martedì 24 aprile 2012

Il campione innamorato

Non fa notizia l'uscita di un libro su sport ed omosessualità, scritto daAlessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano, dal titolo: "Il campione innamorato. Giochi proibiti dello sport", in cui si raccontano le vicende di molti campioni del passato  e di come hanno vissuto (a volte bene, altre male) la loro non-eterosessualità.

Sorprende invece, in senso estremamente positivo, che nella prefazione al libro l'attuale allenatore della nazionale di calcio italiana, Cesare Prandelli, scriva tra l'altro che

"Nel mondo del calcio e dello sport resiste ancora il tabu nei confronti dell'omosessualita, mentre ognuno deve vivere liberamente sè stesso, i propri desideri e i propri sentimenti. Dobbiamo tutti impegnarci per una cultura dello sport che rispetti l'individuo in ogni manifestazione della sua verità e della sua libertà".
 
Se a questo aggiungiamo che, nell'augurarsi che anche nel calcio qualche giocatore abbia il coraggio di rivelarsi, Prandelli usi correttamente il termine "Coming Out", credo che possiamo parlare di vero e proprio miracolo.

6 commenti:

  1. nel calcio la vedo dura... francamente non mi piace questa storia di parlare per gli altri. Cecchi Paone pensasse a se stesso, che se non veniva fuori la storia delle corna alla moglie col cavolo che ora parlava di omosessualità!

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  2. mah, sai, avrebbe potuto anche negare come fanno molti. E comunque le storie che racconta sono storie pubbliche, credo pochissime relative all'italia, dove nello sport l'omofobia è tutt'ora dilagante. Non so se è citata nel libro, ma conosco una storia terribile di un calciatore inglese che molti anni fa fece coming out e non gli andò molto bene, purtroppo

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  3. Eh..lo sport...il rispetto andrebbe promosso in ogni campo.Certo è che quello dello sport è un gruppo un pò chiuso..ma in fondo..lo son un pò tutti.
    Ps: io,scusatemi la franchezza, mi sto un pò demoralizzando.Con tutti 'sti comingi out a noi etero che rimane?Voglio dire..i gai sono belli,simpatici,intelligenti..te li sogni e attacchi i loro poster e quando scopri che sono gay ti mordi ancor di più i gomiti: se prima potevi sperare nel Mago Zurlì,ora devi gettare la spugna e rassegnarti(o sperare di morire e reincarnarti presto in un gay anche tu), non ti noteranno mai uff..sigh..sob.. :-( Uff..a noi sempre la seconda scelta...

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  4. Ele ... non ti sentirai mica discriminata in quanto maggioranza, vero? Poi i gay non sono tutti belli, simpatici e intelligenti, non più diquanto lo siano gli etero.

    Lo sport dovrebbe essere il tipico contesto im cui non conta il tuo orientamento sessuale ma solo la tua abilità, quindi dovrebbe essere un ambiente più aperto di altri. Ma non è così.

    Dai, che se anche tu bella, simpatica ed intelligente nonostante tu sia etero!

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  5. Old,la tua ultima frase mi suona di "contentino";-)ehehehehe Discriminata?Io?Macchè!é che il mercato,ahimè,offre poco.Quindi,mi tengo l'homo swiffer...Oh beh,certo,mica tutti tutti i gay son simpatici,intelligenti ecc..prendi uno come Malgioglio,per esempio...Però,guarda..paragonati agli etero,direi che ci trovi un bel pò di variegatura in più.
    Secondo me l'orientamento sessuale non dovrebbe riguardare nessun ambito. Agli etero mica chiedono come lo fanno..eppure alcuni lo fan in modo così strano e "poco ortodosso",per ognuno..E che dire dei gusti alquanto bizzarri di alcuni/e? C'è di che far consulti con gli psico,per capire come fanno a metter in moto la libido difronte a certe persone.Eppure,siccome sono etero,non si indaga. Non è corretto,giusto.Non è equanime e non è morale.No,la sessualità in genere,dovrebbe esser una cosa privata,appartenente ai gusti e alle identità di ognuno. E non dovrebbe pregiudicare nulla.

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  6. @Ele: cercavo di essere consolatorio. Sul resto, sfondi una porta aperta, e tra l'altro, si, siamo tutti, a modo nostro, un po' poco ortodossi, per un motivo od un altro, perchè la normalità non esiste

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