giovedì 20 settembre 2012

Scelte

La storia di ognuno di noi, la vita di ognuno di noi, è punteggiata da infinite scelte. Ne facciamo ogni giorno, dal momento in cui ci alziamo dal letto (e potremmo per assurdo decidere di non farlo) al momento in cui spegniamo la luce e chiudiamo gli occhi per dormire (e anche in questo caso, a meno che il sonno non ci prenda di sorpresa, potremmo scegliere di rinviare quel momento). A volte scelte che ci appaiono epocali si rivelano ininfluenti per la nostra vita, altre volte scelte appaerentemente banali hanno un effetto dirompente (ed a volte devastante). Questo concetto è esposto in maniera estremamente chiara, per esempio, in Sliding Doors, un film di qualche tempo fa in cui la chiusura delle porte scorrevoli di un vagone della metropolitana, con  la possibilità o meno della protagonista  di prendere (o perdere) quella specifica corsa determina due percorsi estremamente diversi della sua vita. Ed allora uno si guarda dietro e può anche chiedersi cosa sarebbe successo se ... e trovarsi ad immaginare, come puro esercizio della fantasia, percorsi alternativi che la sua vita avrebbe potuto prendere.

Oggi io non posso non ricordare che molti anni fa, il 20 settembre, è stata una data importante, perchè ha segnato (nel bene e nel male) la mia vita. Ma allo stesso tempo non riesco ad immaginare un percorso diverso, non posso proprio chiedermi: e se...?

E mi viene in mente una canzone di Gino Paoli, non una delle più famose, si intitola L'ufficio delle cose perdute, di cui vi regalo  un estratto e sulla quale vi invito a ragionare:

Sulla strada che val al porto
dopo un'arco c'e' una piazza
sempre piena di bambini
qualche gatto
e un vu cumpra'
tra un negozio di bottoni e un
tizio che si fa'
c'e' un ufficio senza targa e senza eta'
ed e' un ufficio del vento
cose perdute quelle
che son sparite in fondo
a qualche momento chiuso
Ed e' un ufficio pieno
di vecchie cianfrusaglie
di giorni poco usati e di candeline
di un'altra eta'
Sono andato li a cercare
i capelli che ho perduto
il sorriso di mio padre
ed il canto di un amico
voglio indietro i miei vent'anni
e le speranze in piu'
voglio l'albero dei come
e dei perche'
Ma dentro quel momento
non c'e' nel mio giardino
l'albero che ho piantato
qualche anno fa'
per sempre
Ma nell'ufficio delle
cose perdute devo
in cambio dei vent'anni
ridare tutto
tutto quello che ho
E ritorno piano a casa
con le rughe ed i pensieri
lascio li' i miei vent'anni
i capelli, i sogni in piu'
mi va bene rimanere
con quello che ho

8 commenti:

  1. Uff....su sliding doors volevo scrivere un post..mi hai rubato l'idea. ,secondo me viaggi sulle onde del paranormale. :) come hai fatto a rubarmi l'idea? io dico sempre che vorrei tornare indietro...al tempi di determinate scelte,rivelatesi un fallimento, indietro con il senno di ora pero' :) come dice la canzone.dovrei lasciare cose che ho ora..forse si.non lascerei cio' che sono ora...perché. E' stata una gran fatica..arrivare a questo punto e mi piaccio cosi':)

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    1. Giuro, non leggo nel pensiero ... per il resto hai colto perfettamemte il senso deil mio ragionamento ... e della canzone

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  2. Ahi..tasto dolente..diciamo delicato. Ci rimugino continuamente..non sai quanto.Ogni giorno. Mi chiedo come sarei,dove sarei,cosa farei,ora,se avessi fatto scelte diverse.Il fatto è che per le scelte consapevoli,quelle fatte sapendo di essere lì a far una scelta,a optare per una cosa anzichè un'altra,potrei anche valutare se e quanto le scelte son state fruttuose. Ma per quelle fatte senza consapevolezza? Ci rifletto e mi dico che ne facciamo molte,in modo spontaneo,quasi in automatico,senza neppure saper che stiam lì,che stiam facendo una scelta.Eppure ogni nostra singola azione presuppone una scelta o,quantomeno,una ponderazione.Che può essere più intensa,più attenta,più soppesata,quando sappiamo di essere difronte a un bivio.Ci sono scelte,per quel che mi riguarda,che col senno di poi mi pento d'aver fatto,per alcune aggiungo l'attenuante dell'istintualità,per altre l'aver preso a consigliere provvisorio il cuore. Ma ci son anche scelte che nonostante mi abbiano portato a una vita imprevista,che a momenti non amo affatto,mi hanno comunque cambiato,mi hanno fatta crescere,mi hanno insegnanto qualcosa.Perchè mi hanno portato a vivere attimi,momenti,incontri,relazioni a percorrere strade..che non avrei percorso se non avessi inciampato in una "cattiva scelta".Mi sforzo di trovare un che di positivo in tutto quel che mi accade,anche nelle scelte e,soprattutto,nelle omissioni(che poi sono "non scelte"..).Ed è,essa stessa,una scelta.
    Scusami..mi si sta accartocciando il cervelletto...:-)

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    1. :-) si ma la domanda è: torneresti indietro, rinunciando però anche a tutto quello di buono hai avuto hai fatto senza nessuna garanzia di poterlo riavere?

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    2. ..mmmmmm....non so..l'esperienza,anche quella "brutta",mi ha forgiato il carattere,mi ha aiutato a diventare quella che sono,nel bene e nel male.Certi avvenimenti e la scelta di sforzarmi di accettarli,mi hanno a loro modo aiutato a crescere.Però ci sono scelte che,col senno di poi,non rifarei.Nonostante qualcosa di buono me l'abbiano dato.Old,uff..ti rendi conto che la tua domanda sottintende una scelta??Anzi,preciso,una rinuncia.Quindi: sì,tornerei indietro...proprio nei punti dove ho il maggior rimpianto..e sì,ok,non avrò la garanzia di poter riavere quel che comunque di buono ho avuto..Ma son convinta,Old,che se Dio ha fra le sue intenzioni,ch'io impari,comprenda,qualcosa,ch'io lo viva ecc,qualsiasi scelta io compia,cambierà solo i tempi e i modi,ma non cambierà il fatto ch'io debba arrivare a quella conoscenza,a quell'esperienza ecc. Non so se mi son espressa in modo comprensibile..mi sto accartocciando...

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    3. Sai qual è la domanda che mi pongo più spesso? Se potessi tornare indietro e fare altre scelte..oggi..sarei felice?

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  3. Bah, direi che la questione non si pone: se ritorno ai miei vent'anni ma poi muoio a 21? Magari quello che sono diventato e che ho realizzato finora non mi soddisfa, ma tornare indietro con la possibilità di diventare/fare anche peggio mi sembra una cosa stupida.

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