martedì 16 ottobre 2012

16 ottobre 1943

Per non dimenticare le pagine buie, per fare in modo che non si ripetano sotto altra forma, è bene tornare all'alba del 16 ottobre del 1943, quando  i militari tedeschi circondaro il ghetto di roma e portarono via più di mille ebrei.

Dopo due giorni di attesa, i poveretti furono portati alla stazione Tiburtina, caricati su 18 vagoni piombati e trasferiti  nel campo di concentramento di Auschwitz. Solo quindici di loro sopravvisseo, di cui una sola donna, e nessuno degli oltre 200 bambini che facevano parte del terribile carico.

Per non dimenticare. Mai.

14 commenti:

  1. :( ci sono altre forme di pagine buie, purtroppo......non piu' campi di concentramento...., ma altre forme di sevizie, di violenza, di orrore.......:(

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    1. come non essere d'accordo? E secondo me ricordare serve a cercare di ridurre le future pagine buie, che continuano, e continueranno, ad essserci :-(

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  2. Ricordare non serve ai morti,ma ai vivi. Per riflettere e per evitare che accada di nuovo. Così ha detto Elie Wiesel. Ogni volta che se ne parla,ricordo anche altri genocidi,quello degli armeni..o dei kurdi..e tanti altri purtroppo..Come ha detto Anna,purtroppo la violenza contro il "diverso" o percepito tale,non s'è mai esaurita.. Assume altre forme ma permane. Quel che si puó fare è ricordare ed educare al rispetto ( non alla tolleranza)..contro l'indifferenza che è forse peggio dell'odio..per citare ancora Wiesel.

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  3. Belle parole,Ele..solo che i vivi che dovrebbero ricordate, non siamo noi..che nell'ipotesi più. macabra, nella nostra vita ,potremo fare del male to' a qualche insetto......formica, scarafaggio..., non so...io non mi sento d'includermi nel ricordo di questi orrori. Rispetto e commemorazione per chi e' stato vittima si,....ma credo che questa sia un'altra storia.

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    1. Però vedi, i "vivi" di domani siamo noi ad educarli,a farli crescere, ad indirizzarli (e non parlo solo dei figli, perchè esistono i nipoti e gli altri bambini che vediamo crescere intorno a noi) nella speranza di rendere più difficile agli "altri" di continuare a fare certe cose

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  4. old, posso considerarmi figlia, nipote del dopo avvenimento che citi. Mi serve ricordare? Si e no. A me e" servito l'esempio di mio pa' , dei suoi valori, della sua onesta' più. Che altro e non credo siano legati a questo ricordo. Io credo piuttosto che il ricordo di questi orrori , valga più. Per i "potenti" ....perché. Dovrei accomunarmi a gente che per potere soprattutto..ha commesso quello che ha commesso? Io non me la sento perché. Sinceramente..non c'entro nulla. Ma ...se parli di rispetto e ricordo per le vittime si,....:-(

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    1. No annastella, vedi, quando succedono certe cose, dagli olocausti ai femminicidi, c'entriamo tutti. Troppo facile dire che chi ha fatto certe cose aveva il potere di farle ed è l'unico responsabile. Il principale, certo, ma non l'unico ... ognuno di noi ha le propria piccola, piccolissima, infinitesima, forse inevitabile, parte di colpa.

      Ricordare serve a renderci consapevoli del fatto che così come chi c'è stato prima di noi ha avuto le sue colpe, anche semplicemente non vedendo (o scegliendo di non vedere) certe cose, noi oggio o domani possiamo trovarci nella stessa situazione, e dobbiamo cercare di non cadere nello stesso errore

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  5. Cioè, old io dovrei sentirmi responsabile una minima parte dell'olocausto, delle guerre etniche,di tutti gli orrori commessi....? :-( ammosciante...scuse eh..ma io non mi sento di accomunarmi a tali atrocità..., non c'ero nemmeno e mio pa' classe 36, che c'era..sicuramente non si sente in colpa...dovrei sentirmi anche in colpa, perché. Sono donna...e qualche essere. Del mio stesso sesso...in preda a chissà. Che.., ha commesso infanticidio?:-(boh....magari ho capito male....e non volevi dire questo..e infervoro tanto causa spm:-(

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    1. La maggior parte dei tedeschi ai tempo del nazismo non si sentiva responsabile di quello che il nazismo metteva in atto. E molti di loro erano ottime persone che però non hanno fatto niente per evitare quei fatti. E' questo che intendevo.

      In passato c'è chi probabilmente poteva fare e non ha fatto, con i risultati che conosciamo bene (anche se c'è chi si ostina perfino a negarlo l'olocausto), noi dobbiamo cercare di evitare, nel nostro piccolo, che questo succeda ancora. A questo serve soprattutto la memoria.

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  6. Mi chiedo cosa stiamo facendo di concreto , ora.., per gli orrori odierni.....e qui, mi includo....., Alla luce di cio' che dici.., e' nostro dovere fare qualcosa per il femminicidio, per l'infanticidio, per la pedofilia....., che sono realta' atroci che ci toccano piu' da vicino. Memoria di cio' che accadde,..ok,....ma cio' che accade ora???............be' , io nel mio "piccolo" nel blog, denuncio la volenza verso le donne ed i bambini...., sara' una goccia.....

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    1. sarà una goccia ... ma il mare è fatto di gocce, di tante gocce :-)

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  7. Mmm allora...ho letto i commenti e boh..magari stiam dicendo la stessa cosa..ma usando o concependo i termini in modo diverso. Ricordare è ricordare,cioè far risalire alla mente..non saprei come definirlo..ricordare per non dimenticare.Un pò come ci si ricorda di una persona cara che ha sofferto e non c'è più,per non dimenticarla.Ricordare perchè non avvenga più,è una nostra responsabilità,cioè siamo responsabili di quel che può avvenire dopo,ai giorni nostri e in quelli futuri.Ma responsabili per la generazione futura non per quella passata.E anche qui,con tutte le cautele del caso.Perchè per quanto un genitore sia responsabile per il proprio figlio,nulla toglie che il figlio,essere autonomo,possa crescere orientandosi diversamente dall'educazione ricevuta.Come genitore,o zia(perchè non sono madre)sono responsabile di quel che trasmetto con il mio esempio,con la mia parola,col mio essere.Ma così come non ho la sicurezza che il bene che farà la nipote del mio compagno,sarà il frutto del mio insegnamento o di quello dei suoi genitori,così non ho responsabilità per il male che potrà fare.Non totale almeno. Sì,questo non mi esime dal fare di tutto perchè cresca in modo sano,quando è con me.E come persona mi sento responsabile se ometto di dir la verità dei fatti,se lascio che si stravolgano i fatti,anche storici,se lascio correre,se faccio come molti insegnanti che preferiscono evitare di far vedere gli orrori dei campi di concentramento,per non traumatizzare le giovani menti(che però in tv ne vedono di cose ben peggiori).Mi sento responsabile,come figlia,come sorella e come compagna,se un maschio della mia famiglia,si comporta male con una donna,perchè non ho fatto,forse abbastanza perchè capisse che una donna va rispettata.Perchè,questo ho capito,molta della responsabilità è anche di noi donne.Responsabilità,non colpa.E molta,non tutta,ovviamente.Contro anni di cultura maschilista,ce ne vuole di tempo ancora...
    @Anna: secondo me fai bene a parlare di queste cose nel tuo blog, per quanto sia una goccia soltanto,alla fine conterà qualcosa,perchè dal tuo blog nasceranno altre gocce,non trovi?:-)

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