giovedì 17 maggio 2012

Metà e metà

Il nuovo governo francese è composto da 17 uominie da 17 donne. Anche se molti dei ministeri assegnati alle donne sono di secondo piano (tra quelli principali solo la Giustizia è affidato ad una donna, tra l'altro di colore essendo nata nella Guyana Francese), mi sembra un grande segnale rispetto all' Italia (noi ne abbiamo solo 3 su 18, il 17%, ma in ministeri di primo livello)

E fra le prime misure proposte ai ministri ci sarà la riduzione dello stipendio di ciascuno di loro nella misura del 30 per cento,

Certo però loro hanno 34 ministri e noi solo 18, e quindi è più facile fare spazio alle donne. Solo che se estendiamo la conta anche ai viceministri e sottosegretari italiani  il nostro torale sale a 41 (insomma siamo in linea con loro, dopotutto)  ma la percentuale di donne scende al 15% .

E' interessante notare come in Francia abbiano dei ministeri dedicati, che so,  all'Uguaglianza (saranno le nostre Pari Opportunità ora inglobate nel Lavoro? no perchè c'è anche il ministero dei Diritti delle Donne), allo Sport,  agli Anziani , alla Famiglia ed ai Disabili. Come a sottolineare che su certi temi non è detto che convenga fare un calderone. Ed anche un modo per assegnare responsabilità più chiare.

Se i francesi, come popolo, non mi stessero cordialmente antipatici, quasi quasi emigrerei in Francia (d'altronde, non è che la maggioranza degli italiani, me compreso e lettori di questo blog esclusi, brillino per simpatia!)

8 commenti:

  1. mah , non sono un sostenitore delle quote rosa.
    Credo nel merito , nelle persone. se i migliori individui di una nazione che son capaci di ricoprire la carica son uomini, ben vengano 30 uomini. se son donne, 30 donne.
    15 e 15 mi sembra un criterio diverso.
    vabbe'...

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  2. gegge: se guardo in Italia, mi è difficile pensare, per esempio, che non ci siano donne almeno ugualmente capaci della maggior parte dei politici in parlamento. O dei sottosegretari nel Governo. Se in italia valesse il merito, nessuna obiezione, ma non è così.

    Anche io pensavo che le quote rosa fossero sbagliate, ma ho capito che servono, servono per educare, servono per far partire tutti alla pari. O almeno provarci

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  3. ok , però le quote rosa, secondo me, attualmente almeno in Italia sono inutili...se i posti da occupare sono affidati a sorelle, mogli , figlie, compagne.
    E non ho intenzione di fare qualunquismo, eh...

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  4. vero ... ma a maggior ragione, se tanto se non è un figlio è una figlia, meglio la figlia!

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  5. Mah..a me il nome "quota rosa" sa di contentino.Per principio non dvrebbero esserci.Perchè per principio,sancito dalla Costituzione,non dovrebbero esserci discriminazioni fondate sul sesso.Ma solo sul merito.Il guaio è che in Italia siam ancorati all'idea che la donna serva solo ad una cosa: riprodursi.Punto.Il resto no. Le quote rosa non servono.Serve applicare la Costituzione,serve mettersi una buona volta nella testa,che siam esseri umani anche noi e che siam capacissime di far molto.Perfino più cose contemporaneamente(a dispetto degli uomini monotasking). La donna è diversa dall'uomo e può,nella sua diversità,dare un contributo particolare.Ma questo non va bene.No.Questo,come ogni diversità in genere,va nascosto.Perchè dobbiam essere tutti uguali.Quindi,anche in politica,se non funzioni pensi,ragioni,fai e parli come un uomo,non va bene.Non sei all'altezza.Io mi chiedo chi e quando ha stabilito che esiste solo un modo per esercitare la politica e qualsiasi ruolo dirigenziale e/o di rilievo.

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  6. @Ele: il discorso sarebbe molto complicato. Provo a rispondere, comnunque. Storicamente l'uomo è sempre stato considerato superiore alla donna, la quale, dovendo per sua natura assumersi il compito di tramandare la specie, si è tradizionalmente occupata del lavoro domestico lasciando all'uomo l'onere di studiare e fare lavori di responsabilità.

    Quando, nel tempo, tutto questo è lentamente cambiato, e si è riconosciuto alla donna il diritto di studiare, di votare, di occupare ruoli di responsabilità, non si è per questo ridotto ilcarico di lavor oche tradizionalmente le era stato assegnato, e che oggettivamente continua a penalizzarla.

    Le quote rosa possono essere, per questo, una soluzione. Perchè se tu sei obbligato, per esempio, ad avere un dirigente donna per ogni dirigente uomo, ed a pagarlo nello stesso modo, oltre a guardare anche tra le donne se c'è qualcuna capace (e ci sono), dovrai sforzarti di utilizzarla al meglio. E quindi non farai più le riunioni alle 8 di sera perchè sai che lei non ci verrà, perchè sarà a casa con i figli, o a cena con il marito. E per evitare che causa gravidanza si assenti per un anno creerai un nido interno, o farai accordi con qualche asilo nido, insomma organizzerai, sarai costretto ad organizzare, il lavoro per non rinunciare al supporto di metà dei dirigenti. E questo si estenderà verso il basso creando u circolo virtuoso che oggi non c'è

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  7. ...Old, è il concetto di fondo delle quote rosa che non mi piace: l'imposizione.Cioè imporre per principio la presenza di una donna in qualsivoglia ambito,non è lo stesso che accettarla e ritenerla capace.Non è un caso che le frasi più pronunciate sono "la devo sopportare,dobbiamo per forza averla ecc".Il per forza, il dovere,non è la soluzione.Certo,se aspettiam che ci sia un cambio culturale ahivoglia! Ma è questo a cui mi riferisco.La mia presenza dev'essere accettata non per imposizione o perchè sono una minoranza che va tutelata,ma perchè sono un essere umano,come te uomo.Se ne ho i meriti,ovviamente.Ma questo vale anche per gli uomini.Tutto il resto, nidi aziendali,riunioni ecc,sarebbero una conseguenza.Ma una conseguenza naturale,spontanea e non una conseguenza anch'essa imposta.E' un pò come il discorso contro l'omofobia ecc.non è imponendo il rispetto o la tolleranza che li si ottiene.Anzi.E' vero proprio il contrario.Con questo non dico che la comunità gay ecc imponga.Io mi riferisco a chi strumentalizza la cosa e la impone.Le imposizioni son sempre vissute con astio e non con accettazione. In merito ai ruoli sociali,beh,studiando ho capito che non è sempre stato così.E,soprattutto,non in tutte le società.Oggi,per esempio,esistono ancora società matriarcali sia in Africa che in Oriente e così via. Son ben governati,hanno un sistema diverso ma che funziona e,ma guarda un pò, son molto più tolleranti e meno guerrafondai..

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  8. @Ele: la realtà attuale dimostra che le cose in maniera "naturale" non funzionano, quindi forse un "aiutino" ci vuole. Oggi se uno dei due genitori deve prendersi un congedo parentale, lo prende la madre perchè "guadagna di meno", se uno dei due deve prendere il "part time" idem. Se le donne e gli uomini facessero carriera nello stesso modo, forse le scelte sarebbero diverse, e ci sarebbe più equilibrio. A volte bisogna educare, da soli non ci si arriva

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