martedì 25 settembre 2012

Lettera aperta al signor Bagnasco

Gentile signor Bagnasco

ho letto con attenzione la prolusione da lei pronunciata ieri presso il consiglio permanente della conferenza episcopale italiana, e pur non avendo la sua cultura e la sua formazione vorrei contestarle alcune affermazioni che si trovano nel nono ed ultimo punto della stessa, nel quale lei, abbandondando discorsi correlati alla istituzione religiosa di cui fa parte (e sui quali non mi permetto di intervenire non essendo di mio interesse nè toccando minimamente la mia sfera personale) affronta invece l'argomento delle unioni civili, facendo (volutamente?) molta confusione.

Allora provo a spiegarle alcuni concetti basilari:

Due persone che si vogliono bene e che decidono di percorrere insieme parte della loro vita futura (o magari tutta) condividendo un "progetto" comune, costituiscono una famiglia. Che sia basata sul matrimonio  o meno è ininfluente, visto che il matrimonio non è, per il cittadino italiano, un vincolo indissolubile (come invece lo è per la chiesa, ma qui stiamo parlando di stato e non di religione).

Oggi se si vogliono assumere degli impegni "formali", con associati diritti e doveri, l'unico mezzo a dispozione è il matrimonio in quanto istituto civilistico (il fatto che esista anche una istituzione religiosa con lo stesso nome non deve portare a confondere le due cose). Mettere a disposizione dei cittadini italiani un altro istituto, quello che banalmente viene indicato come "unione civile", non serve come dice lei  a garantire ad una famiglia che non vuole formalizzarsi nel matrimonio gli "stessi diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza l’aggravio dei suoi doveri" ma serve a dare alcuni diritti in cambio di alcuni doveri. Si tratta appunto di  dare una risposta a problemi reali ai quali, contrariamente a quanto lei afferma NON "si può rispondere attraverso il codice civile esistente".

Nè è condivisibile la sua affermazione sul fatto che nel caso venisse creato l'istituto delle Unioni Civili  "La società, come già si profila in altri Paesi, andrebbe al collasso." Affermazione che non è supportata da alcuna prova ... tanto per dare uno sguardo non molto lontano, non mi pare che in Francia, dove ci sono i PACS, la società stia andando al collasso.

Vorrei tanto glissare sul modo in cui, nell'ambito di un discorso riferito alla salvaguardia del matrimonio rispetto ad altre forme di legalizzazione di una famiglia, lei infila  la "sottile" critica sulla idea di "ridefinire 
la famiglia esclusivamente come una rete di amore – dove c’è amore c’è famiglia, si dice – disancorata dal dato oggettivo della natura umana – un uomo e una donna". Ma non ci riesco. Ebbene si, mi sorprende che una persona di chiesa come lei, una chiesa dove l'amore è alla base di tutto (tanto che credo il vangelo dica, tra l'altro, che "Dio è amore"),  disconosca il valore massimo dell'amore, ma le assicuro due uomini o due donne che si amano sono una famiglia e dove c'è amore c'è famiglia, e magari anche dei bambini. Se ne faccia una ragione.

10 commenti:

  1. Le tue obiezioni sono perfette, Old Man. E sarebbero anche convincenti, se davvero ci fosse voglia di capirsi e non di prevalere.

    RispondiElimina
  2. Mah..ed io che pensavo che il matrimonio/famiglia fosse retto dal vincolo dell'amore...che bacata..perfino la Chiesa ha ammesso che l'amore,col matrimonio,non centra...La Chiesa non ammetterà mai il matrimonio tra omosessuali...anche se ammette pedofili fra le sue braccia e che tanti ragazzi vengono "corrotti" nei seminari..(mandandoli da strizzacervelli o scomunicandoli..qualora manifestino l'intenzione di "parlare").Però,mi chiedo,perchè lo Stato,in quanto laico,in quanto a-religioso,fa lo stesso?Semplice..tra Stato e Chiesa ci son reciproche convenienze...Ahh..che strano Paese è..l'Italia...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. appunto: che la chiesa non ammetta il matrimonio omosessuale (in teoria non ammette neanch eil matrimonio tra i preti, anche s epoi ci sono molti preti sposati ed accettati, ma non se ne deve parlare) ci sta tutto. Che però voglia imporre le sue scelte allo stato italiano ...q uesto è veramente deprimente (ancor più deprimente è che molto spesso lo stato, ossia noi italiani, accettiamo di farci imporre certe scelte)

      Elimina
    2. Con "noi"intendi quelli che non son concordi con questa discrasia?No perchè ci son anche tantissimi italiani,purtroppo,che son più che d'accordo con Vaticano e co. Io non riesco a capire cosa diamine possa cambiare,quale immane danno possa arrecare,a chi ha contratto un matrimonio religioso o civile,l'estensione dello stesso diritto anche alle coppie omosessuali.Comunque,io son contraria,per principio alle imposizioni: non sei d'accordo?La vedi e la pensi diversamente?Ti senti migliore,più degno e "senza peccato"?Ok.Ma perchè mandare al rogo chi la pensa diversamente?Perchè ostacolare la vita altrui?Guarda,non cito più neppure la Costituzione(tanto amata dalla Rosy)perchè di incongruenze tra i dettami della Costituzione e quanto si vive nella realtà ce ne sono tantissime..ma così tante..che vien quasi da chiedersi per quale motivo continuiam ad averla.Mah...non so..io non capisco..specie se il divieto ha origine religiosa..non riesco proprio ad accettarlo..Sono cristiana e ovviamente ho miei principi,miei valori,miei punti di vista ecc.ma credo anche nella libertà dell'altro di essere quello che è.Può non piacermi,come io d'altronde,posso non piacere.Ma questo non mi autorizza nè autorizza l'altro a impormi o vietarmi qualcosa.Nel caso dello Stato,son convinta che il Vaticano faccia comodo al Governo,è pur sempre un potere molto forte(invischiato ovunque..).Mah...scusa il commento lunghissimo..:-)

      Elimina
    3. il punto è che noi abbiamo il vaticano, e quindi i nostri affari interni interessano (e sono influenzati) più di altri dalla chiesa. Tra l'altro oggi siamo molto meno laici di qualche anno fa, e francamente temo che in parlamento leggi come quella sul divorzio e sulla IGV oggi non passerebbero più, o avrebbero molta più difficoltà a passare (e anche in quelle leggi la mano della chiesa si vede, per esempio il doppio passaggio separazione - divorzio che credo sia un caso unico nel mondo)

      Elimina
  3. se tutti pensassero così la chiesa ci metterebbe niente a collassare! Come il sole che gira attorno alla terra: ci è voluto un po' di tempo ma poi, dopo il convincimento della massa, si è dovuta adeguare anche la chiesa

    ah, il cardinal Bagnasco. Tutta la mia non stima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma come, il sole non gira intorno alla terra? ma allora non c'è più religione! (mi hai ricordato lo spettacolo su Galileo Galilei, ITIS Galielo, di Paolini ... bellissimo)

      Elimina
    2. un blogger che amo molto una volta mi disse: "non c'è più religione? Proprio ora che avevo finito la cartaigienica!" Lui è un ragazzo quindi lo può dire, io capisco di non essere affatto fine ;)

      Elimina
    3. :-( se non fossi un signore censurerei il tuo commento. Siccome lo sono lo lascio ma mi dissocio ... cose da ragazzi, anzi da ggiovani

      Elimina