lunedì 29 ottobre 2012

Stacey Sykora

Pallavolista di livello internazionale, medaglia di argento alle Oimpiadi di Pechino con la nazionale degli Stati Uniti, un lungo elenco di risultati importanti in carriera, attuale giocatrice di punta della Robur Tiboni Urbino, ha fatto coming out.

Ha dichiarato di essere innamorata della sua fidanzata Shivonn e di voler vivere il suo amore alla luce del sole: "Ora non mi nascondo più, ho finito di indossare maschere solo perché sono una giocatrice forte che ha giocato le Olimpiadi. Ho i miei pregi e le mie debolezze e così come non mi nascondo più in campo non lo faccio più nemmeno nell’amore: ho una ragazza, e con lei sto davvero bene; mi dispiace se qualcuno può storcere il naso e non accettare la mia omosessualità, ma io sto bene con lei ed è questo l’importante"

Esempi come questi sono importanti, perchè possono aiutare molti giovani a viver emeglio il loro essere "diversi". Certo, resta il fatto che probabilmente una sportiva di alto livello, ma ormai alla fine della carriera (la  Sykora ha 35 anni), non ha molto da perdere (anche se non posso escludere che queste sue dichiarazioni non le renderanno la vita facile), però è sempre una notizia importante., visto che credo non esistano altri atleti in attività ad aver fatto coming out, in Italia!

martedì 23 ottobre 2012

Un bravo ragazzo

"Mio figlio è un bravo ragazzo.  La nostra è una famiglia perbene"  ha affermato  Maria Cardinale, madre di Samuele Caruso. Ovvero madre di un ragazzo che è uscito di casa infilando in tasca un coltello con la dichiarata intenzione di usarlo se le cose non si fossero "chiarite" nel modo giusto, che con una scusa si è fatto aprire il portone di casa ed infine ha ferito gravemente la sua ex-ragazza ed ucciso la sorella.

Il tutto perchè la ragazza, che lo aveva lasciato 6 mesi fa perchè non sopportava la sua gelosia, lo "tradiva" frequentando un altro ragazzo.

Quando leggo certe notizie, e certe affermazioni, mi chiedo se siamo veramente nel 2012 e mi rendo ancora più conto di quanta strada bisogna ancora fare verso la civiltà. Perchè trovo assurdo che nel 2012 eisstano ancora ragazzi come Samuele, esista un contesto sociale dove certe folli idee ancora trovano "humus" per radicarsi  dentro la personalità di un ragazzo, e madri che riescono a  negare la realtà innanzitutto a se stesse. 

lunedì 22 ottobre 2012

Raimondo di Sangro, Principe di San Severo

Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, è un personaggio controverso vissuto a Napoli nel XVIII secolo. Nessuno può negare che fosse un uomo di cultura e di estrema intelligenza, alchimista, massone, esoterista ma anceh inventore, letterato ed anatomista.  C'è addirittura  chi sostiene sia lui il "principe molto amante della chimica" che Cagliostro, durante il processo di fronte al tribunale della santa inquisizione, indicò come fonte delle sue conoscenze alchemiche.

A lui si deve il restauro e la sistemazione definitiva, visibile ancora oggi, della cappella gentilizia di "Santa Maria della Pietà" oggi nota come Cappella Sansevero. Un luogo particolare, caratterizzato da tanti elementi unici e straordinari, cominciando dall'incredibile Cristo Velato, statua in cui il velo che ricopre il corpo del cristo deposto è così perfetto nel far trasparire i lineamenti del viso ed i dettagli degli arti da far chiedere se sia stato scolpito o, invece , aggiunto alla scultura e marmorizzato con un procedimento inventato dallo stesso principe.

(Immagine presa dal WEB)

O la statua della pudicizia, anch'essa con il viso velato ma realizzata con una tecnica diversa.

(Immagine presa dal WEB)

O ancora la statua del disinganno nella quale un uomo è circondato da una rete  che è stata incredibilmente scolpita nello stesso blocco marmoreo


(Immagine presa dal WEB)

O, infine, il sepolcro dello stesso principe (che non custodisce il suo corpo, trafugato in tempi ignoti)  con una lapide la cui scritta pare fu dettata dallo stesso e che recita, tra l'altro:

Uomo mirabile, nato a tutto osare... illustre nelle scienze matematiche e filosofiche, insuperabile nell'indagare i reconditi misteri della natura, esimio e dotto nei trattati e nel comando della tattica militare terrestre e ...imitando l'innata pietà a lui pervenuta per l'ascendenza di Carlo Magno imperatore, restaurò a sue spese e con la sua saggezza questo tempio... affinchè nessuna età lo dimentichi

A destra, più in basso rispetto al piano della cappella, in una specie di cripta che nelle intenzioni iniziali doveva ospitare proprio il cristo velato, si trovano anche quelle che vengono definite le sue due "macchine anatomiche" ovvero due scheletri, uno di uomo ed uno di donna, nei quali si osservano tutte le vene e le arterie.



(Immagine presa dal WEB)

Pur non avendone la certezza, si sospetta che il principe abbia iniettato in due cavie una sostanza che, entrando in circolo, abbia  progressivamente bloccato la circolazione del sangue fino alla morte dei poverini. Dopo di che la sostanza avrebbe in qualche modo preservato i vasi sanguigni dalla  decomposizione  per cui, una volta distrutti pelle e tessuti muscolari, gli stessi sarebbero apparsi in tutto il loro dettaglio. Storia e visione macabra  ma, a suo modo , affascinante 

venerdì 19 ottobre 2012

Se ti tagliassero a pezzetti

No, tranquilli, non è il titolo del nuovo film "pulp" di Quentin Tarantino, ma quello di una poco nota canzone di Fabrizio De Andrè, uno che della vita e dei rapporti aveva capito molte cose.

Perchè ne voglio parlare? perchè, anche legandomi al post precedente (poi giuro che per un pò faccio post più leggeri e ludici), in questa canzone, in cui ogni parola può assumere un profondo significato, c'è un verso in particolare che a mio avviso è la chiave per la gestione "sana" dei rapporti interpersonali. Il testo della canzone è qui di seguito, vi invito a leggerlo per intero,  ed il verso in questione l'ho evidenziato:

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Non pare anche a voi che se relazioni interpersonali (affettive,amicali o amorose che siano) fossero basate su questo principio funzionerebbero molto meglio?  

mercoledì 17 ottobre 2012

Fare del male

Parto da un commento al post precedente, in cui in riferimento a fare del male agli altri, Annastella afferma di aver fatto male solo a qualche insetto. Parto da questo commento perchè ultimamente sono quasi ossessionato dal timore di fare del male.

A proposito di insetti, io ho sicuramente ucciso molte mosche  e molte zanzare, ultimamente anche una colonia di formiche. Ma ho di certo fatto del male anche a qualche persona. Il più delle volte inconsapevolmente, qualche volta in piena consapevolezza (si, ho fatto del male sapendo di fare del male ma nella convinzione, che tutt'ora mi sostiene, di aver scelto il male minore, anche se non riesco in cuor mio ad escludere che fosse possibile evitare di arrivare a dover fare quella scelta).  Ovvio, non sto parlando di azioni violente, di ferite fisiche, ma non è detto che le ferite dello spirito siano meno dolorose (e tra l'altro possono essere molto più difficili da curare).

Ed alla luce del passato, mi rendo conto di vivere con apprensione il presente. Non che io abbia voglia di fare del male a qualcuno, sia chiaro. Tutt'altro. Proprio per questo combatto giornalmente una battaglia personale con me stesso, consapevole di camminare su una sottile linea grigia tra piacere e timore.

E se non ci avete capito niente di questo post, tranquillizzatevi, siete in buona compagnia, non ci ho capito niente neanche io.

martedì 16 ottobre 2012

16 ottobre 1943

Per non dimenticare le pagine buie, per fare in modo che non si ripetano sotto altra forma, è bene tornare all'alba del 16 ottobre del 1943, quando  i militari tedeschi circondaro il ghetto di roma e portarono via più di mille ebrei.

Dopo due giorni di attesa, i poveretti furono portati alla stazione Tiburtina, caricati su 18 vagoni piombati e trasferiti  nel campo di concentramento di Auschwitz. Solo quindici di loro sopravvisseo, di cui una sola donna, e nessuno degli oltre 200 bambini che facevano parte del terribile carico.

Per non dimenticare. Mai.

lunedì 15 ottobre 2012

Figli

Ha fatto il giro dei giornali, delle reti  televisive e anche dei blog la storia del bambino di 10 anni portato via con la forza alla madre ed ospitato ora in una struttura protetta. Ne ho lette tante, di informazioni e di opinioni sulla faccenda specifica, e sono giunto alla conclusione di non poter aggiungere niente di significativo, se non la banale considerazione che episodi del genere non dovrebbero accadere (ma purtroppoo accadono).

Quello che mi sembra evidente, a prescindere dalle ragioni e dai torti dei singoli,  è che ci troviamo di fronte a due genitori che non sono riusciti a mantenere il loro conflitto nell'ambito personale evitando di  coinvolgere il loro figlio. E non sono gli unici.

Quello che non capisco in generale, nei genitori separati, è come sia possibile che non si faccia di tutto, ed anche di più, per tenere fuori i figli dai conflitti di coppia. Secondo me, nel momento in cui si mettono al mondo dei figli, ci si assume una responsabilità enorme e non delegabile su di loro, sulla loro crescita, sulla loro evoluzione. E una volta che si rende inevitabile far vivere ai figli il trauma dello sgretolamento della famiglia, si dovrebbe fare di tutto perchè i essi non perdano il contatto con  entrambi i genitori (a meno che, e capita purtroppo, non sia il genitore a volersi allontanare volontariamente, nel qual caso la mia opinione sul suddetto pseudo-genitore la potete immaginare), e questo a prescindere dal peggioramento dei rapporti interpersonali, dalle reciproche recriminazioni, dalle colpe vere o presunte, ecc.

Tutte cose che possono anche protare a conflitti che hanno le loro brave giustificazioni, ma che dovrebbero essere confinate al livello della coppia  e non della genitorialità. Invece spesso i figli vengono utilizzati come merce di scambio, come strumenti di pressione, in un gioco al massacro che di certo non giova ai figli, ma molto spesso neanche ai genitori. E soprendentemente (o forse no) tutto questo è abbastanza indipendente dal ceto sociale o dal livello di istruzuione dei protagonisti. Come se, in certi contesti, prevalesse la componente animale, primitiva, di ognuno di noi, a discapito della razionalità di quello che dovrebbe essere un animale intelligente. Intelligente? Mah ...

venerdì 12 ottobre 2012

L'attesa

Ci sono molti tipi di attesa, ma qui voglio parlare dell'attesa dell'incerto, quella che può essere terribile o bella.

Terribile: l'attesa  nella sala di aspetto di  un dentista, quella di un responso medico, o quella nell'anticamera di un pronto soccorso in cui è stata appena ricoverata una persona cara. Tutte esperienze recenti, ancora vivide nella mia memoria, tutte attese interminabili in cui  si alternavano nella mente le ipotesi più pessimistiche, con la speranza che non si rivelassero esatte

Bella: l'attesa di un incontro con una persona cui si tiene, o addirittura di un incontro galante (in questo caso i miei ricordi ahimè sono molto più lontani e sfumati, ma resistono). Una attesa piena di aspettative, quasi un pregustare il piacere che l'incontro stesso ci darà. A volte l'attesa può addirittura dare sensazioni migliori di quelle dell'incontro stesso, perchè nell'attesa si concentrano tutti i sogni legati a quella persona, salvo poi rendersi spesso conto di aver esagerato. Spesso, ma non sempre.  Ecco , a volte bisognerebbe riuscirfe a prolungare all'infinito il piacere di questo tipo di attesa, invece di viverla con l'impazienza che la stessa finisca. Peccato che lo si capisca quando le occasioni dell'attesa non ci sono più.

Ma non scopro niente di nuovo, Lessing ( che andrebbe ricordato almeno per aver detto che tra la verità ed il tendere alla verità avrebbe scelto quest'ultimo pur senza avere la certezza di arrivarci alla verità) sosteneva  che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere, e Pascal ha detto che l'essere umano non cerca le cose ma la ricerca delle cose perchè non vive nel presente ma in attesa del futuro.

giovedì 11 ottobre 2012

Piscina - 2

L'acqua può far paura, essere vista come un pericolo. Ma l'acqua può anche essere una amica accogliente. In fondo, prima di nascere passiamo nove mesi immersi in un liquido. Poi ne siamo strappati via e lo dimentichiamo.

A me piace stare in acqua, anzi a me piace soprattutto stare sotto l'acqua, in mare soprattutto,  maanche in piscina. Certo, in piscina non c'è niente da vedere, solo le mattonelle che ne lastricano il fondo, eppure è piacevole scendere giù, nella zona più profonda, lasciarci scivolare fino a quando i piedi non toccano per terra, e rimanere così semisospesi, per una volta quasi senza peso. E muoversi lentamente , mentre il rumore ti arriva ovattato, attenuato, e sei solo con te stesso, con i tuoi pensieri, isolato dal resto del mondo che è a soli pochi metri di distanza da te. Un isolamento fisico molto più piacevole dell'isolamento mentale che a volte (o forse spesso) si prova stando tra la gente, forse perchè per una volta è un isolamento volontario. 

E resto lì il più a lungo possibile, finchè il corpo non ha consumato quasi tutto l'ossigeno accumulato nei polmoni, e comincia ad inviarmi messaggi di pericolo. Solo allora alzo gli occhi verso la superficie e lentamente risalgo, fino a riemergere dall'abbraccio di questa amica silenziosa.

mercoledì 10 ottobre 2012

Piscina - 1

Ho ripreso ad andare in piscina. Avevo qualche remora, non perchè non mi piaccia, ma perchè anche lì mi sento un pò fuori posto, un pò "border line". E mi viene in mente un personaggio della saga di Harry Potter che io amo particolarmente: il gigantesco Hagrid. Per chi non lo sapesse Hagrid è un mezzo gigante (quindi non è un vero gigante), e mezzo mago (quindi non è un vero mago), e non ha finito il corso di studi ad Hogwarts (quindi non potrebbe fare magie, anche se qualche volta ...), per cui in fondo si trova un pò  fuori posto ovunque vada.

Ecco, per me la piscina frequentata insieme al gruppo di appassionati di subacquea è più o meno la stessa cosa. Io sto con loro, condivido le loro chiacchiere (più o meno), ma poi non riesco veramente a partecipare alla vita del gruppo. Perchè il fine-settimana tutti insieme su un'isola a fare immersioni per me è un problema, non parliamo poi della settimana in uno dei paradisi dei subacquei come puo essere il Mar Rosso o l'arcipelago di Capo Verde. Ed anche i corsi di approfondimento richiedono una presenza costante che è difficile io possa garantire. Insomma, andare in piscina fa sicuramente bene al fisico (nei limiti in cui il mio fisico può essere aiutato a non peggiorare) , un pò meno al morale.

Però per quest'anno, almeno per quest'anno, ho deciso di continuare ugualmente, nonostante i limiti siano sempre gli stessi.

martedì 9 ottobre 2012

Palazzo Massimo

Palazzo Massimo a Roma è la sede del Museo Nazionale Romano. Se non fosse  a Roma ma a Parigi, Berlino o Londra, sarebbe sempre pieno di gente, ma è a Roma, che è di per sè un museo romano a cielo aperto, ed è quindi abbastanza deserta perfino la domenica, a parte un gruppo di americani vocianti, qualche turista isolato e la solita coppia che, nonostante la bellezza del luogo, sembra più intenta a cercarsi con gli occhi e con le mani (li associerei ai ggiovani del cinema citati qualche post post fa, se non fosse che lui era decisamente troppo grande per essere definito ggiovane) .

I romani non sono mai stati dei grandi scultori, le migliori opere di età romana sono in realtà copie di sculture dei grandi artisti greci, e non è casuale che le statue che colpiscono di più siano proprio degli originali greci portati a suo tempo a Roma, come il Pugile

(Immagine presa dal WEB)
e il Principe ellenistico

(Immagine presa dal WEB)

Ma ci sono anche splendidi sarcofagi ricamente scolpiti ed un ermafrodito dormiente che , lo ammetto, ha scatenato in me pensieri tutt'altro che casti e puri.  

Di grande interesse sono  gli splendini mosaici policromi che originariamente facevano da pavimento a prestigiose abitazioni di nobili romani,

(Immagine presa dal WEB)

e gli affreschi, specie quelli  della Villa di Livia e della Villa della Farnesina, le cui stanze sono state completamente ricomposte nel museo  per dare l'idea di come dovevano apparire in tutta la loro ricchezza di disegni e di colori.
(Immagine presa dal WEB)

Una citazione a parte merita poi la mummia di grottarossa, unico esempio di mummia romana rinvenuta nel territorio di Roma, una bambina di circa 8 anni trovata nel suo sarcofago con tutto il suo corredo inclusi piccoli gioielli ed una bambolina  di avorio.

E, fuori contesto, la splendida collezione di monete che parte dall'età romana fino a giungere ai giorni nostri (ma non pensate di potervene appropriare, è molto ben custodita).

lunedì 8 ottobre 2012

Carezze e contatti

Quanto vale, in una carezza ed in generale in un contatto fisico con un'altra persona, quanto vale il piacere personale diretto, rispetto al piacere che deriva dal piacere che prova l'altro ? Me lo chiedevo riflettendo sulla mia atavica idiosincrasia ai contatti fortuiti con degli estranei. Perchè da una parte mi è capitato di avere sensazioni sgradevoli stringendo la mano di qualcuno (più o meno sconosciuto) altre volte ho provato un piacere che mi sembrava quasi di "rubare", ovvero un piacere che l'altro (o l'altra) non voleva intenzionalmente  trasmettermi e di cui mi ero in qualche modo appropriato.

Sia chiaro non sto parlando di una contatto e di una carezza diciamo "spinta".con il proprio partner,  ma di una semplice stretta di mano, o di dita che sfiorano un braccio per segnalare qualcosa, o una mano poggiata sulla spalla per indicare una direzione, parlo di un gesto spontaneo, naturale, che in sè non ha, non avrebbe, nessun significato particolare, eppure per uno dei due lo assume nel momento stesso in cui viene compiuto.. 

Ecco, in quei casi, più che in altri, mi chiedo se quel piacere sia in qualche modo reciproco, se il piacere che si prova (perchè di piacere si tratta, o almeno è di questo tipo di contatti che sto parlando) sia comunque un piacere condiviso.

Perchè certo non si può chiedere "scusa, ma ti è piaciuto quando ti ho sfiorato la mano? perchè a me è piaciuto molto". Spesso non si ha neanche il coraggio di chiederlo al proprio partner (e tra l'altro, in quel caso, la risposta sarebbe viziata da un palese conflitto di interessi), figuriamoci ad un amico o, appunto,  ad uno sconosciuto o quasi.

Però mi piace pensare che se si riceve una sensazione positiva, sia pure non volontaria, in qualche modo sia perchè  anche l'altro sta reagendo positivamente a quel contatto, lui per primo non lo sta vivendo come una invasione della propria "privacy". Mi piace pensare (ma non so se è solo un mio volo pindarico) che quel piacere non l'ho proprio rubato, ma l'ho solo condiviso in maniera spontanea.

Si, lo so, tante "elucubrazioni" mentali sul niente, ma è un niente che può valere tantissimo.

venerdì 5 ottobre 2012

Reality

Nel panorama abbastanza desolante del cinema italiano, il film di Garrone appare come una perla rara, che interpreta il cinema italiano nella maniera più tradizionale, ma al tempo stesso sempre valida, della commedia di denuncia.

Reality

Il film gira intorno alla figura di Luciano (imterpretato magistralmente da Aniello Arena, attualmente in carcere con una condanna a "fine pena mai" , che ha potuto girare il film solo perchè ormai gode del regime di semilibertà) ed al suo tentativo di partecipare ad una edizione del Grande Fratello. Tentativo che, iniziato per scherzo, evolve poi in maniera imprevedibile. Ma tutto il cast funziona a meraviglia, dandoci l'immagine di una famiglia tanto caricaturizzata quanto credibile, che si trova coinvolta in una storia troppo impegnativa per essere vissuta senza traumi.

Non dirò niente sul finale, se non che a mio avviso Garrone, non volendo restare a livello di commedia ma neanche precipitare dalla commedia al dramma, fa una scelta ambigua e scivola sul fantastico, richiamandosi ad uno stile felliniano che in fondo funziona, anche se non soddisfa pienamente. Un film che vale lapena di vedere pur non essendo un capolavoro come Gomorra.

giovedì 4 ottobre 2012

Concerti e vita reale

Non sono mai stato un fan di un cantante (se per fan ci si riconduce alla originne della parola, dall'inglese: fanatic). Ci sono stati, e ci sono ovviamente, canzoni che mi piacciono, ci sono stati, e ci sono, cantanti di cui apprezzo le qualità e le capacità artistiche. A volte perfino quelle umane. Ma alla fine li considero per quello che sono: persone esattamente come noi, cui la vita ha dato un dono e che questo dono hanno saputo sfruttare.

I concerti cui sono andato si possono contare sulle dita delle mani, anzi di una mano se escludo quegli eventi popolari in cui non c'era un solo artista, ma tanti artisti riuniti per celebrare un determinato avvenimento.   Ed in genere ci sono andato per accompagnare qualcuno: un concerto di Renato Zero in un teatro tenda quando corteggiavo una sorcina (se non sbaglio sto parlando del 1980 o giù di lì), un concerto di Ligabue allo stadio Olimpico per accompagnare mio figlio 14enne al suo primo concerto, e poco più.

Però mi dispiace di non essere mai riuscito ad andare al concerto di uno degli artisti che stimo di più, e del quale ieri sera, spulciando nel mare magnum del WEB, ho trovato questa dichiarazione che mi ha particolarmente colpito, tanto da decidere di riportarla qui integralmente:

Io tutte le sere, quando finisce un concerto, vorrei rivolgermi alla gente e dir loro  "tutto quello che avete ascoltato fino ad adesso  è assolutamente falso, così come sono assolutamente veri i sentimenti e gli ideali che mi hanno portato a scrivere e cantare queste canzoni. Ma con gli ideali e con i sentimenti si costruiscono delle realtà sognate. La realtà, quella vera, è quella che ci aspetta fuori dalla porta del teatro e per modificarla, se vogliamo modificarla, c'è bisogno di gesti concreti, reali."
 

mercoledì 3 ottobre 2012

Pubblicità Regresso

Pare che il  Presidente dell'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale fosse solito parcheggiare la sua Jaguar, quando andava in ufficio, nel posto riservato ai portatori di handicap. Finchè un automobilista che avrebbe avuto diritto al posto si è  rivolto ai vigili. che hanno multato l'auto, provocando la violenta reazione dell suddetto Presidente che  ha aspettato che i vigili si allontanassero per poi tagliare le gomme della macchina dell'uomo che aveva segnalato l'infrazione.

Per sua sfortuna è stato ripreso dalle telecamere e visto da alcuni dipendenti.Così, messo alle strette, visto anche il clima politico, il tipo ha dato le sue dimissioni "spintanee" (ovvero è stato cordialmente invitato a togliersi dai piedi) nel giro di pochi giorni dal fatto. Al tipo evidentemente questi cartelli, ed i relativi messaggi di educazione civica, hanno fatto un baffo.

martedì 2 ottobre 2012

Donne e cibo

Sempre durante la manifestazione Taste of Rome di cui ho parlato pochi giorni fa, osservando in un momendto di pausa gli altri frequentatori dell'evento, non ho potuto fare a meno di notare una significativa differenza tra gli uomini e le donne presenti. Gli uomini, nella maggior parte dei casi, rivelavano già nel loro fisico, non proprio esile, l'amore per il buon cibo, le donne invece, erano per lo più magre, diverse al limite dell'anoressia, anche quelle che sembravano mangiare tanto e di gusto. E allora mi chiedo se ci sia una qualche correlazione tra l'essere amante della enogastronomia ed essere donna magra, e non ho una risposta. Però poi penso ad alcune foodblogger che conosco, tutte con un fisico invidiabile a cominciare dalla mitica cavolettodibruxelles che, nonostante un figlio, è di una magrezza sconcertante, ad altre donne che circolano della food blogsfera, per finire con una curatrice di una guida gastronomica (non una delle più famose ma comunque abbastanza diffusa), che pur effettuando di persona moltissime "ispezioni" ai ristoranti ogni anno è altrettanto magra, e mi dico che una correlazione deve pur esserci.

lunedì 1 ottobre 2012

Burocrazia ed efficienza

Ad aprile mi serviva un certificato dal Comune di Roma, uno di quei certificati che non si rilasciano a vista ma per i quali c'è un impegno dell'amministrazione comunale a rispettare determinati tempi di lavorazione (tralascio ogni considerazione sul fatto che, essendo tutto informatizzato, ci possano volere 3 settimane per avere un pezzo di carta solo perchè la cosa coinvolge due uffici diversi dello stesso  Comune). L'impiegata, gentilissima, controlla la mia domanda, scrive sulla ricevuta la data entro la quale  il certificato sarà pronto e poi aggiunge:

"la data dobbiamo metterla per forza, ma non la consideri proprio tassativa, ci potrebbe volere qualche giorno in più. Comunque mi lasci anche un indirizzo di mail, così possiamo informarla quando il certifcato sarà  effettivamente disponibile allo sportello per il ritiro"

Sono andato via meravigliato da tanta precisione: impegno sulla data e avviso via e-mail (forse si potrebbe fare anche via sms  ma non esageriamo). Non avendo particolare urgenza, ho lasciato passare un pò più di un mese  e poi, non avendo ricevuto nessuna comunicazione, verso la fine di maggio sono andato in circoscrizione, ho ritirato il certificato, e non ci ho pensato più.  

Dopo oltre 4 mesi, mi è arrivata una mail dal comune che mi informa che

"a partire da oggi potra' ritirare la relativa certificazione presso il Municipio di appartenenza"

E' proprio vero che l'informatica ha reso efficiente la macchina burocratica! Diamine, da quando il certificato era pronto e disponibile ci sono voluti solo 4 mesi per inviare la mail.  E poi ci lamentiamo della lentezza delle Poste Italiane.