venerdì 31 agosto 2012

Contratto

Dovrei cercare di capire per quale motivo ci sono temi che all'improvviso diventano ricorrenti in un determinato periodo. Ma poichè sono un semplice di spirito evito di fare simili sforzi (perchè dissiperei inutilmente le mie  energie residue) ed entro nel tema del titolo, che richiama un fatto di cronaca riportato da molti giornali (di seguito un estratto da Il Corrirere della Sera):

PADOVA - Lui il «padrone» e lei la «schiava». Legati da una contratto di schiavitù stipulato dopo un anno di conoscenza e che obbligava lei, di dieci anni più piccola, a esaudire i desideri del suo padrone. A offrire corpo, mente e «tutta me stessa» in «schiavitù consensuale». In calce, la firma e la data di stipula nel marzo 2004. 

Fin qui la notizia, che non mi scamdalizza nè mi sorprende (basta fare un rapida ricerca con Google per trovare i facsimile di "contratti" simili). Quello che mi sorprende è che dei giornali, anche seri come il Corriere, abbiamo dato enorme spazio alla notizia deformandola. Ovvero abbiano cercato di vestire una non notizia di un suo fascino erotico per renderla appetibile. Perchè la vera notizia, troppo banale per i giornalisti in cerca di uno "sccop",  è che una donna ha lasciato il marito, lui non si è rassegnato  e come spesso capita  ha esagerato nel farle pressioni per farla tornare con lui e si è beccato una denuncia per stalking. Tutto i resto, incluso  il "contratto di schiavitù", è solo folclore. Cosa non si fa per vendere qualche copia in più.

6 commenti:

  1. Ah beh saran stati affari loro....., ma lui era il marito , poi? .........hai ragione, pur di vendere...... :)

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  2. da quello che ho letto era il compagno, non erano sposati (ma questo conta poco) ed avevano anche un figlio

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  3. Questa mi mancava. La gente ha perso la testa e i giornalisti sguazzano nelle schifezze.

    Un abbraccio

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    1. Che i giornalisti sguazzino nelel schifezze è abbastanza vero, che la gente ha perso la testa pure, ma non certo per via del contratto (che è un gioco o poco più, per di più condiviso)!

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