lunedì 15 ottobre 2012

Figli

Ha fatto il giro dei giornali, delle reti  televisive e anche dei blog la storia del bambino di 10 anni portato via con la forza alla madre ed ospitato ora in una struttura protetta. Ne ho lette tante, di informazioni e di opinioni sulla faccenda specifica, e sono giunto alla conclusione di non poter aggiungere niente di significativo, se non la banale considerazione che episodi del genere non dovrebbero accadere (ma purtroppoo accadono).

Quello che mi sembra evidente, a prescindere dalle ragioni e dai torti dei singoli,  è che ci troviamo di fronte a due genitori che non sono riusciti a mantenere il loro conflitto nell'ambito personale evitando di  coinvolgere il loro figlio. E non sono gli unici.

Quello che non capisco in generale, nei genitori separati, è come sia possibile che non si faccia di tutto, ed anche di più, per tenere fuori i figli dai conflitti di coppia. Secondo me, nel momento in cui si mettono al mondo dei figli, ci si assume una responsabilità enorme e non delegabile su di loro, sulla loro crescita, sulla loro evoluzione. E una volta che si rende inevitabile far vivere ai figli il trauma dello sgretolamento della famiglia, si dovrebbe fare di tutto perchè i essi non perdano il contatto con  entrambi i genitori (a meno che, e capita purtroppo, non sia il genitore a volersi allontanare volontariamente, nel qual caso la mia opinione sul suddetto pseudo-genitore la potete immaginare), e questo a prescindere dal peggioramento dei rapporti interpersonali, dalle reciproche recriminazioni, dalle colpe vere o presunte, ecc.

Tutte cose che possono anche protare a conflitti che hanno le loro brave giustificazioni, ma che dovrebbero essere confinate al livello della coppia  e non della genitorialità. Invece spesso i figli vengono utilizzati come merce di scambio, come strumenti di pressione, in un gioco al massacro che di certo non giova ai figli, ma molto spesso neanche ai genitori. E soprendentemente (o forse no) tutto questo è abbastanza indipendente dal ceto sociale o dal livello di istruzuione dei protagonisti. Come se, in certi contesti, prevalesse la componente animale, primitiva, di ognuno di noi, a discapito della razionalità di quello che dovrebbe essere un animale intelligente. Intelligente? Mah ...

3 commenti:

  1. volevo scrivere anche io un post sulla faccenda, poi ha vinto la pigrizia e il non voler essere così alla moda :)
    avrei scritto quello che hai scritto tu, almeno nei concetti. Condivido soprattutto l'espressione sul quando si decide di mettere al mondo un figlio, allora si ha la responsabilità della sua crescita e della sua evoluzione e per quella si dovrebbe fare il più possibile, mettendola prima dell'egoismo personale. E' bello da leggere. Attualmente temo che l'orologio biologico conti più del buon senso.
    Io non farò figlio, me lo sono promessa anni fa, perché non ne sarei mai capace (di mettere prima lui che me, sono un'egoista convinta :)) e quindi voglio essere sicura di non far danni.

    Sulla faccenda del bambino posso dire che io detesto la banalizzazione che ne fanno in tv? Orribile.

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  2. Volevo scriverci un post..ma è un argomento delicato,per molti. Uno di quegli argomenti dove le frasi fatte e il giustizialismo predominano. Io son sempre spudoratamente dalla parte dei bambini. Ho avuto a che fare con tante storie simili se non peggiori. Strano che se ne parli a spezzoni..e mi fa rabbia che si diano informazioni sbagliate,incomplete,volutamente parziali e costruite per fare audience. Quelle persone che in tv inneggiano alla giustizia per i bambini,dovrebbero per primi farsi un esame di coscienza e non strumentalizzare la sofferenza altrui per fare ascolti. La sola cosa che mi vien da dire in merito,ed è una opinione più frutto di quel che ho vissuto che del fatto la cui verità e veridicità non sapremo (anche a causa dei conflitti genitoriali che creano due schierate fazioni nei vari programmi e non aiutano a far chiarezza)mai, è che le modalità di affidamento dei minori in casa famiglia va attentamente vagliato. Bada bene,mi riferisco alle modalità e non alle motivazioni del TpM. Questo per non aggravare la già delicata e sofferente situazione del/dei bambino/i . Condivido con te il richiamo alle responsabilità genitoriali. Purtroppo i conflitti,in talune coppie,vengono "risolti" usando e plagiando i figli. Allora,forse,è giusto per il bambino e solo per lui,allontanarlo da entrambi. Mettendo i genitori in condizione anche come conditio sine qua non,di analizzare il proprio modo di agire e di essere genitori. Perchè come hai detto, i conflitti della coppia non devono investire le responsabilità genitoriali. Purtroppo è un argomento difficilmente esauribile in poche battute e il rischio,anche qui,di fare giustizialismo e di giudicare senza averne le competenze e le ragioni per farlo,è troppo alto.

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    1. Io infatti non volevo fare giustizialismo, nè parlare della vicenda specifica (non guardo la TV, ma immagino quanto, e soprattutto come, se ne sia parlato).

      Riflettevo solo sull'uso che purtroppo spesso si fa dei figli, in caso di separazione/divorzio. Non sempre, per fortuna

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