venerdì 20 luglio 2012

La maturità sessuale degli italiani

Leggere che nel 2012, in quello che dovrebbe essere un secolo di progresso, di cultura edi conoscenza, in Italia, ovvero nel 7° od 8° paese più industrializzato del mondo (si lo so, industrializzato non vuol dire necessariamente evoluto e civile ... anzi riferito all'Italia è ovvio che le due cose non vanno di pari passo) capita che una ragazza di 21 anni, in cinta di 22 mesi settimane (posso immaginare senza che i genitori, con cui vive, se ne fossero minimamente accorti, il che è significativo) dà alla luce un bambino e lo butta nella spazzatura, salvo poi sentirsi male (perchè di bambini ne aveva due, dentro di sè) ed andare in ospedale dove partorisce il secondo bambino.

Leggere certe notizie (e scusate la lunghezza assolutament emostruosa della frase precedente), dicevo,  mi fa chiedere dove stiamo andando, e dove abbiamo intenzione di andare. Ma soprattutto, perchè siamo ridotti a questo.

12 commenti:

  1. 22 MESI ? pero'.....na' cosa lunga!
    Oldddddddddddddddddd, inutile che posti immagini che ti ritraggono in ferie , pasciuto e goduto come il gallo della Clerici!
    uff................ :-(
    naaaaaaaa la mia e' tutta invidia.., eeheheeheeh :-p

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  2. Perchè l'ignoranza regna sovrana. Perchè i genitori e nonni dovendo lavorare fino alla fine dei loro giorni non hanno più il tempo di crescere bene i figli, perchè quando arrivano a casa sono sommersi da pensieri/debiti/stress. Perchè la scuola non insegna più nulla, perchè la maggior parte dei professori si siede in cattedra e ripete a pappagallo una lezione senza spiegare o motivare i ragazzi. Perchè ormai ce ne fottiamo tutti di tutti

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  3. ..Old,ma tu davvero credi che nessuno dei due genitori si fosse accorto di nulla?Mmm 22 settimane non son tantissime ma neppure poche..sì che a certe non si nota..ma suvvia..solo su di me notano se metto su un etto??Mah! Fatto sta che a me inquieta la notizia, l'ho vissuta,diciam indirettamente, piuttosto di recente. Inquieta non tanto il fatto che i genitori non sanno più niente di quel che capita ai loro figli,quanto il fatto che di educazione sessuale non se ne fa e che si pensi sempre e ancora,che la soluzione più drastica è quella migliore..Disfarsi di un bimbo per paura che i genitori lo scoprano,ancora oggi,a me,questo,fa molta ma molta paura. Ma anche la facilità e il semplicismo col quale alcuni genitori liquidano la "faccenda",educazione sessuale,contraccezione,gravidanza ecc.@Miranda: la scuola può far molto,ma la famiglia resta il primo pilastro,se non collabora la scuola non può far niente,anzi!Se in qualche scuola si fa,magari,educazione sessuale o si cerca di rendere i ragazzi responsabili,educandoli alla vita ecc,ci son genitori che montano su tutte le furie perchè la scuola s'è arrogata un diritto non suo!Peccato che è un diritto dovere che i genitori non vogliono e che delegano facilmente alla scuola quando capiscono di aver fallito(nel senso che attribuiscono la responsabilità alla scuola,come se quest'ultima fosse la soluzione alla mancata educazione o alla diseducazione,salva la facoltà di darle contro per gli stessi motivi,ovviamente.)

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  4. momento....io quando parlo di scuola e insegnamento intendo tutto meno che educazione sessuale. Mi dispiace ma la trovo una cosa assolutamente inutile. Io sono stata fortunata perchè i miei genitori mi hanno detto subito come nascono i bambini, niente fiori o cavoli e sono stata io per assurdo ad insegnare certe cose alle miei amiche, eppure pensa un po' il mio primo rapporto sessuale è stato a 21 anni.

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  5. @Miranda: dipenda da cosa intendi per educazione sessuale..se intendi solo come nascono i bambini..dei cavoli e delle api anch'io.Ma resta che i giovani,oggi,non sanno ancora come nascono,come si può rimanere incinte,come si contrae una malattia sessuale,quali sono le malattie sessuali..Ci sono giovani che banalizzano una micosi genitale,per poi ritrovarsi sterili da adulti.Ne vogliamo parlare?E che dir delle ragazze che credono che col coito interrotto non si rimane incinte?E di quelli che non usano il preservativo perchè tanto i virus con l'aria si dissolvono?Potrei fartene di esempi.Tu,appunto,sei stata fortunata,ma oggi,credimi, l'educazione sessuale è ancora un tabù.E genitori e scuola si rimbalzano la palla...Poi succedono "fattacci",dove rimaner incinta,credimi,è la minima cosa,e si impatta con la dura realtà..e allora,l'educazione sessuale non serve?Io avrei qualche dubbio.Parlare pour parlare e basta non serve,l'informazione a spizzichi e bocconi neppure.Molti genitori affermano che " la vita insegna".Io aggiungo,dipende,dal cosa.A certi "insegnamenti",nostro malgrado,non c'è rimedio.E lo dico perchè son mesi che combatto con l'ignoranza e l'ottusità di giovani ventenni che si sentono grandi per avere rapporti,ma non sanno un tubo di malattie sessualmente trasmissibili,di come si cresce un figlio(ma è bello e piccolino,profumato e morbido..lo voglio anch'io..),di come usare la contraccezione e dei controlli da fare periodicamente.Il sesso è bello,e non voglio togliere loro la componente passione,improvvisazione ecc,non amo instillare timoriancestrali infondanti.Ma avere la testa sulle spalle,oltre che nei pantaloni,male non fa. Scusami,eh,mi son dilungata...ma non è una polemica eh.. :-)

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  6. Ele ho capito benissimo quello che vuoi dire e sono daccordo con te. Ma siamo onesti...se un professore inizia a parlare di sesso/contraccezione/malattie in quanti lo stanno a sentire. Per quel che mi riguarda per assurdo trovo molto più educativi certi programmi televisivi, telefilm e film. Omrai la gente è più interattiva e ama nascondersi. Quando ero pischella io si imparavano anche tante cose su cioè. :D e l'unica volta in cui abbiamo fatto educazione sessuale metà della classe rideva sotto i baffi. Nelle classi miste è una cosa impossibile da fare...troppe battute, troppe risate, bisognerebbe far fare allora le lezioni a singoli gruppi, con professori rispettati o portare la diretta testimonianza di chi ha subito violenze/malattie/gravidanze. Finchè nonci si sbatte la testa non lo si capisce.

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    1. ..sì,non lo metto in dubbio.Cioè che ai prof non si sta a sentire.Però conosco casi concreti di educazione sessuale fatta in aule magne,con personale medico e testimonianze e sì,magari non tutti han ascoltato.Ma a molti è servito.E comunque,io ritengo che l'educazione sessuale vada fatta primariamente a casa,in famiglia.Prima la sia fa ai genitori di adolescenti e poi dai genitori agli adolescenti.E prima lo si fa,meglio è.Perchè prevenire è meglio che "curare".Io su cioè ho imparato un mucchio di cavolate. La verità è diversa.E lo si scopre sì.Ma Miranda,noi eravamo diverse dalle ragazzine di oggi.Oggi maturano fisicamente prima,sviluppano prima,ma psicologicamente ed emotivamente son molto molto più immature di noi alla loro età.Gli ormoni ribollono e anche a noi,ribollivano, ma eravamo diverse.Quindi io sono per l'educazione sessuale..ma che sia fatta dai genitori..la scuola può al massimo aiutare e collaborare..

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    2. sai Ele, purtroppo nessuno insegna ai fenitori a fare i genitori, e quello sessuale è un argomento difficile da affrontare con serenità. Non dico che in teoria sarebbe la cosa migliore, ma forse è uno di quei casi in cui una informazione "meglio informata" sarebbe preferibile

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  7. complimenti ad entrambe per la discussione. Aggiungo, per quel che vale, che oggi forse c'è addirittura più ignoranza di ieri, nei giovani, a fronte di una mnaggiore facilità nei rapporti. Ed i genitori spesso non vogliono vedere, così come spesso i ragazzi stessi rifiutano di affrontare la realtà. Questo in generale, perchè ovviamente non conosco nei dettagli il caso, avendo solo letto la notizia sul giornale

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    1. ..sì old. Hai perfettamente ragione.Maggiore facilità di rapporti ma anche più disinformazione e più immaturità.I genitori sembrano avere più tabù oggi che non ieri.Hanno anche più timori di parlare e non parlare.Spesso ricorrono a veti e non a vera e propria educazione.Insomma..fare i genitori è proprio difficilissimo.Li capisco.Però quando si mette al mondo un figlio,volenti o nolenti,dobbiamo prendercene cura e prendersene cura vuol dire anche rischiare.Neppure io conosco i dettagli del caso letto e sentito al tg..che poi sui media si legge tutto fuorchè la verità dei fatti.Ad ogni modo interroga tutti noi. Fatti così non possono non farci riflettere.Ma seriamente.Perchè è troppo facile dire "è colpa dei genitori" "è colpa della società" ecc. Bisogna capire perchè e come si arriva a questo.E se decenni fa lo si spiegava con le imposizioni familiari e l'onore il disonore ecc,oggi questo non vale più(non in tutti i casi almeno) e allora?come?Un genitore che non si accorge non ha sempre la giustifica del lavoro,che pure ruba molto tempo.Ma è altro il problema e dovremmo riflettere..

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    2. In parte ti ho risposto sopra, prima di aver letto il tuo commento. Per il resto, spesso i genitori sono ciechi verso i figli, ed in quel caso la cecità è solo loro responsabilità

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