lunedì 10 settembre 2012

Ara Pacis

I romani che percorrono il Lungotevere in direzione Ponte Milvio sono abituati a scorgere alla loro destra la discussa struttura progettata dall'architetto Meier (e prima di questa una più primitiva progettata dall'architetto Morpurgo negli anni '30) che contiene la cosiddetta Ara Pacis Augustae, ovvero altare della pace augustea, dedicato da Augusto alla deificazione della Pace, nel 9 a.C.

Pochi di quei romani sono però entrati ad ammirarla, ed altrettanto pochi sanno che quel monumento non è nella sua posizione originaria. Infatti l'Ara Pacis si trovava al centro del Campo Marzio, molto più in basso e più lontano dalle sponde del Tevere, e per questa sua posizione nel tempo venne ricoperta dalla terra fino a che se ne persero completamente le tracce.  Solo intorno al 1500 scavi casuali fecero ritrovare frammenti del monumento, che presero le vie più variegate (alcuni sono attualmente al Louvre, altri si possono "ammirare" nella facciata di Villa Medici a Roma) senza che nessuno, fino alla fine del 1800, capissse che erano tutti parte di una opera molto più importante. Fu Friedrich von Duhn ad intuire che quei fregi recuperati del tempo erano parte dell'Ara Pacis ed a dare inpulso a degli scavi sistematici, che portarono al recupero di altri resti  ma non poterono essere definitivi perchè nel frattempo sulla zona erano stati costruiti palazzi le cui fondamenta potevano essere messe in pericolo da ulteriori ricerche anche a causa di forti infiltrazioni di acqua.


E qui dobbiamo dare merito al regime fascista che, volendo festeggiare nel 1938 il bimillenario della nascita di Augusto, decise di recuperare l'intero monumento, utilizzando addirittura azoto liquido per congelare le acque e dare stabilità alla zona di scavo. Molti altri frammenti furono recuperati, e ricostruiti come un puzzle, insieme ai calchi in gesso di quei frammenti non nella disponibilità dello stato italiano. fino a ricostruire in gran parte l'ara, così come oggi è visibile,e visitabile, nella sua attuale collocazione nei pressi del porto di Ripetta.

Ed è senz'altro un monumento che  andrebbe visitato ed ammirato  da chiunque sia interessato alla storia di Roma.

12 commenti:

  1. la storia dello scavo mi mancava! Grazie 1000

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    1. Figurati, l'ho scoperta per caso, io stesso credevo che l'ara fosse stata sempre lì dove è attualmente. Invece il tutto è molto più affascinante. Per non parlare dell' Horologium Augusti, la più grande meridiana del mondo antico, che si trovava anch'esso in Campo Marzio, nell'area antistante l'Ara Pacis, e la cui ombra, il giorno del compleanno di Augusto, raggiungeva l'ingresso dell'ara stessa.

      L'ombra della meridiana era generata da un obelisco egiziano che poi crollò a terra, rompendosi in cinque pezzi nel medioevo ma, riscoperto nel XV secolo, fu ricostruito ed eretto durante il pontificato di Pio VI. E' l'obelisco di Montecitorio.

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  2. apprezzo molto questo post... ho seguito tempo fa la polemica relativa a quest'opera. concordo che va visto, merita

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    1. La polemica era (ed è) abbastanza gratuita, secondo me la teca di Meier non è male e non altera la fisionomia zona, oltre a svolgere una funzione protettiva essenziale per l'ara.

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    2. pensavo si fosse placata. anche secondo me è stata inutile, a me il lavoro di Meier piace molto

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    3. mah ... in effetti pare che alla fine aledanno abbia rinunciato a togliere la teca (che in realtà garantisce al monumento temperatura ed umidità costante ed evita che venga a contatto con le polveri inquinanti)

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  3. nel caso ...mi accompagneresti nella visita? Spiegazione e pranzo incluso :D

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    1. possiamo metterci d'accordo :-) ... non lontano da lì c'è una tipica trattoria romana, una delle poche ancora esistenti al centro di roma, si chiama "Lilli a Tor di Nona" con pochi ma corretti piatti della tradizione. Una garanzia.

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  4. Vista,bellissima.Ma non avevo un cicero degno..piuttosto una persona impaziente..Per fortuna l'hanno lasciata lì:-)

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  5. Finora non ci sono riuscita, ma conto di visitare quella parte di Roma prima o poi.

    Un abbraccio

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    1. sapessi quante parti di roma mancano ancora a me, che ci vivo ... :-(

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