venerdì 28 settembre 2012

Taste of Rome

Lo scorso fine settimana a Roma si è tenuta la prima edizione di questa manifestazione dedicata alla buona cucina. C'erano (quasi) tutti i migliori chef e ristoranti  di Roma, eccetto Heinz Beck: cito in ordine sparso:

Cristina Boweman di Glass
Anthony Genovese del Il pagliaccio
Roy Caceres di Metamorfosi
Francesco Apreda de L'Imago dell'Hotel Hassler
Riccardo Di Giacinto di All'Oro
Arcangelo Dandini de L'Arcangelo
Luciano Monosilio di Pipero al Rex
Agata Parisella di Agata e Romeo
Andrea Fusco del Giuda Ballerino
Giulio Terrinoni de L'Acquolina
AngeloTroiani del ConvivioTroiani
Kotaro Noda del Magnolia del Jumeirah Grand Hotel

Di fatto dei nomi che vanno per la maggiore mancava forse Settembrini, Roscioli  e poco altro. L'occasione era "ghiotta" (mai termine credo fu più azzeccato) perchè c'era la possibilità di degustare il meglio di ciò che si può trovare sulle tavole di Roma, posti dove il menù degustazione oscilla intorno ai 100 euro (vini esclusi) e può lievitare significativamente se si ordina alla carta. Ogni chef aveva preparato 3-4  piatti che si potevano assaggiare (perchè di assaggini si trattava, ovviamente) pagando una cifra che oscillava per ogni piatto tra i 4 ed i 6 euro.

Devo dire che, con molta calma, ho assaggiato di tutto, e le aspettative non sono rimaste deluse, dal Crudo d’oca, senape e mele di Monosilio & Pipero (incredibile), alle Capesante fritte ripiene dell’Imago, passando per la Rosetta con coniglio porchettato di Troiani, il  rocher di coda di All’Oro e il baccalà dell' Acquolina, ho speso più di 50 euro, ma li spenderei ancora volentieri per assaggiare gli altri piatti che causa budget limitato e altrettanto limitata capienza del mio stomaco sono stato costretto ad ignorare. Così mi trovo a dar ragione a Riccardo Di Giacinto che ha fatto osservare che se a Roma è la norma  mangiare in un qualunque ristorante/trattoria spendendo circa  35-40 con il rischio di riempire lo stomaco   con cibo banale, non è folle pensare di spendere il doppio, dimezzando le cene fuori casa,  per un menù degustazione di qualità che faccia scoprire la cosiddetta alta cucina.

giovedì 27 settembre 2012

Informazione?

Faccio due premesse doverose:
  • non apprezzo particolarmente il Movimento 5 Stelle, che a mio avviso ha come unico pregio quello di evidenziare come ci sia molta gente che vorrebbe onestamente partecipare alla politica italiana ma dalla stessa viene esclusa perchè non allineata alle varie correnti e correntucole dei partiti tradizionali
  • leggo sempre con attenzione La Repubblica (sia la versione on-line che quella cartacea) perchè spesso riporta notizie ed approfondimenti interessanti.
Però devo dire che mi dà molto fastido leggere un riquadro sulla home page di Repubblica che riporta testualmente, sotto una fotografia in cui compaiono Grillo ed il discusso consigliere della regione Lazio Franco Fiorito:  LA FOTOGRAFIA/IL CASO. Sottotitolo "Il web non perdona ecco Grillo accanto a Fiorito"

Il messaggio nella Home Page di Repubblica  è chiaro: Grillo si è fatto fotografare con Fiorito, come la Lecciso e Gigi D'alessio.  E se si segue il link compare la stessa foto ingrandita e la frase

"Tra tutti i personaggi famosi con cui Franco Fiorito si è fatto fotografare in questi anni, questo è di sicuro il più inaspettato. Nello scatto amatoriale pubblicato da Ciociaria Oggi, accanto all'uomo simbolo dello scandalo che ha portato alla caduta della giunta Polverini nel Lazio c'è il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo"

Solo dopo (al di là del fatto che la foto, come riportato, è amatoriale, quindi nessuno si è messo  in posa, come d'altronde è evidente dalla foto stessa, contrariamente ad altre foto sullo stesso argomento) si precisa che si trattava dell'assemblea pubblica contro la costruzione dell'inceneritore di Anagni (cui Grillo è giustificatissimo abbia partecipato, considerate le sue campagne, giuste o sbagliate, contro gli inceneritori) avendo la sfortuna di sedere, in quella occasione, accanto al sindaco di Anagni. Insomma, dove è la notizia? e qual è la qualità di questo tipo di informazione?

Tango

L'altra sera ero all'Auditorium di Roma per una manifestazione enogastronomica ed uscendo,  notato che nella Cavea c'era ancora gente nonostante l'ora tarda, mi sono fermato a curiosare. Ho scoperto che come coda di uno spettacolo nell'ambito del Festival del Tango, era in corso una milonga (ovvero un momento di ballo collettivo) con l'accompagnamento del quartetto argentino che si era appena esibito, ed ad un certo punto ho assistito anche ad uno stupendo fuori programma da parte di alcune coppie di ballerini professionisti.

E così ho ricordato quando, anni fa, avendo sentito parlare del tango come "ballo non ballo" avevo cercato di capirne di più frequentando per un paio di mesi una delle tante scuole che esistono a  Roma. Io, che non ho mai amato i balli (sarà che sono assolutamente disarmonico, sarà che non ho mai avuto compagne che amavano il ballo ed in genere si balla in due).  Non è detto che sia riuscito a capirne di più (ed è certo che non ho imparato a ballare il tango, purtroppo), ma una cosa da allora mi è chiara: il tango è un mezzo per vivere emozioni profonde in due. E nel tango, c'è chi guida e chi si fa guidare. Ma solo se chi guida sa guidare, e se chi è guidato sa farsi guidare (fidandosi di quello che gli viene trasmesso), solo allora quell'insieme di passi, di figure, di movimenti diventa tango, e solo allora il tango diventa emozione.

C'è chi dice che chiunque può ballare il tango, ma questo non vuol dire che tutti lo possono ballare. E c'è chi dice che non c'è bisogno di avere una partner per ballare il tango. Ma io credo che se ballare tra sconosciuti può avere il suo fascino inclusa l'emozione della reciproca scoperta, ballare il tango insieme ad una persona con cui si stabilisce una profonda empatia può generare emozioni incredibili. Ed alla fine sono quelle che credo sia più importante vivere, sentire, ed offrire.

Il video che segue a me piace molto anche se, me ne rendo conto, non è molto allegro. Ma in fondo c'è chi sostiene che il tango sia un pensiero triste che si balla.

mercoledì 26 settembre 2012

Prometheus

Un amico me lo aveva sconsigliato, la critica non ne parlava un granchè bene, anche nei blog i giudizi erano tiepidi, ma a me Ridley Scott piace, Alien è stato un gran film (e dopo Alien lo è stato anche  Blade Runner), il suo ritorno alla fantascienza dopo 30 anni (ed in una intervista aveva dichiarato di aver atteso a lungo di avere a disposizione un copione interessante) non lo potevo mancare.


Francamente un film di cui non se ne sentiva il bisogno. Interessante l'idea di base della ricerca dei creatori della specie umana, ipotesi suggestiva (ma contraria a qualunque teoria scientificamente provata ... d'altronde ci sono scuole parificate, anche in italia,  in cui si sostiene a gran voce la teoria del creazionismo) che si riallaccia al quesito irrisolvibile su cui da sempre l'uomo si è interrogato,  relativo alla comprensione dei motivi della sua stessa esistenza, tema che purtroppo non viene poi sviluppato nel corso  nel film stesso. Tecnicamente impeccabile, anche grazie agli effetti 3D, tutto l'apparato di astronavi, mondi perduti, mostri ecc. Ma per il resto ... c'era proprio bisogno di rifare Alien cambiando solo qualche dettaglio minore? Il film evolve in maniera prevedibile, ed i colpi di scena non sono poi così colpi. Perfino il finale (lasciato volutamente aperto per consentire un futuro Prometheus II) lo si poteva intuire fin quasi dall'inizio.

Insomma, un film che è appena sufficiente al cinema (e che sul piccolo schermo sarà ancora meno usufruibile). Nota di colore, si fa per dire, la presenza al mio fianco di una coppia di ggiovani (la doppia gg è voluta) che, come nella migliore tradizione di tanti anni fa e che pensavo ormai fosse in disuso,   erano molto più interessati a scambiarsi ... diciamo affettuosità spinte nell'oscurità della sala ... che a godersi il film. Alla fin fine non so se hanno fatto meglio loro, o meglio io. E' probabile che, vista anche la logistica, alla fine anche loro siano rimasti un pò inappagati, come me!

martedì 25 settembre 2012

Lettera aperta al signor Bagnasco

Gentile signor Bagnasco

ho letto con attenzione la prolusione da lei pronunciata ieri presso il consiglio permanente della conferenza episcopale italiana, e pur non avendo la sua cultura e la sua formazione vorrei contestarle alcune affermazioni che si trovano nel nono ed ultimo punto della stessa, nel quale lei, abbandondando discorsi correlati alla istituzione religiosa di cui fa parte (e sui quali non mi permetto di intervenire non essendo di mio interesse nè toccando minimamente la mia sfera personale) affronta invece l'argomento delle unioni civili, facendo (volutamente?) molta confusione.

Allora provo a spiegarle alcuni concetti basilari:

Due persone che si vogliono bene e che decidono di percorrere insieme parte della loro vita futura (o magari tutta) condividendo un "progetto" comune, costituiscono una famiglia. Che sia basata sul matrimonio  o meno è ininfluente, visto che il matrimonio non è, per il cittadino italiano, un vincolo indissolubile (come invece lo è per la chiesa, ma qui stiamo parlando di stato e non di religione).

Oggi se si vogliono assumere degli impegni "formali", con associati diritti e doveri, l'unico mezzo a dispozione è il matrimonio in quanto istituto civilistico (il fatto che esista anche una istituzione religiosa con lo stesso nome non deve portare a confondere le due cose). Mettere a disposizione dei cittadini italiani un altro istituto, quello che banalmente viene indicato come "unione civile", non serve come dice lei  a garantire ad una famiglia che non vuole formalizzarsi nel matrimonio gli "stessi diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza l’aggravio dei suoi doveri" ma serve a dare alcuni diritti in cambio di alcuni doveri. Si tratta appunto di  dare una risposta a problemi reali ai quali, contrariamente a quanto lei afferma NON "si può rispondere attraverso il codice civile esistente".

Nè è condivisibile la sua affermazione sul fatto che nel caso venisse creato l'istituto delle Unioni Civili  "La società, come già si profila in altri Paesi, andrebbe al collasso." Affermazione che non è supportata da alcuna prova ... tanto per dare uno sguardo non molto lontano, non mi pare che in Francia, dove ci sono i PACS, la società stia andando al collasso.

Vorrei tanto glissare sul modo in cui, nell'ambito di un discorso riferito alla salvaguardia del matrimonio rispetto ad altre forme di legalizzazione di una famiglia, lei infila  la "sottile" critica sulla idea di "ridefinire 
la famiglia esclusivamente come una rete di amore – dove c’è amore c’è famiglia, si dice – disancorata dal dato oggettivo della natura umana – un uomo e una donna". Ma non ci riesco. Ebbene si, mi sorprende che una persona di chiesa come lei, una chiesa dove l'amore è alla base di tutto (tanto che credo il vangelo dica, tra l'altro, che "Dio è amore"),  disconosca il valore massimo dell'amore, ma le assicuro due uomini o due donne che si amano sono una famiglia e dove c'è amore c'è famiglia, e magari anche dei bambini. Se ne faccia una ragione.

lunedì 24 settembre 2012

La Navicella

Agli inizi del 1300 a Giotto fu commissionato un disegno per la realizzazione di un imponente mosaico, con soggetto che richiamava l'episodio di Cristo che salva gli apostoli dai flutti, da cui il nome la navicella, per decorare il quadriportico della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Quando la basilica venne demolita, per far posto all'attuale chiesa, si cercò di salvare i pezzi del mosaico, che vennero ricomposti e pesantemente rimaneggiati nei secoli, tanto che ciò che ne resta si trova in San Pietro ma è difficilmente riconducibile all'opera originale. Del mosaico tra l'altro facevano parte delle figure di angeli, e l'allora segretario del papa Paolo V Borghese, monsignor Simoncelli, riuscì ad ottenere in regalo una testa d'angelo che portò nel suo paese natale, Bauco, e fece murare in una delle cappelle laterali della chiesetta di San Pietro Ispano.


Nel tempo, Bauco è diventata Boville Ernica, un piccolo paese tutt'ora appollaiato su una collina del frusinate, ed in quella chiesetta si può ancora ammirare questa stupenda testa di angelo, l'unica parte del mosaico originale che sia giunta  a noi intatta. E che vale una piccola gita fuori porta tra i paesini della campagna della ciociaria per scoprire questo ed altri piccoli tesori sparsi qua e là.

venerdì 21 settembre 2012

Il blog

Ho fin dall'inizio scritto, e lo leggete anche qui al fianco, che ho aperto questo blog per divagarmi un pò, per parlare di me e dei miei pensieri e, se possibile, scambiare opinioni con persone che non conoscevo e con cui altrimenti non sarei mai venuto in contatto, e sentirmi un pò più vivo.

Ad oltre un anno di distanza, devo dire che gli obiettivi che mi ero prefisso li sto ottenendo, e mi rendo conto che dovrei ringraziare tutti quelli che mi leggono e che, se ne hanno voglia, commentano le mie esternazioni.   Volevo aggiungere una cosa: a volte scrivere è un piacere, a volte mi sforzo di farlo anche se per vari motivi personali mi verrebbe di astenermi, ma mi gratifica moltissimo, forse al di là delle intenzioni di chi mi scrive, il fatto che così come io condivido i miei pensieri, qualcuno i suoi pensieri decida di condividerli proprio con me. E mi viene da pensare, in generale, che a volte piccoli gesti, piccole attenzioni, piccole dimostrazioni di interesse verso gli altri, sono molto più importanti, hanno molto più valore , di quanto ci si possa immaginare: piccole gesti per chi li fa, gesti importanti per chi li riceve!

giovedì 20 settembre 2012

Scelte

La storia di ognuno di noi, la vita di ognuno di noi, è punteggiata da infinite scelte. Ne facciamo ogni giorno, dal momento in cui ci alziamo dal letto (e potremmo per assurdo decidere di non farlo) al momento in cui spegniamo la luce e chiudiamo gli occhi per dormire (e anche in questo caso, a meno che il sonno non ci prenda di sorpresa, potremmo scegliere di rinviare quel momento). A volte scelte che ci appaiono epocali si rivelano ininfluenti per la nostra vita, altre volte scelte appaerentemente banali hanno un effetto dirompente (ed a volte devastante). Questo concetto è esposto in maniera estremamente chiara, per esempio, in Sliding Doors, un film di qualche tempo fa in cui la chiusura delle porte scorrevoli di un vagone della metropolitana, con  la possibilità o meno della protagonista  di prendere (o perdere) quella specifica corsa determina due percorsi estremamente diversi della sua vita. Ed allora uno si guarda dietro e può anche chiedersi cosa sarebbe successo se ... e trovarsi ad immaginare, come puro esercizio della fantasia, percorsi alternativi che la sua vita avrebbe potuto prendere.

Oggi io non posso non ricordare che molti anni fa, il 20 settembre, è stata una data importante, perchè ha segnato (nel bene e nel male) la mia vita. Ma allo stesso tempo non riesco ad immaginare un percorso diverso, non posso proprio chiedermi: e se...?

E mi viene in mente una canzone di Gino Paoli, non una delle più famose, si intitola L'ufficio delle cose perdute, di cui vi regalo  un estratto e sulla quale vi invito a ragionare:

Sulla strada che val al porto
dopo un'arco c'e' una piazza
sempre piena di bambini
qualche gatto
e un vu cumpra'
tra un negozio di bottoni e un
tizio che si fa'
c'e' un ufficio senza targa e senza eta'
ed e' un ufficio del vento
cose perdute quelle
che son sparite in fondo
a qualche momento chiuso
Ed e' un ufficio pieno
di vecchie cianfrusaglie
di giorni poco usati e di candeline
di un'altra eta'
Sono andato li a cercare
i capelli che ho perduto
il sorriso di mio padre
ed il canto di un amico
voglio indietro i miei vent'anni
e le speranze in piu'
voglio l'albero dei come
e dei perche'
Ma dentro quel momento
non c'e' nel mio giardino
l'albero che ho piantato
qualche anno fa'
per sempre
Ma nell'ufficio delle
cose perdute devo
in cambio dei vent'anni
ridare tutto
tutto quello che ho
E ritorno piano a casa
con le rughe ed i pensieri
lascio li' i miei vent'anni
i capelli, i sogni in piu'
mi va bene rimanere
con quello che ho

mercoledì 19 settembre 2012

Sexting

Non conoscevo questo termine, che apprendo essere un neologismo derivante dall'unione di due parole inglesi, sex (sesso, ovviamente) e texting (ovvero pubblicare) e consisterebbe nella pratica di inviare immagini sessualmente esplicite o testi inerenti al sesso attraverso internet e posta elettronica.

Pare sia una pratica abbastanza diffusa tra gli adolescenti ,che esplorano la propria sessualità chiusi nelle loro stanze e collegati con il resto del mondo via internet. Di certo è una pratica molto diffusa tra gli adulti, vista la quantità di chat  a sfondo erotico e di siti associati la cui pubblicità affolla molte caselle di mail (e se c'è offerta vuol dire che c'è domanda).

Solo che capisco molto di più la chat (dove si mantiene il proprio anonimato e perfino io potrei sostenere di essere un giovane trentenne palestrano e superdotato) che non lo scambio di immagini, dove la dura e cruda (nonchè ... nuda) realtà viene rivelata. Insomma, se proprio uno deve fare del sesso telematico, non è molto meglio limitarsi alla parola, lasciando ampio spazio alla immaginazione ? (a meno di non esssere appunto dei superfighi, ma quelli in generale non hanno bisogno delle chat per provare una qualche emozione di quel tipo).

Adesso scusatemi, ma scappo ... vado a fare un po di sexting :-)

martedì 18 settembre 2012

Il male oscuro

La settimana scorsa avevo parlato di Francesca, la conduttrice radiofonica di Roma che il giorno del suo 41simo compleanno si era tolta la vita buttandosi da un cavalcavia. Pare che soffrisse di crisi depressive.

E' di ieri la notizia che una donna della stessa eta, sempre  a Roma, si è tolta la vita buttandosi dal settimo piano, purtroppo trascinando con se la figlia di 8 anni. Anche lei pare avesse delle fasi depressive (e la sua situazione familiare in effetti era così pesante da non meravigliarsi che l'avesse portata alla depressione).

La depressione è un male oscuro, difficile da comprendere anche per chi è vicino  alle persone che ne soffrono. E' un male infido perchè va a colpire sottotraccia e poi esplode improvvisamente ed in maniera devastante. A volte stare vicino ad una persona depressa non è sufficiente, non aiuta abbastanza e d'altra parte drena risorse fisiche e psichiche ingenti, ma è difficile trovare altre strade per focalizzare i propri sforzi. Purtroppo la mente umana è un mistero ancor troppo poco esplorato e compreso tanto che, più che rimuovere le cause della depressione (spesso  ignote), si tende a limitarne gli effetti con l'uso dei farmaci. Ma non semrpe questo basta, purtroppo, e soprattutto non protegge da eventuali ricadute a meno di non prendere farmaci a vita con i relativi effetti collaterali. Ed io mi illudo che per limitare il rischio di una depressione sia importante dare alla propria mente degli stimoli sempre nuovi, di alimentarla per evitare che i pensieri più oscuri prendano il sopravvento, ma rimangano sepolti il più profondamente possibile. Ed il più a lungo possibile.   

lunedì 17 settembre 2012

Il seno

Kate Middleton, hanno scoperto dei fotografi, ha il seno e qualche volta si mette in topless. Questa notizia scandalosa sta facendo il giro del mondo, con servizi esclusivi sui vari giornalietti scandalistici (ma non in Inghilterra, dove la famiglia reale è sacra e nessuno, per ora, osa riprendere i servizi già pubblicati). Ora, che Kate avesse il seno si poteva evincere da qualunque sua foto; che, essendo giovane, quando prende il sole, anche per evitare gli inestetici segni del reggiseno, si potesse mettere in topless era ipotizzabile. Quindi, dove è la cosa interessante? 

Eppure sono dell'idea che sia in Francia (dove sono state pubblicate) che in Italia (dove verranno pubblicate nei prossimi giorni), le tirature dei giornali coinvolti aumenteranno. E mi chiedo: perchè? Premesso che non sono interessato in generale al nudo (al limite sono interessato al nudo di particolari persone, quelle per cui provo qualche sentimento), mi chiedo cosa spinge l'uomo (ma anche la donna) comune ad acquistare un giornale per "ammirare" qualche foto abbastanza sgranata della bella principessa  in topless, non dissimile dallo spettacolo "live" che con un pò di "fortuna" si può ammirare su una qualsiasi spiaggia della riviera romagnola (si, è vero, in quel caso non sarebbero le tette di Kate ma quelle di Katia, Caterina, Cristina , ecc... ma in fondo le tette delle belle ragazze sono tutte simili). Che diamine, alzi la mano chi non ha mai preso il sole in topless (tu, dico a te, abbassa la mano .... mi riferivo solo alle belle ragazze!)

Dobbiamo concludere che siamo (ahimè, nella statistica ci ricado anche io che me ne chiamo fuori) un popolo di guardoni? Oppure che abbiamo moltissimi parrucchieri?  

venerdì 14 settembre 2012

Le Fate Ignoranti - 3

E per finire, questa è la stupenda poesia di Nazim Hikmet citata nel film. Che in questa giornata uggiosa di settembre, anche se non è ancora autunno, ci sta benissimo.

NOTTE D'AUTUNNO

In questa notte d'autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa alla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Le Fate Ignoranti - 2

Ma chi sono le Fate Ignoranti? Qui è giusto citare le parole del regista:

"Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e non riconosciamo ma che ci cambiano la vita. Non sono quelle delle fiabe, perchè loro qualche bugia la dicono. Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte, ma non mentono sui sentimenti. Le fate ignoranti sono tutti quelli che vivono allo scoperto, che vivono i propri sentimenti e non hanno paura di manifestarli. Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua, che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie. Spesso passano per "ignoranti", perché sembrano cafone e invadenti per la loro mancanza di buone maniere, ma sono anche molto spesso delle "fate" perché capaci di compiere il "miracolo" di travolgerci, costringendoci a dare una svolta alla nostra vita."

ed ammettere che ognuno di noi almeno una fata ignorante nella vita l'ha incontrata, o se non l'ha incontrata spera sempre ci sia l'occasione di incontrala, e soprattutto di riconoscerla.

Le Fate Ignoranti - 1

C'è un film che ho amato (ed amo) molto. Un film che da una parte è legato indissolubilmente ad un momento particolare della mia vita, dall'altra è oggettivamente un film particolarmente riuscito, a mio avviso ben al di là delle singole capacità del regista e degli interpreti.

E nell'ambito di quel film c'è una frase, pronunciata da uno dei protagonisti, che spesso mi torna alla mente perchè fotografa sicuramente una componente della mia vita, ma oso dire che sia applicabile più o meno alla maggior parte della gente.

Il film è "Le Fate Ignoranti" di Ferzan Özpetek, la frase (pronunciata da  Stefano Accorsi) è la seguente:

Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti...
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati...
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.

giovedì 13 settembre 2012

Amore e vino

Non tutti i vini sono buoni, e non tutti i buoni vini hanno lo stesso comportamento rispetto al passare del tempo. Una volta in bottiglia, ci sono vini che vanno bevuti giovani, giovanissimi, basta citare il Novello che in genere perde le sue caratteristiche di freschezza, la sua aromaticità dopo pochi mesi, senza di contro che il tempo aggiunga o ne esalti altre caratteristiche. Lo stesso succede a molti vini bianchi, ed a parecchi rossi, che mantengono, ed a volte migliorano, se affinati in bottiglia per 2 o 3 anni, per poi perdere progressivamente le proprie note caratteristiche. Esistono invece vini che, se bevuti troppo giovani, non danno particolari sensazioni, piatti, con poco aroma e poco corpo; gli stessi vini se gustati dopo alcuni anni rivelano sensazioni olfattive e gustative ineguagliabili, come custodi di un segreto che non può essere svelato troppo rapidamente.

Alcuni vini di particolare pregio, infine, si trasformano nel tempo modificando le proprie caratteristiche, restando comunque buoni, anzi ottimi. Sono quei vini che se gustati giovani sono eccellenti, e tali restano dopo tre, cinque, dieci, venti e più anni. Sempre eccellenti ma diversi, con sentori che si smorzano ed altri che si esaltano continuando a mantenere un equilibrio perfetto, o meglio passando da un equilibrio all’altro senza mai decadere nella normalità, o peggio nella mediocrità. Affinché questo avvenga, è importante che si parta da una base eccezionale, da uve perfette e con particolari potenzialità, ma è ugualmente importante averne cura, seguire attentamente ogni sua evoluzione, aiutarlo affinché il suo percorso non si interrompa.

Quante similitudini tra un vino ed un amore! Esistono amori che sono come un vino novello, fresco ed inebriante, ma destinati a non durare nel tempo per loro stessa natura.  Esistono amori che inizialmente sono così leggeri che neanche possono essere definiti tali, e che nel tempo acquistano forza e vigore. Poi ci sono gli Amori con la A maiuscola,  paragonabili ad vini  di particolare pregio, ottimi fin dal primo giorno, ed ottimi anche dopo anni. Diversi perché negli anni cambiano, perchè non  si cristallizzano mai, perchè ogni loro momento è vissuto non solo come punto di arrivo, ma anche come punto di partenza.

Ecco, i gradi amori, così come i grandi  vini di cui parlavo, sono quelli che hanno le caratteristiche e le potenzialità per restare ottimo a lungo, si deve però averne cura, affinché il loro percorso, il percorso di coppia, non si interrompa, mai.

martedì 11 settembre 2012

Come uno schiaffo

Da molti anni purtroppo impiego più di mezz'ora per andare al lavoro (ed altrettanto per tornare a casa). Durante questo quotidiano tragitto ho come unica compagnia quella della radio, che preferisco ai CD, in particolare quella delle radio locali della capitale. Mi diverte sentire discussioni appassionate e spesso sgangherate su qualunque argomento dello scibile umano, trovo interessanti alcuni approfondimenti sulle tradizioni locali e significative alcune trasmissioni dedicate allo sport, anzi per essere precisi al calcio, per cercare di cogliere l'essenza del tifo romanista (e laziale) che è uno dei più complicati misteri del giorno d'oggi.,

Ed ascoltando giorno dopo giorno le stesse trasmissioni, i conduttori diventano un pò amici, entrano a far parte, un pochino, della tua vita. Specie quelli che, per qualche motivo, apprezzi di più. Così mi ha colpito come uno schiaffo questa mattina la notizia, prima sussurrata come nella speranza che fosse una bufala, poi via via confermata, della morte improvvisa di quella che era una delle voci più argute e divertenti del panorama radiofonico romano. Intanto una voce femminile, in un ambiente quasi esclusivamente maschile, e poi ironica, dissacrante, coinvolgente, una protagonista e non una semplice presenza femminile di spalla.

Eppure Francesca, 41 anni appena compiuti, non c'è più. E quel che rende l'evento ancora più terribile e incomprensibile, è che pare che Francesca si sia tolta la vita, lasciandosi cadere da un alto ponte della ferrovia. Se tutto questo è vero, e pare lo sia, mi viene da dire che chi si è lasciato cadere non poteva essere lei, che sprizzava voglia di vivere da tutti i pori, ed in quantità ne trasmetteva a chi ascoltava le sue trasmissioni. Forse era un'altra persona, che deve aver preso possesso del suo corpo e della sua mente. Purtroppo!

lunedì 10 settembre 2012

Ara Pacis

I romani che percorrono il Lungotevere in direzione Ponte Milvio sono abituati a scorgere alla loro destra la discussa struttura progettata dall'architetto Meier (e prima di questa una più primitiva progettata dall'architetto Morpurgo negli anni '30) che contiene la cosiddetta Ara Pacis Augustae, ovvero altare della pace augustea, dedicato da Augusto alla deificazione della Pace, nel 9 a.C.

Pochi di quei romani sono però entrati ad ammirarla, ed altrettanto pochi sanno che quel monumento non è nella sua posizione originaria. Infatti l'Ara Pacis si trovava al centro del Campo Marzio, molto più in basso e più lontano dalle sponde del Tevere, e per questa sua posizione nel tempo venne ricoperta dalla terra fino a che se ne persero completamente le tracce.  Solo intorno al 1500 scavi casuali fecero ritrovare frammenti del monumento, che presero le vie più variegate (alcuni sono attualmente al Louvre, altri si possono "ammirare" nella facciata di Villa Medici a Roma) senza che nessuno, fino alla fine del 1800, capissse che erano tutti parte di una opera molto più importante. Fu Friedrich von Duhn ad intuire che quei fregi recuperati del tempo erano parte dell'Ara Pacis ed a dare inpulso a degli scavi sistematici, che portarono al recupero di altri resti  ma non poterono essere definitivi perchè nel frattempo sulla zona erano stati costruiti palazzi le cui fondamenta potevano essere messe in pericolo da ulteriori ricerche anche a causa di forti infiltrazioni di acqua.


E qui dobbiamo dare merito al regime fascista che, volendo festeggiare nel 1938 il bimillenario della nascita di Augusto, decise di recuperare l'intero monumento, utilizzando addirittura azoto liquido per congelare le acque e dare stabilità alla zona di scavo. Molti altri frammenti furono recuperati, e ricostruiti come un puzzle, insieme ai calchi in gesso di quei frammenti non nella disponibilità dello stato italiano. fino a ricostruire in gran parte l'ara, così come oggi è visibile,e visitabile, nella sua attuale collocazione nei pressi del porto di Ripetta.

Ed è senz'altro un monumento che  andrebbe visitato ed ammirato  da chiunque sia interessato alla storia di Roma.

venerdì 7 settembre 2012

Tempi che cambiano

Scena prima: onesto albergo in una località di mare del sud, frequentato essenzialmente da persone anziane e da familie con bambini molto piccoli, visto che il posto è tranquillo, anche troppo, ed offre ben poco oltre all'aria salubre, al sole ed al mare abbastanza pulito. Due ragazze arrivano per la tipica settima di vacanza, con un bambino di pochi mesi di cui si occupano a vicenda, intercambiandosi nel dargli la pappa, cambiarlo, giocare con lui ed andando a fare lunghe passeggiate tutti e tre sulla spiaggia o sotto il viale alberato

Scena seconda: dopo alcuni giorni, mentre ci si ritrova nella veranda ombrosa dell'albergo dove si attende in relax che arrivi l'ora delal cena, una signora di una certa età si avvicina ad una delle due ragazze, quella che in quel momento è meno presa dal bambino e le chiede, con un chiaro accento del sud (che non sarei capace di riportare, quindi il dialogo è in italiano) :

"Scusate se vi disturbo, poichè alla mia età ho poco da fare vi ho osservato molto in questi giorni, e non ho capito una cosa : ma chi di voi due è la mamma di questo bel bambino?"

La ragazza non si scompone, forse perchè già abituata al tipo di domanda, e cerca di spiegare:

"Vede signora, noi due siamo una coppia, e il bambino abbiamo deciso di farlo insieme, anche se ovviamente solo una di noi lo ha portato nel grembo. Quindi siamo tutte  e due le mamme di questo bambino"

La signora anziana resta un pò a pensare senza parlare, poi il viso le sia apre in un sorriso ed esclama soddisfatta.

"Si, si,  ora ho capito. Grazie  per avermelo spiegato"

e se ne va tutta tranquila.

giovedì 6 settembre 2012

Decreto Balduzzi ...tanto rumore per ...

Settimane di lavoro, sei ore di discussione in consiglio dei ministri e poi il decreto. Dovrei esserci abituato, visti i precedenti di questo governo, ma ogni volta mi ci arrabbio lo stesso. Non ho ancora avuto l'opportunità di leggere il testo completo, ma in base alle anticipazioni dei giornali, pare che:

Sale giochi: il limite della distanza da scuole, università, ospedali e luoghi di culto scende da 500 a 200 metri ma soprattutto si applica SOLO per i nuovi esercizi (il che vuol dire che se affianco ad un liceo c'è una bella sala giochi questa ci resta). Ovviamente non si potevano far chiudere tutte le sale giochi esistenti, visto che portano allo stato svariati miliardi l'anno di entrate, ma almeno indicare un tempo (che so, 12-18 mesi) entro il quale ottenere lo spostamento poteva esser fatto. Come zuccherino, lapossibilità  di chiusure temporane di attività con giochi in denaro "in presenza di fenomeni estesi di ludopatia". La solita foglia di fico, ed anche microscopica, per una norma che non cambierà di fatto niente.

Comico anche l'incarico affidato  all'agenzia delle dogane e dei Monopoli di verificare "possibili soluzioni tecniche" per impedire l'accesso per via telefonica o telematica al gioco per i minori di 18 anni.

Altrettanto comica la riduzione della pubblicità dei giochi nelle fasce "protette" , come se le persone più a rischio fossero quelle che vedono la televisione in dette fasce. Eliminarla, no?

Alimentazione. niente tasse sulle bevande zuccherate gassate, hanno vinto i produttori (a me l'idea che ci fosse una tassa sui cosiddetti junk food mi sembrava sacrosanta, tra l'altro con i soldi derivanti da questa tassa si potevano finanziare iniziative sulla sanità).

Cure primarie. si è fatto un gran clamore su questi ambulatori gestiti dai medici di base che saranno disponibili 24 ore su 24 , 7 giorni su 7 e forniranno anche alcuni servizi diagnostici. Però queste aggregazioni sono possibili  ma non obbligatorie. E visto che non si fanno le nozze con i fichi secchi, e la creazione di simili strutture implica inevitabilmente dei costi che nessuna regione oggi è in grado di permettersi, vedrete che rimarranno lettera morta (già oggi ci sono gruppi di medici di base che si sono messi insieme con l'unico scopo di garantire assistenza almeno durante tutto l'arco della giornata, dal lunedì al venerdì, ai loro assistiti, così che se il mio medico è disponibile di mattina ma io ho bisogno di lui il pomeriggio, mi posso rivolgere ad un altro medico nella stessa zona. Più di così, senza ulteriori investimenti, non si può fare, e viene già fatto ssenza bisogno di una legge)
In compenso pare ci siano linee guida sulla certificazione sportiva (ma Balduzzi lo sa che il rilascio di un semplice certificato per far accedere un bambino, ma anche un adulto, ad una palestra o ad una piscina, certificato che per lo più viene rilasciato a vista senza nessuna visita mmediac, il medico di base richiede 25 euro?) e l'obbligo della presenza di defibrillatori automatici in tutte le società sportive, professionali e dilettantistiche (ma poi che li usa?)

mercoledì 5 settembre 2012

La conversione di Nichi

E finalmente perfino Nichi Vendola si è convertito allo slogan dell’ultimo Pride di Roma: Vogliamo tutto. Lui, che è sempre stato molto cauto e che non ha mai cavalcato (da politico) le battaglie per i diritti dei gay, pur non nascondendo mai di essere omosessuale né il suo passato di attivista nell’ambito del movimento GLBT, ha finalmente affermato: “A 54 anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno”.

In questa breve frase ci sono due affermazioni importanti: l’esplicitazione dell’esistenza di un compagno (che ovviamente si sapeva ci fosse, ma mi sembra – potrei sbagliarmi – che sia stato raramente nominato in discorsi ufficiali) ed il desiderio di sposarsi vissuto come desiderio lecito, come diritto cui non si intende rinunciare.

L’altra cosa che importante che ha detto Vendola, e che la Bindi ovviamente non ha capito (o meglio non ha voluto capire) è che “con la logica del prendiamo quello che è possibile abbiamo in Italia uno standard di diritti civili da repubblica islamica, perché abbiamo rinunciato a una battaglia di principio. Invece voglio poter dire anche in Italia che abbiamo diritti interi e non dimezzati".

La Bindi infatti ha detto che : "l'obiettivo che ci possiamo porre è del riconoscimento delle unioni civili e non del matrimonio. Ed è perchè sono fedele alla carta costituzionale", ha specificato. "La Costituzione italiana ci dice con chiarezza che mentre è possibile riconoscere i diritti delle coppie omosessuali non è pensabile l'istituto del matrimonio”. Come sempre la Bindi ignora, o finge di ignorare, che esiste una differenza enorme tra gli obiettivi che uno si pone ed i risultati che può ottenere se gli obiettivi non sono condivisi da tutti. Ma se rispetto a 100 il PD partisse già con un obiettivo di 30, si finirà per arrivare ad un risultato che se non sarà 0 (come è accaduto in passato ) ci andrà molto, troppo vicino. E poi si nasconde dietro l’immutabilità della carta costituzionale, ancora una volta dimenticando che quando fu scritta la costituzione, più di 60 anni fa, i cosiddetti padri fondatori il problema delle unioni omosessuali non se lo sono proprio posti perché allora non esisteva (basta leggersi il bel libro di Andrea Pini “Quando eravamo froci” per capire qualcosa della realtà omosessuale in Italia nel dopoguerra). Quindi niente impedisce di fare una piccola manutenzione alla costituzione, se proprio si vuole rimuovere quelle poche parole che oggi vengono utilizzate strumentalmente per opporsi ai matrimoni omosessuali.

La Bindi, e  con lei molti dei nostri politici, deve capire che se si vuole dare pari dignità agli omosessuali, se si vuole riconoscere che non sono cittadini di serie B, allora bisogna dare agli omosessuali che vogliono creare una “famiglia” le stesse possibilità che hanno gli eterosessuali.  Quindi ben vengano delle leggi che permettano di regolamentare le unioni di fatto, sia etero che omosessuali, ma queste leggi non promuovono gli omosessuali da cittadini di serie B a cittadini di serie A, continuando a mantenere una discriminazione tra le scelte che può fare una coppia eterosessuale e quelle che (non) può fare una coppia omosessuale. E questo deve essere il fine ultimo di un partito che si dichiara progressista come il PD (o meglio, dovrebbe esserlo se il PD fosse veramente un partito progressista, perché quando il suo segretario Bersani, a domanda precisa, sa rispondere solo: “questa è l’Italia”, io gli dico che da un partito progressista mi aspetto che come minimo voglia cambiarla, questa Italia, altrimenti che lo voto a fare?)

martedì 4 settembre 2012

Incontri

Era cominciato così, per gioco, un commento in un blog. Era proseguito sempre sul blog, con uno scambio di opinioni su svariati argomenti. Poi, in maniera quasi naturale, uno dei due, ormai non ricordava più chi, aveva scritto una mail personale all'altro, per precisare alcune cose che richiedevano di rivelare dettagli personali che preferiva restassero riservati.

Come le ciliege, una mail aveva tirato l'altra, e loro due avevano cominciato a raccontarsi sempre più a fondo, rivelando parti di loro stessi che ai più erano state celate. Anzi, rivelando parti che, tutte insieme, a nessun altro erano state rivelate.

Per settimane, per mesi, la loro conoscenza era diventata sempre più profonda, fatta di discussioni, di confronto, di pensieri ... tutto sempre e solo basato sulle parole. Nessun accenno, neanche casuale, all'aspetto fisico, neanche mai l'idea di scambiarsi una foto, di dare un volto a quei nick che poi si erano trasformati in nomi reali. 

D'altronde, le distanze chilometriche tra le loro due città erano tali  rendere improbabile qualsiasi incontro, e quindi perchè preoccuparsi di dettagli che non avevano, nè avrebbero avuto, nessuna importanza?

Poi un giorno il destino decise di muovere qualche sua pedina: un viaggio di lavoro, uno scalo obbligato proprio nella sua città, e l'opportunità unica di vedersi. Lui le comunicò la cosa con fare distaccato, in fondo era incuriosito ma anche preoccupato che quel delicato e stupendo equilibrio si rompesse, lei pensò che niente accade per caso, e lo invitò a fermarsi qualche ora per vedersi.

La città era straniera per lui, ma le indicazioni molto chiare, si ritrovò in una piazza desolata  e deserta, nel buio della sera, sotto un cartellone pubblicitario. Silenziosamente una macchina si avvicinò, si fermò e si aprì lo sportello lato passeggero. Lui un pò dubbioso si affacciò nell'abitacolo ed incontrò un sorriso curioso ... era lei. Salìto in macchina, si scambiarono un timido saluto e si scrutarono a lungo in silenzio, poi contemporaneamente ognuno dei due buttò lì un commento salace sull'altro, facendo riferimento a cose dette nelle lunghe mail che si erano scambiati, e scoppiarono in un sorriso.

Erano due  sconosciuti, ma si conosccevano molto bene, anche perchè nel loro intenso scambio epistolare non si erano negati la possibilità di narrarsi a fondo. Il tempo della cena, in una piccola trattoria di periferia, volò senza dar loro il tempo di dirsi tutto quello che avevano da dirsi, perchè anche se molto, moltissimo si erano detti attraverso la scrittura, altrettanto c'era ancora da dirsi, ed anche di più.

Dopo la cena lei lo invito a salire a casa sua, si sedettero sul divano, e continuarono a parlare. Distrattamente, ad un certo punto, lei si tolse le scarpe, si girò verso di lui, e posò i piedi sul divano, a poca distanza dalle sue mani.

Quasi inconsapevolmente, mentre ancora continuavano nel loro dialogo, le mani di lui scesero verso i suoi piedi, e cominciarono lentamente ad accarezzarli, finchè il loro discorso si interruppe, e nel silenzio lui guardò le sue stesse mani, si bloccò, ed alzò lo sguardo verso il suo viso..

Lei sorrise, e disse una sola parola: "Continua!" E lui continuò!

lunedì 3 settembre 2012

Settembre

Con un fine settimana piovoso è iniziato settembre. Si ricomincia a lavorare a pieno ritmo, le strade sono di nuovo ingolfate di macchine, e tra un pò, con l'inizio delle scuole, lo saranno ancora di più. Nel frattempo i lavori di manutenzione delle strade, che dovevano finire con l'estate, sono ancora in pieno svolgimento.

Insomma, niente di nuovo.

Settembre per me è da sempre l'inizio di un nuovo anno. Si lo so, capodanno è il 31 dicembre, ma a me non piace come festa, non ha nessun significato e non la festeggio, invece con l'autunno riparte un nuovo ciclo in campagna, ricomincia l'anno scolastico, si riprendono le attività dopo la pausa estiva, insomma secondo me è il vero inizio dell'anno, ed è anche il momento di fare dei propositi per i prossimi 12 mesi.

Ecco i miei:
  • continuare a scrivere sul blog con una certa costanza
  • visitare un pò più spesso alcuni blog amici che spesso trascuro
  • cominciare ad andare in palesta (banale lo so)
  • mettermi a dieta (altrattanto banale, ovvio)
  • fare una vacanza in barca a vela
  • abbassare di almeno 1 punto il mio livello di purezza :-)
  • andare a pranzo al ristorante di annastella (ma solo se mi fa un ottimo sconto)
ce la posso fare?