martedì 4 settembre 2012

Incontri

Era cominciato così, per gioco, un commento in un blog. Era proseguito sempre sul blog, con uno scambio di opinioni su svariati argomenti. Poi, in maniera quasi naturale, uno dei due, ormai non ricordava più chi, aveva scritto una mail personale all'altro, per precisare alcune cose che richiedevano di rivelare dettagli personali che preferiva restassero riservati.

Come le ciliege, una mail aveva tirato l'altra, e loro due avevano cominciato a raccontarsi sempre più a fondo, rivelando parti di loro stessi che ai più erano state celate. Anzi, rivelando parti che, tutte insieme, a nessun altro erano state rivelate.

Per settimane, per mesi, la loro conoscenza era diventata sempre più profonda, fatta di discussioni, di confronto, di pensieri ... tutto sempre e solo basato sulle parole. Nessun accenno, neanche casuale, all'aspetto fisico, neanche mai l'idea di scambiarsi una foto, di dare un volto a quei nick che poi si erano trasformati in nomi reali. 

D'altronde, le distanze chilometriche tra le loro due città erano tali  rendere improbabile qualsiasi incontro, e quindi perchè preoccuparsi di dettagli che non avevano, nè avrebbero avuto, nessuna importanza?

Poi un giorno il destino decise di muovere qualche sua pedina: un viaggio di lavoro, uno scalo obbligato proprio nella sua città, e l'opportunità unica di vedersi. Lui le comunicò la cosa con fare distaccato, in fondo era incuriosito ma anche preoccupato che quel delicato e stupendo equilibrio si rompesse, lei pensò che niente accade per caso, e lo invitò a fermarsi qualche ora per vedersi.

La città era straniera per lui, ma le indicazioni molto chiare, si ritrovò in una piazza desolata  e deserta, nel buio della sera, sotto un cartellone pubblicitario. Silenziosamente una macchina si avvicinò, si fermò e si aprì lo sportello lato passeggero. Lui un pò dubbioso si affacciò nell'abitacolo ed incontrò un sorriso curioso ... era lei. Salìto in macchina, si scambiarono un timido saluto e si scrutarono a lungo in silenzio, poi contemporaneamente ognuno dei due buttò lì un commento salace sull'altro, facendo riferimento a cose dette nelle lunghe mail che si erano scambiati, e scoppiarono in un sorriso.

Erano due  sconosciuti, ma si conosccevano molto bene, anche perchè nel loro intenso scambio epistolare non si erano negati la possibilità di narrarsi a fondo. Il tempo della cena, in una piccola trattoria di periferia, volò senza dar loro il tempo di dirsi tutto quello che avevano da dirsi, perchè anche se molto, moltissimo si erano detti attraverso la scrittura, altrettanto c'era ancora da dirsi, ed anche di più.

Dopo la cena lei lo invito a salire a casa sua, si sedettero sul divano, e continuarono a parlare. Distrattamente, ad un certo punto, lei si tolse le scarpe, si girò verso di lui, e posò i piedi sul divano, a poca distanza dalle sue mani.

Quasi inconsapevolmente, mentre ancora continuavano nel loro dialogo, le mani di lui scesero verso i suoi piedi, e cominciarono lentamente ad accarezzarli, finchè il loro discorso si interruppe, e nel silenzio lui guardò le sue stesse mani, si bloccò, ed alzò lo sguardo verso il suo viso..

Lei sorrise, e disse una sola parola: "Continua!" E lui continuò!

14 commenti:

  1. Mi fai concorrenza con i racconti! Non vale! E sei pure più. Bravo! Uff....pero' potevi aggiungere i pensieri profondi di lui..,...un viaggio nell'intimo maschile....intimo non. Nel senso di biancheria ne' :).

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    1. poi veniva troppo lungo ... ed ho dovuto sbrigarmi altrimenti non si collegava ai tuoi ... cui riconosco sia una primogenitura sia l'ispirazione per il tema

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  2. E questa volta non ti sei nemmeno svegliato dal sogno! :-) Però queste storie le abbiamo vissute un po' tutti in quest'epoca. Ci potresti raccontare cosa ne è dei due, non so, a due anni di sistanza? ;-)
    Annastella mi dici dov'è il tuo ristorante? :-)

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    1. era un racconto non era un sogno (poi forse il sogno era un racconto e sia il sogno che il racconto erano ispirati a fatti veramente accaduti ... chissà :-)).

      Sul seguito dopo due anni ... mah ... così ad intuito non sarei molto ottimista ... la distanza è un grosso deterrente in generale

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    2. le ultime parole ..le conosco bene, sob :(

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    3. sono solo considerazioni che derivano dall'ossservazione della realtà

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  3. Una storia che conosco bene... o che riconosco!

    Bacio

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    1. Spero che la tua sia a lieto fine! .............

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    2. Sì decisamente. La distanza non è sempre negativa. Ci vuole impegno come in tutte le cose importanti.

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    3. E' "solo" (notare le virgolette) un problema in più, se si affronta bene si può anche superare, per fortuna :-)

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  4. Di rapporti a distanza ne so qualcosa..forse più che qualcosa,visto che il mio rapporto a due è nato così.
    Bel post,mi spiace che non sia continuato..nel tempo intendo.Però gli incontri,anche brevi,lasciano sempre qualcosa..di positivo.Foss'anche un semplice ricordo da accarezzare ogni tanto..è sempre meglio di niente.

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    1. :-) ammesso (e non concesso) che il racconto faccia riferimento ad un fatto reale, l'idea è che per definizione fosse un rapporto che aveva, da parte di entrambi, dei recinti in cui doveva restare.

      Questo niente toglie al valore ed all'intensità di un rapporto che, se riesce a dare qualcosa ad entrambe le persone coinvolte, secondo me è giusto vivere nella consapevolezza delle sue potenzialità

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    2. ah beh..allora...ok:-)

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