giovedì 24 maggio 2012

Preoccupazioni

Cosa si può dire ad una persona amica che non sta bene, cui sono usciti negli ultimi tempi tanti piccoli acciacchi, nessuno dei quali veramente importante ma che cumulati cominciano ad essere abbastanza fastidiosi, e che per di più deve sottoporsi ad un intervento di routine ma comunque sotto anestesia totale?

Se tendi a sottovalutare, in maniera tranquillizzante, la situazione, rischi di passare per un insensibile. Se condividi la sua preoccupazione, rischi di accentuarla. In queste situazioni veramente non so mai come ci si deve comportare.

10 commenti:

  1. io tendo a sembrare insensibile, ma perchè provo a guardare le situazioni con oggettività, e mi rendo conto che molti preferiscono piangersi addosso. se so che la persona non accetterebbe il mio parere evito...

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    1. insensibile no, ma io in genere cerco di capire cosa l'altro si aspetta. Secondo me questo (accetto critiche) è uno di quei casi in cui la verità non necessariamente paga (c'è chi sostiene che la verità sia sempre e comunque vincente, io non ne sono convinto)

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  2. ti capisco old..davvero.Anch'io ho sempre timore e remore e non so mai..ma sai cosa ho fatto e faccio?Sono me stessa,sono vicina il più possibile e provo a non assumere atteggiamenti pietistici nè troppo distaccati.E' un gioco di equilibri che non riesce facile e non riesce sempre.Però io non so,forse impegno molto l'empatia e..il più delle volte va bene.Spero che per la tua persona amica sia nulla di veramente preoccupante.Ps: da persona con tanti acciacchi,capisco chi è dalla parte dell'amico acciaccato e da quella dell'amico senza problemi..E,ci credi?è più semplice essere l'uno,che l'altro.Quando riguarda te sai come funziona,ecc,gli altri no.Io posso capirli abbastanza,ma siam tutti così diversi che bisogna andarci coi piedi di piombo e i guanti di velluto.

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    1. certo, ci vuole il giusto equilibrio, ma è proprio capire qual è il giusto equilibrio in quel contesto che è difficile. Tra l'altro io per primo, conoscendo bene il problema, quando mi sono trovato dall'altra parte della barricata ho cercato di risolvere il problema alla radice, facendo in modo che praticamente nessuno fosse al corrente.

      In un caso relativamente recente, in un contesto oggettivamente preoccupante (no, per quel che ne capisco, nel caso in questione per fortuna non ci dovrebbe essere niente di veramente grave) del mio problema lo hanno saputo 3-4 persone in tutto.

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    2. mmmm...è un dilemma. Cioè anch'io in un caso ho taciuto e,per fortuna,poi s'è risolto e quindi il tacere è stata una scelta ottima.In genere taccio,cioè i problemi miei non li dico a tutti.Poi però capita che non puoi nascondere di averne e allora ti capita anche di subire frasi come "perchè non me l'hai detto?"Risentiti.Insomma,in tutte le situazioni,come fai fai sbagli.L'equilibrio giusto è,sì,difficile.Però io sto più male a non provare..almeno a star vicino come posso,anche discretamente,anche in silenzio,anche senza far niente..non so.

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    3. nel caso specifico del post, anceh io sto cercando il giusto equilibrio. Ma non è semplice

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  3. Io di solito cerco di informarmi sulla salute senza essere troppo assillante anche se non è sempre facile.

    Bacio

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    1. Sai Kylie, io in genere mi limito a sondare il terreno, se poi uno vuole parlare sono sempre pronto ad ascoltare ed ad approfondire.

      Ma certe volte questo distacco può essere preso anche come disinteresse. Lo dico avendolo vissuto dall'altra parte, mi è capitato di restarci male nel veder trattato con leggerezza un mio problema da qualcuno da cui mi aspettavo un pò di conforto.

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  4. Mah....., non e' facile.., perche' qui ci vuole delicatezza....., certo, se non son cose gravissime e son passeggere..., si puo' comunque capire il disagio, e lo socraggiamento temporaneo..., si puo' essere pazienti e presenti....
    Se poi si trattano malattie piu' importanti beh..li' non saprei che pesci pigliare! :-(

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    1. spesso neanche io. Le cose leggere o temporanee non sono un problema, ovviamente

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