lunedì 8 ottobre 2012

Carezze e contatti

Quanto vale, in una carezza ed in generale in un contatto fisico con un'altra persona, quanto vale il piacere personale diretto, rispetto al piacere che deriva dal piacere che prova l'altro ? Me lo chiedevo riflettendo sulla mia atavica idiosincrasia ai contatti fortuiti con degli estranei. Perchè da una parte mi è capitato di avere sensazioni sgradevoli stringendo la mano di qualcuno (più o meno sconosciuto) altre volte ho provato un piacere che mi sembrava quasi di "rubare", ovvero un piacere che l'altro (o l'altra) non voleva intenzionalmente  trasmettermi e di cui mi ero in qualche modo appropriato.

Sia chiaro non sto parlando di una contatto e di una carezza diciamo "spinta".con il proprio partner,  ma di una semplice stretta di mano, o di dita che sfiorano un braccio per segnalare qualcosa, o una mano poggiata sulla spalla per indicare una direzione, parlo di un gesto spontaneo, naturale, che in sè non ha, non avrebbe, nessun significato particolare, eppure per uno dei due lo assume nel momento stesso in cui viene compiuto.. 

Ecco, in quei casi, più che in altri, mi chiedo se quel piacere sia in qualche modo reciproco, se il piacere che si prova (perchè di piacere si tratta, o almeno è di questo tipo di contatti che sto parlando) sia comunque un piacere condiviso.

Perchè certo non si può chiedere "scusa, ma ti è piaciuto quando ti ho sfiorato la mano? perchè a me è piaciuto molto". Spesso non si ha neanche il coraggio di chiederlo al proprio partner (e tra l'altro, in quel caso, la risposta sarebbe viziata da un palese conflitto di interessi), figuriamoci ad un amico o, appunto,  ad uno sconosciuto o quasi.

Però mi piace pensare che se si riceve una sensazione positiva, sia pure non volontaria, in qualche modo sia perchè  anche l'altro sta reagendo positivamente a quel contatto, lui per primo non lo sta vivendo come una invasione della propria "privacy". Mi piace pensare (ma non so se è solo un mio volo pindarico) che quel piacere non l'ho proprio rubato, ma l'ho solo condiviso in maniera spontanea.

Si, lo so, tante "elucubrazioni" mentali sul niente, ma è un niente che può valere tantissimo.

22 commenti:

  1. La maggior parte delle persone che conosco non ama essere toccata. A me non dispiace invece, purché non lo faccia un estraneo.

    Buona settimana!

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    1. aggiungimi all'elenco (con le dovute eccezioni) :-)

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  2. quando ero giovane, 13-15 anni, osservavo le coppie sposate ed erano proprio quei gesti, quelli fatti quasi senza inenzione a rapire le mie divagazioni mentali. Pensavo alla confidenza di certi gesti, più che altro. Penso che i più nemmeno li notino, penso che non sempre il piacere sia reciproco, penso che quando lo è si sente.

    Ma io che ne capisco? :)

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    1. beata te che consideri giovani i 13-15enni, io considero giovani perfino i 25enni :-)

      Ma la domanda è: quando il piacere è reciproco lo si sente senza dubbio, oppure uno può pensare che sia reciproco, ma invece sta solo violando (involontariamente e senza malizia) la sfera intima dell'altro? ne sta tradendo la "fiducia" vivendo più "intimamente" un gesto normale?

      Ne capirai anche tu, visto che "non sei più giovane" :-)

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  3. Io credo che sia reciproco, se non parli ad es. Delle strette di mano date per dovere formale....e' come un sorriso....se qualcuno te l' ha strappato..si e' messo in condizione di farlo...era ,aperto...per lui il piacere di provocarlo e'sullo stessobinario del piacere di colui che sorride grazie a lui. Ma sono cose che a mio avviso..poco definibili a parole:) bonjour....:).

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    1. Ci sono volte che ho sperato che fosse proprio così. Altre che l'ho potuto verificare :-) in seguito, anche se, appunto, difficilmente si ottiene una risposta diretta.

      Comunque credo tu abbia ragione, cose difficili da definire a parole

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  4. ora mi hai messo la paranoia, ho capito di che sensazione parli ç.ç

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    1. perchè paranoia? io parlo di sensazioni positive, che ritengo sempre piacevole provare (anche se a volte, appunto, possono lasciare un retrogusto di perplessità)

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  5. Io credo che se un contatto ci dà un brivido se ne accorga anche l'altra persona

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    1. il dubbio non è sull'accorgersene,ma sul provare anche piacere. Ma ovviamente è un dubbio insolubile

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  6. Uff...riesci sempre ad anticipare i post che sto per pubblicare:-) va beh..lo farò ugualmente...è uno di quegli argomenti sui quali mi soffermo a rimuginare notti intere e giorni e notti e giorni...E non solo perchè vivo un rapporto di coppia..anche se rimuginando sul mio rapporto di coppia non posso non pensarci...
    Rubare..non so,rubare è come quando ti appropri di un qualcosa che non ti appartiene.Al massimo,se scambi per piacere reciproco qualcosa che non è o che non è lo stesso(piacere)puoi dir di aver frainteso,o letto diversamente,o interpretato diversamente..o..semplicemente,che è poi quel che accade il più delle volte,hai provato un piacere unidirezionale: il tuo. Io credo che si riesca a capire se l'altro è a suo agio nell'essere anche fugacemente toccato(una mano sulla spalla e quei gesti che hai descritto tu sopra).Difficile è,se non impossibile,capire se l'altro prova lo stesso nostro piacere.Io ne dubito.Dubito che si sia in grado,nell'eventualità,di descriverlo allo stesso modo..Però capita.Come capita per tutti i tipi di piaceri anche quelli dovuti ad affinità intellettive.Non so,se mi soffermo come te e,credimi,mi impongo di non farlo,a riflettere sull'intenzionalità dell'altro,entro in una spirale che..il più delle volte..mi fa svanire l'effetto piacevole.Secondo me Old, con una persona che non conosci è molto difficile capirsi.Lo è anche per chi si pensa di conoscere da anni..quindi..Personalmente,il fatto che qualcuno sia stato bene/stia bene con me è piacevole e mi fa piacere.Il dubbio in merito al fatto che sia effettivamente così e non una mia illusione..beh..è una cosa che posso dissipare..nella migliore delle ipotesi..col tempo.Eppure,il più delle volte,non era una mia intenzione..cioè non ho fatto di tutto perchè fosse così,non ho nè finto nè volutamente artefatto alcunchè(omettiamo il discorso galateo/buona educazione).Scusa il commento lunghissimo..come ho detto è un argomento su cui rimugino spesso..anche e soprattutto alla luce di esperienze negative...rivelatesi tali nel tempo..

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    1. non capisco perchè ultimamente passo spesso come ladro di post non scritti :-) forse avrò sviluppato doti telepatiche a distanza!!!

      Però in fondo sapevo bene che la mia domanda non aveva una risposta, era più un pensiero messo per iscritto. Se non ti piace il termine "rubato", che in effetti è un pò forte ed implicherebbe una volontarietà, si potrebbe definire un piacere ricevuto al di là di quello che l'altro voleva effettivamente trasmettere.

      Mi piace però soffermarmi sulla tua ultima frase: ovviamente io davo per scontato un comportamento "vero" senza piaggeria. Ovvero un comportamento non orientato a piacere ma ad essere se stessi. Direi che quella è una base imprescindibile

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    2. Old..dai per scontato qualcosa che scontato non è..almeno per quel che penso..
      Per il resto...rubare è appropriarsi di un qualcosa non tuo,in questo caso,parlando di piaceri,è come se ti appropriassi di un piacere riservato ad altri e non per te.Non mi sembra questo il caso.Lo sarebbe se mi dicessi che ti piace fare il "guardone" di piaceri altrui...in quel caso sì,saresti un ladro..In questo,stai solo provando piacere da un qualcosa che un altro ti sta dando,consapevolmente o meno,intenzionalmente o meno,è una cosa che provi tu. E' l'altro a dartelo,ma sei tu a provarlo.E' una cosa tua.Che poi possa esserlo anche dell'altro..è pur vero,ma in quel caso è una reciprocità,intenzionale o meno,ma nessuno dei due ruba a un altro qualcosa.Ecco,se tu mi rubassi da sotto la mano il cono gelato che sto ancora aspettando tu mi offra,allora sì,saresti un ladro..e puoi star certo che non ti perdonerei!;-)

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    3. no, dico, precisiamo: non sono io che non te l'ho offerto, sei tu che ti guardi bene dal venire a Roma (o dall'avvisarmi quando vieni, questo non posso saperlo).

      Tu dici che sono un ingenuo quando credo che se due persone si incontrano e non c'è una motivazione specifica, allora non ha senso fingere di essere quello che non si è per cercare una "captatio benevolentia" da parte dell'altro invece di mostare quello che si è (e che magari l'altro potrebbe apprezzare ancora di più)? Ma che senso ha fingere?
      Mah, temo che pur invecchiando continuerò a restare un pò "ingenuo", da questo punto di vista

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    4. Non ho detto che sei ingenuo..ho detto che non si può dar per scontato nulla..E te lo dice una che è più che "ingenua".Io credo sempre nella buona fede delle persone..non sai quante buggerature e fregature vere e proprie ho avuto in cambio.Ma chi nasce tondo...Sto imparando,però,da brava femmina,a cercare di vedere cosa c'è sotto l'apparenza..a fidarmi ma non troppo..é che le scottature rimangono e una giusta dose di diffidenza non guasta mai.Poi,a ogni modo,non è sempre un fingere..può anche solo essere un omettere lati di sè che non si vuole far conoscere..smussare o limitare i difetti che si riconoscono per evitare di rendere spiacevole il rapporto con l'altro..non è tanto una captatio..Questo escludendo chi della captatio fa la sua seconda e più vera natura.Che senso ha fingere?Non lo so..alle volte si pensa di poter esser migliori fingendosi diversi da quel che si è...forse..non so..o di poter risultare più piacevoli..simpatici ecc ecc..(col risultato di ottenere il più delle volte,un effetto falsato,artefatto,molto poco coerente).PS: no precisiamo..sono io che,da brava donna dell'ultima generazione,mi son autoinvitata a prendere un gelato a Roma offerto da te..che se aspettavo te...ahivoglia...(come dire...certe cose degli uomini..non cambiano neppure di generazione in generazione...).Il che non mi fa nè onore nè piacere..ma puoi sempre ovviare invitandomi formalmente...e bada bene di trovare un gelato che soddisfi le mie alte,anzi,altissime aspettative..ho un palato esigente..io..

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    5. Parlando seriamente, capisco perfettamente la prundenza ed anche la necessità di omettere o di raccontarsi solo parzialmente. Credo che ognunodi noi abbia rimpianto almeno una volta di aver dato troppa fiducia, di essersi esposto e reso vulnerabile verso qualcuno che poi, forse addirittura inconsapevolmente, ci ha fatto del male.

      Però io continuo a credere che, quando incontro qualcuno che ritengo valga la pena di conoscere veramente, sia essenziale partire con il piede giusto ed essere molto onesti. Ho solo maggiore consapevolezza del rischio che sto correndo.

      Sul gelato mi dispiace, ormai fa freddo ed è arrivato l'autunno, per cui se ne parla per la prossima bella stagione. E comunque non apprezzo molto le donne che non fanno le donne e che si autoinvitano. Che diamine, non si possono stravolgere così le tradizioni :-)

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    6. Donne che fanno le donne? Se gli uomini facessero gli uomini e prendessero l'iniziativa, noi non dovremmo esporci! ;-) Bella stagione? Date le premesse..se mi inviti ok,altrimenti verró a Roma e in un modo o nell'altro mangeró quel gelato..Ah..ripensandoci bene..se tu sei veramente old come dici e se sei uno dei pochissimi esemplari di homo sapiens che prende l'iniziativa..considerato che non mi hai invitato..deduco che non ti interessi farlo..Bene! Lo mangeró da sola!tiè! Che poi..da sola..qualcuno disposto a offrirmi un gelato sempre lo trovo..e non maliziare!
      Tornando seria..essere onesti?cioe? Per poter condividere devono esserci delle premesse,tra le quali il volerlo fare,il volerlo fare con quella persona e trovare terreno fertile per farlo. Nonostante tutte le reticenze del caso, io devo sentirmi a mio agio per potermi aprire all'altro e molto dipende dall'altro..come da me..ma non è una cosa che studio o decido a tavolino..è spontanea..quando vedo l'altra persona ben disposta..o semplicemente ritengo che sappia accogliere. Certo..il rischio rimane..è insito nei rapporti umani..tutti. Allora potrei esserne ferita e chiudermi in me stessa..il desiderio/necessità di condividere..rimarrebbe comunque..forse solo latente..solo interiore ma rimane. Magari pronto ad aprirsi a poco a poco qualora si ripresentino le condizioni giuste..Vedi? A modo mio lo sto già facendo..mi sto esponendo troppo..

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    7. sai, sulla seconda parte del tuo commento non saprei cosa aggiungere, hai detto tutto quel che c'era da dire.

      Sulla prima parte :-), tu sottovaluti il valore simbolico di un gelato offerto,e dimentichi che non bisogna mai accettare gelati (nè caramelle) da sconosciuti! :-)

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  7. Io non sottovaluto..come non sottovaluto la possibilità che qualcuno leggendo possa maliziare..offerto? Da chi?Mi ritengo ufficialmente offesa per quanto da te precedentemente affermato..Ps: tranquillo old..mamma m'ha insegnato a non accettare caramelle nè a dar confidenza agli sconosciuti..

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    1. dai, non fare l'offesa, ti propongo di fare la pace davanti ad un bicchiere di birra artigianale della Opperbacco ... offro io :-)

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    2. Opperbacco!è il caso di dirlo...una birra? Bene! Quindi ti sei autoinvitato a casa mia..visto che Op è di lì... Ma tu guarda questi sconosciuti di "una certa età"...Mah..sai.. devo controllare l'agenda..peró apprezzo che sia stato tu a offrirti di offrire..ahh..gli uomini di una volta..non esistono più..forse..

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    3. no, gli uomini di una volta non esistono più. Neanche le donne :-)

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