venerdì 23 novembre 2012

Il male di vivere

Non si può, non si deve rinunciare alla vita a 15 anni. La storia del ragazzo che si è tolto la vita due giorni fa è sconvolgente, ma è solo l'ultima di una serie di tragedie simili, spesso inspiegabili almeno agli occhi della gente comune, ai nostri occhi, come il bambino (perchè a 10 anni si è ancora bambini) che solo poche settimane fa si è suicidato a casa dei nonni, sempre a Roma,  o il ragazzino di 16 anni che prima dell'estate si è buttato da un palazzo in costruzione all'Eur.

Ed ogni volta la domanda senza risposta è: perchè? Se lo chiedono i parenti, gli amici, i compagni, ci speculano i giornalisti. Ed ognuno dà una risposta diversa. In questo caso si legge sui giornali, per esempio, di omofobia, di pressioni psicologiche, di prese in giro. Poi capita di parlare con un suo compagno di classe e di avere una versione completamente diversa, di un ragazzo felice e spensierato, estroverso ed innamorato della vita. E leggi in quegli occhi lo stesso smarrimento, la stessa incapacità di capire come sia possibile, specie a quella età, di vedere la fine della vita come unico mezzo per fuggire da una situazione, qualunque essa sia, che è diventata insopportabile.

Come sia possibile che quell'estremo disagio non sia filtrato, non sia stato colto da chi gli stava vicino. Come sia possibile non accorgersi della fatica che un ragazzo sta facendo per continuare a camminare, da solo,  nell'acqua alta.

 

6 commenti:

  1. Mah..davanti a tragedie simili gli interrogativi non son mai abbastanza e le risposte non son mai soddisfacenti. Non so quel che dicono i suoi compagni. Alle volte penso che la verità detta dagli amici,non sia una vera verità. Poche volte vien detto che c'era un disagio a monte,quando c'è.Per falso rispetto di chi non c'è più,per assolversi dalla colpa di non aver letto o agito quando se ne aveva l'occasione,perchè,semplicemente,non s'è proprio "visto" quel che forse era evidente. Non voglio dar colpe,ma le responsabilità ci sono.Non in tutti i casi di suicidio,beninteso,ma in alcuni sì.

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    1. purtroppo temo che ci sia almeno una parte di ragione in quel che dici

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  2. E' che certe volte si è troppo fragili, soli.
    Servirebbe un po' più di sensibilità, da parte di tutti.

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    1. ... e a volte ne basterebbe veramente poca

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  3. la foto è molto malinconica, perfetta per il post. Bella nel tragico.

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    1. Grazie, venezia con l'acqua alta è sempre particolare, io mi sono limitato a cogliere dall'alto del campanile questa immagine che mi veniva offerta :-)

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