martedì 23 ottobre 2012

Un bravo ragazzo

"Mio figlio è un bravo ragazzo.  La nostra è una famiglia perbene"  ha affermato  Maria Cardinale, madre di Samuele Caruso. Ovvero madre di un ragazzo che è uscito di casa infilando in tasca un coltello con la dichiarata intenzione di usarlo se le cose non si fossero "chiarite" nel modo giusto, che con una scusa si è fatto aprire il portone di casa ed infine ha ferito gravemente la sua ex-ragazza ed ucciso la sorella.

Il tutto perchè la ragazza, che lo aveva lasciato 6 mesi fa perchè non sopportava la sua gelosia, lo "tradiva" frequentando un altro ragazzo.

Quando leggo certe notizie, e certe affermazioni, mi chiedo se siamo veramente nel 2012 e mi rendo ancora più conto di quanta strada bisogna ancora fare verso la civiltà. Perchè trovo assurdo che nel 2012 eisstano ancora ragazzi come Samuele, esista un contesto sociale dove certe folli idee ancora trovano "humus" per radicarsi  dentro la personalità di un ragazzo, e madri che riescono a  negare la realtà innanzitutto a se stesse. 

18 commenti:

  1. Eh!! ci devo scrive un post pure io, l'ho annunciato...., mi sto' guardando tutte le trasmissioni....e devo dire che si,..esce fuori che era un bravo ragazzo, un po' chiuso,...si e' detto che avesse sbalzi d'umore.....e che c'entra? ce li ho pure io....ma mica vado in giro con coltelli ad ammazzare? il punto e' che non si sa .., non si capisce cosa ci sia sotto.....se sotto c'e' veramente qualcosa....., il fatto che , comunque siano gli uomini i "carnefici" e' un campanello d'allarme.....ed ho apprezzato Marco Liorni, che , durante la sua trasmissione ha detto :" ma..., a questo punto, noi uomini dobbiamo chiederci cosa ci sta' succedendo? " Lui non c'entra.., ma si e' chiamato in causa.........gli uomini vivono un disagio? non so.., lo viviamo anche noi, che nel 2012 siamo ancora discriminate, in certe realta' e' come vivere ancora nel medioevo....:( ci sono pregiudizi, luoghi comuni radicatissimi... e mi sento di chiudere con una frase di una vecchia canzone di Bob Marley : " molto e' stato detto, poco e' stato fatto " amen..............

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    1. La maggior parte degli omicidi "passionali" (ma è riduttivo chiamarli così, perchè sembra quasi una giustificazione, e non lo vuole essere) è di uomini verso donne. Il motivo di fondo è una mentalità che anocra discrimina la donna che viene vista come cosa da possedere (mia e solo mia) e non come persona.

      Quindi colpa dell'uomo, ma non dimentichiamo che ogni uomo ha una madre ed in genere è la madre che educa i figli, la stessa madre che se il figlio violenta una ragazza è più propensa a pensare che è la ragazza che l'ha provocato.

      Per me la "gelosia" dovrebbe diventare una aggravante per qualsiasi delitto

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  2. è chiaro che la madre faccia certe dichiarazioni.,, La follia si cova in famiglia!

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    1. se è una follia, è una follia ancora molto diffusa, ahimè, ma in teoria curabile, almeno per le generazioni future

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  3. Quando sento notizie del genere provo a mettermi nei panni della madre,non della vittima(è fin troppo facile,forse).Credo sia ugualmente devastante. Nonostante ciò, prima di parlare(ammesso che i giornali riportino fedelmente quanto detto),dovrebbero soppesare bene le parole.O,meglio,tacere.Perchè da madre a madre dovrebbero se non altro provare a capire.Difronte a fatti del genere mi chiedo quanto delle responsabilità sono da attribuire ai genitori,entrambi,e quanto alla società,quanto al ragazzo reo.Più che capire a chi dare "colpe" e responsabilità,penso a come trovare un modo per prevenire,per capire i segnali ed evitare.E allora penso che le madri e i padri possono e devono fare molto.Ricordandosi che si educa prima che con le parole,con l'essere,l'esempio vissuto,quotidiano.Anche coi gesti inconsapevoli,spontanei e apparentemente innocenti.Perchè quello del genitore è un mestiere così difficile che mi fa venire i brividi.E penso a come ri-educare.Perchè se non si ri-educa non si guarisce,non se ne esce.Non è questione di gelosia,ma di qualcosa di più profondo,che viene prima.Detto questo, non nego che molte madri e molti padri,arrivano a difendere e a giustificare i propri figli,quando è indubbio che non si possa farlo.Ed è un qualcosa che provo a capire(non a giustificare).Concordo sul fatto che un peso preponderante nell'educazione di genere,corretta educazione di genere(che non fa della differenza una gerarchia),ce l'ha la madre e ogni singola donna in generale.

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    1. Anche io capisco ma non giustifico. Io sono dell'idea che un figlio resti un figlio anche se è il responsabile di un genocidio, perchè certi legami dovrebbero essere superiore a qualsiasi orrore. Ma l'amore per il proprio figli è una cosa, la difesa dei suoi errori è un'altra. In sintesi: è mio figlio anche se è un assassino, ed è un assassino anches e è mio figlio

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    2. Sì old. Neppure io giustifico. Io voglio capire,semplicemente,perchè e come origina il tutto.Altrimenti non se ne vien fuori.Non voglio trovare una giustificazione o,peggio,un'attenuante,che è molto di moda in Italia ultimamente.Però,old,non so,io non sono madre,ripeto,e concordo che difendere gli errori/orrori dei propri figli sia sbagliato.Ma ammettere che il proprio figlio sia un omicida,non penso sia un qualcosa di così immediato e facile.E' un figlio,è cresciuto da te,un briciolo di responsabilità e senso di colpa,in chi è "sano",sorge spontaneo.Con questo,non voglio dir che è normale difendere il proprio figlio..nè men che meno che sia giusto.

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    3. Prendere atto che il proprio figlio abbia commesso una azione malvagia non credo sia facile, ma di fronte all'evidenza molti chiudono gli occhi.

      Mutatis mutandis, prova ad assistere ai colloqui tra genitori e professori, la maggior parte dei genitori sosterrà che sono i professori i principali colpevoli delle carenze dei propri figli, anche quando è evidente che sono loro a non studiare e a non impegnarsi.

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  4. Be'.., se parliamo dei genitori....che dovrebbero educare.., son d'accordo.., ma io inoridisco , quando sento in tutte le trasmissioni....che SOLO le madri sarebbero responsabili!!! cheeeeeeeeeeeeee???????????? ed il padre? non dovrebbe dare l'esempio al figlio maschio , di come si trattano le donne...., con rispetto,..considerandole persone, non cose!???? scusate, ma ho visto e sentito personalmente.., padri trattare male le mogli,( mie amiche) e di rimando.., i figli maschi fare lo stesso: senza rispetto , come se le madri fossero inferiori!! .............be'.., questo e' un argomento che mi tocca molto....:(

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    1. I padri ovviamente anche. Ma qualora non ne siano capaci, come mi vien da pensare per il tizio che hai portato ad esempio, le madri più che aspettarsi che il figlio capisca da solo - e non è detto che non capisca- o, peggio, che il marito si renda conto, devono intervenire ed educare i figli. Dando un esempio di donna che non accetta o subisce. Mi rendo conto peró che non è così facile. Accettarlo comunque non è un bene, perchè non è detto che il figlio maschio come la femmina, capisca che non sia giusto, è più vero il contrario. Ma che sia tutta e sola una responsabilità materna no. Al massimo e con cautela, posso dire che quella materna è preziosa e più incisiva.

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    2. io credo che ancora oggi spesso la donna accetti o viva con rassegnazione certi soprusi familiari, arrivando perfino a giustificarli in qualche modo (mi picchiava ma mi voleva bene è una frase che ricorre spesso nelle cronache purtroppo). Ed è ovvio che poi sono gli stessi "valori" che trasmette ai figli (maschi e femmine).

      Sul caso che cita Annastella, il mio giudizio sull'uomo è ancora peggiore, ovviamente. Si sottolinea il ruolo della donna perchè essendo quella che più subisce dovrebbe essere quella più coinvolta e dinteressata ad un miglioramento della situazione.

      Che poi siano entrambi responsabili dell'educazione dei figli è una ovvietà spesso non così ovvia .. nè vera

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    3. Sul "nè vera" avrei da ridire: i figli si fanno in due e si crescono in due,ognuno secondo le proprie capacità(son più propensa a pensare che una madre possa sostituire un padre,ma non il contrario,seppur ci siano eccezioni).Accettare e rassegnarsi son due cose diametralmente opposte.E' sull'accettarli che mi focalizzo.Perchè si accetta?A me non piace ripetermi,ma per me è sempre una questione di educazione e di modelli familiari interiorizzati.Pur con le dovute eccezioni(da una madre sottomessa possono venir fuori anche donne misantropi e che non amano sottomissioni).

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    4. il "nè vera" era relativo al fatto che non si realizza. Non era miantenzioennegare il fatto che i figli si fanno in due e di conseguenzsa di dovrebbero crescere in due.

      Devo contestarti il fatto che un padre non possa sostitursi alla madre. Anche se, nel momento in cui esistono entrambi i genitori, viene quasi naturale che essi non siano comnpletamente intercambiabili (più dal punto di vista "morale" che fisico)

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  5. Sono rimasta sconcertata anch'io dall'affermazione di questa madre che non si rende conto di quello che ha combinato il figlio evidentemente.

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  6. Ti consiglio di leggere un articolo su Vanity Fair (l'ultimo numero uscito) proprio su questo fatto. Credo che tu lo possa trovare anche su internet, nel sito ufficiale.
    In ogni caso, non ci sono parole per commentare questa affermazione. Mi piace pensare che sia frutto di uno shock troppo forte.

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  7. i genitori si ostinano nel cercare di salvare i propri figli anche quando compiono azioni di una tale crudeltà. non ci sono scusanti per questa violenza

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    1. già, dimenticando che esiste una sostanziale differenza tra lo stare comunuqe vicini ad i figli, ed aiutarli, ed il difendere i loro comportamenti oltre ogni logica

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