mercoledì 28 novembre 2012

Parole

Ultimamente mi nutro molto  di parole, di parole scritte, di parole lette, oltre che di parole dette. E spesso entro in crisi di astinenza, quando le parole non arrivano, quando non riesco a scriverle o quando non arrivano dal di fuori, quando il silenzio assordante della non comunicazione, scritta, non verbale, mi circonda.

Ho bisogno di parole come ho bisogno di aria e di cibo, per far vivere la mente, e non solo il corpo.

A volte mi riduco a rileggere parole già lette, e riesco perfino a scoprirci significati nuovi, a leggerle con occhi diversi.

No, non mi sto chiudendo in me, per fortuna, non sto rinunciando alla parola detta, allo scambio diretto. Ma quando questo non è possibile, quando la vita non lo consente, ringrazio il fatto che oggi la posta, con il suo formato elettronico, è molto più veloce di un tempo. Una vecchia pubblicità della Telecom recitava più o  meno "Una telefonata ti allunga la vita", non so se vale lo stesso per le mail, di certo la possono rendere più bella.

14 commenti:

  1. forse potresti inventare qualche metodo di tortura per punire questa/e orrida/e persona/e che ti mandano in crisi di astinenza da mail!

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  2. Ma no, perchè? Il problema delle "crisi di astinenza" è mio, non è mica degli altri. Ognuno di noi ha la sua vita, le sue priorità, i suoi impegni, ed io in particolare anche grazie al blog ho molte interazioni con altre persone, anche semplicemente attraverso i commenti che raramente sono banali. Quindi non dovrei lamentarmi. Ed infatti non mi sto lamentando! :-)

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  3. Mah! Dicevo con la mia amica di ballo, ieri.. che io sono stanca di parole, vorrei i fatti:P ...qualcuno mi parla di un week end insieme da molto tempo...ed ormai..sono solo parole, per citare Noemi..la cantante la cui voce mi piace molto.....ovviamente, ho dato la mia interpretazione. Al tuo post.., che condivido....:) Anch'io rileggo spesso le lettere passate, le mail....ed e' vero che assumono quasi un significato diverso..a volte cio' che leggevo tra le righe ..,non c' e' proprio:-( quindi...rra solo frutto della mia immaginazione. :-(

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    1. Le parole possono essere come foglie che una semplice brezza, un refolo di vento può spazzare via, è vero. A volte però le parole anticipano anche fatti, e poi quegli stessi fatti complementano, arricchiscono, approfondiscono, ed in quel caso non sono più solo parole.

      Un week end? Io, con la persona giusta, mi accontenterei anche di poche ore. Ad avercele (le ore, oltre alla persona giusta, ovviamente)

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  4. Tu parla per te! :D. Io il week lo vorrei eccome! Senza padelle , ovviamente:D. Qui da noi, si dice che li chiacchier si' li' port lu' vent. :D

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    1. bè ... dipende con chi. Poi io ho detto che "mi accontenterei" di meno, non che non vorrei un week-end. Anzi, se proprio dovessi sognare, e sempre assumendo che la "persona giusta " ci sia, a me piacerebbero 3-4 giorni in qualche città europea, che so Berlino o Istanbul, anche se sono freddine in questo periodo dell'anno, ma anche Marrakesh per esempio!

      Nel caso organizziamo un viaggio a 4? :-)

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    2. Non ti offende..ma il mio week e' contemplato non in quartetto. Cetra...aahhhhhh

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    3. chi si offende ? :-) il problema vero è temo di poterci andare unicamente da solo :-(

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    4. Old..senti..se mi assumi come badante ti accompagno io a Marrakesh:-)

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    5. in effetti una badante mi potrebbe essere utile. Ma hai delle buone referenze? :-)

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  5. Una logorroica come me non può non vivere di parole. Parole scritte parole dette ..purché ne abbia ogni giorno. Non solo da dire, anzi, forse soprattutto da ascoltare. L'astinenza da mancanza di parole la comprendo molto bene. Ma, per me, é più forte o pesante quella reale, non virtuale, il silenzio che senti non quello che leggi. Mi mancano moltissimo le parole scritte e dette della mia amica, é un vuoto che non potrò colmare se non coi ricordi. E alle volte ne ho un bisogno tale da starci male...scusa il finale un pò così..

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    1. Certo, capisco bene come la mancanza che più si sente non è di chi c'è, e casomai sai anche (o immagini) di essere nei suoi pensieri nonostante il silenzio. Ma si sente anche quella, forse perchè a volte abbiamo bisogno di conferme, cerchiamo le conferme anche di cose che già sappiamo.

      Ovvio che certe mancanze non più recuperabili, assolute, pesano enormemente di più. Di cosa dovrei scusarti? di esprimere te stessa?

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    2. No old,mi riferivo al silenzio di parole non dette,i silenzi reali,quelli di due persone che stan vicino ma non "parlano".Sì che alle volte i silenzi parlano più delle parole,ma alcuni son "pesanti",alcuni son silenzi e basta. Il tipo di silenzio a cui fai,invece,riferimento tu non è un silenzio reale,perchè i pensieri dell'altro li senti,ti arrivano nonostante l'assenza di parole(scritte o dette).Ps: dir che ho bisogno della mia amica e delle sue parole,mi fa sentir una ipocrita.Ma non è quel che volevo esprimere.Quando vuoi bene ad un'amica,quando sei felice di averla conosciuta,quando è bello che ci sia nella tua vita,hai bisogno di lei,ma non è ipocrisia è come dire che si ha bisogno della felicità.

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    3. Si hai ragione, il silenzio cui alludevo io era un silenzio che non rappresentava la mancanza di dialogo, la non volontà di parlare, ma solo una situazione contingente.

      L'altro tipo di silenzio, quello derivante dalla assenza di dialogo, è molto più pesante.

      Mi hai fatto venire in mente una vecchia canzone di Simon & Gartfunkel: The sound of silence. Stupenda, L'intepretazione di Paul Simon nel concerto fatto l'anno scorso per il decennale dell'11 settembre, poi, è da brividi.

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