lunedì 22 ottobre 2012

Raimondo di Sangro, Principe di San Severo

Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, è un personaggio controverso vissuto a Napoli nel XVIII secolo. Nessuno può negare che fosse un uomo di cultura e di estrema intelligenza, alchimista, massone, esoterista ma anceh inventore, letterato ed anatomista.  C'è addirittura  chi sostiene sia lui il "principe molto amante della chimica" che Cagliostro, durante il processo di fronte al tribunale della santa inquisizione, indicò come fonte delle sue conoscenze alchemiche.

A lui si deve il restauro e la sistemazione definitiva, visibile ancora oggi, della cappella gentilizia di "Santa Maria della Pietà" oggi nota come Cappella Sansevero. Un luogo particolare, caratterizzato da tanti elementi unici e straordinari, cominciando dall'incredibile Cristo Velato, statua in cui il velo che ricopre il corpo del cristo deposto è così perfetto nel far trasparire i lineamenti del viso ed i dettagli degli arti da far chiedere se sia stato scolpito o, invece , aggiunto alla scultura e marmorizzato con un procedimento inventato dallo stesso principe.

(Immagine presa dal WEB)

O la statua della pudicizia, anch'essa con il viso velato ma realizzata con una tecnica diversa.

(Immagine presa dal WEB)

O ancora la statua del disinganno nella quale un uomo è circondato da una rete  che è stata incredibilmente scolpita nello stesso blocco marmoreo


(Immagine presa dal WEB)

O, infine, il sepolcro dello stesso principe (che non custodisce il suo corpo, trafugato in tempi ignoti)  con una lapide la cui scritta pare fu dettata dallo stesso e che recita, tra l'altro:

Uomo mirabile, nato a tutto osare... illustre nelle scienze matematiche e filosofiche, insuperabile nell'indagare i reconditi misteri della natura, esimio e dotto nei trattati e nel comando della tattica militare terrestre e ...imitando l'innata pietà a lui pervenuta per l'ascendenza di Carlo Magno imperatore, restaurò a sue spese e con la sua saggezza questo tempio... affinchè nessuna età lo dimentichi

A destra, più in basso rispetto al piano della cappella, in una specie di cripta che nelle intenzioni iniziali doveva ospitare proprio il cristo velato, si trovano anche quelle che vengono definite le sue due "macchine anatomiche" ovvero due scheletri, uno di uomo ed uno di donna, nei quali si osservano tutte le vene e le arterie.



(Immagine presa dal WEB)

Pur non avendone la certezza, si sospetta che il principe abbia iniettato in due cavie una sostanza che, entrando in circolo, abbia  progressivamente bloccato la circolazione del sangue fino alla morte dei poverini. Dopo di che la sostanza avrebbe in qualche modo preservato i vasi sanguigni dalla  decomposizione  per cui, una volta distrutti pelle e tessuti muscolari, gli stessi sarebbero apparsi in tutto il loro dettaglio. Storia e visione macabra  ma, a suo modo , affascinante 

4 commenti:

  1. Non smetterò di incantarmi davanti a sculture così...posso rimener fissa lì davanti per ore...Mi piace la frase "uomo mirabile,nato a tutto osare.." cavolicchi,sarebbe un bell'epitaffio sulla mia lapide..ma sarà bene ch'io cominci a osare tutto,giusto?:-)I due poverini in tutto il loro "splendore venoso"..non mi attirano granchè.Ma anche le cripte con le mummie riescono a incuriosirmi tanto:-)

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    1. La cappella è "astonishing" direbbero gli inglesi, i poverini pure (anche se la vista è abbastanza macabra). Il metodo con cui il principe riuscì a dare una consistenza metallica a vene ed arterie è sconosciuto, tenuto anche conto che a quel tempo la siringa ipodermica non era stata ancora inventata.

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    2. no, non credo, però pratiche alchemiche si

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