martedì 11 settembre 2012

Come uno schiaffo

Da molti anni purtroppo impiego più di mezz'ora per andare al lavoro (ed altrettanto per tornare a casa). Durante questo quotidiano tragitto ho come unica compagnia quella della radio, che preferisco ai CD, in particolare quella delle radio locali della capitale. Mi diverte sentire discussioni appassionate e spesso sgangherate su qualunque argomento dello scibile umano, trovo interessanti alcuni approfondimenti sulle tradizioni locali e significative alcune trasmissioni dedicate allo sport, anzi per essere precisi al calcio, per cercare di cogliere l'essenza del tifo romanista (e laziale) che è uno dei più complicati misteri del giorno d'oggi.,

Ed ascoltando giorno dopo giorno le stesse trasmissioni, i conduttori diventano un pò amici, entrano a far parte, un pochino, della tua vita. Specie quelli che, per qualche motivo, apprezzi di più. Così mi ha colpito come uno schiaffo questa mattina la notizia, prima sussurrata come nella speranza che fosse una bufala, poi via via confermata, della morte improvvisa di quella che era una delle voci più argute e divertenti del panorama radiofonico romano. Intanto una voce femminile, in un ambiente quasi esclusivamente maschile, e poi ironica, dissacrante, coinvolgente, una protagonista e non una semplice presenza femminile di spalla.

Eppure Francesca, 41 anni appena compiuti, non c'è più. E quel che rende l'evento ancora più terribile e incomprensibile, è che pare che Francesca si sia tolta la vita, lasciandosi cadere da un alto ponte della ferrovia. Se tutto questo è vero, e pare lo sia, mi viene da dire che chi si è lasciato cadere non poteva essere lei, che sprizzava voglia di vivere da tutti i pori, ed in quantità ne trasmetteva a chi ascoltava le sue trasmissioni. Forse era un'altra persona, che deve aver preso possesso del suo corpo e della sua mente. Purtroppo!

10 commenti:

  1. la radio crea l'illusione del "quattro chiacchiere con gli amici" e quando succedono queste cose è difficile pensare che quella voce allegra abbia compiuto un gesto così disperato...

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    1. esatto ... poi lei appariva una persona spigliata, solare, determinata ... una lottatrice ... non capisco, non riesco proprio a capire.

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  2. io mi sono fatta l'idea che sia proprio come dici tu... che qualcun altro prende possesso del corpo e compie quell'atto. così come succede quando capita di dire qualcosa che non pensiamo veramente o in accessi di collera che non fanno parte di noi...

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    1. però alla fine siamo sempre noi :-(, forse una parte di noi che temiamo e che cerchiamo di tenere a bada ma a volte ci sfugge di mano!

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  3. Penso che chi si suicida sia semplicemente troppo solo. E la solitudine purtroppo non si nota in un programma radiofonico, forse non la notano neanche le persone che in qualche modo ti stanno accanto.

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    1. forse è vero che una delle cause fondamentali di un suicidio sia la solitudine, intesa come mancanza (vera o solo percepita) di supporto esterno ad affrontare una qualche ardua prova o situazione. Ma è difficile pensare che nessuno se ne renda conto :-( ... o forse non è difficile ma è solo molto triste.

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  4. I suicidi son sempre eventi sui quali si scatenano le più grandi corse alla spiegazione plausibile. La realtà è che non esiste una spiegazione. Quando c'è non è sufficiente una sola. La ragione del gesto la sa solo chi lo compie.Forse. Secondo me,per arrivare a tanto occorre una disperazione tale,che non è comprensibile in maniera razionale,pacata,serena.Forse ci si sente così soli..o forse ci si sente così senza senso..senza forza..senza voglia,senza niente.Dal di fuori nessuno può capire quel che l'altro si porta dentro,la sua angoscia profonda, la sua lacerante solitudine,la sua debolezza o il senso di oppressione.Alcuni riescono perfino a celare ai più quel che provano,come si sentono,quel che vivono.Perfino la mancanza di voglia di vivere. Vien rabbia a pensare che c'è chi vorrebbe solo vivere e invece è destinato a morire e chi,apparentemente,ha tutto e getta via la propria vita così..in un attimo.Ma la verità è che chi commette un gesto tale,forse,è arrivato al punto di non ritorno,forse vivere o morire è la stessa cosa. Mi spiace old. Queste notizie spiazzano e ti lasciano come un buco dentro.Sono inspiegabili.Semplicemente,inspiegabili. A me dispiace,enormemente,per i familiari che restano,perchè si interrogheranno a vita se potevano evitarlo,come avrebbero potuto accorgersene.E' una tortura..

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    1. Si, per chi resta è una tortura perchè ci si interroga all'infinito su quello ceh si poteva fare e non si è fatto. Essendo Francesca un personaggio "pubblico", molto se ne è parlato in questi giorni, e tutti concordano che nella vita "pubblica" niente lasciava trasparire questo epilogo. Io non posso, non devo e non voglio entrare oltre nel personale, ma ci sono due pensieri genrali che mi sono venuti in mente in seguito a questa tristissima storia:

      il primo, è che spesso siamo comunque ciechi nei confronti di chi ci sta vicino, forse troppo concentrati su noi stessi

      la seconda è che ciascuno di noi ha le proprie debolezze, e anche la persona più forte può avere il suo bravo tallone di achille. E se colpita proprio lì forse ha meno risorse per chiedere aiuto, abituata come è a darlo agli altri, l'aiuto. E più rovinosamente rischia di crollare

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