venerdì 7 dicembre 2012

La spiegazione del verbo

Qualcuno più addentro alle questioni della chiesa cattolica saprebbe spiegarmi perchè, secondo quello che afferma il cardinale di Milano Scola, lo stato laico metterebbe a rischio la religione e quando, in Italia, si sono imposte o proibite pratiche religiose?

Non è forse vero il contrario ? e cioè che è la chiesa cattolica che spesso è riuscita ad imporre o proibire , anche ai non cattolici, pratiche civili solo perchè non in linea con il suo credo?

4 commenti:

  1. Di fatto in molte scuole si vieta per esempio la manifestazione di qualsiasi credo, in nome del rispetto dei credi cosiddetti minoritari rispetto a quello cattolico, ma il rispetto va comunque dato anche a quanti professano la religione cattolica. La chiesa é riuscita a imporre o proibire perché lo stesso stato che Scola definisce laico (che non vuol dire ateo) l'ha appoggiata e tuttora continua a farlo. É il doppio gioco ipocrita dello stato a esser sbagliato. La distinzione e la netta separazione tra stato e chiesa doveva esser imposto e sostenuto anni e anni fa...direi fin da prima del Medioevo..ma così non é stato e allora eccoli lì ognuno ipocritamente a rivendicare qualcosa minacciando velatamente di negare l'appoggio vicendevole su cui si nutrono entrambi, stato e chiesa. E questo non solo in Italia..basta veder in America..ps: scola, come tutti nota solo le mancanze e le imposizioni altrui e non le proprie ( inteso come chiesa).

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    1. Se in alcune scuole si evita di eccedere nelle manifestazioni religiose in presenza di culture diverse non è una scelta dello stato, ma una scelta delle persone che frequentano o dirigono la scuola. E d'altronde fare una recita scolastica sulla natività vuol dire escludere i bambini non cattolici dal gruppo classe e non mi sembra giusto, Diverso è fare una ercita nell'ambito dell'ora di religione. Che per fortuna è sempre meno frequentata, specie s epoi, dall'altra parte, l'ora di cosiddetta lezione alternativa non è un parcheggio ma è veramente un'ora in cui si fanno cose interessanti.

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    2. Certo che è una scelta della dirigenza scolastica e del collegio docenti.Non dello Stato.Era per dire che non son solo gli altri a vedersi privato qualcosa,nell'ambito delle manifestazioni religiose.E checchè se ne dica,quella cattolica fa parte della cultura di questo Paese e delle sue tradizioni,quindi evitare per rispetto altrui,mi pare giusto ma è pur sempre una privazione.Io preferirei ci fosse l'educazione alle religioni e che a scuola,per quanto laica(ma non necessariamente atea),si trovasse spazio per tutte le manifestazioni religiose. In alcune realtà ci sono degli esempi bellissimi in tal senso. E nessuno si sente "offeso" dalle manifestazioni religiose altrui.Comunque,tornando al discorso a monte..io non amo le imposizioni e i divieti,da qualunque chiesa o stato provengano.La chiesa cattolica è libera di esprimere la sua opinione e anche condannare,se proprio ci tiene,ma quel che dice può valere per quanti aderiscono al suo credo e ai suoi dettami. E non deve essere imposto a chi non vi si riconosce.Se si vuole parlare di rispetto e se si vuole riceverne,occorre darne e averne per gli altri. Per quanto non si condividano le stesse opinioni/credi.Ma questo non solo per la chiesa cattolica.

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    3. come non darti ragione? Il punto è che ci dovrebbe essere il giusto equilibrio in tutto, ma in Italia questo equilibrio non c'è, o c'è raramente. (non c'è neanche in molte nazioni dove il culto primario è quello islamico, anzi ce ne è molto di meno)

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