giovedì 29 novembre 2012

Figli

Con la approvazione anche del Senato, è finalmente diventata legge la modifica del codice civile che elimina qualunque discriminazione tra figli legittimi (ovvero nati all'interno del matrimomio) e figli naturali. D'ora in poi per la legge non ci sarà nessuna differenza, tanto che nel codice civile si parlerà solo di "figli" senza nessun attributo associato. Tutti i figli hanno gli stessi diritti, e gli stessi doveri, verso i genitori e verso i parenti in generale (pochi lo sanno, ma fino ad ieri un figlio "naturale" non era per la legge parente dei nonni o degli zii,  il legame familiare si fermava ai genitori)

Eppure ci sono voci di protesta, Alfredo Mantovano del PdL parla di "sacralizzazione dell'incesto" e a Binetti (UDC)  sostiene che la legge ha messo  " in primo piano la drammatica patologia di una famiglia colpita da uno dei crimini più gravi che si conoscano: l'incesto".

Parole dure, che mi hanno indotto a cercare di capire le ragioni di simili affermazioni  a chiedermi cosa abbia introdotto la legge di così stravolgente nei confronti dell'incesto. Ora io non sono un legale, ma ancora una volta mi pare che ci siano dietro a certe obiezioni dei voli pindarici difficilmente comprensibili, così come quelli (stessa fonte) che sostengono che i matrimoni omosessuali minerebbero la "famiglia tradizionale".

Andando a spulciare la legge, credo che la causa delle paure della Binetti & Co sia la seguente modifica dell'articolo 251

"Art. 251. –
(Autorizzazione al riconoscimento) – Il figlio nato da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela in linea retta all’infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinita` in linea retta, puo` essere riconosciuto previa autorizzazione del giudice avuto riguardo all’interesse del figlio e alla necessita` di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio."

Dire che questa modifica "sacralizza" o "sdogana" l'incesto (che resta ovviamente un reato punibile a sensi del codice penale)  a me pare un triplo salto mortale carpiato all'indietro. Da quel che capisco, questo articolo dà la possibilità ad un figlio, per il suo esclusivo interesse, di essere riconosciuto dal padre anche nel caso di incesto. Ovvero di accedere ai vantaggi soprattutto ereditari che fino ad ora gli erano negati. Non dà al genitore colpevole di incesto nessun diritto sul figlio, non depenalizza l'incesto, non lo rende meno grave, ne rende meno gravi le conseguenze fisiche (più che morali) sul figlio, non ha nessuna relazione con il riconoscimento della patria potestà  ecc.

Oppure, come a volte capita, non ci ho capito niente e c'è qualcosa di fondamentale che mi sfugge. Ma cosa?

4 commenti:

  1. Finalmente! Peccato che per una rivoluzione delle menti ottuse bisognerà aspettare moooolto di più! Son contenta...oh beh..non ho figli e l'idea che se mai ne avessi avuti prima di questa legge non avrebbero avuto nonni,zii ecc,mi faceva felice(niente suocera evvaiiiiii)..ma se penso agli avvenimenti "nefasti",son contenta che la legge italiana riconosca ai figli nati fuori del matrimonio,una parentela. Se non altro..non corrono il rischio di andare in adozione qualora i genitori venissero a mancare. Sì,lo so,son sempre esagerata..
    Sull'incesto..penso ad alcuni casi,veramente delicati e tristi,con cui ho avuto a che fare in casa famiglia..e non so..poi penso che i figli nati da due cugini,di fatto,son considerati figli nati da un incesto e allora..Io son sempre sempre e solo dalla parte dei bambini e dei loro interessi,del loro bene,per questo,se la legge non pregiudica nulla ma anzi aiuta,migliora e tutela i bambini (che siano nati da coppie di fatto etero o omosessuali o da incesto non importa)allora non c'è obiezione che si possa muovere.

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  2. Hanno stravolto il senso della norma. Giusto per parlare e fare confusione.

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