giovedì 23 agosto 2012

Filosofia spicciola

Questa mattina uscendo in veranda mi sono accorfto che un piccione era entrato da un finestrone socchiuso. Allora ho spalancato porta e finestre per liberarlo, ma lui niente. Ho provato a stuzzicarlo ma lui è svolazzato da un angolo all'altro della veranda. A quel punto ho capito che qualche cosa non andava, ma non sapevo cosa fare, così l'ho lasciato li. Nel pomeriggio era ancora ranicchiato in un angolo, ma poco reattivo.

 Rientrando, questa sera, era morto. Non so se era semplicemente vecchio, o è stato vittima di qualche altro animale, mi chiedo però se si è reso comto di quello che gli stava succedendo. Ma soprattutto mi chiedo se l'uomo si rende conto di star per morire, e cosa prova. Anni fa avevo anche scritto un racconto sull'argomento, se lo ritrovo, e soprattutto ne ho il coraggio, lo pubblico. 

La morte è un pensiero costante nella vita di molti, pochi giorni fa un bambino di 7 anni mi ha chiesto perchè è stata inventata la morte ed io non ho saputo cosa rispondere, se non banalità. La morte, che grande mistero, in fondo il fine ultimo della vita.

12 commenti:

  1. ..mi spiace per il piccione (un pò meno per il mio..di cui leggerai nei prossimi giorni..)..
    Alla morte penso spesso e sì,mi spaventa un bel pò..ma non tanto la mia quanto quella dei miei cari..Penso che una persona si renda conto di star per morire solo nella malattia...lo leggi nei loro volti,la consapevolezza,intendo..Cosa sentono non so..e non riesco neppure ad immaginarlo..Non credo che sia il fine ultimo della vita..la sua ultima fine...ma non il fine. Per me la vita è propedeutica ad un'altra..ecco,così ha un senso..senza la vita stessa,per me,sarebbe un paradosso.

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  2. ma non è cjhe si vuole crfedere che la vita abbia un senso "altro" proprio perchè è difficile, difficilissimo, accettare che non abbi aaltri fini?

    La morte , quando ti colpisce vicino agli affetti più intimi, è sempre terribile. Ma la cosa più terribile credo che sdia quando colpisce i figli. Qualcuno ha scritto che i genitori non dovrebbero mai sopravvivere ai propri figli, perchè non è nella logica delle cose, è qualcosa di difficilissimo da accettare

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    1. mmm non so..non è che è tanto questione di "fine"..quanto di senso.Almeno per me. E non li concepisco sinonimi.Cioè la vita stessa non avrebbe un senso..se non mi proiettassi un al di là..non so come spiegarlo..Sì,mi rendo conto che ci son sicuramente altre forme di vita fuori del nostro mondo che non si pongono le stesse domande...ma senza un senso,la nostra vita non avrebbe un perchè..tutto quel che facciamo..diciamo..sognamo..a che servirebbe?Se non ha un senso..perchè viviamo?Perchè siamo qui?Scusami..sono domande che mi pongo spesso..come mi chiedo spesso il perchè della sofferenza..della malattia ecc.Sì,la morte è sempre terribile.La morte di un figlio dev'esserlo ancor di più. Mia zia ha perso il suo 14 anni fa..e non s'è mai ripresa del tutto.Dice che è come se una parte di lei fosse morta.Ha altri figli ma è un dolore "contro natura".Io,invece,vorrei morir prima dei miei..Forse son egoista..non vorrei arrecare loro dolore e so che comunque ne proverebbero..ma io non riuscirei a sopravvivere e morirei molto più serena così...

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    2. Allora, provo a rispondere, o almeno a dare le mie risposte, premettendo che filosofia è la materia che più ho odiato durante i miei studi. Fine e senso nons ono sinonimi, ma sono collegati: è il fine della vita a darle un senso, o quello che io chiamo un senso "altro". Ovviamente non ho risposte sul fatto che la vita abbia un senso oltre a la vita in sè, mi risulta che molte menti ben più eccelse della mia non sono riuscite a dirimere la questione. Possiamo solo sperare che ce l'abbia, senza averne la certezza. Forse il farto stesso che viviamo e ci chiediamo perchè implica che un perchè c'è anche se non possiamo coglierlo.

      Ho visto anche io persone "morire" nel momento in cui hanno perso un figlio, e anche se capisco il tuo punto di vista, francamente credo sia meglio se le cose nella propria viota evolvano in maniera "naturale", perchè a ciò che è naturale è più facile per tutti sopravvivere

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    3. Filosofia,invece,era una delle mie preferite:-)Ma non centra con quel che scrivo..:-)Sì,fine e senso sono strettamente collegati e anche se io non li considero sinonimi hai ragione,il fine dà un senso.Differenziarli non è così semplice.Sulla vita oltre o su questa ci son stati tanti tentativi, la religione stessa è un tentativo.Ma appunto tale,non una risposta certa.é quel che penso anch'io,il fatto che ci chiediamo perchè vuol dire che ce n'è uno anche se non riusciamo a coglierlo.Non ricordo dove,leggevo che Dio- per chi crede in Dio- dà insito nell'uomo questa ricerca di senso,questa domanda,affinchè possa trovare Lui cercando le risposta.Può essere una soluzione.Come no.Sì,ragionando con la natura,dovremmo rassegnarci a che il più vecchio muoia prima del più giovane,per evoluzione delle cose,della genetica,del tempo del corpo ecc.Ma oggi,come ieri,con le malattie e tutto il resto,chi può dir cosa è naturale?Hai ragione Old..forse..non avendo figli ora la penso così..

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    4. Ho odiato filosofia perchè ho odiato la mia prof di filosofia (e non il contrario), la continuo ad odiare ancora oggi perchè non mi ha fatto apprezzare una materia che invece è interessante.

      La religione, a mio avviso, è appunto la risposta più semplice alla domanda. Il problema è che la religione richiede la fede, e la fede uno o ce l'ha o non ce l'ha, perchè non è niente che possa essere ottenuta con la ragione.

      Lo so che ci sono le malattie e tutto il resto, ma quelle, nonostante tutto, sono le eccezioni, io credo che la norma sia da preferire.

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    5. Sì,la religione è una risposta tutta umana ai grandi interrogativi della vita...come la filosofia.O meglio,sono tentativi,secondo me.Perchè di domande ne nascono sempre(beati coloro che aderiscono ai dogmi senza porsi domande..li invidio..). Sì,fede e hai ragione la fede non la si ottiene con la ragione..Avere fede è affidarsi..fidarsi..ma boh..ecco,alle volte mi sembra più,nel caso della religione,un demandare ad altri,un consegnarsi nelle mani degli altri perchè è più semplice.Io prego per avere fede.Ma non sono religiosa.Sono credente,ma è diverso,almeno per me.Sì,la norma è da preferire..se si potesse sempre scegliere sarebbe anche meglio:-)

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    6. la religione è una soluzione facile, vuol dire prendere per buona una strada che qualcun'altro ha costruito per noi. Io non sono credente, anche se in fondo al cuore ho la speranza che ci sia una qualche entità superiore ed un disegno di cui facciamo parte senza comprenderlo. Ma è solo una speranza

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    7. Sì,è una soluzione facile. Beato chi vi aderisce altrettanto facilmente.Io ho ancora troppe domande senza risposta che non si appagano della religione..o meglio delle sue risposte.Speranza..penso che tutti abbiano una speranza,in fondo,la fede è speranza a modo suo..forse un pizzico più sicura,salda e certa..:-)

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    8. bè una speranza in genere esiste, in qualche angolino della mente

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  3. Odio i piccioni, colpa del dottor house. Odio la morte....colpa di nessuno, ma sua, della morte, intendo. Pone fine alle sofferenze, vero..ma anche a tante cose belle. La odio, anche se in un film, aveva le fattezze di Brad Pitt....strafigo per eccellenza. ..e' che non ci voglio pensare.., non ora....nr' alla mia, ne' tantomeno a quella dei miei cari. Alle sfighe non ci si prepara mai...si affrontano quando arrivano, più. O meno bene.

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    1. bella filosofia, soprattutto sana :-)

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