giovedì 22 novembre 2012

Produttività

Si parla molto sui giornali dell'accordo sulla produttività appena firmato dal Governo, gli Industriali e le Parti Sociali (eccetto la CGIL).

Io ho provato a leggere vari articoli, interventi, commenti, e devo ammettere che ci ho capito ben poco, per cui questo mio post rappresenta in realtà una richiesta di aiuto. Di seguito io dirò quello che ho capito e spero che qualcuno dei miei pochi lettori sia in grado di darmi conferme o smentite. 

Per quanto riguarda invece l'argomento produttività (esiste anche un problema di rapprsentatività posto dalla CGIL; ma per ora lo metto da parte) quello che ho capito è la seguente cosa:

a livello di rinnovo di contratti collettivi, normalmente si concordano degli aumenti scaglionati nel tempo. A puro titolo di esempio, si può concordare che per i prossimi 3 anni, ogni anno, un operaio del tessile veda il suo stipendio incrementarsi di 100 euro lordi (magari, dirà qualcuno, ma uso il valore 100 perchè è facile da gestire). Se nella ditta del tessile PincoPalla  (o nella provincia PancoPilla, per tutte le aziende del tessile) non si faranno accordi di secondo livello, allora gli operai della ditta PincoPalla il primo anno riceveranno 100 euro (lordi) di aumento al mese, che corrispondono a  73 euro netti in più. Se però nella ditta PincoPalla si faranno degli accordi di secondo livello,   legati alla produttività, succederà che dei 100 euro (lordi), 50 saranno comunque garantiti (e quindi l'operaio sicuramente avrà 36,5 euro netti in più), gli altri 50 saranno legati al raggiungimento, a livello di ditta, di determinati obiettivi di produttività, raggiungimento che potrebbe richiedere una maggiore flessibilità negli orari  e nelle modalità di lavoro, nonchè perfino il ricorso all'assegnazione ad alcuni di qualifiche professionali (e retribuizioni) più basse. In questo caso, i restanti 50 euro non sono più certi, ma dipendono dal raggiungimento dei risultati, quindi posso essere un valore qualunque.

In pratica si dice all'operaio: io dovrei darti un certo aumento, invece te ne garantisco la metà, e l'altra metà te la dò solo se riusciamo ad aumentare la produttivtà facendoti lavorare in maniera flessibile. Dove sta allora il vantaggio  per l'operaio? il vantaggio starebbe, sempre se ho capito bene , che su quei 50 euro  teorici in più del secondo livello, se entrano, si applicano meno tasse e quindi da 36,5 possono diventare 45. Cioè 10 euro in più al mese che entrano nelle tasche dell'operaio. Se va bene. Ma fino a 36,5 in meno se va male. Se questo è vero, allora ha ragione la Canusso nel dire che in questo modo il salario medio viene ridotto.

D'altronde, il governo ha stanziato circa 2 Miliardi di euro per la detassazione del salario di produttività per il biennio 2013-2014. 2 Miliardi in 2 anni equivalgono ad 1 Miliardo l'anno che diviso per 10 milioni di lavoratori (sempre per fare cifra tonda) sono 100 euro a lavoratore, parenti di quei 10 euro al mese che ho citato sopra di mancate tasse cui lo Stato rinuncerebbe.

Insomma, se è così, i vantaggi per i lavoratori sono veramente minimi, e di rischi alti. D'altronde, non ci sono soldi! 

2 commenti:

  1. Io non me ne intendo..già dopo due numeri il mio cervello va in tilt.Letteralmente. Quel che so è che ai lavoratori non arriverà mai in tasca quel che meritano.Dando per scontato che se lo meritino.Ora come ora a me vien da pensare che cento euro o trenta in più..io vorrei anche solo averlo,un lavoro.

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