giovedì 3 gennaio 2013

Dubbi amletici

L'altro giorno, davanti a due bicchieri di birra, uno dei miei (pochi) amici mi ha posto un quesito, anzi un suo dubbio ... amletico. Io francamente ho avuto difficoltà a dargli una risposta convincente ed articolata, per cui ... eccovela, sperando che voi sappiate fare meglio di me.

Il mio amico è una persona "normale", con una vita "normale", una famiglia "normale", un matrimonio "normale" (nella accezione non proprio positiva del termine), e da un pò di tempo nel suo ufficio hanno tarsferito una ragazza che abita fuori roma, e quindi fa la pendolare, anche lei una persona "normale", con una vita "normale" ecc.

Il punto è che tra queste due persone "normali" si è stabilito un rapporto "speciale", una forte simpatia che potrebbe facilmente evolvere in "qualcosa di più", ma ... ovviamente c'è il "ma" rappresentato dalle due famiglie "normali", dai due matrimoni "normali" ecc. Lui (ma credo anche lei) è consapevole che quello che c'è (o che ci potrebbe essere ... non l'ho capito bene) è qualcosa di speciale, ma è anche qualcosa che non ha una prospettiva,  che ad oggi sarebbe confinato nei pochi spazi che i rispettivi rapporti lascerebbero liberi, per non parlare poi della difficoltà di riuscire ad utilizzare detti spazi, e quindi non sa se provare comunque a vivere questo momento oppure rinunciare. Insomma l'eterno dilemma tra avere un rimpianto per qualcosa che non si è vissuto o il rimorso per vivere qualcosa, che non a rigor di logica non si dovrebbe vivere, all'insaputa del partner.

Come ho detto non sono riuscito dargli una risposta, anche perchè è difficile mettersi nei panni di qualcun'altro. Certo, è una scelta difficile, ma forse è meglio rischiare di avere un rimorso piuttosto che avere un rimpianto certo.   

10 commenti:

  1. Essere..o non essere...vivere o non vivere...una "storia" così...that's the question...Non so Old...facciamo che ci penso e poi vediamo...Buon Anno nuovo!:-)

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  2. Grazie per gli auguri, ma ... da te mi aspettavo una risposta profonda e motivata, non un "ci penso" ... ancora in vacanza, immagino :-)

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    1. ..é una cosa speciale ma senza prospettive o sviluppi futuri..diciamo che parte un pò svantaggiato come "rapporto"... mah..continuo a non sapere che dire...

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    2. sai, ne parlavo proprio un paio di giorni fa con un amico, spesso ci si fa troppe domande sul futuro, senza pensare che il futuro è una grossa incognita per tutti.

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  3. Sono situazioni difficili. Io però sono dell'idea che le scosse nella vita le dobbiamo cercare noi, anche all'interno della nostra rassicurante normalità, che poi in parte è tale per colpa nostra.

    Bacio

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    1. Vuoi dire che la "normalità" del rapporto è sempre colpa di tutti? Forse è vero, nella misura in cui non si riesce a trovare una strada comune contro la "normalità", ma forse è un pò più "colpevole" chi neanche ci prova.

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  4. Dal momento che questa storia non avrebbe "prospettive", come scrivi tu, non sia il caso di lasciarsi andare...
    Penso che fare una sorta di salto nel vuoto sia una scelta un po' azzardata. Anche se il problema rimane lo stesso: lui (e lei) sono felici nella loro "normalità" (o monotonia?).
    Indaga, indaga...

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    1. A me pare chiaro che loro non sono felici nella reciporca "normalità", altrimenti probabilmente la "cosa" non sarebbe neanche iniziata. D'altronde nessuno sa cosa riserva il futuro ...

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    2. E' l'ennesima storia di cui sento parlare in cui -mi pare di capire- si sta insieme per abitudine.

      Io non credo nell'amore eterno, in generale penso che niente sia per sempre. Certo, per fortuna ci sono coppie che a 80 anni, dopo una vita passata insieme, sembrano amarsi come il primo giorno, ma credo siano una rarità ormai.

      La cosa triste è vedere coppie di ventenni che stanno insieme dall'adolescenza comportarsi come se avessero sessantanni: li vedi fare sempre le stesse cose, vedere la stessa gente... Danno l'idea di stare insieme,appunto, per abitudine. E la loro giovane età rende tutto ancora più triste.

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    3. Non so bene per quanto riguarda lei, ma mi verrebbe da dire che non è solo una questione di "abitudine", ci in ballo sono impegni comuni ben più importanti.

      E poi qui non parliamo proprio di ventenni, visto che a conti fatti in due loro credo cumulino una novantina di anni

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