (degli altri). Se è giusto, ed umano, credere in un domani migliore, penso sia invece diabolico sperare nei miracoli, nella bacchetta magica che cambi, dall'oggi al domani, la nostra vita. Anche perchè noi siamo oggi il frutto di un percorso di 20, 30, 40 o più anni che non si può cancellare all'improvviso. 

Ricordo che anni fa una persona mi disse: "a volte per costruire è necessario distruggere, perchè un muro storto non si può raddrizzare", ma la nostra vita non è un muro che si può distruggere impunemente, neanche se il fine fosse ricostruirla in meglio. Semplicemente non si può. E allora faccio mie le parole di una famosa scrittrice (vado a memoria) : il nostro più grande errore è cercare di destare in ciascuno (noi stessi o gli altri) quelle qualità che non possiede, invece di coltivare quelle che ha.

lunedì 30 dicembre 2013

Errare è umano, perseverare ...

Non ho festeggiato il natale, e non festeggerò il capodanno (bè ... quasi, perchè domani sera prevedo di andare a vedere uno spettacolo, ma alle 24 sarò sicuramente a letto, niente brindisi, niente lenticchie, niente biancheria intima ... rossa), però anche quest'anno sono andato all'auditorium per il più folle dei concerti natalizi: Cartoon Heroes.


Insomma, immaginatevi una sala da concerto (la sala Petrassi nello specifico) praticamente riempita in ogni ordine di posti, per lo più da 30-40 enni (in effetti io ero fuori target, ma pazienza) con figli al seguito, che cantano in coro le sigle dei cartoni giapponesi anni '80 (i 30-40 enni, perchè i bambini non le conoscono e dopo un po' si annoiano) insieme ad artisti dei Raggi Fotonici o dei Rocking Horses, mentre alle loro spalle sfilano i personaggi della saga di Guerre Stellari   della 501 Italican Garrison (esiste, e se non ci credete guardate qui  http://www.501italica.com/ ).

Due ore che volano in compagnia de Il mago Pancione, Mimì (pallavolo) e Pat (baseball) e ovviamente di Mazinga, Goldarake ed Ufo Robot.

venerdì 27 dicembre 2013

Babbo Natale

Babbo Natale, si sa, non esiste (e vi prego, se non lo sapevate, non guardatemi ora con gli occhi sgranati ... era ora che qualcuno ve lo dicesse).

Però, finchè si può, finchè si è bambini, è bello pensare invece che Babbo Natale esiste. Ed allora, pur senza ricorrere a travestimenti improbabili, io ho deciso che finchè sarà possibile non disilluderò nessun bambino, perchè è importante anche poter sognare, e prima o poi (spesso più prima che poi) ci pensa la vita a portarci via molte delle nostre fantasie, dei nostri sogni, delle nostre illusioni

mercoledì 25 dicembre 2013

Silent Night

Non festeggio il Natale e non amo i pranzi con parenti che poi non ti fili (e non ti filano) per il resto dell'anno, o la frasi del tipo "a natale siamo tutti più buoni", mentre bisognerebbe essere più buoni sempre. Quindi niente auguri neanche sul blog. Però una canzone in tema, che spero lasci almeno un retrogusto amaro ed inviti a pensare, ve la regalo ugualmente.



martedì 24 dicembre 2013

Regali

Chi mi conosce sa che non amo il Natale, non amo l'obbligo di fare festa e di fare i regali, per cui non ne faccio (fanno eccezione i bambini, ma per loro è giusto celebrare ogni festa possibile, avranno tempo per le preoccupazioni). I miei amici lo sanno, e non si aspettano regali ne', giustamente, me ne fanno. Con qualche eccezione più o meno giustificata.

Quest'anno, tra i (fortunatamente) pochi, pochissimi regali ricevuti, c'è un libro che ho molto apprezzato e che consiglio vivamente, anche se può sembrare l'ennesimo manuale pratico che poi tanto pratico non è.  Resta la domanda di fondo: ci sarà un messaggio subliminale dietro al fatto che, tra i tanti libri, mi abbiano regalato proprio questo?

Comunque, con il rischio di essere citato per plagio, vi riporto qui l'introduzione (oddio, forse era meglio se scrivevo "la prefazione") del libro in questione: 

"Perché dedicare un manuale a uno degli argomenti più trattati, conosciuti e indagati della storia dell’umanità? La risposta è semplice: perché nonostante ciò, LEI continua a restare per molti, e molte, una sorta di alieno, un oggetto non identificato di cui si parla tanto e di cui, in realtà, non si sa mai abbastanza. 

LEI è l’origine del mondo, la madre di tutte le madri, la causa di ogni cosa, insomma, dopo aver capito LEI tutto il resto diventa un’ovvietà. Purtroppo, ancora oggi, nonostante la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e l’inarrestabile invasione di LEI che spuntano da ogni dove, sull'argomento circolano molte imprecisioni e drammatici luoghi comuni. 

Prima o poi una LEI vi guarderà sconcertata e penserà: ‘Ma questo il libretto delle istruzioni lo avrà mai letto?’ E voi starete lì, ignari, ingenui, pensando di averla stupita con chissà quali effetti speciali, mentre lei non sa da che parte cominciare per spiegarvi che un clitoride non è un insetto della foresta amazzonica e nemmeno una farfalla subtropicale, ma è la principale fonte del suo piacere, a condizione che venga trattato in maniera consona e opportuna. Ed è a questo punto che il nostro manuale si rivelerà l’aiuto più prezioso che possiate avere perché, passo dopo passo, vi guideremo alla scoperta di LEI, vi insegneremo il suo funzionamento e, non ultima, la sua manutenzione, perché a differenza degli elettrodomestici, delle automobili e di tutto quello di cui siete normalmente abituati a servirvi, LEI con l’uso non si deteriora, ma migliora."


lunedì 23 dicembre 2013

Un'emozione

Correva l'anno 1973, ed io scoprivo il teatro di Giorgio Gaber. Testi e canzoni impegnate, che invitavano a riflettere sulla realtà  che ci circonda, sulle nostre contraddizioni, sulle debolezze umane. Fra le tante me ne viene spesso in mente una, che allora devo dire non capivo più di tanto (ero giovane ... perchè anche io sono stato giovane) tanto mi sembrava assurda.

Di quella canzone mi colpiva soprattutto il ritornello, ripreso nella parte finale, che qui riporto:



Un'emozione non so che cosa sia
ma ho imparato che va buttata via
Dolce prudenza, ti prego, resta ancora con me
da tanto tempo non soffro grazie a te

e che ovviamente non condivido, anche se ne riconosco la fondatezza. Le emozioni sono pericolose, e possono far soffrire, ma una emozione (e qui si parla di emozioni positive) non andrebbe mai buttata via, perchè le emozioni non tornano. Se ne possono vivere altre, nuove, forse anche migliori, ma quelle perse sono perse. E perderle è un grande peccato, anche se il pericolo di doverle pagare, ed a caro prezzo, è sempre dietro l'angolo. 

Io credo che quando non avrò più voglia di vivere una emozione, quando diventerò troppo prudente, vorrà dire che sarò morto.

venerdì 20 dicembre 2013

Pensate se in Italia

... il rappresentante (o la rappresentante) del Presidente della Repubblica (ma anche del Presidente del Consiglio) alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Sichi (Russia) fosse un ex-atleta dichiaratamente gay, che messaggio forte contro l'omofobia e le leggi omofobiche approvate da Putin si darebbe. 

Come fanno gli Stati Uniti, che saranno rappresentati dalla campionessa di tennis (e lesbica dichiarata) Billie Jean King (ed alla cerimonia di chiusura a rappresentare gli Stati Uniti sarà Caitlin Cahow, giocatrice di hockey su ghiaccio e olimpionica, anche lei lesbica). Ma, ora che ci penso, in Italia non esistono atleti, o ex atleti, gay (o almeno ... dichiaratamente gay).

Diamine, abbiamo perso una occasione!

giovedì 19 dicembre 2013

La Banda Sacco

A me Andrea Camilleri piace, piace il modo con cui racconta le storie, e non tanto con i libri del Commissario Montalbano (che come spesso accade alla lunga hanno risentito della serialità e degli stereotipi dei vari protagonisti) ma in quelli un po' fantastici, tra sogno e realtà, ambientati nella Sicilia del passato, in cui  lo scrittore evidentemente riesce ad esprimersi senza dover tener conto dei vincoli che lui stesso a creato. Uno per tutti La rivoluzione della luna pubblicato lo scorso anno.

Quindi mi aspettavo molto, forse troppo, dal suo ultimo libro dedicato ad una storia di brigantaggio e mafia di un secolo fa, e ne sono rimasto un po' deluso. Perchè, come già era capitato in Una strage dimenticata, il libro questo è un "istant book" uscito con qualche decina di anni di ritardo. Interessante, per carità, perchè racconta la storia (vera) di una famiglia che, da onesta, è costretta a diventare fuorilegge per difendersi dalla mafia e dalla incapacità del potere costituito di far rispettare le leggi. Una storia antica ma attuale, perchè basta guardarsi intorno per rendersi conto che, mutatis mutandis, non è qualcosa che caratterizza la sola Sicilia, nè i soli tempi antichi, purtroppo. Ed è   forse proprio la necessità di aderire alla realtà che rende a mio avviso il romanzo meno godibile per il lettore comune; la esistenza di una trama già scritta che per quanto romanzata e caratterizzata dalle capacità affabulatorie dell'autore, gli impedisce di raggiungere la qualità cui ci ha troppo spesso abituati. In definitiva, un Camilleri in tono minore, ma che vale comunque la pena di leggere

mercoledì 18 dicembre 2013

Prapatapumpapumpapà

Moni Ovadia è un artista poliedrico, raffinato e vigoroso, protagonista di iniziative sempre interessanti. Ed interessante è stato questo spettacolo in cui si racconta la storia (e la parabola) di Matteo Salvatore, compositore e cantante pugliese che ebbe un certo successo a cavallo tra gli anni '50 e '60 per poi cadere nel dimenticatoio con l'esplosione del beat e del pop.

Usando appunto le canzoni di Salvatore come filo conduttore, Ovadia racconta un dopoguerra di fame e di stenti (una sorella di Salvatore morì giovanissima per denutrizione), di violenza e soprusi, ma anche di giochi semplici e autentici.

Ad affiancarlo sul palcoscenico, anzi quasi a fargli ombra con la sua presenza scenica, una violinista e cantante eccezionale, Her (al secolo Erma Pia Castriota) con una voce, una grinta ed una sensibilità che da sola vale il biglietto.

Proprio un bello spettacolo.


Passare

... da stronzo a scemo secondo voi può essere considerato un passo avanti?

martedì 17 dicembre 2013

Sazietà

Quando si ha fame si mangia, e  dopo un po' (o dopo tanto) si comincia sentire un senso di sazietà. A quel punto posso anche continuare a mangiare per golosità, se davanti ho una qualche pietanza di cui sono particolarmente goloso, ma prima o poi, anche davanti alla migliore leccornia del mondo, il mio stomaco dice basta, e per un po' questo bisogno primario risulterà soddisfatto. Per molti di questi bisogni, in effetti, esiste un livello di saturazione oltre il quale è difficile riuscire ad andare. Per molti, ma non per tutti.

Stavo pensando, l'altro giorno, che ci sono bisogni che seppur  soddisfatti non si attutiscono, ma restano inalterati, come se fosse impossibile appagarli del tutto. Ora per esempio, nonostante l'abbia fatto da poco, avrei una voglia matta di ...

lunedì 16 dicembre 2013

Il Bagno Turco

Angela scende al capolinea del tram e si guarda intorno, un sorriso compare sulle sue labbra quando scorge Marco che la fissa ad una decina di metri di distanza. Venirsi incontro e stringersi in un forte abbraccio, in questo freddo pomeriggio autunnale, risulta automatico.

“Allora, dove andiamo ?” gli chiede lei 
“Aspetta e vedrai!” Risponde lui con un sorriso sornione. 

Poi la prende per mano e la guida per i vicoli del centro storico, fino ad arrivare di fronte ad un vecchio palazzo sulla cui facciata si apre una porta a vetri. Una volta entrati, Marco sbriga tutte le pratiche, poi consegna ad Angela una busta e le dice, sempre sorridendo davanti allo sguardo perplesso di lei: “Dunque, qui dentro c’è il costume da bagno (quello che avevi lasciato a casa mia questa estate) e le ciabattine, nello spogliatoio trovi l’asciugamano, ti cambi e mi aspetti all’uscita dall’altra parte. Io farò la stessa cosa nello spogliatoio dei maschi. Ci vediamo tra pochi minuti.” 

Marco si avvia velocemente verso la porta con su l’immagine di un uomo, ha fretta di cambiarsi per riuscire ad accogliere Angela quando lei sarà pronta. Nello spogliatoio si toglie i vestiti che ripone ordinatamente in un armadietto, indossa il suo costume e le ciabatte da piscina, avvolge il corpo seminudo in un ampio asciugamano e si avvia nel locale comune. Passano pochi secondi e compare Angela, ancora un po’ frastornata ma intrigata. 

“Insomma alla fine sei riuscito, con un po’ di inganno, a portarmici, in un hammam” dice lei

“Beh, te lo avevo promesso, no?” ribatte lui, poi la prende per mano e la guida giù per la scalinata che porta al bagno turco. 

Il locale è deserto, c’è un solo cliente che sta andando via, così Marco ed Angela si dirigono verso il tepidarum, dispongono gli asciugamani su un ripiano di marmo e, dopo essersi bagnati il corpo, prendono la pasta-sapone all’olio d’oliva da spalmarsi per rendere la pelle più morbida e luminosa. La regola vorrebbe che ognuno badasse al proprio corpo, ma non c’è nessuno, così quel momento è una ottima occasione per accarezzarsi reciprocamente, con dei lunghi, dolci massaggi. Le mani corrono sulle spalle, sui fianci, sulle cosce, fino ad arrivare ai piedi, con dei movimenti che sono per entrambi piacevoli, emozionanti, sensuali. E poi si stendono, uno affianco all’altro, tenendosi per mano in silenzio, mentre il calore dell’ambiente comincia a dilatare i pori ed attiva la sudorazione. Il rito dell’hammam si svolge secondo le regole, brevi soggiorni ai 45° del calidarium alternati da periodi di riposo nel tepidarum, i cui 36° sono un sollievo ogni volta che si esce, poi uno scrub, al termine del quale, dopo una doccia che lava via tutte le impurità emerse, la coppia si ritrova nel frigidarium, una vasca di acqua a 28° che però a quel punto sembra gelida. 

Si immergono entrambi, fino ai fianchi, e finalmente possono abbracciarsi di nuovo per darsi conforto e calore. I corpi ormai tonificati reagiscono immediatamente, e l’abbraccio diventa sempre più intenso, arricchito da baci e carezze sulla pelle morbida 

“Sei bellissima” le dice lui “ma in effetti lo sei sempre” 

Lei sorride cercando di schernirsi, poi si stringe ancor di più a lui, abbracciandolo forte. Restando immerso dell’acqua, Marco si siede su uno degli scalini, e fa accomodare Angela sulle sue ginocchia, continuando ad accarezzarle ed a baciarle il corpo. Non sono arrivati altri clienti, il personale si è ritirato nella sua stanzetta e la piscina è defilata rispetto al resto dell’hammam. La situazione è troppo invitante per non approfittarne, e così le carezze di Marco si fanno sempre più insistenti, la sua mano scende fino a raggiungere il pube di Angela. 

“No ti prego” gli dice la ragazza in tono poco convinto. 

Marco la guarda, sorride, ma non smette con le sue carezze, mentre osserva il viso di Angela rilassato, anzi fa scivolare l’indice sotto il bordo del costume, e comincia a stuzzicarle il clitoride. Angela chiude gli occhi e reclina la testa all’indietro, lasciando che il braccio destro di Marco le tenga il corpo semisdraiato mentre assapora il piacere che quel dito malandrino sta generando con i suoi movimenti. Sotto il pelo dell’acqua la mano del ragazzo si muove lentamente, ed il dito penetra poco alla volta nel corpo di Angela, dalla cui bocca semiaperta cominciano ad uscire gemiti di piacere. Nella mente della ragazza non esiste più niente, neanche il remoto pensiero che qualcuno potrebbe arrivare, vuole solo che Marco non si fermi, che quel dito continui a darle piacere. Il suo respiro si fa più affannoso … Marco osserva quel viso, apprezza il piacere che ne traspare, lo vive come proprio, e continua a muovere la sua mano cercando di cogliere ogni reazione alle sue carezze. 

“Sto per godere” gli sussurra ad un certo punto Angela “ti prego non ti fermare” 

"Non ne ho la minima intenzione" vorrebbe rispondere il ragazzo, ma resta in silenzio e continua il suo massaggio, senza modificare il ritmo della sua azione, poi un gemito sommesso e dei piccoli spasmi del corpo della ragazza gli confermano che ha raggiunto l’orgasmo. Allora delicatamente ritrae la mano, poi stringe nuovamente  Angela in un lungo, interminabile, tenero abbraccio.

giovedì 12 dicembre 2013

Sei uno stronzo!

E' quello che mi hanno detto poco fa. Ora devo solo capire se era un complimento ...

mercoledì 11 dicembre 2013

Per favore stai zitta!


Bella sei bella, o almeno così a me pari, ed hai lo sguardo giusto, l'abbigliamento giusto, il fisico giusto. E cerchi esattamente ciò che, specularmente, cerco io. Tutto perfetto, quindi, tutto combacia, però ... per favore stai zitta, che quando parli, con la tua terribile inflessione dialettale, con i verbi sempre declinati nei  tempi sbagliati (ma te l'hanno insegnata la differenza tra congiuntivo e condizionale?) mi passa qualunque voglia.

E ti prego, se proprio devi scrivere, ricordati che non hai più 15 anni, e che solo a quella età è ancora permesso di violentare la lingua italiana abusando di "k" e di sigle non previste dal vocabolario italiano Zanichelli! 

venerdì 6 dicembre 2013

Fine settimana

Siamo a venerdì e questa settimana ho latitato più del solito sul web, sia in questo blog che in quelli che amo leggere, ma il tempo è stato particolarmente tiranno. Prima di ritirarmi per il fine settimana, in cui non mi riposerò anche se ne avrei bisogno (perchè alla mia età  non si può andare sempre a dormire tardissimo se poi la sveglia suona inesorabilmente alle 06:30 del mattino). vorrei fare una riflessione sulla legge sulla prostituzione che sta compiendo il proprio iter in francia. Legge che da una parte depenalizza la prostituzione (che invece è attualmente reato, in Francia)  e dall'altra mira a combatterla prevedendo multe anche salate per i clienti.

Da quello che so, detta legge si ispira ad un modello scandinavo (Svezia, Norvegia e Islanda hanno leggi che prevedono anche la prigione, per chi frequenta una prostituta), la cui validità è tutt'ora oggetto di aspre dispute. 

Io credo che il proibizionismo alla fine non sia mai pagante, che non è con una legge che si può combattere la prostituzione, e che inoltre la libertà individuale andrebbe garantita  a tutti, anche a chi decide di vendere liberamente il proprio corpo. Ma so altrettanto bene che molte delle giovani (e giovanissime) straniere  che si vedono ai bordi di alcune strade romane non hanno fatto una scelta libera. Insomma, il rimedio è migliore o peggiore del male?  

lunedì 2 dicembre 2013

AIDS

Ieri era la giornata mondiale per la lotta all'AIDS. Molto si è fatto in questi anni per combattere la malattia, e per fortuna ora esistono farmaci che bloccano la malattia rendendola cronica e permettendo ai malati di condurre una vita pressochè normale.

Questo però non vuol dire che la guerra è vinta, che bisogna abbassare la guardia. Troppa gente continua a contrarre il virus, troppa gente contrae il virus con comportamenti a rischio e non se ne accorge, mentre un rapido inizio delle cure è essenziale per evitare i danni. 

Purtroppo ultimamente di AIDS si parla troppo poco, anche se è sempre lì, pronta a colpire.

venerdì 29 novembre 2013

Santa Passera!

No, non ho cambiato le regole del mio blog che non prevedono parolacce o esclamazioni di dubbio gusto, è che voglio parlarvi della chiesa di Santa Passera. Finalmente la Chiesa ha capito che la sessualità non è un peccato ma anzi va glorificata, starete pensando  ... purtroppo no, mi spiace disilludervi ma non esiste una santa di nome "Passera" nell'elenco ufficiale dei santi, anche se ci sono molti seguaci ed adoratori della stessa (anche io, d'altronde ...) 

In realtà, come per San Cosimato (altro santo che non esiste ma a cui è dedicata una chiesa in trastevere), secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe da Abbas Cirus (Padre Ciro) in quanto nella chiesa sarebbero stati seppelliti i resti di due martiri cristiani, Ciro appunto (un medico) e Giovanni (soldato e discepolo di Ciro), crocifissi e decapitati in Egitto durante la persecuzione di Diocleziano. Nel tempo il nome avrebbe subito alcune varianti: Abbaciro, Appaciro, Appacero, Pacero, Pacera ed infine Passera. Originariamente posizionata in piena campagna, ora è invece parte del tessuto cittadino, e conserva il suo fascino nonostante l'aspetto dimesso ed un po' abbandonato.


La chiesa, molto semplice nella sua struttura ad aula singola, doveva essere in passato riccamente decorata, ma di queste pitture restano ormai poche tracce riconducibili al medioevo ma anche ad epoche precedenti, anche se non è noto il preciso periodo in cui è stata costruita. Le testimonianze scritte più antiche risalgono al VIII secolo anche se la leggenda dice che le reliquie dei due martiri furono portate a Roma nel V secolo e seppellite sotto il pavimento di una chiesetta di campagna di proprietà di una ricca vedova di nome Teodora (reliquie che in teoria sono ancora  lì, non essendo noto il luogo esatto in cui sarebbero state sotterrate). 

Sotto la chiesa, che è sopraelevata e a cui si accede attraverso un coppia simmetrica di scalinate, c'è una cripta, anche essa in condizioni disastrose, e sotto ancora un ambiente ipogeo, chiaramente un sepolcro di epoca romana, datato intorno al III secolo, costruito a circa 3 miglia dalle porte della città, nel rispetto delle leggi funerarie del tempo.

Un dei tanti posti interessanti di Roma che meritano una visita.

martedì 26 novembre 2013

WineRack Bra Flask

Come trasformare una seconda scarsa in una quarta abbondante e anche più,  da far invidia a Pamela Anderson, e risparmiare in quelle situazioni (cinema, concerti, spettacoli, discoteca) in cui le bevande costano un occhio?

Semplice, comprate ed indossate un WineRack Bra Flask il cui suo, a  dispetto del nome, non è necessariamente   limitato al vino ma a qualunque bevanda (possibilmente gradevole  a temperatura ambiente, o corporea)

Certo, corteggiare una donna prosperosa e poi scoprire che indossa un WineRack Bra Flask non è il massimo, ma tanto nell'epoca dei vari push-up le sorprese sono sempre dietro l'angolo (o meglio, sotto i vestiti)




venerdì 22 novembre 2013

mercoledì 20 novembre 2013

Rumori fuori scena

Più di 30 anni fa un giovane attore e regista di teatro italiano, Attilio Corsini, si chiese se fosse il caso di provare a mettere in scena una commedia dell'inglese Michael Frayn: "Noises Off." Il testo era interessante, ma lo humor troppo, appunto, inglese. e poi richiedeva degli impegnativi cambi di scena, insomma c'erano molti dubbi che potesse funzionare.

Da 30 anni la compagnia Attori e Tecnici, spesso promettendo che sarà l'ultima volta, mette in scena questa divertentissima commedia. La trama per una volta la posso svelare, perchè è solo un pretesto per mettere in piedi una macchina comica unica, ed è la storia di una poco credibile compagnia teatrale che mette in scena una commedia degli equivoci, e degli intrecci di relazioni che evolvono tra la prova generale  e via via durante la tournè andando ad interferire sullo spettacolo in un crescendo irresistibile.


Io l'avevo già vista qualche anno fa, ma l'ho rivista volentieri ridendo di cuore ad ogni battuta, grazie alla bravura di tutti gli interpreti (alcuni dei quali appartenenti al cast originale, e talmente perfetti da far dimenticare la loro incongruenza anagrafica).

Se ve la siete persa, non vi preoccupate, sono certo che anche l'anno prossimo, magari per pochi giorni, la ritroveremo nel cartellone del teatro Vittoria

lunedì 18 novembre 2013

Il pelo maschile

E’ da un po’ che i miei posto sono molto, troppo casti, e non so perchè. Forse volevo evitare di spaventare le due gentili blogger che dovevo incontrare, e che ho effettivamente incontrato, in modo che non fuggissero a gambe levate ancor prima di vedermi apparire all’orizzonte? 

Ora che, appunto, tutto è finito e non rischio più di vanificare i miei sforzi, voglio affrontare il problema del pelo maschile. L’uomo, si sa, è peloso, ben più della donna, e mediamente è meno ossessionato dal (suo) pelo. Di conseguenza le ossessioni pilifere più tipicamente femminili (gambe, ascelle) non toccano in genere gli uomini. La depilazione, per l’uomo, riguarda principalmente il petto e, per alcuni meno fortunati, anche la schiena. Da un po’ è invalsa anche la moda della rasatura del cranio quando i capelli ci abbandonano con sempre maggior frequenza, realizzando un taglio radicale al posto di un lento ma inesorabile streap-tease.

Infine, pare che anche per l’uomo, come per la donna, ci sia una tendenza alla rasatura dei peli pubici, che francamente reputo una pratica un po’ estremista, ma che mi fa venire in mente la domanda base: alla donna il pelo maschile piace, o non piace?

venerdì 15 novembre 2013

Cose italiane

Lavoro in periferia, e vicino al mio ufficio c'è una piazzetta, accanto ad una strada consolare, utilizzata come parcheggio da chi lavora nelle vicinanze (zona di uffici) e non ha la fortuna, come me, di avere un parcheggio aziendale. 

Poichè lo spazio è sempre poco, oltre che negli appositi spazi lungo il perimetro della piazzetta la gente ha finito per parcheggiare anche al centro della stessa, lasciando le opportune vie di fuga e di manovra. Soluzione che è stata istituzionalizzata in molte piazze della città, ma non in questa, di una periferia (l'ho già detto, lo so) abbastanza abbandonata a se stessa. Tutto sommato una soluzione che non crea problemi e che, autogestita in maniera ordinata, ha raddoppiato i posti macchina disponibili senza creare intralcio alla circolazione. 

Una delle scorse mattine, arrivando in ufficio, ho con mia grande sorpresa visti 2, dico 2 vigili che stavano multando tutte le automobili parcheggiate al centro della piazza. La sorpresa non essendo costituita dal fatto che stessero multando (secondo regola le auto erano effettivamente in divieto di sosta), ma dalla presenza di 2 vigili in un luogo in cui a mia memoria non ne avevo visto neanche uno. Così ho fatto una piccola indagine personale ed ho scoperto che (ovviamente sono certo che sia stata una mera combinazione) proprio quel giorno in una ditta il cui ingresso affaccia sulla piazzetta era venuta in visita una autorità (non so bene se un sottosegretario o addirittura un ministro della Repubblica). 

La domanda che vi pongo è la seguente: secondo voi, quando rivedrò un'altra volta 2 vigili 2 in quella piazzetta?

giovedì 14 novembre 2013

Un caldo incontro


Finalmente la vedo: tondeggiante nelle forme ma con un suo stile, ammaliante nel suo candore, con un leggero profumo che arriva alle mie narici. Seduto davanti a lei, aspetto pazientemente che tutto sia a posto, mentre cerco conforto nel suo tepore.

Ecco, è ora ... con soddisfazione finalmente verso dalla teiera il mio Whittington  Earl Grey aromatizzato al limone e con piccoli sorsi lo assaporo, apprezzandone il gusto semplice e delicato. Il liquido caldo mi conforta, mi riscalda, oserei dire che mi coccola in un freddo pomeriggio autunnale. Altro che gelato!

Lo so che pensavate chissà a che cosa (maligni che non siete altro) , ma quando parlavo di caldo incontro, di forme tondeggianti, ecc  mi riferivo alla teiera della foto 


Come dite? che le teiere sono due? Già ... è vero ... che sbadato ...in effetti non ero da solo. La blogger che ha avuto questa volta il coraggio (e la sventura) di incontrami aveva atteso alcuni minuti al freddo fuori la gelateria di Piazza San Cosimato (nonostante i miei sforzi per non arrivare in ritardo) e così abbiamo preferito ripiegare su qualcosa di caldo, mentre riuscivamo finalmente  a fare due chiacchiere dal vivo.

Poche impressioni: intanto la suddetta blogger non è scappata gambe levate (forse anche a causa del suo ginocchio malandato) e questa è una grande dimostrazione di stoicità. Purtroppo il tempo è stato come sempre tiranno, ed ad un certo punto abbiamo dovuto interrompere la conversazione a causa dei reciproci impegni. Conversazione piacevole, ma non avevo dubbi, con solo quel minimo di imbarazzo nel trovarsi di fronte una persona sconosciuta (fisicamente) ma al tempo stesso ben nota, ed apprezzata, per i suoi pensieri. Una conferma, una bella conferma.

martedì 12 novembre 2013

Il fascino dell'attesa


A volte l'attesa è quasi più emozionante dell'atteso. Perchè l'ignoto alimenta la fantasia, amplifica le aspettative rendendole quasi reali. So che tra poco entrerò in contato con lei, e sarà un incontro indimenticabile, pieno di significato, e soprattutto molto "caldo". 

No, non sto esagerando, è la pura realtà. Certo, è stato complicato riuscire ad organizzare il tutto, ogni volta che provavo a creare una opportunità questa, per un motivo o per l'altro, sfumava. E quando succedono certe cose il desiderio aumenta, diventa incontrollabile. Ora finalmente tutto sta prendendo una forma definita, e con essa anche tutti i dubbi del caso. La tensione aumenta, grosse gocce di sudore mi rigano la fronte nonostante nonostante il freddo, il respiro si fa affannoso ... cosa succederà tra poco? sarà un incontro particolare, travolgente, ma soprattutto caldo e gustoso? Lo spero. Lo sento.

Ecco, quasi ci siamo ... il traffico mi rallenta, maledizione ... e quella tipa mi ha appena fregato il parcheggio. Ma ce la posso fare, so di potercela fare. Finalmente riesco a lasciare la macchina ed a dirigermi con il mio passo lento ed  incerto, aiutato dal bastone,  verso il luogo designato. Ecco, ci sono ...  

(continua)

lunedì 11 novembre 2013

Dralion

Alzi la mano chi in vita sua, almeno una volta, da bambino, con i genitori, con la scuola, o da adulto con gli amici o con i figli (o i nipoti) non è mai andato al circo. Il circo ha un suo indubbio fascino, anche se ormai offuscato da considerazioni legate all'uso di animali in vari numeri. Esistono in realtà diversi circhi che hanno tentato (con alterno successo) la via degli spettacoli senza animali, o almeno con solo animali domestici, ma continuano ad essere impostati come circhi "tradizionali".

Dralion invece è uno dei molti spettacoli messi in piedi dal Cirque du Soleil che negli ultimi 20 anni  ha definito un nuovo standard per gli spettacoli circensi: musica raffinata, coreografie curatissime, costumi sfarzosi che "arrichiscono" uno spettacolo che continua ad avere come cuore pulsante l'arte circense ma non è più solo quello.

Dralion è uno spettacolo creato nel 1999 che solo ora arriva in Italia, dopo Saltimbanco ed Alegria (e se considerate che la macchina "Cirque du Soleil" rappresenta attualmente una ventina di titoli diversi, con decine di cast, capite che stiamo parlando di spettacoli storici e consolidati), e che come i precedenti non può non affascinare grandi e piccini. Uno spettacolo rodato alla perfezione, in cui anche i "presunti" intoppi in realtà sono studiati  e si incastrano in un meccanismo perfetto. Le due ore di spettacolo passano in un soffio, ma per la durata di quel soffio si viene trasportati in un mondo magico, spettacolare ed emozionante. E si esce soddisfatti, ricordando le incredibili performance con i tappeti elastici (al di là di ogni legge della fisica)  o la commovente esibizione della coppia di acrobati che giocavano sospesi in aria  con due fasce di tessuto azzurro (e so di fare un torto agli altri artisti).

(immagine scaricata da WEB)

Peccato solo che, per praticità, anche questa volta, come per Saltimbanco, abbiano rinunciato a montare il classico tendone e si esibiscano al Palazzo dello Sport, che non ha lo stesso fascino dello chapiteau. 

giovedì 7 novembre 2013

Nel traffico (ma capitano tutte a me?)

Il traffico di Roma è abbastanza caotico, ma sapendo scegliere le strade giuste in base agli orari in genere uno riesce a cavarsela. Il problema è che basta il minimo intoppo per creare ingorghi mostruosi. L'altra sera stavo tornando come al solito a casa dal lavoro, ed all'improvviso mi sono trovato davanti ad un muro di lamiera senza la possibilità di svicolare, ed ho dovuto aspettare un buon quarto d'ora che la situazione si normalizzasse. Così, fermo, dentro l'auto, al riparo dagli scrosci di pioggia,  quando ho capito che non era cosa ho spento il motore e mi sono armato di pazienza, guardando fuori il finestrino il "nulla" della periferia romana per distrarmi un po' .

E guardandomi intorno, a poca distanza sulla mia destra, ho avvertito un movimento e lo sguardo è corso verso una macchina parcheggiata nella penombra della sera. Ora, non è che uno vuole guardare, ma se si sta fermi e non si ha niente da fare ... bè si osserva. Ed io ho osservato :-)

L'abitacolo anteriore era vuoto, quello posteriore invece no, c'era una coppia che si scambiava effusioni incuranti dei motorini che sfrecciavano a pochi centimetri da loro, sentendosi protetti dall'oscurità e dalla pioggia battente. Ad un certo punto si sono fermati (o almeno io così credevo), e la ragazza si è quasi sdraiata tra le braccia del ragazzo, buttando la testa all'indietro tanto che il suo viso era a tratti  visibile da dietro il finestrino quando una moto o un motorino vi passavano accanto, e la sua espressione è lentamente cambiata, mostrando una crescente estasi giustificate (ho immaginato) dalle azioni non visibili del ragazzo. 

Una scena a suo modo affascinante, un po' rubata (lo ammetto, mi sono sentito un po' voyeur) non totalmente in modo involontario, anche con un pizzico di invidia. Poi la macchina davanti a me è ripartita, ed anche io sono andato via.

martedì 5 novembre 2013

Figli

Da sempre ritengo che una delle più grosse responsabilità (probabilmente la più grossa) che una persona normale può decidere (più o meno ... volontariamente) di assumersi è quella di mettere al mondo un figlio. Perchè in nessuna scuola si insegna ad essere dei bravi genitori, e forse nessuno può insegnare ad esserlo. Spesso si naviga a vista, sperando ogni volta di agire nel modo migliore, e sentendosi impotenti   di fronte a reazioni, o comportamenti, che non riusciamo nè a comprendere nè ad accettare.

Si fa tutto il possibile (o quello che crediamo possibile E giusto fare) ma a volte i risultati sono disastrosi. Sono quindi abbastanza comprensivo verso quella madre che ci ha messo un po' a capire che la figlia minorenne aveva troppi soldi in tasca ed a a decidere di andare dalla polizia.

Non ho invece comprensione, non riesco a giudicare "mia simile", l'altra madre, quella che di fronte alla inspiegabile (si a per dire) disponibilità economica della figlia ha chiuso entrambi gli occhi dicendole che effettivamente dei soldi in più a casa facevano comodo (e pare abbia provato a  giustificarsi dicendo che credeva che la figlia si limitasse a "spacciare" ...). Nè francamente ritengo facciano parte della mia stessa specie coloro che sulle due ragazzine hanno costruito un "business" fregandosene della loro giovane età, nè coloro che hanno abusato del loro corpo ed ora provano a dire che no, non sapevano che erano minorenni. A tutti questi "uomini" vorrei chiedere se gradirebbero che la stessa cosa accadesse alle loro figlie, ma avrei un po' paura della loro risposta.

lunedì 4 novembre 2013

A volte

si scende in una spirale senza fine ...


... e fermarsi può essere difficile!

giovedì 31 ottobre 2013

Una piccola storia

Francesco Guccini cantava "Una piccola storia ignobile, vi voglio raccontare ...", ed io mi adeguo, parlando di una cosa che, nel suo piccolo, mi ha dato molto fastidio e mi ha fatto pensare ancora una volta alla profondità de "La fattoria degli animali" scritta da Orwell  nel 1945 ma ancora attuale (d'altronde, Orwell è anche l'autore di 1984) con il suo: "gli animali sono tutti uguali ma alcuni sono più uguali degli altri".

(Bandiera della Fattoria degli animali, scaricata da WEB)

Capita, se si commettono dei reati (vero Silvio?) che prima o poi si possa essere scoperti, indagati e perfino sottoposti a misure di carcerazione preventiva. Capita che, per chi è abituato ad essere libero, la prigione si riveli un inferno. Capita che in prigione si stia male e si rischi di cadere in depressione o peggio (ed a me viene in mente per esempio il caso Cucchi).

Non capita, o meglio non capita spesso, che con estrema solerzia ed in maniera spontanea lo psicologo del carcere invii una comunicazione formale al Pubblico Ministero per segnalare lo stato di depressione di un detenuto e certificare che le sue condizioni di salute sono incompatibili con il carcere (cosa che, viste anche le condizioni di vita in un carcere, temo si applichi ad una alta percentuale della popolazione carceraria). Comunicazione formale che obbliga il PM a nominare un medico legale che, accertato l'effettivo disagio del detenuto, fa in modo che in pochi giorni gli vengano concessi gli arresti domiciliari. Evidentemente, anche  i detenuti in attesa di giudizio sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

(immagine scaricata da WEB)

mercoledì 30 ottobre 2013

Il Cous -cous


Per fare il cous-cous si inizia con il portare ad ebollizione dell'acqua in una casseruola. poi aggiungere il sale e farlo sciogliere, infine versare nell'acqua bollente il cous-cous precotto, spegnere il fuoco  e lasciar riposare per circa 5 minuti.

Per fare il vero cous-cous però, si parte dalla semola di grano, e ci vogliono ben più di 5 minuti (diciamo che tra preparazione, cottura e successivo "riposo" per fargli assorbire tutti gli odori, ci vogliono 5 ore) però ... è un'altra cosa.

L'altra sera ho seguito (no, non ho pedinato, l'ho solo osservata) una signora siciliana, anzi trapanese, che spiegava e realizzava il cous-cous di pesce come lo aveva imparato dalla madre e dalla nonna. Uno spettacolo, anche se non so se avrò mai il tempo e la voglia di mettere in pratica i suoi insegnamenti.

Questo il risultato finale, prima che la "cavallette" (ovvero noi) facessero tabula rasa    


martedì 29 ottobre 2013

Viva l'Italia

Cantava anni fa Giorgio Gaber: "io non mi sento italiano .... ma per fortuna o purtroppo lo sono" ... ebbene io non mi sento italiano quando leggo che quattro ragazzi 13enni hanno preso di mira un ragazzo disabile di 18 anni e due di loro lo hanno aggredito facendolo cadere a terra spaventato mentre gli altri due riprendevano la scena con I-pad e smartphone.

Mi sento un pò più italiano quando leggo che il preside della scuola frequentata dai ragazzi, e nel cui cortile si è verificato l'episodio, ha segnalato l'evento alla stazione dei carabinieri, e tutto questo ha portato a definire un percorso riabilitativo dei colpevoli che include la "condanna"  a produrre un video sul bullismo.

Mi sento meno italiano  a leggere che il padre di uno dei ragazzi ha presentato una controquerela  verso il preside perchè "premesso che quel disabile non doveva essere toccato con un dito e ritenendo grave quanto successo, soprattutto il filmato delle scene" ... e ci mancherebbe pure, aggiungo io ... "mi sembra sproporzionata la decisione del preside di rivolgersi alle autorità ...scatenando seri danni psicologici ai ragazzi". Caro genitore, i danni psicologici ai ragazzi sono stati fatti evidentemente prima, perchè solo questo spiega (ma non giustifica) il loro comportamento. 

venerdì 25 ottobre 2013

Odio!


Bè, forse odio è una parola forte, dovrei dire che non sopporto, ma in questi giorni sono più insofferente del solito, sarà la spm (anche se sono un maschio):
  • chi guida la macchina davanti alla mia e gira a destra (e qualche volta anche a sinistra)  senza mettere la freccia
  • chi rompe per strada la bottiglia di birra spargendo frammenti di vetro ovunque
  • chi lascia i sacchi della spazzatura all'angolo della strada
  • chi butta per terra la carta della pizza
  • chi non si ferma davanti alle striscie pedonali per far passare la gente a piedi
  • chi non cede il posto in autobus alle persone più anziane
  • chi urla per strada alle 3 di notte
  • chi cerca di saltare la fila sentendosi furbo

giovedì 24 ottobre 2013

Ho adottato un bambino

No, non ho allargato ancor più la mia ampia famiglia, ho già dato abbastanza da quel punto di vista, ma ho aderito ad una iniziativa di adozione a distanza. Era un pò che ci pensavo, e poche settimane fa ho preso come suol dirsi la palla al balzo ed ho contattato quella che dovrebbe essere una delle organizzazioni più serie che operano in Italia: Action-Aid.

Con la mia quota mensile di 25 euro contribuirò ad uno dei loro progetti che mirano a dare non solo un aiuto diretto a dei bambini ma anche ad affrontare i problemi della comunità in cui vive. Una goccia nel mare, me ne rendo conto, ma il mare, in fondo, è fatto da tante gocce.

mercoledì 23 ottobre 2013

Antonia Masanello


Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Antonia Masanello! Eppure è una eroina del Risorgimento Italiano. Ma quando si parla di quel periodo storico, i nomi che vengono in mente sono tutti maschili. Al massimo si cita Anita, la compagna di Garibaldi, mentre in pochi conoscono invece la donna di cui voglio parlarvi.

Figlia di contadini, fin da giovanissima insieme al suo futuro marito aiutò chi scappava dal regno astro-ungarico  per trovare rifugio in Piemonte, e quando seppe che Garibaldi stava organizzando una spedizione in Sicilia si recarono entrambi a Genova per arruolarsi. Quando arrivò a Genova il  "Piemonte" ed il "Lombardo" erano già partire verso Marsala, ma loro si imbarcarono poche settimane dopo con una spedizione di rinforzo e raggiunsero  i Mille a Salemi subito dopo la Battaglia di Calatafini. Lì Antonia si arruolò con il nome di Antonio Marinello (il cognome del marito di cui si finge il fratello)  e venne inquadrata nel terzo reggimento della Brigata Sacchi, facendosi tutta la campagna di liberazione del sud Italia.
(Immagine scaricata da WEB)

Quando tutto fu finito i piemontesi smobilitarono le camice rosse. Antonia conseguì i gradi di caporale e il “congedo con onore”  sempre come Antonio Marinello.  Lei e il marito tornarono a casa e  vissero in povertà finchè, colpita da tisi, la ragazza  morì nella primavera del 1862. Sepolta nel cimitero fiorentino di San Miniato, questo è il commovente epitaffio dettato dal poeta risorgimentale Francesco Dall’Ongaro :

“L’abbiam deposta, la Garibaldina
all’ombra della Torre di San Miniato
con la faccia rivolta alla marina
perché pensi a Venezia, al lido amato.
Era bionda, era bella, era piccina ma avea
cor di leone e di soldato.
E se non fosse che era donna
le spalline avria avute e non la gonna
e poserebbe sul funereo letto
con la medaglia del valor sul petto.
Ma che fa la medaglia e tutto il resto?
Pugnò con Garibaldi, e basti questo!"

martedì 22 ottobre 2013

Corsi e ... ricorsi

Oggi si cucina sempre meno, e anche quando si cucina si tende  a fare cose velocissime, perchè  non c'è mai tempo. Io però amo cucinare, mi rilassa, mi fa stare bene, per cui spesso provo a fare cose nuove, anche improvvisando (e sbagliando), e mi piace scoprire ricette nuove, che abbiano un minimo di fantasia senza arrivare a piatti troppo elaborati per una cucina casalinga senza gadget particolari.

E così quando capita di poter vedere qualche cuoco all'opera, cerco di non farmi sfuggire l'occasione. Mi è capitato la scorsa domenica con pittole e panelle, mi è capitato di nuovo pochi giorni fa di assistere ad una lezione sui secondi di pesce in una delle tante scuole di cucina della capitale. Una decina di persone (in maggioranza donne) alle prese con branzini, baccalà e palamiti da cuocere con un minimo di estro seguendo le indicazioni di uno chef stellato (in gamba nonostante la giovane età).


In base alla mia esperienza, in queste situazioni gli uomini sono in genere più in gamba delle donne, perchè se un uomo si iscrive a questo tipo di lezione lo fa per passione, una donna invece lo fa spesso per disperazione, nella speranza di avere una illuminazione culinaria sulla via di Damasco. Ed in effetti anche in questo caso le donne, pur essendo la maggioranza, non mi sono sembrate molto esperte. Tutte eccetto una, che ho avuto la possibilità di osservare con calma perchè era nella postazione accanto alla mia. Anzi, lo ammetto, avendola individuata già nell'attesa che la sala corsi si aprisse, ho fatto in modo di trovarmi io nella postazione accanto alla sua, perchè oltre ad essere brava era anche carina. Ma ho fatto male, perchè durante l'intera lezione la sua presenza mi ha distratto, tanto che ricordo poco sia di quel che ho cucinato sia degli altri partecipanti. Però ne valeva la pena (della serie: se avessi avuto 30 anni e 30 chili in meno ....)

P.S. La foto l'ho scaricata da Web :-)

lunedì 21 ottobre 2013

Prigioniero

La stanza è piccola e spoglia, un quadrilatero dai muri scrostati sui quali a stento si intravedono tracce di colore miste a muffa. Appoggiato ad una parete un letto sfatto, poco più di un pagliericcio, accanto un tavolo di legno con uno sgabello, dalla parte opposta un lavandino con il rubinetto arruginito da cui scende con regolarità un goccia d'acqua che pare scandire il tempo come un orologio.

Dal soffitto una lampadina appesa al filo elettrico rischiara la stanza, altrimenti semibuia perchè dall'unica finestrella, chiusa da pesanti sbarre di ferro, la luce del giorno filtra con difficoltà. Dall'altra parte, una robusta porta blindata spicca al centro della parete, con un piccolo spioncino appena sufficiente a far passare i generi di prima necessità.

Seduto sul bordo del letto, un uomo sta quasi immobile, la testa tra le mani, meditabondo. Tutto, nel suo aspetto, rivela una grossa sofferenza: gli occhi cerchiati di rosso, la barba di alcuni giorni, una espressione disperata. 

"Prigioniero" - mormora a bassa voce, tra sè e sè - " da troppo tempo sono prigioniero. Eppure non devo desistere, devo cercare ancora. Ah, se riuscissi a procurarmi la chiave giusta, allora finalmente sarei libero. Se riuscissi a trovare la chiave, allora ... potrei finalmente chiudere questa maledetta porta, e sarei libero da tutte le ansie della vita che scorre qui fuori" 

venerdì 18 ottobre 2013

Ora si che possiamo spendere

E' un periodo di crisi, si sapeva. Bisogna far quadrare i conti, e si sapeva anche questo. Ma da un governo a guida PD mi aspetto almeno onestà intellettuale. Qualcuno potrebbe avere la compiacenza di spiegarmi che senso ha strombazzare ai quattro venti che finalmente si opera una riduzione del cuneo fiscale, se poi questa riduzione porta a pochi euro al mese nelle tasche dei lavoratori dipendenti? Per non parlare del prolungamento del blocco della contrattazione per i dipendenti pubblici (che vuol dire una diminuzione del potere d'acquisto reale, visto che andiamo avanti al 3% annuo) che comporta un aggravio ben maggiore, per cui lo stato con una mano dà (poco) e con l'altra riprende (molto)

Ed il nostro presidente del consiglio  si limita ad affermare che "Il fatto che le critiche vengano da Confindustria e dai sindacati dimostra che la manovra è equilibrata". No, perchè qui non si tratta di mediare tra Confindustria  e sindacati, ma di dare una spinta per far ripartire l'economia, ed un mini intervento a pioggia di questo tipo non serve a nulla. Tanto valeva quel miliardo e mezzo usarlo per altri scopi. Per non parlare della cosiddetta clausola di salvaguardia che, nel caso in cui i risparmi previsti non si realizzassero (e sulle previsioni di risparmio non c'è un governo che ci abbia colto, ahimè) porterà alla  riduzione delle attuali detrazioni fiscali (spese mediche e scolastiche in primis) un modo indiretto ma efficace per aumentare la tasse a chi (soprattutto i lavoratori dipendenti) le ha sempre pagate e continua a pagarle. 

giovedì 17 ottobre 2013

Giainismo

Tra le varie religioni "minori" ho recentemente scoperto il giainismo, fondato intorno al 500 a.c. (quindi ben prima del cristianesimo) da Mahavira che viene considerato il 24simo (ed ultimo) dei Profeti e che ha fatto suoi gli insegnamenti dei precedenti 23 profeti, vissuti ovviamente ancor prima di lui. I giainisti credono nella reincarnazione, sono rigidamente vegetariani e rispettano ogni forma di vita, tanto che i loro monaci si velano la bocca per evitare inavvertitamente di ingoiare qualche insetto e spazzano il terreno davanti a sè quando camminano per evitare di schiacciare qualche essere vivente. 

(Immagine di Mahavira scaricata dal WEB)

Tra i vari  insegnamenti di Mahavira (che visse poco prima di Buddha) sulla vita ce ne è uno che impone a tutti di possedere solo ciò che è sufficiente per il proprio fabbisogno. Possedere oltre le proprie necessità è sbagliato e bisogna guardarsi dalla ricchezza perchè porta alla malevolenza ed al male (detto questo, è abbastanza strano che molti dei giainisti siano ricchi commercianti, ma questo fa parte delle tante contraddizioni di tutte le religioni). Un socialista ante litteram? 

mercoledì 16 ottobre 2013

Calze e calzini

Nell'immaginario maschile la calza, che fascia una bella gamba femminile, è senz'altro un elemento associato al fascino delle donne (ed a me fa venire in mente la famosa scena de Il Laureato richiamata nella locandina del film)


Ma con il freddo in arrivo, e la moda ricorrente che "concede" alle donne di indossare anche scarpe basse, sneaker incluse, le calze tendono sempre più a cedere il posto ai calzini, alti o bassi, di cotone (preferibilmente) ma anche di lana, direi l'antitesi della sensualità, per una donna.

Eppure, lo ammetto, io riesco a trovare elegante anche il calzino, che proprio nella sua mancanza di sensualità ha un punto di forza. Specialmente quello multicolore, con i disegnini o le strisce colorate come questi qui ...


... o questi altri!!!


In fondo, se una donna riesce a colpire anche indossando simili capi di abbigliamento, allora niente le può essere precluso (e poi, un calzino bucato è senz'altro meglio di una calza bucata)

martedì 15 ottobre 2013

Street Food in Circolo

Domenica scorsa al Circolo degli Artisti si è svolta la seconda edizione di Street Food in Circolo", manifestazione gastronomica dedicata al cibo di strada. Potevo non andarci? ovviamente no (si, lo so, questo è uno dei motivi per cui le diete non hanno alcun effetto su di me ...). L'elenco degli espositori, tutti riferiti all'area romana, era ampio e variegato, e di livello anche se con qualche assenza di rilevo (colpa di qualche genio che ha pensato bene di organizzare una manifestazione simile in contemporanea in un altro locale romano).

Alcuni espositori li ho trascurati, ma non aveva senso prendere un trapizzino  di Callegari visto che essendo vicino casa lo visito con regolarità, o una tiella di Sapori di Gaeta (idem), mentre è stata l'occasione per assaggiare street food che per motivi essenzialmente logistici non conoscevo.

E allora  via con le tigelle di Mozao (e guai a chiamarle pizzette farcite), con i boccadillos di Toros y tapas (squisiti), le barchette ripiene di baccalà o di zucca in saor di Ombre e Cicheti (dove si respira un'aria  autenticamente veneziana), le zuppe di Aromaticus (che proprio cibo di strada non sono, ma meritavano ugualmente),  i cous-cous (migliore quello di carne che quello di pesce, "solamente" buono quest'ultimo) di Food on the Road, per finire con un decente gelato di V-Ice.

Nota dolente, uniche birre presenti quelle (industriali) di una nota marca nazionale (che in realtà è proprietà della South African Breweries, quindi non è più italiana da alcuni anni), in ossequio ad uno degli sponsor della manifestazione. Pazienza.

Ah ... tra un cibo e l'altro, c' è stata anche una lezione/dimostrazione tenuta da Mediterraneum, una delle tante scuole di cucina della capitale, su Panelle e Pittole


lunedì 14 ottobre 2013

Sacro GRA

Vincitore del Leone d'Oro alla mostra di Venezia, il film (in realtà un documentario) prende spunto dal Grande Racconrdo Anulare di Roma per raccontare un po' dei microcosmi che intorno ai quei 70 km di asfalto si sono, nel tempo, creati. 


La mano del regista Gianfranco Rosi è salda, e rende godibili le piccole storie che vengono  fuori da una lunga indagine durata quasi 3 anni, le storie di personaggi incredibili come quella del nobile torinese decaduto, o del pescatore di anguille, o dell'attore di fotoromanzi. Il film scorre via piacevole, ed è un pregio non da poco, anche se la sensazione che ho ricavato è che il Leone d'Oro sia stato un riconoscimento esagerato rispetto al valore del film, che secondo me perde abbastanza di significato se ci si allontana da Roma, restando un film troppo legato ad una specifica realtà territoriale. In definitiva,film consigliato soprattutto ai romani!

venerdì 11 ottobre 2013

Non mi meraviglio

Sono in genere abbastanza restio, sul blog, a parlare di politica. Ma gli ultimi eventi del M5S meritano, secondo me alcuni commenti. Non ho votato M5S (anche se ritenevo, e ritengo, che potessero essere utili per dare una scossa ad un contesto politico fin troppo ingessato) ma li guardo con interesse, perchè diverse delle cose che dicono sono condivisibili, almeno nei principi. Ma la reprimenda di Grillo e Casaleggio verso i due senatori che hanno presentato l'emendamento (approvato in commissione) per l'abolizione del reato di immigrazione clandestina ha ampliato a dismisura i miei dubbi. Anche perchè le obiezioni del novello duo  sono (prese testualmente dalla loro dichiarazione scritta):


  • Non faceva parte del programma (in effetti anche la legge sul femminicidio non faceva parte del programma. Ora che ci penso, anche la regolamentazione delle coppie di fatto non mi pare sia nel programma del M5S .... mmm .... quindi su ciò che non è previsto che fanno, si astengono in attesa di avere indicazioni dalla rete?)
  • Non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno del movimento (ma non mi pare ci siano i mezzi  per fare una simile verifica)
  • Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico (in effetti forse anche Silvio se non avesse giurato - mentendo - di non aumentare le tasse avrebbe avuto meno voti ... ergo, bisogna dare alla gente ciò che la gente chiede, non ciò che si ritiene giusto. Dimenticando che è molto facile, ahimè., influenzare la gente)
  • La eliminazione del reato di immigrazione clandestina è un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia (e infatti a quelli che scappano dalle loro nazioni in guerra gliene frega molto se commettono un reato, tant'è vero che fin'ora non si sono fermati)  

In realtà l'errore di fondo, secondo me, è quel "uno vale uno" di cui il M5S si riempie la bocca, salvo poi nei fatti essere un movimento in cui l'unica voce che conta è quella del padrone, ovvero del suddetto duo. No, così non funziona.

giovedì 10 ottobre 2013

Bunraku

Il bunraku non è una parolaccia ma un tipo di teatro giapponese concettualmente simile al Kabuki (che poi sono le due forme teatrali giapponesi principali, oltre al Noh) con la differenza che nel bunraku i personaggi sono rappresentati con marionette di grandi dimensioni  manipolate  a vista ognuna da ben tre manovratori. E' considerato una delle maggiori forme artistiche del Giappone e riconosciuto come bene intangibile e patrimonio immateriale dell'umanità.

Pur conscio della difficoltà di apprezzare le arti giapponesi, a causa della differenza di mentalità tra noi e loro, non mi sono fatto sfuggire l'occasione di ammirare l'esibizione di bunraku che si è tenuta a Roma, al Teatro Argentina, dove è stato messo in scena il "Doppio suicidio d'amore a Sonezaki", che racconta la triste storia d'amore (realmente avvenuta all'inizio del 1700)  tra un commesso di negozio ed una cortigiana i quali, vista l'impossibilità di coronare il loro sogno, decisero di restare uniti almeno nella morte. Pare che per un certo periodo l'opera venne messa al bando perchè molte coppie emulavano i protagonisti della storia ponendo fine alla loro vita.

(immagine scaricata da WEB)

Come previsto lo spettacolo ha avuto luci ed ombre. I manovratori sono bravi (pare che ci vogliano molti anni di studio per diventare manovratori) e le movenze dei burattini incredibilmente fluide e naturali. La storia è abbastanza semplice e molto del pathos risiede nella voce narrante che, accompagnata dal suono dello shamisen (uno strumento a tre corde simile alla chitarra), dà voce ai protagonisti. Peccato che la voce narrante fosse ovviamente in giapponese e sia saltata la promessa e prevista  traduzione in simultanea in italiano, cosa che ha resolo spettacolo meno godibile ed ha amplificato la eccessiva lentezza dell'intero spettacolo (lentezza di per sè prevedibile). 

martedì 8 ottobre 2013

Farfalle

L'altro giorno, osservando il comportamento di alcune farfalle, mi sono chiesto se loro preferiscano stare da sole



o in compagnia


Poi ho visto un elefante


e mi è venuta in mente questa canzone, un po' datata ma sempre valida


lunedì 7 ottobre 2013

Salvataggio

A volte se ne avrebbe tanto bisogno, ed invece in giro non se ne trovano facilmente!


venerdì 4 ottobre 2013

La piccola storia di Nelly e Sofia

Nelly e Sofia hanno condiviso buona parte della loro vita, stabilendo tra loro un legame molto forte fin da quando si erano trasferite, giovanissime, a Roma. Purtroppo ad un cento punto Nelly si è ammalata ed è morta. Quando è crollata a terra esanime, Sofia è rimasta a lungo al suo fianco, intontita, quasi incapace di accettare la realtà. E quando finalmente ci si è potuti prendere cura del corpo della sua compagna, e lei si è resa conto di essere rimasta sola, ha cominciato a dare in escandescenze, tanto da dover essere sedata per diversi giorni.

Nelly e Sofia erano le due elefantesse indiane ospiti del bioparco  di Roma, e Nelly è scomparsa poco meno di un anno fa. La reazione di Sofia alla scomparsa della sua compagna è stata incredibile, superiore a quella di molti appartenenti al genere umano. Alcuni mesi fa, nel tentativo di sollevarle il morale, al bioparco è arrivata un'altra elefantessa (proveniente dallo zoosafari di Fasano, perchè per fortuna ormai è vietato catturare e commercializzare animali non nati in cattività) ma l'intervento è rivelato, per ora, inutile. Sofia era troppo affezionata a Nelly e non accetta la nuova compagnia, tanto da reagire violentemente ogni volta che gli addetti provano a farle incontrare.

Storie di animali che hanno da insegnare  a noi umani.

giovedì 3 ottobre 2013

Sono un egoista

Recentemente mi è stata fatta una domanda molto marzulliana (neologismo da "Marzullo", poco noto conduttore di Mezzanotte e dintorni ed altri programmi simili): 

"Le persone si frequentano per quel che sono ... o per quel che fanno?"

Io ho risposto d'istinto che, per quanto mi riguarda, le persone non le frequento ne' per quello che sono ne' per quello che fanno, ma per quello che (mi) danno. A freddo ho pensato, poi, che come risposta non era molto diplomatica, perché sottintende un obiettivo utilitaristico in ogni frequentazione. Però, per quel che mi riguarda, è la verità. In fondo, sono un egoista!

mercoledì 2 ottobre 2013

Taste of Rome

Lo scorso fine settimana si è tenuta a Roma la seconda edizione di Taste of Rome. Per chi  non la conoscesse, è una rassegna che ha lo scopo di far conoscere molti tra i migliori chef romani (con alcune aggiunte non romane). 

Ad ogni chef viene chiesto di presentare tre piatti che possono essere assaggiati pagando tra i 4 ed i 6 euro in versione degustazione (ovvero miniporzione). Una occasione più unica che rara per valutare la cucina di ristoranti in cui un pasto completo facilmente costa più di 100 euro (vini esclusi).

La scienza richiede dei sacrifici e così, mettendo da parte la mia (poco efficace) dieta, ho partecipato anche io a questa full immersion culinaria (che prevedeva anche varie degustazioni di prodotti enogastronomici). C'era praticamente tutto il gotha della ristorazione romana pur se con qualche assenza di rilievo (tra gli stellati mancavano per esempio Pipero al Rex, Il Pagliaccio, Colonna e qualcun'altro).  Alcuni piatti erano veramente miniassaggini, altri porzioni ridotte ma dignitose, e nel complesso la giornata è stata più che soddisfacente.

A mio avviso la palma d'oro assoluta (tra i piatti che ho assaggiato) va al Ricordo di uovo allo zabaione, granita di orzata e crumble al caffè di Francesco Apreda (Imago) ... semplicemente geniale (e tra l'altro porzione normale) 

(foto scaricata da WEB)

ma anche gli Spaghetti cacio e pepe con gamberi bianchi marinati al lime di Heinz Beck (mini miniporzione, ahimè), il Wrap con piccione, caviale di frutti rossi e gastrique piccante di Cristina Bowemann, Il Baccalà incontra Roma di Stefano Mazzetti e la Foglia di grano , tonno rosso e misticanza di erbe di Roy Caceres erano a mio avviso di altissimo livello (e mi dispiace di non aver potuto assaggiare anche il Risotto in "pacchetto", zafferano, caprino e chinotto sempre di Caceres che aveva un aspetto stupendo, ma sia lo stomaco che il portafogli non potevano permetterselo )

martedì 1 ottobre 2013

Una fragile armonia

E' il titolo italiano del film di Yaron Zilberman "The Late Quartet", titolo che per una volta, pur diverso, non stravolge il senso dell'originale.

La storia è quella di un quartetto di archi il cui equilibrio (anzi, la cui armonia, termine non a caso musicale) viene alterato dal un evento che, colpendo uno dei suoi componenti, finisce per colpire, in maniera variegata, tutti quanti.

(immagine scaricata da WEB)

Il film è ben confezionato e si avvale di ottimi attori, da Philip Seymour Hoffman  (tra l'altro premio oscar per la sua interpretazione di Truman Capote in A sangue freddo), a Christopher Walken (lunga carriera cinematografica, da  Io e Annie a Pulp Fiction, da Prova a prendermi - con nomination come miglior attore non protagonista - a Il cacciatore che gli è valso l'oscar nella stessa categoria) e Katherine Keener (Full Frontal, S1mone, Quarant'anni vergine, ecc.) . Ha una bella fotografia che sfrutta una stupenda New York innevata che ricorda i migliori film di Woody Allen, la sua colonna sonora è  arricchita da un capolavoro come il Quartetto per Archi n. 14 in do diesis minore, op. 131 di Ludwig van Beethoven, tratta temi profondi  ma ... non emoziona. Forse, nel voler raccontare troppe storie, il regista finisce per non approfondirne nessuna, per cui i personaggi (ed i loro comportamenti) risultano un po' tagliati con l'accetta perdendo di spessore.

Un peccato, perchè l'idea non è male e, nonostante tutto, nel panorama cinematografico attuale resta  un bel film che vale il biglietto, ma non il capolavoro che poteva essere.

lunedì 30 settembre 2013

Gli etruschi a Tarquinia

La civiltà etrusca, che si sviluppò nell'Italia centrale contemporaneamente alla civiltà greca (e prima di quella romana, che poi la assimilò) è relativamente poco conosciuta a causa della oggettiva carenza di fonti storiche dirette. Si sa che fu una società evoluta ma nel tempo sottomessa e colonizzata dai romani (anche se gli ultimi re romani venivano da Tarquinia ed erano quindi etruschi), una società in cui la donna aveva un ruolo ben maggiore che non in quella greca (coeva) che in quella romana, partecipando alla vita sociale, ai giochi, ai banchetti con pari dignità degli uomini. Una società edonistica, in cui il piacere era (almeno per le classi elevate) uno dei principali obiettivi della vita. 

La maggiore testimonianza della civiltà etrusca che oggi abbiamo è rappresentata dalle tombe (oltre che dai resti dei templi) che il tempo ha preservato, come quelle della necropoli di Tarquinia, che vale la pena di visitare insieme al museo della città, tra l'altro ospitato in un bel palazzo del primo rinascimento.

Nella necropoli sono state individuate più di 6000 sepolture, di  queste circa 200 sono veri e propri sepolcri, ovvero stanze sotterranee dove insieme al corpo del defunto venivano collocati una serie di oggetti che lo accompagnassero nell'aldilà. Ammirando gli affreschi alle pareti, a volte straordinariamente ben conservati, sembra quasi di essere riportati indietro di 2500 anni, e di  partecipare a feste, danze e banchetti che celebravano e festeggiavano i morti come se fossero stati (e forse erano considerati) ancora vivi. 

(immagine scaricata dal WEB)

L'unico rimpianto è che, ancora una volta, la tomba cosiddetta "della fustigazione" era chiusa.

venerdì 27 settembre 2013

Finale

Ovviamente la saga del gelato così come raccontata da me (e dalla mia  "complice"  nel suo blog) è molto frutto della fantasia, anche se qualche dettaglio lo abbiamo preso dalla realtà, incluse le foto che testimoniano che l'incontro è veramente avvenuto. E devo ringraziarla per essere stata disponibile ad accettare di mettere in piedi  la descrizione parallela e scherzosa di questo sudatissimo gelato, idea nata fantasticando sulle differenze tra aspettative e cruda realtà che spesso la vita ci propone.

Mi preme precisare che l'ho individuata ben prima che lei individuasse me (anche se lei si ostina a sostenere il contrario) e che è risultata simpatica e "leggermente"  logorroica esattamente come mi aspettavo che fosse in base ai post sul suo blog  ed ai suoi commenti qui. In realtà io credo che leggendo ciò che una persona scrive  si riesca a capire abbastanza della personalità della stessa, ed è quindi difficile avere delle sorprese. Inoltre con il tempo quella persona sconosciuta tanto sconosciuta più non è, ed infatti quel pomeriggio oltre che mangiare quel benedetto gelato (a proposito, io volevo offrigliene uno enorme ma si sa, le donne sono sempre  a dieta, anche quando non ne avrebbero bisogno) è stato naturale parlare a lungo ed in maniera piacevole. Oddio, sarebbe stato naturale se avesse lasciato parlare anche me (anche se ho fatto di tutto per interrompere i suoi monologhi, a volte quasi riuscendovi).

La storia del gelato era diventata un tormentone, per vari motivi non si riusciva a realizzare e sembrava che ci fosse dietro una qualche potente maledizione, che abbiamo finalmente sconfitto, anche ridendoci un po' su.

Altri dettagli ? Purtroppo ho dovuto firmare un contratto capestro che garantisce la sua privacy, e non posso aggiungere altro sul suo conto, pena terribili rappresaglie. Però voi provate a parlarle di una nuova gelateria da provare  e forse ...

Ora vado, sono curioso di leggere l'altro finale, visto che (tanto per complicarci la vita) abbiamo deciso che i post sul gelato sarebbero stati pubblicati sempre in contemporanea

P.S.:  per la precisione, non ho  indossato la camicia della foto (che non è poi così brutta come sembra), e comunque non l'avrei mai indossata con quei pantaloni. Perfino io ho un minimo di buon gusto 

giovedì 26 settembre 2013

Piante

Io non ho il pollice verde, tutt'altro, però mi ostino a credere che nella vita si possa migliorare. Ed allora insisto. Questa estate l'unica piantina sopravvissuta del mio vaso da ufficio mi ha abbandonato. Eppure aveva luce, la innaffiavo con costanza, a volte le dicevo perfino parole dolci (tanto per non perdere l'allenamento).

Oggi ho invasato le nuove piantine, sembrano carine, chissà quanto resisteranno alle mie cure affettuose.

 

Cronaca di un incontro


Alle 14 e 45  arrivo puntuale davanti alla gelateria e mi guardo intorno per individuare lei, visto che non avevamo pensato a scambiarci  foto o a definire un qualche segno di riconoscimento. Ed all’improvviso la vedo: bella, solare, ancor più affascinante di quanto immaginassi, alta, i lunghi capelli sciolti al vento, un vestitino rosso con pois bianchi, delle splendide scarpe rosse con un bel tacco che le slanciavano  ancor di più il portamento. Si gira verso di me e subito, evidentemente,  mi individua. Un ampio sorriso le illumina il volto e, a braccia aperte, si precipita nella mia direzione.
Devo ringraziare la mia indole bradipesca, che mi ha portato a non reagire immediatamente a simile vista, perché proprio quando stavo pensando di allargare anche le mie braccia ed offrirmi al suo abbraccio, al mio fianco  è comparso un bel ragazzo moro,sul metro ed ottanta, fisico atletico, ed è lui che la ragazza (che evidentemente non era lei)  ha stretto con ardore riempiendolo, ricambiata, di baci.
Ho così ripreso la mia ricerca, ed ad un certo punto ho individuato un’altra ragazza, meno carina della precedente, meno alta, meno elegante con i suoi leggins neri e la sua semplice maglietta verde acqua marina, per non parlare dei piedi, abbastanza cicciosi, stretti in sandali alla francescana praticamente senza tacco. L’ho notata perché, con fare disinvolto, mi sembrava stesse lentamente allontanandosi … forse per timidezza. Così mi sono fatto coraggio le sono andato incontro e le ho detto: tu sei ….? E lei, con un’aria abbastanza infelice, come di chi si trova a dover confessare qualcosa che proprio non vorrebbe dire, ha risposto: si!
A questo punto un gelato (piccolo però) non ho potuto non offrirglielo, e lo abbiamo mangiato in un silenzio abbastanza imbarazzante. Per fortuna  subito dopo lei si è ricordata di avere un altro impegno ed è dovuta letteralmente scappare via. Almeno il gelato, quello che ho preso io, era buono!