lunedì 17 dicembre 2012

Arlecchino servitore di due padroni

Nella commedie di Goldoni una delle figure principali  è il "servo" furbo, come l'Arlecchino che per fare più soldi decide di servire contemporaneamente due padroni generando una serie di tragicomici equivoci della commedia che dà il titolo al post.

La rappresentazione messa in scena al Teatro Argentina, e a cui ho avuto il piacere di assistere, è una pietra miliare del teatro italiano, in quanto basata sulla regia ideata da Strehler nell'immediato dopoguerra, con una scenografia lineare con un piccolo palco con dei fondali di tela che consentono di modificare velocemente l'ambientazione  in base alle esigenze del copione.

In un cast di assoluto valore e soprattutto protagonista di una prestazione con la "P" maiuscola, spicca ovviamente la figura dell'Arlecchino del titolo, che pur di avere doppio salario (e doppio cibo) scatena una serie di eventi che, fortunamente, alla fine si risolvono in maniera positiva per tutti. Un arlecchino che domina la scena recitando e muovendosi con agilità e furbizia per le quasi tre ore dello spettacolo, dietro la cui maschera si nasconde Ferruccio Soleri, classe 1929 (ovvero un giovanotto di 82 anni), che da più di cinuqnt'anni, prima come sostituto, poi come protagonista, presta il corpo e la voce al personaggio creato da Goldoni.  
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Senz'altro una rappresentazione impeccabile della Commedia dell’Arte.

4 commenti:

  1. Adorabile Arlecchino... Sior paron!

    Baci

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    1. e si, e poi lui, Soleri, è incredibile!

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  2. Un giovanottino davvero:-)Beh,non mi stupisce poi molto.Oggi di servi furbi ce ne son tantissimi...ma non so se chiamarli servi..o solo furbi..perchè i servi che fan più lavori ce ne sono,ma per necessità e non opportunismo.Mentre gli ipocriti furbi ce ne son tantissimi..e si spacciano "servi del popolo(ignorante)".

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    1. ipocriti è il termine giusto, purtroppo!

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