venerdì 19 ottobre 2012

Se ti tagliassero a pezzetti

No, tranquilli, non è il titolo del nuovo film "pulp" di Quentin Tarantino, ma quello di una poco nota canzone di Fabrizio De Andrè, uno che della vita e dei rapporti aveva capito molte cose.

Perchè ne voglio parlare? perchè, anche legandomi al post precedente (poi giuro che per un pò faccio post più leggeri e ludici), in questa canzone, in cui ogni parola può assumere un profondo significato, c'è un verso in particolare che a mio avviso è la chiave per la gestione "sana" dei rapporti interpersonali. Il testo della canzone è qui di seguito, vi invito a leggerlo per intero,  ed il verso in questione l'ho evidenziato:

Se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore
che cantavi parole leggere, parole d'amore
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso

ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Rosa gialla rosa di rame
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte sulle pietre del giorno
io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino
alla fine siamo caduti sopra il fieno.

Persa per molto persa per poco
presa sul serio presa per gioco
non c'è stato molto da dire o da pensare
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera
spettinata da tutti i venti della sera.

E adesso aspetterò domani
per avere nostalgia
signora libertà signorina fantasia
così preziosa come il vino così gratis come la tristezza
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.

T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo
presa in trappola da un tailleur grigio fumo
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.

Ma se ti tagliassero a pezzetti
il vento li raccoglierebbe
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio
di Dio il sorriso.

Non pare anche a voi che se relazioni interpersonali (affettive,amicali o amorose che siano) fossero basate su questo principio funzionerebbero molto meglio?  

10 commenti:

  1. Sì,se come prerequisito, mai scontato, ci sia la reciproca onestà. Per il resto..non so..alle volte i rapporti cambiano,come cambiano le persone,che non rimangono uguali a se stesse.Quindi anche le intenzioni iniziali,come nella frase che hai evidenziato,posso cambiare.

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    1. bè certo, l'onesta reciproca è alla base del ragionamento. E dovrebbe reswtare immutata nel tempo, anche se poi è vero che i rapporti cambiano, e quindi può cambiare quello che si può o si vuole dare (ma non l'onestà con cui si offre e si riceve)

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  2. le persone cambiano e cambiano i rapporti, vero. Basterebbe solo essere onesti con se stessi più che con gli altri e quando quello che "vuole darti" non conincide più con quello che ti basta allora è il caso di dirsi basta.

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    1. discorso semplice e lineare ... peccato che la realtà spesso non lo sia :-(

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    2. ...eh..e com'è facile scriverlo sulla carta(o su uno schermo) e quant'è difficile esserlo nella realtà..onesti con se stessi..non ingannarsi..e dire basta..

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    3. e mica ho pensato di aver scoperto l'acqua calda! Dico solo che bisognerebbe impegnarsi prima verso se stessi e poi verso gli altri

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  3. Lo so :-) forse non s'è capito il senso e il tono del mio commento. Quell'eh iniziale è un sospiro :-) e il resto era per dir che dirlo e scriverlo è molto più semplice che farlo. Come per molte altre cose. Era più una constatazione,confermativa di quel che hai detto tu:-) Non hai scoperto l'acqua calda ma forse per alcuni, me compresa se non in primis, è un qualcosa che non devo dimenticare. Ne faccio un monito..

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    1. credo che la verità fosse chiara a tutti, insieme ad un pò di disillusione sulla realtà dei rapporti umani. Forse la gente dovrebbe parlare di più e con maggior franchezza, forse ci sarebbero meno rapporti ma di maggior valore :-)

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    2. Eh old...hai detto bene "dovrebbe"..proprio perchè disillusi,non ci si aspetta nè franchezza nè onesta nè voglia di parlare.Per fortuna ci son rari rapporti umani di valore:-)
      Ma boh..quando hai a che fare con chi non vuole parlare,puoi esser franco,onesto,puoi aver voglia di chiarire,di accettare quella frase evidenziata..ma sei da solo.C'è bisogno di reciprocità perchè abbia senso.Quando l'altro non vuole parlare..che si fa?

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    3. quando l'altro/a non vuol parlare non si fa :-(

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